Cercas, Javier - Terra Alta

qweedy

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"Un crimine spaventoso sconvolge una quieta cittadina nel Sud della Catalogna: i proprietari dell’azienda più impor*tante della zona, le Gráficas Adell, vengo*no trovati morti, con segni evidenti di feroci torture. Il caso è asse*gnato a Melchor Marín, giovane poliziotto e appassionato lettore, alle spalle un passato oscuro e un atto di eroismo quasi involontario, che lo ha fatto diventare la leggenda del corpo e lo ha costretto a lasciare Barcellona. Stabilitosi in questa piccola regione dal nome evocativo di Terra Alta, crede di aver seppellito l’odio e la voglia di riscatto sotto una vita felice, grazie all’amore di Olga, la bibliotecaria del paese, dalla quale ha avuto una figlia, Cosette. Lo stesso nome della figlia di Jean Valjean, il protagonista dei Miserabili, il suo romanzo prefe*rito. L’indagine si dipana a ritmo serrato, coinvolgendo temi come il conflitto tra giusti*zia formale e giustizia sostanziale, tra rispetto della legge e legittimità della vendetta."

Cosa accade quando la giustizia diventa la più grande tra le ingiustizie?
Questa storia tradotta da Bruno Arpaia raggiunge la sua vetta più alta nel finale. Una scrittura asciutta che rende bene le asperità della Terra Alta e dei suoi abitanti.
E' riduttivo definirlo un thriller, perchè è molto di più. E' un romanzo che celebra l'importanza della letteratura per la vita degli uomini. il romanzo è incentrato sulla figura di Melchor, figlio di una prostituta, segnato dalle sue perdite, ossessionato da chi usa violenza contro le donne, segnato dalla lettura de I Miserabili, il cui personaggio, Javert, è una sorta di suo alter ego, eroe per caso, esiliato per scelta altrui, innamorato profondamente di Olga, destinato a rimanere nella Terra Alta, dove intreccia dei legami, dove nasce e cresce la figlioletta Cosette.
Veramente un bel personaggio maschile, un antieroe che rileggendo "I miserabili", riflette su “giustizia formale” e “giustizia sostanziale”, tra rispetto della legge e legittimità della vendetta, si identifica con Javert ma il suo percorso di maturazione può essere letto senza forzature in parallelo al percorso di maturazione che Hugo fa vivere a Jean Valjean ne I miserabili.

Vincitore del Premio Planeta 2019, uno dei più importanti riconoscimenti letterari spagnoli.

Consigliato, non è solo un giallo. E' il primo libro che leggo di quest'autore, ma non sarà l'ultimo.


«Una terra di perdenti. Nessuno vuole bene a questa zona, è questa la verità, e la prova è che si ricordano di noi soltanto per bombardarci. Per cosa siamo conosciuti fuori da qui? Per la battaglia più feroce che si sia mai svolta in questo paese, una tempesta di fuoco degna di un castigo biblico, un’apocalisse che ha ucciso ragazzi di mezzo mondo. Quella battaglia, in cui naturalmente noi contavamo come il due di coppe, ha lasciato questa terra trasformata in una landa ancora più nera di quello che era, in un posto dove ottant’anni dopo può trovare rottami bellici nei campi, e se non ne trova molti di più è perché per anni noi stessi li abbiamo raccolti e venduti, per non morire di fame. È questa la Terra Alta.»

“Quella mattina stessa cominciò a leggere il romanzo. Lo fece con una totale mancanza di convinzione, però, influenzato dal commento del Francese, lo fece anche come se non fosse lui a leggere il romanzo ma il romanzo a leggere lui, e dopo cento pagine, arrivato all’episodio in cui Jean Valjean, appena lasciato il carcere, vaga per la città in cerca di rifugio senza che nessuno lo accolga, affamato, intirizzito, esausto e cencioso, si accorse che le lacrime gli stavano rigando le guance”.
 
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