Bardugo, Leigh - Sei di corvi

Jessamine

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Trama:

A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c'è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, detto anche Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare. Un giorno Brekker viene avvicinato da uno dei più ricchi e potenti mercanti della città e gli viene offerta una ricompensa esorbitante a patto che riesca a liberare lo scienziato Bo Yul-Bayur dalla leggendaria Corte di Ghiaccio, una fortezza considerata da tutti inespugnabile. Una missione impossibile che Kaz non è in grado di affrontare da solo. Assoldati i cinque compagni di avventura - un detenuto con sete di vendetta, un tiratore scelto col vizio del gioco, uno scappato di casa con un passato da privilegiato, una spia che tutti chiamano lo "Spettro", una ragazza dotata di poteri magici -, ladri e delinquenti con capacità fuori dal comune e così disperati da non tirarsi indietro nemmeno davanti alla possibilità concreta di non fare più ritorno a casa, Kaz è pronto a tentare l'ambizioso quanto azzardato colpo. Per riuscirci, però, lui e i suoi compagni dovranno imparare a lavorare in squadra e a fidarsi l'uno dell'altro, perché il loro potenziale può sì condurli a compiere grandi cose, ma anche provocare grossi danni...

Commento
Non sono molto lucida, in questo periodo.
In generale, non credo di avere nessuna competenza per scrivere dei commenti che possano ammantarsi dell'aura della recensione, e di certo ora non ne ho la lucidità: sto sopravvivendo a questa quarantena alternando la rilettura dei quattro libri di "Piccole donne" a fantasy per ragazzi (io che, di fantasy, ci capisco quanto capisco di meccanica, ossia nulla).
Insomma, questo libro mi è piaciuto da impazzire, e mi è piaciuto in modo del tutto irrazionale.
Quindi, prima di perdere definitivamente ogni capacità critica, mi obbligo a spremere fuori le note negative.
Innanzitutto, l'età dei personaggi: non ha senso, non ha il minimo senso obbligare il lettore a mettersi in mente che questi personaggi abbiano tra i quindici e i diciotto anni. Non c'erano ragioni di renderli così giovani, perché per la trama avrebbe avuto perfettamente senso aggiungere loro i dieci anni che li avrebbero resi realistici, ed è un peccato andare a togliere credibilità solo perché, a quanto pare, se scrivi fantasy devi scrivere YA.
Inoltre, per quanto io abbia amato molto l'attenzione con cui ogni "coppia" è costruita, ho trovato davvero forzato che, guarda un po', abbiamo sei protagonisti, giusti giusti per far saltare fuori tre interessi romantici. Sono storie meravigliose, ma insomma, mi sono sentita un po' presa in giro. O forse sono solo un po' fuori target, ecco.
Infine, negli ultimi capitoli l'azione è un po' troppo confusa, le cose vanno troppo bene anche quando va tutto male, e i trucchi che portano alla risoluzione della situazione sono davvero un po' troppo sensazionali.

Ecco, ora che mi sono tolta un peso dalla coscienza e ho finto anche io di essere una lettrice dotata di spirito critico, posso anche dire che di questi difetti non me n'è fregato proprio niente.
Ho adorato tutto di questo libro, a partire dall'ambientazione cupa e soffocante di Ketterdam, una cittadina che si regge su bordelli fatisdenti e case da gioco dalle fondamenta marce, una cittadina fatta di strade sporche e bande criminali che cercano di strapparsi un brandello di ricchezza.
Ho amato tutto il sistema magico dei Grisha, e come la Bardugo è riuscita a inserirlo in un sistema politico complesso, variegato e interessantissimo (so che questo, in particolare, è stato approfondito in un'altra trilogia, ma già quello che emerge qui mi ha affascinata molto).
E ho amato i personaggi. Ho amato soprattutto i personaggi. In realtà, di tutta la missione in sé non mi è mai importato molto (non perché non fosse interessante, ci mancherebbe): ciò che mi ha tenuta incollata alle pagine sono stati proprio i personaggi. Che sono diversi e variegati, ma costruiti divinamente. Ognuno di loro ha un passato difficile, seppur per versi molto diversi, e ognuno di loro ha ferite e traumi, insicurezze, facciate e scopi diversi. Ho molto apprezzato come la Bardugo abbia saputo tratteggiare in modo realistico e molto rispettoso qualsiasi trauma: non sono personaggi con una storia tragica solo per il gusto di avere personaggi "belli e dannati", ma sono personaggi vivi, reali, tratteggiati a tutto tondo e in maniera esemplare. E sì, forse frammentare la narrazione su tanti punti di vista, costellando una missione avventurosa di momenti riflessivi dove si va a scavare nel passato dei personaggi coinvolti può risultare un po'un azzardo, ma è stata anche la chiave perfetta per conquistarmi definitivamente.
In questo libro c'è tutto ciò che io cerco in un romanzo del genere. E ci sono dei difetti, sì, ma chissenefrega.

Non vedo l'ora che venga il mio turno di mettere le mani sull'ebook de "Il regno corrotto" (maledetta quarantena che ha fatto scoprire a troppa gente le gioie di MLOL).
 
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