De Paolis, Federica - Pensiero madre

Jessamine

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TRAMA
17 tra le scrittrici più talentuose del panorama italiano si confrontano con l’idea della maternità.

Le donne crescono avvertite che un giorno per loro scatterà l’orologio biologico. È un’informazione leggendaria, che risale a un tempo indefinito e lontano: ogni donna la custodisce. Ogni donna immagina che sarà madre. È un proscenio cui è impossibile sottrarsi, fa parte di un processo naturale, indomabile. Per ognuna è un mondo a sé. Una storia diversa. Ogni “orologio biologico” ha un suo scadere, un “carattere”, un incedere.
PENSIERO MADRE raccoglie le storie di diciassette scrittrici che danno voce a un mosaico corale con diverse sfaccettature, ma il tono che si respira è di una generazione femminile salda e decisa, consapevole.
Una voce unica serpeggia nell’assunzione di un’assoluta determinazione: per queste donne-scrittrici essere o non essere madre non ha sfumature.

“Questo libro è un ventaglio di esperienze, inventate o autobiografiche non fa differenza. C’è ironia e disincanto, paura, desiderio, inquietudine, forza e incertezza. Una risposta polifonica a una sola domanda, la più antica di tutte.”

Le autrici: Simona Baldanzi, Chiara Barzini, Ilaria Bernardini, Cinzia Bomoll, Caterina Bonvicini, Gaja Cenciarelli, Silvia Cossu, Camilla Costanzo, Carla D’Alessio, Gaia Manzini, Kamin Mohammadi, Melissa Panarello, Gilda Policastro, Veronica Raimo, Taiye Selasi, Simona Sparaco, Chiara Valerio.


COMMENTO
Sto cominciando a pensare di essere piuttosto acida, in questo periodo. Riguardando la mia libreria, non c'è un singolo libro letto nello scorso mese che mi abbia convinta, e sto iniziando a chiedermi se il problema, più che dei libri, sia mio.
Questo "Pensiero Madre" riposa fra la pila dei libri da leggere da un anno e mezzo circa, ma ogni volta che ero tentata di prenderlo in mano, rimandavo. Rimandavo perché ero talmente convinta che sarebbe stato uno dei miei libri preferiti, che volevo leggerlo nel momento giusto, volevo godermelo, non volevo rovinarmi l'attesa.
La copertina di questa raccolta di racconti è una delle cose più belle che io abbia mai visto, e la tematica è qualcosa che mi sta moltissimo, ma davvero moltissimo a cuore.
Speravo di ascoltare voci diverse, di commuovermi, di arrabbiarmi, e invece, su diciassette racconti, non ce n'è nemmeno uno che mi abbia convinta del tutto.
La voce, sotto sotto, mi è sembrata sempre la stessa: quella di qualcuno che scrive perché ama leggersi, quella di chi si compiace dell'effetto di una frase con una spocchia davvero fastidiosa.
I racconti, tutti, non arrivano mai a problematizzare davvero niente: sono tutti artificiosi, approssimativi d'una banalità disarmante.
Ci speravo tanto, in questi racconti, ma niente, non è andata.
 
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