48° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Eccoci qui, in procinto di iniziare il 48° nuovo Poeticforum alle soglie del 2020.
Qualcuno vuole proporre un tema per le poesie che verranno da noi indicate (sempre una a testa) e poi commentate? O è più semplice procedere in libertà?
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Ogni tanto ripropongo la cara Vivian Lamarque

IL SIGNORE INTOCCABILE
Nei sogni baciabilissimo
intoccabile come un filo scoperto nella realtà
era quel signore.
Allora come fare?
Bastava confondere un poco sogno e realtà
cancellare con una bianca gomma
l’inutile linea di confine.
 

qweedy

Well-known member
Ehi!! Non mi lascerete sola!

Certo che no!


Gli altri sono troppi, per me.
Ho un cuore eremita.
Sono impastata di silenzio e di vento.
Sono antica.
Mi pento ogni volta che vado
lontano dal mio stare lento
nelle velocità della sera,
nelle auto schizzate di pianto.
Col loro buio abitacolo.
E se sfreccio a volte
sulla modesta moto, è per cantare
a gola stesa l’ultimo del paradiso
fare il mio guizzo pericoloso
con tutto quel vento nel petto
seminare parole beate
nel panorama nervoso.

Mariangela Gualtieri
 

Shoshin

Well-known member
AURIGA


Nella mia caccia al sole, ho già superato

i cinquant'anni, sempre fanciullo. Mi vergogno

ad accorciare il passo. La mia mano tesa

corre, spicca il volo, si libra, scende

ad afferrare la luce. Cerco di fare in tempo

a diventare l'auriga di questa luce

sul mondo.

Nikiforos Vrettakos
(da Paralipomeni)
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Qualcun altro vuole proporre una poesia? :) Proponete anche se poi non parteciperete alla fase dei commenti, non importa.
 

Shoshin

Well-known member
Lascia che passino questi giorni,
lascia che passino questi anni,
e intanto
godi il regalo della luce
del cielo di dicembre,
tanto discreta
che è quasi solo trasparenza,
non dà fastidio ed è bellissima.

Ángel González


Dal mio quaderno delle poesie.
Scritte tutte a mano copiate dal web
oppure dai libri:)
 

Starling

New member
Lascia che passino questi giorni,
lascia che passino questi anni,
e intanto
godi il regalo della luce
del cielo di dicembre,
tanto discreta
che è quasi solo trasparenza,
non dà fastidio ed è bellissima.

Ángel González


Dal mio quaderno delle poesie.
Scritte tutte a mano copiate dal web
oppure dai libri:)

Sbaglierò certamente ma penso che questa poesia voglia trasmettere un'idea di vita vissuta con leggerezza ed allegria, godendo anche della luce pallida di dicembre. Mi ha trasmesso una sensazione di pace e dolcezza. Molto bella. Grazie Shoshin :D
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Visto che Shoshin ha fatto una seconda proposta e che siamo in pochi, chi vuole faccia altrettanto.
 

Starling

New member
Propongo quest'immaginifica poesia di Pablo Neruda:

Un giorno vestito a lutto cade dalle campane,
come un trepido tessuto vagamente di vedova,
è un colore, un sonno
di ciliegie affondate nella terra,
è uno strascico di fumo che giunge senza tregua
a mutare il colore dell'acqua e dei baci.

Non so se mi capite: quando dall'alto
si avvicina la notte, quando il solitario poeta
ode alla finestra correre il corsiero dell'autunno
e le foglie della paura calpestata crepitano nelle sue arterie,
c'è qualcosa nel cielo, grosso come una lingua
di bue, qualcosa nel dubbio del cielo e dell'aria.

Tornano le cose al loro posto,
l'avvocato inevitabile, le mani, l'olio
le bottiglie,
tutti gli indizi della vita: i letti,
soprattutto,
sono pieni di un liquido cruento,
la gente affida i segreti a loschi orecchi,
gli assassini scendono scale,
ma non è questo, è il vecchio galoppo,
il cavallo del vecchio autunno che trema e dura.
Il cavallo del vecchio autunno ha la barba rossa
la bava della paura gli copre le mascelle
e l'aria che lo segue è simile all'oceano
e profuma di un vago marciume sotterrato.

Tutti i giorni scenda dal cielo un colore di cenere
che le colombe devono spartire sulla terra:
la corda che l'oblio e le lacrime intrecciano,
il tempo che ha dormito lunghi anni
nelle campane,
tutto,
i vecchi abiti tarlati, le donne che vedono venire la neve,
i papaveri neri che nessuno può
contemplare senza morire,
tutto cade tra le mani che sollevo
in mezzo alla pioggia.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Iniziamo :)

IL SIGNORE INTOCCABILE

Nei sogni baciabilissimo
intoccabile come un filo scoperto nella realtà
era quel signore.
Allora come fare?
Bastava confondere un poco sogno e realtà
cancellare con una bianca gomma
l’inutile linea di confine.

