56° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Eccoci giunti al nuovo appuntamento con la poesia!
Forumlibrosi grandi e piccini, alti e bassi, magri e grassi, cosa aspettate a partecipare a questo incontro?
Attendo le vostre proposte, tristi o allegre, scritte da voi o da altri...sotto a chi tocca! :BLABLA
 

Evy

Member SuperNova
Una malinconia che sfuma e si perde in un sospiro,
Mentre il cielo si colora di speranza
Lasciandosi dietro un altro giorno non vissuto.
Attimi, sensazioni,
racchiusi in una foto.
Vite sospese mentre il sole...
Il sole torna domani.

Una delle ultime poesie che ho scritto.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Il Poeta Pescatore

Invecchiando percepisco
che la vita ha la coda in bocca
e gli altri poeti gli altri pittori
non significano più alcun genere di competizione
È il cielo a lanciare la sfida
il cielo ha bisogno di decifrare
anche se gli astronomi si sforzano di sentirlo
con le loro enormi orecchie elettriche
il cielo che ci sussurra costantemente
gli ultimi segreti dell’universo
il cielo che respira dentro e fuori
come fosse l’interno di una bocca
del cosmo
il cielo che è anche la sponda della terra
e anche quella del mare
il cielo con le sue molte voci e nessun dio
il cielo che racchiude un mare di suoni
e di echi che ci rimanda
come in un’onda contro la parete del mare
Poesie intere dizionari interi
arrotolati in un rombo di tuono
E ogni tramonto un action painting
e ogni nuvola un libro di ombre
attraverso le quali volano selvagge
le vocali degli uccelli che stanno per gridare
E il cielo è chiaro per il pescatore
anche se è coperto
Lo vede per quello che è:
uno specchio del mare sul punto di crollare su di lui
sulla barca di legno al cupo orizzonte
Dobbiamo pensarlo come poeta per sempre faccia a faccia con la vecchia realtà
dove gli uccelli non volano mai prima della tempesta
E lui sa quello che verrà giù
prima dell’alba
e lui è la sua migliore vedetta
ascoltando il suono dell’universo
e cantando le sue visioni
della terra dei vivi

Lawrence Ferlinghetti
 

Pathurnia

Member
E IL CIELO CADE di Alberto Dubito (Alberto Feltrin)

E IL CIELO CADE!

Sulle strade deserte, orchestre di sintetizzatori
regine di cuori transessuali in tacchi e spilli sotto i lampioni
sugli orizzonti sordi e sordide albe all’antrace
sulle nostre mani sudate sugli intercity notturni
su questa primavera che scoppia a piangere assieme
a un’altra guerra Democrazia, petroliere e scuse altre
su queste notti plumbee quanto acide
sui suicidi ammazzati in carcere

E IL CIELO CADE!

Su tutte le metafore e le religioni consolidate
sulle regioni del nostro cuore dimagrite
sulle loro teste, uomini indegni della spina dorsale
sui manganelli sulle macchie di sangue nelle questure
sui vostri schermi all’asma sulla cultura fantasma
sui parlamentari pregiudicati o pagati per mezzo voto
su questa identità nazionale fondata sul Vuoto...

E IL CIELO CADE!

Sui nostri futuri prossimi Ci cade sui piedi
sulle due di pomeriggio che san di caffeina&dentifricio
sacrificio&nicotina Ho le suole consumate due giorni
che cammino le retine bruciate è ancora quasi notte,
bonjour baby
tu dormi che è ancora notte
malavita malacarne malafemmina maledetta ma la pianti di
ammalarmi?
parafrasi di queste periferie mal illuminate
fuori cemento armato di pazienza, strade sfollate nuvole basse
e gonfie
e caserme e sirene era un amore per scherzo a 40hz
e mai l’arrivederci fu così un Addio

Noi smetteremo di perdere! (ci dicevamo)
i bus, nelle tasche interne, il lavoro, sempre nero sempre meno,
i sensi delle parole e queste guerre
noi smetteremo di perdere!
le cause perse viscidi abusi di potere, le giornate consumate
e altre cose che ricordo male

(Fatto sta, che il cielo non cade e mai cadrà)


(ricerca eseguita da Pathurnia: erravamo giovani stranieri - Alberto Dubitowww.albertodubito.it › PDF › egs_integrale_affiancatoPDF
)
 
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alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Iniziamo dalla poesia della nostra Evy, che ci mancava (bentornata nel Poeticforum!):D


