61° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
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Come al solito, proponiamo le nostre poesie, possibilmente iniziamo con una a testa.

Poi le commenteremo in ordine.
 

Pathurnia

Member
UOMO E CAMMELLO di Mark Strand

La vigilia del mio quarantesimo compleanno
stavo in veranda a fumare
quando di punto in bianco un uomo e un cammello
apparvero. Dapprima nessuno dei due emetteva
alcun suono, ma mentre adagio risalivano la strada
e uscivano dal paese, i due cominciarono a cantare.
Ma quello che cantavano è rimasto un mistero per me –
le parole erano vaghe e il motivo
troppo ornato da ricordare. Andavano dentro al deserto
e nell'andare le loro voci
si alzavano all'unisono sul lieve scrosciare
della sabbia soffiata dal vento. La meraviglia del canto,
l'amalgama vago di uomo e cammello, pareva
l'immagine ideale di ogni coppia fuori dal comune.
Era questa sera che avevo atteso tanto a
lungo? Volevo credere lo fosse,
ma proprio mentre erano sul punto di svanire, l'uomo
e il cammello interruppero il canto, e al
galoppo tornarono in paese. Si fermarono davanti alla veranda,
fissandomi con occhi piccoli e lucenti, e dissero:
“Hai rovinato tutto. L'hai rovinato per sempre”.
 
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alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Immagino un giorno elettorale

Immagino un giorno elettorale
al cimitero,
i morti chiamati a scegliere
tra il rimanere morti
e il tornare in vita.
Non sappiamo nulla,
forse queste cose già accadono,
si vota nei cimiteri,
i ragni fanno grandi poemi
che non conosciamo,
la carta di una caramella
ha desideri inascoltati.
Provate a immaginare
la democrazia dell’invisibile,
lì la poesia sarebbe invincibile.

Franco Arminio
 

qweedy

Well-known member
Gli anni si accavallano a riccioli di spuma
e a intermittenti ondate nere.
Mi divide dal mare una spiaggia che cresce
nel cuore della notte e mi ributta
relitti di naufragi.

Bel museo in disordine. Gli oggetti
non sono compatibili. Fra i libri
della mia adolescenza vigoreggiano
i balocchi dei figli, ed a brandelli
sfilacciati il mio abito da sposa.

Non si riposa il mare. E mi pretende
vigile a contemplare quanto resta
sul campo di battaglia. In prospettiva
si inazzurra il passato. E benedico
i miei e altrui peccati.

Maria Luisa Spaziani
 

alessandra

Lunatic Mod
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Bene, iniziamo...

UOMO E CAMMELLO di Mark Strand

La vigilia del mio quarantesimo compleanno
stavo in veranda a fumare
quando di punto in bianco un uomo e un cammello
apparvero. Dapprima nessuno dei due emetteva
alcun suono, ma mentre adagio risalivano la strada
e uscivano dal paese, i due cominciarono a cantare.
Ma quello che cantavano è rimasto un mistero per me –
le parole erano vaghe e il motivo
troppo ornato da ricordare. Andavano dentro al deserto
e nell'andare le loro voci
si alzavano all'unisono sul lieve scrosciare
della sabbia soffiata dal vento. La meraviglia del canto,
l'amalgama vago di uomo e cammello, pareva
l'immagine ideale di ogni coppia fuori dal comune.
Era questa sera che avevo atteso tanto a
lungo? Volevo credere lo fosse,
ma proprio mentre erano sul punto di svanire, l'uomo
e il cammello interruppero il canto, e al
galoppo tornarono in paese. Si fermarono davanti alla veranda,
fissandomi con occhi piccoli e lucenti, e dissero:
“Hai rovinato tutto. L'hai rovinato per sempre”.
 

Pathurnia

Member
Questa poesia mi incanta ma anche mi inquieta.
Mi incanta per la sua atmosfera sognante, per l'apparizione fiabesca di uomo e cammello, per quel canto ammaliante e misterioso. Non mi è difficile immaginare la scena.
Mi inquieta per il lavorio psicologico che si svolge dopo l'apparizione.
1) L'uomo definisce "immagine ideale" ciò che sta vedendo. Non si lascia andare alla malia del prodigio, comincia a etichettare, a giudicare (pareva l'immagine ideale di ogni coppia fuori dal comune)
2) Poi si chiede se sia quello il "momento magico" che desiderava (Era questa sera che avevo atteso tanto a lungo?)
3) Si sforza di definire quell'attimo come corrispondente ai propri desideri (Volevo credere che lo fosse)
Non si abbandona, non riscopre l'attitudine infantile di credere con fiducioso stupore a ciò che gli appare.
E' quindi giusto che la sua stessa visione si ribelli alla sua incapacità di accettare gli attimi meravigliosi.
"Rovinare tutto" rappresenta quindi, secondo me, il predominio del pensiero critico razionale, di quell'onnipresente IO che non sa smettere di classificare, definire, giudicare, e così paralizza l'attività del sentire, la possibilità di credere, l'opera creatrice della fantasia.
Con questo non credo (e probabilmente non lo credeva nemmeno Mark) che la ragione e il pensiero siano sbagliati, ma certo sono limitanti quando escludono l'"altro lato" dell'esperire.
In questa, come in molte altre poesie dello stesso autore, trovo un placido tormento, quello di un artista che sa vedere il mondo con occhi diversi ma è troppo disincantato per crederci veramente.
lo stesso Mark Strand in un'intervista disse ironicamente che questo è uno dei rari casi in cui una poesia si ribella al suo autore.
Questa è in assoluto una delle mie poesie preferite.
Pathurnia
 
