54° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

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Dopo una breve sosta dovuta alla distrazione da concorso letterario :mrgreen: riprendiamo il Poeticforum...chi vuole proporre una poesia, sua o no?
 

alessandra

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Pathurnia

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"Certi pomeriggi non risponde al telefono" di ANNE CARSON

anne-carson


È Febbraio. Il ghiaccio è ovunque. Si notano vari livelli di ghiaccio.
I suoi colori— azzurro bianco marrone grigionero argento—variano.
C’è ghiaccio che ha al centro dei pezzetti di ghiaia o di ombre.
Ce n’è di liscio come un fianco, che non riesci a starci in piedi.
Standoci sopra il vento si assottiglia, a brandelli.
Tutto ciò che volevamo, si sbrindella.
I piccoli non riescono a starci sopra.
Non una lettera, non un colpo di lettera, può starci.
Ciecamente—ciò che dal mondo vi è giunto—s’infiamma.
È Febbraio. Il ghiaccio è ovunque. Si notano vari livelli di ghiaccio.
 

Shoshin

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Ascolto

Ascolto ma non so
Se ciò che sento è silenzio
O dio

Ascolto senza sapere se sto sentendo
Il risuonare delle pianure del vuoto
O la coscienza attenta
Che nei confini dell’universo
Mi decifra e fissa

So appena che cammino come chi
È guardato amato e conosciuto
E per questo in ogni gesto metto
Solennità e rischio.

Sophia de Mello Breyner Andresen

In questo periodo mi sono messa all'ascolto delle sue poesie.
Non so spiegare bene il perché,mi ci sono quasi aggrappata.
 

Pathurnia

Member
Con un tono apparentemente dimesso l'autore riesce ad evocare lo smarrimento di un uomo davanti al mistero dell'amore e della vita.
Poesia che apre scenari infiniti, quindi Poesia con la P maiuscola.

Pathurnia
 

alessandra

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A me è piaciuto il modo in cui entra nel dettaglio del suo sogno a occhi aperti, quello della targhetta, e il paragone con la questione degli occhi congiunti del figlio, efficace tanto da disturbare un po' l'animo del lettore (o, almeno, il mio). Non si sofferma sull'ultima cosa, quasi facesse troppo male.
 

alessandra

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Prossima poesia.....

anne-carson
[h=2]"Certi pomeriggi non risponde al telefono" di ANNE CARSON[/h]
È Febbraio. Il ghiaccio è ovunque. Si notano vari livelli di ghiaccio.
I suoi colori— azzurro bianco marrone grigionero argento—variano.
C’è ghiaccio che ha al centro dei pezzetti di ghiaia o di ombre.
Ce n’è di liscio come un fianco, che non riesci a starci in piedi.
Standoci sopra il vento si assottiglia, a brandelli.
Tutto ciò che volevamo, si sbrindella.
I piccoli non riescono a starci sopra.
Non una lettera, non un colpo di lettera, può starci.
Ciecamente—ciò che dal mondo vi è giunto—s’infiamma.
È Febbraio. Il ghiaccio è ovunque. Si notano vari livelli di ghiaccio.
 

Pathurnia

Member
Sarebbe riduttivo dire che questa poesia mi è piaciuta. Forse potrei dire che mi ha incantata, immergendomi in un mondo di gelo e silenzio. Ma anche di dolore. Ho estratto questa poesia da un gruppo di composizioni che l’autrice dedica in gran parte alla madre. Per questo motivo, ma anche a causa del titolo, ho immaginato che tutto quel ghiaccio possa essere il “correlativo oggettivo” di una pena immensa, dovuta alla mancanza di comunicazione.
Naturalmente non ci è dato sapere il perché di tale gelo fra le due donne.
Potrebbe trattarsi di ostilità, di un vecchio rancore?
Potrebbe essere una madre indifferente e distanziante?
O piuttosto sotto la mancata risposta potrebbe nascondersi l’annullamento senile degli affetti e delle memorie? Qualunque sia la vicenda che si nasconde sotto la trama di immagini splendenti e disperate, la poesia evoca una sofferenza immane.
Trasformare una pena così intensa in bellezza è il dono della poesia.

Ciao
Pathurnia
 

alessandra

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Dopo aver letto le considerazioni di Pathurnia la poesia, che ho trovato molto criptica, mi è apparsa più chiara e mi ha permesso di darle un senso, titolo compreso, e di rileggere questi versi pensando all'incomunicabilità tra la poetessa e una madre certamente sofferente, al loro rapporto magari figlio di una forte depressione (della madre), che cambia "colore" a seconda del momento, ma non cambia la materia di cui è fatta, il ghiaccio. Molto bella perché trasmette benissimo, quasi fisicamente, al lettore la sensazione del gelo.
 

alessandra

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Ed ecco la prossima poesia, poi passeremo al 1° Poeticforum del 2021 :)

Ascolto ma non so
Se ciò che sento è silenzio
O dio

Ascolto senza sapere se sto sentendo
Il risuonare delle pianure del vuoto
O la coscienza attenta
Che nei confini dell’universo
Mi decifra e fissa

So appena che cammino come chi
È guardato amato e conosciuto
E per questo in ogni gesto metto
Solennità e rischio.

Sophia de Mello Breyner Andresen
 

Pathurnia

Member
4
Interessante descrizione di un momento di accordo fra il soggetto e il cosmo.
Personalmente non amo molto le poesie scritte in prima persona, comunque l'idea che un individuo trovi il proprio posto nell'universo perché è stato amato ed accettato è del tutto condivisibile.

Pathurnia

P.s.: ripensando a questa poesia mi è venuto in mente il verso di Danilo Dolci: <<ciascuno cresce solo se sognato>>, che mi sembra la cosa più bella che sia mai stata detta.
 
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alessandra

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Forse sbaglio ma l'ho interpretata in senso religioso, come se la poetessa razionalmente avesse dei dubbi - silenzio o dio? Vuoto o coscienza che mi decifra e fissa?
- ma allo stesso tempo sentisse, d'istinto, che qualcuno lassù la guarda, la ama e la conosce, e per questo agisse con solennità e sicurezza. Qualsiasi cosa significhi, sono versi che mi trasmettono empatia e un senso di spiritualità, per me versi molto belli, azzeccati.
 
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