Hossein Sadjadi Ghaemmaghami Farahani

Shoshin

Well-known member


Quest'anno seguirò un sentiero molto lungo, accompagnata dalla
meravigliosa penna di uno scrittore libero e potente ...
Kader Abdolah .
 

Shoshin

Well-known member
In gioventù avevo due sogni:diventare uno scrittore famoso e diventare presidente.
Ma la vita decise sempre diversamente. Improvvisamente mi sono trovato ad Amsterdam, città di nebbia, di pioggia e di freddo.
Allora ho inforcato la mia bici e sono andato a scuola. Come ogni emigrato non ho avuto tempo di aspettare. Nella mia scrittura c'è confluenza tra olandese e persiano:si tratta di un nuovo olandese. Ho studiato fisica e matematica e pertanto scrivo con le regole della matematica e con la poesia della lingua persiana che in nederlandese ,per via del suo carattere piovoso ,diventa prosa che contiene poesia...
Kader Abdolah
 

Shoshin

Well-known member
"Ho cominciato a scrivere in nederlandese con 150 parole.Lo stesso numero di parole usate per parlare con mio padre sordomuto e che non sapeva leggere.Volevo usare parole semplici ma pesanti.Ogni parola ne conteneva molte altre..."
 

Shoshin

Well-known member
"Quando ho lasciato l'Iran non sapevo cosa fosse la migrazione, non avevo mai abitato all'estero, ho assaggiato per la prima volta una nuova cultura: mi ci sono voluti 25 anni per farne letteratura...."
 

Shoshin

Well-known member
3caHc.jpg



"Per questo mi sono immerso negli appunti di mio padre,perché quello che ha scritto è anche la mia storia."
 

Shoshin

Well-known member
Inizio con il mio primo libro di Kader Abdolah
Scrittura cuneiforme ,ideale prosecuzione del romanzo Il viaggio delle bottiglie vuote.
Questo scrittore da voce a molti silenzi.
Chissà cosa pensa di tutto quello che sta succedendo adesso in Afghanistan,
lui che ha conosciuto la persecuzione e per questo è stato costretto a fuggire in una terra lontana...
 

Shoshin

Well-known member


Un libro meraviglioso.
Uno scrittore saggio e molto espressivo.
Sarà una guida nelle mie letture
 

Shoshin

Well-known member


Un libro meraviglioso.
Uno scrittore saggio e molto espressivo.
Sarà una guida nelle mie letture
“Siamo in due, Ismail ed io. Io sono il narratore onnisciente. Ismail è il figlio di Aga Akbar, che era sordomuto. Benché io sia onnisciente, purtroppo non riesco a leggere gli appunti di Aga Akbar. Perciò racconterò la storia fino alla nascita di Ismail. Il resto lascio che lo racconti lui. Ma alla fine tornerò perché Ismail non riesce a decifrare l’ultima parte degli appunti di suo padre”.

Un cerchio magico,una favola triste,un libro immensamente bello attraverso il quale sto conoscendo la vita di Kader Abdolah.
E continuo piano la lettura...
 

Shoshin

Well-known member
L’incontro di culture, lo scontro fra tradizione e progresso, la capacità di ritrovare quel contatto tra gli esseri per cui l’unico vocabolario che serve è quello del cuore.

«Per questo mi sono immerso negli appunti di mio padre, perché quello che ha scritto è anche la mia storia»

Ismail, esule politico iraniano rifugiato in Olanda, riceve un giorno un misterioso taccuino, scritto in strani caratteri incomprensibili. È il quaderno che suo padre Aga Akbar, riparatore di tappeti sordomuto e analfabeta, portava sempre con sé. Peregrinando tra le montagne innevate al confine tra Iran e Urss, nei villaggi dove si tessevano tappeti volanti e i santi aspettavano il Messia leggendo libri in fondo ai pozzi, Aga Akbar registrava i suoi pensieri nell'unica scrittura che conosceva, i caratteri cuneiformi copiati da un'iscrizione rupestre. Ismail, che di suo padre era stato “la bocca e le orecchie”, si pone il compito di tradurlo, per perdonarsi di averlo abbandonato e riconciliarsi con il proprio destino. Ora, in quel paese nebbioso e grigio dove si è ritrovato anche lui sordomuto e analfabeta davanti a una lingua e a usi da imparare, è tempo di cercare di decifrare il passato, il suo e quello dell'Iran dell'ultimo secolo. La modernizzazione forzata degli scià, la lotta di liberazione, l'avvento e la fine di Khomeini sono tappe dell'epopea famigliare, le cause degli eventi e dell'esilio. In un continuo oscillare tra presente e passato, tra Olanda e Persia, tra poesia e realtà, nel riannodarsi del commovente rapporto tra padre e figlio, si tessono i grandi temi di oggi.

Un libro magnifico,una scrittura magnifica e toccante.
Per conoscere la bellezza di una terra e la saggezza di un popolo da troppo tempo sottratte agli occhi degli uomini occidentali.
Si resta per quasi tutta la lettura sommersi da tante emozioni e anche da molta tristezza.
E si diventa piccoli,di fronte ad una grande storia autobiografica,narrata con la sapienza ereditata dalla terra d'origine,e una scrittura fluida e vicina al nostro tempo,quella scrittura nederlandese che toglie la polvere dell'oblio, rendendo le cose raccontate più vive che mai.

2021-09-05-21-46-09.jpg



"Così Akbar andava a cavallo da un villaggio all'altro,con il suo quaderno nella tasca interna della giacca e la borsa da lavoro a tracolla.
Quando scrivesse sul suo quaderno nessuno lo sapeva Che cosa scrivesse,men che meno.
Quel quaderno apparteneva al suo essere,anzi, era diventato ormai parte del suo corpo,come il cuore che pompava senza che nessuno gli prestasse particolare attenzione.Ismail però sapeva quando suo padre scriveva.Sapeva che doveva scrivere delle cose che non capiva e che non riusciva a spiegare nella sua lingua dei gesti.Delle cose inaccessibili, incomprensibili, intangibili che lo afferravano all'improvviso e che lui rimaneva a contemplare impotente,o che prendeva di petto o di fronte a cui si sedeva a riflettere.
Della morte,per esempio,o della luna,della pioggia che cadeva,del pozzo e, naturalmente,dell'amore,di quell'indescrivibile processo che avviene nel cuore..."
 
Alto