Una malinconia che sfuma e si perde in un sospiro,
Mentre il cielo si colora di speranza
Lasciandosi dietro un altro giorno non vissuto.
Attimi, sensazioni,
racchiusi in una foto.
Vite sospese mentre il sole...
Il sole torna domani.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Questa poesia potrei averla scritta io...
Ha uno stile semplice ma empatico, ci si può facilmente rispecchiare.
Lasciandosi dietro un altro giorno non vissuto
Ormai tutti i miei giorni sono così, sprecati e velati di malinconia per il passato che fu.
Non so se sia meglio aver vissuto e serbarne il ricordo in eterno oppure non aver mai vissuto davvero così da non sentirne la mancanza.
Riporto un verso di una canzone dell'ultimo Sanremo che mi ha colpita e mi sembra attinente:
E non voglio dimenticare niente
Però fa male ricordarsi tutto quanto

La chiusa finale è quella della mia vita, o meglio, l'aspettativa della mia vita...
Andare a dormire con la speranza (perché certezza non può essere) che il giorno dopo il sole tornerà, sia quello reale di cui ho bisogno per riscaldare le mie membra e il mio cuore, sia quello metaforico che serve come luce per illuminare le mie giornate sospese.
Altro non dico per ora, tranne... Grazie. Evy :ABBB
 
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Pathurnia

Member
Non c'è molto altro da aggiungere. Le poesie di Evy mi fanno immaginare una donna sensibile e pensosa.........
Pathurnia
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
La poesia inizia con toni malinconici, descrivendo una o tante giornate di questo lungo periodo. Ma non manca il verso sulla speranza, e soprattutto quell'ultima frase "Il sole torna domani" è un'esplosione di ottimismo e di vitalità che sembra stravolgere il punto di vista di chi scrive ma anche di chi legge. Sensibile e pensosa, sì, anch'io la immagino così Evy, ma allo stesso tempo una che non si perde facilmente d'animo.
 

Evy

Member SuperNova
Mi fa tanto piacere che riusciate a conoscermi tramite le mie parole.
È una delle poche poesie che ho scritto in questo periodo, perché non voglio essere influenzata da ciò che sta succedendo.
Grazie
P. S. Minerva io penso che aver vissuto certe sensazioni sia meglio di non averle provate.
E di tenere il ricordo delle cose belle.
:ABBB
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Passiamo alla prossima...

Il Poeta Pescatore

Invecchiando percepisco
che la vita ha la coda in bocca
e gli altri poeti gli altri pittori
non significano più alcun genere di competizione
È il cielo a lanciare la sfida
il cielo ha bisogno di decifrare
anche se gli astronomi si sforzano di sentirlo
con le loro enormi orecchie elettriche
il cielo che ci sussurra costantemente
gli ultimi segreti dell’universo
il cielo che respira dentro e fuori
come fosse l’interno di una bocca
del cosmo
il cielo che è anche la sponda della terra
e anche quella del mare
il cielo con le sue molte voci e nessun dio
il cielo che racchiude un mare di suoni
e di echi che ci rimanda
come in un’onda contro la parete del mare
Poesie intere dizionari interi
arrotolati in un rombo di tuono
E ogni tramonto un action painting
e ogni nuvola un libro di ombre
attraverso le quali volano selvagge
le vocali degli uccelli che stanno per gridare
E il cielo è chiaro per il pescatore
anche se è coperto
Lo vede per quello che è:
uno specchio del mare sul punto di crollare su di lui
sulla barca di legno al cupo orizzonte
Dobbiamo pensarlo come poeta per sempre faccia a faccia con la vecchia realtà
dove gli uccelli non volano mai prima della tempesta
E lui sa quello che verrà giù
prima dell’alba
e lui è la sua migliore vedetta
ascoltando il suono dell’universo
e cantando le sue visioni
della terra dei vivi

Lawrence Ferlinghetti
 

Pathurnia

Member
Stupendo momento mistico-lisergico di fusione e contemplazione dell'universo.
Il tono mi sembra incantato, innamorato della realtà che viene colta nella sua infinita capacità di essere mutevole e sorprendente.
A livello soggettivo da questa poesia traggo un'emozione di felicità e appagamento
Pathurnia
 
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alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Non so quando il poeta l'abbia scritta rispettivamente alla sua morte, però mi piace pensare che abbia il sapore di un testamento spirituale. "Invecchiando percepisco che la vita ha la coda in bocca"; percepisce che la sua vita non potrà ormai durare tanto, e con la saggezza dell'età riesce a vedere il mondo con lucidità e serenità, diventa estraneo alle guerre quotidiane e sembra entrare in comunicazione diretta col cielo, cogliendone ogni aspetto, come se nient'altro potesse comunicargli qualcosa che abbia realmente un valore. Bellissimo l'ultimo verso, "cantando le sue visioni della terra dei vivi".
 

alessandra

Lunatic Mod
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Prossima poesia

E il cielo cade di Alberto Dubito (Alberto Feltrin)

E IL CIELO CADE!