Vivian Lamarque
 

qweedy

Well-known member
Adoro Vivian Lamarque, la poetessa bambina, con le sue parole trasforma la vita in una fiaba, anche se i dolori restano tali. Toni leggeri per temi dolorosi, levità, grazia e armonia in una poesia diretta, che arriva immediatamente al lettore.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Adorabile Vivian Lamarque, con il suo sguardo sul mondo eternamente incantato.
Questa poesia per me incarna un sogno bellissimo, che il confine tra fantasia e realtà non esista o che, se c'è, la linea di confine sia inutile. Solo a leggere questi pochi versi mi sento bene. Anche perché conosco alcuni signori difficilmente raggiungibili nella realtà e facilmente nella fantasia :mrgreen:
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Ecco la prossima poesia :)


Gli altri sono troppi, per me.
Ho un cuore eremita.
Sono impastata di silenzio e di vento.
Sono antica.
Mi pento ogni volta che vado
lontano dal mio stare lento
nelle velocità della sera,
nelle auto schizzate di pianto.
Col loro buio abitacolo.
E se sfreccio a volte
sulla modesta moto, è per cantare
a gola stesa l’ultimo del paradiso
fare il mio guizzo pericoloso
con tutto quel vento nel petto
seminare parole beate
nel panorama nervoso.

Mariangela Gualtieri
 

qweedy

Well-known member
Ecco la prossima poesia :)


Gli altri sono troppi, per me.
Ho un cuore eremita.
Sono impastata di silenzio e di vento.
Sono antica.
Mi pento ogni volta che vado
lontano dal mio stare lento
nelle velocità della sera,
nelle auto schizzate di pianto.
Col loro buio abitacolo.
E se sfreccio a volte
sulla modesta moto, è per cantare
a gola stesa l’ultimo del paradiso
fare il mio guizzo pericoloso
con tutto quel vento nel petto
seminare parole beate
nel panorama nervoso.

Mariangela Gualtieri


La poetessa esprime il disagio di chi vive in questo mondo rumoroso, frettoloso, stressato, sentendosi fuori posto, "antica". Il frastuono e la fretta, i social e i cellulari, impediscono l'ascolto interiore e il dialogo intimo della persona con se stessa. L'intromissione eccessiva del mondo toglie spazio all'interiorità, cercando di tenere il passo con la vita frenetica, veloce e stressante di oggi si perdono parti importante di sè.

Copio le sue parole:

"L’assillo dei telefoni cellulari, ad esempio, questo canale continuamente aperto con tutto il folto gruppo di persone che costituiscono per ciascuno il proprio mondo; ecco, questa possibilità che in qualunque istante qualcuno possa intromettersi fra me e me, fra me e la mia preghiera, fra me e il mio ascolto, fra me e la mia demenza perseguita, o fra me e la mia più brillante follia, fra me e il mio abbandono… Come si può servire un’arte, una vocazione, lasciando la porta aperta a qualunque intromissione? C’è una troppo fitta rete di frequentazione fra umani e questo indebolisce la salutare, vitale relazione di ciascuno col proprio sé e col proprio silenzio.

Senza silenzio, io credo, non si arriva alla sala del trono. Senza silenzio non ci vengono riempite le mani di doni. E il silenzio è uno degli elementi naturali, il quinto, secondo me: acqua aria fuoco terra e silenzio. Soprattutto mi preoccupa negli adolescenti questo diminuito dialogo di ognuno con se stesso, sempre impedito appunto dalle varie fascinazioni tecnologiche.

Da ultimo vorrei ricordare che la poesia ha proprio questa peculiarità: è parola che tiene con sé il silenzio, parola che ha al proprio centro il silenzio, a differenza della narrativa che pone al centro la parola stessa. Credo che ogni poeta sia esperto di silenzio."
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Questa poesia mostra il silenzio e la solitudine come qualcosa di suggestivo, qualcosa non da evitare ma da perseguire, e non li associa ai pensieri negativi, tutt'altro.
Mi piace "sentire" la poetessa ribadire con orgoglio il suo cuore eremita e sentirla dire che "gli altri sono troppi". Mi ci ritrovo.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Inserisco la prossima poesia

AURIGA


Nella mia caccia al sole, ho già superato

i cinquant'anni, sempre fanciullo. Mi vergogno

ad accorciare il passo. La mia mano tesa

corre, spicca il volo, si libra, scende

ad afferrare la luce. Cerco di fare in tempo

a diventare l'auriga di questa luce

sul mondo.

Nikiforos Vrettakos
(da Paralipomeni)
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Non ho chiaro il significato del termine "auriga" in questo contesto. Mi sembra che la poesia parli di qualcuno che, malgrado la veneranda età, si sente ancora addosso uno spirito fanciullesco e tanta voglia di andare avanti veloce, di non fermarsi. Trasmette vitalità. Anche se dai, mica tanto veneranda, 50 anni che vuoi che siano :mrgreen:
 
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