Sulle strade deserte, orchestre di sintetizzatori
regine di cuori transessuali in tacchi e spilli sotto i lampioni
sugli orizzonti sordi e sordide albe all’antrace
sulle nostre mani sudate sugli intercity notturni
su questa primavera che scoppia a piangere assieme
a un’altra guerra Democrazia, petroliere e scuse altre
su queste notti plumbee quanto acide
sui suicidi ammazzati in carcere

E IL CIELO CADE!

Su tutte le metafore e le religioni consolidate
sulle regioni del nostro cuore dimagrite
sulle loro teste, uomini indegni della spina dorsale
sui manganelli sulle macchie di sangue nelle questure
sui vostri schermi all’asma sulla cultura fantasma
sui parlamentari pregiudicati o pagati per mezzo voto
su questa identità nazionale fondata sul Vuoto...

E IL CIELO CADE!

Sui nostri futuri prossimi Ci cade sui piedi
sulle due di pomeriggio che san di caffeina&dentifricio
sacrificio&nicotina Ho le suole consumate due giorni
che cammino le retine bruciate è ancora quasi notte,
bonjour baby
tu dormi che è ancora notte
malavita malacarne malafemmina maledetta ma la pianti di
ammalarmi?
parafrasi di queste periferie mal illuminate
fuori cemento armato di pazienza, strade sfollate nuvole basse
e gonfie
e caserme e sirene era un amore per scherzo a 40hz
e mai l’arrivederci fu così un Addio

Noi smetteremo di perdere! (ci dicevamo)
i bus, nelle tasche interne, il lavoro, sempre nero sempre meno,
i sensi delle parole e queste guerre
noi smetteremo di perdere!
le cause perse viscidi abusi di potere, le giornate consumate
e altre cose che ricordo male

(Fatto sta, che il cielo non cade e mai cadrà)


(ricerca eseguita da Pathurnia: erravamo giovani stranieri - Alberto Dubitowww.albertodubito.it › PDF › egs_integrale_affiancatoPDF[/COLOR][/SIZE])
 

Pathurnia

Member
Mi è impossibile evitare il confronto fra le ultime due poesie, entrambe imperniate su un rivolgimento totale della prospettiva, quella caduta del cielo che assume significati e valenze emotive completamente diverse nelle due composizioni.
In quella di Ferlinghetti, l'ho già detto, sento incanto e contemplazione, uno sbizzarrirsi della fantasia che si apre in definitiva ad una accettazione del reale potenziato, amplificato, distorto e stravolto, descritto con un tono visionario e innamorato.
Invece la poesia di Alberto Feltrin è dall'inizio alla fine un grido di rabbia, e quel cielo forse dovrebbe davvero cadere su tutte le storture e le nefandezze che il giovane autore denuncia e respinge con sdegno.
Infine quell'addio, che mi fa pensare ad un amore finito (e mi viene in mente Cesare Pavese con la sua eterna delusione sentimentale, Cesare Pavese anche lui morto suicida come Alberto Feltrin).
Allora quel cielo, nel desiderio del poeta, forse dovrebbe davvero precipitare, forse per purificare il mondo, per punirlo dei suoi misfatti, o magari per sancire un nuovo inizio.
<<Fatto sta, che il cielo non cade e mai cadrà>>

dice il giovane autore, e secondo me gli dispiace. Se il cielo cadesse, seppellirebbe il dolore.
Ma non cade. Il poeta è svuotato anche della rabbia, e resta solo con la sua disperazione.

Piccola chiosa di una commentatrice che ha qualche anno in più:
bisognava saperlo da giovani, che tutta quella intensità si sarebbe attenuata e che tutto sarebbe diventato sopportabile e perfino bello... ma i giovani non lo sanno mai.
Il cielo non cade però diventa meno crudele.
Ciao
Pathurnia
 
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alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Questa poesia ha un tono sprezzante oltre che arrabbiato, forse è stata scritta in un momento di particolare delusione, come suggerisce il riferimento alla fine di un amore.
Bella la riflessione di Pathurnia sul confronto tra i toni opposti delle due poesie entrambe riferite al cielo, la condivido.
L'ultimo verso "Fatto sta che il cielo non cade e mai cadrà" alla prima lettura mi ha trasmesso un senso di rassegnazione un po' meno stizzosa rispetto al resto del testo, come a dire "Va be', tanto lo so che non cade, teniamoci la vita così come è e pazienza".
 
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