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qweedy

Well-known member
Mi piace, quante volte accade anche a noi? L'uomo adulto vede una scena fiabesca, e anziché godersela con gioioso stupore infantile, la viviseziona con la razionalità. E' sempre difficile trovare l'equilibrio tra il cuore e la ragione, riuscire a vivere l'attimo qui e ora senza rovinarlo con elucubrazioni mentali.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Meriterebbe 10 e lode solo per la fantasia con cui il poeta ha immaginato un uomo e un cammello che cantano insieme, figuriamoci per il modo originale con cui ha sottolineato il fatto che quasi sempre, una volta giunto all'età adulta, l'essere umano tende alla ricerca di una spiegazione per tutto, perdendosi il lato più poetico della vita. In realtà qui non è nemmeno proprio così, il poeta non si chiede come mai un uomo e un cammello cantano insieme ma vuole solo sapere se quella è la sera che aspetta da tanto, eppure la sua immagine gli si ribella comunque:)Mi piacerebbe leggere altre poesie di Mark Strand, non credo di conoscerlo.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Prossima proposta :)


Immagino un giorno elettorale

Immagino un giorno elettorale
al cimitero,
i morti chiamati a scegliere
tra il rimanere morti
e il tornare in vita.
Non sappiamo nulla,
forse queste cose già accadono,
si vota nei cimiteri,
i ragni fanno grandi poemi
che non conosciamo,
la carta di una caramella
ha desideri inascoltati.
Provate a immaginare
la democrazia dell’invisibile,
lì la poesia sarebbe invincibile.

Franco Arminio
 

Pathurnia

Member
Come non condividere queste considerazioni del poeta -"paesologo"?
E' vero, l'immaginazione è il pilastro su cui poggia il far poesia. E saper vedere "oltre" è la caratteristica principale del poeta.
Pathurnia
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Le poesie di Arminio riescono sempre a coinvolgermi, conciliano l'attenzione minuziosa e sensibile alla realtà con la fantasia, e forse così deve essere la buona poesia. A parte gli ultimi, significativi versi, mi sono soffermata sull'idea della scelta dei morti in cimitero: quanti sceglierebbero di tornare in vita?
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Inserisco l'ultima proposta:)

Gli anni si accavallano a riccioli di spuma
e a intermittenti ondate nere.
Mi divide dal mare una spiaggia che cresce
nel cuore della notte e mi ributta
relitti di naufragi.

Bel museo in disordine. Gli oggetti
non sono compatibili. Fra i libri
della mia adolescenza vigoreggiano
i balocchi dei figli, ed a brandelli
sfilacciati il mio abito da sposa.

Non si riposa il mare. E mi pretende
vigile a contemplare quanto resta
sul campo di battaglia. In prospettiva
si inazzurra il passato. E benedico
i miei e altrui peccati.

Maria Luisa Spaziani
 

Pathurnia

Member
Leggendo questa poesia mi viene in mente mia madre che negli ultimi anni di vita passava il tempo sfogliando i suoi album di foto, come cercando un senso, un filo conduttore, una risposta..
La risposta che dà Maria Luisa Spaziani è il perdono o, se vogliamo usare un'altra parola, l'accettazione.
Quest'idea mi piace e mi convince

Pathurnia
 
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qweedy

Well-known member
Prossima proposta :)


Immagino un giorno elettorale

Immagino un giorno elettorale
al cimitero,
i morti chiamati a scegliere
tra il rimanere morti
e il tornare in vita.
Non sappiamo nulla,
forse queste cose già accadono,
si vota nei cimiteri,
i ragni fanno grandi poemi
che non conosciamo,
la carta di una caramella
ha desideri inascoltati.
Provate a immaginare
la democrazia dell’invisibile,
lì la poesia sarebbe invincibile.

Franco Arminio
Me lo chiedo a volte anch'io, se si potesse scegliere di ricominciare dall'inizio, quanti sceglierebbero di rinascere?
Arminio da un pensiero costruisce una poesia.
 

qweedy

Well-known member
Inserisco l'ultima proposta:)

Gli anni si accavallano a riccioli di spuma
e a intermittenti ondate nere.
Mi divide dal mare una spiaggia che cresce
nel cuore della notte e mi ributta
relitti di naufragi.

Bel museo in disordine. Gli oggetti
non sono compatibili. Fra i libri
della mia adolescenza vigoreggiano
i balocchi dei figli, ed a brandelli
sfilacciati il mio abito da sposa.

Non si riposa il mare. E mi pretende
vigile a contemplare quanto resta
sul campo di battaglia. In prospettiva
si inazzurra il passato. E benedico
i miei e altrui peccati.

Maria Luisa Spaziani
In questa poesia mi ci riconosco molto, sarà l'età... Voltandosi indietro, davvero si vede un bel museo in disordine, o un mare che butta relitti a riva. Forse la memoria del passato non è neppure così veritiera come sembra, penso che con il verso "In prospettiva si inazzurra il passato" intenda dire che anche i ricordi si modificano nel tempo, una patina azzurra li ricopre e li ridefinisce.
E alla fine della vita si guarda con molta benevolenza ai peccati propri e altrui. Per quelli altrui non so, ma per quelli propri concordo, ci si assolve sapendo che non si poteva fare altrimenti, la vita è una battaglia senza fine.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
La poetessa ha raccontato in breve e in maniera efficace la vita di un essere umano: un caos a suo modo ordinato poiché oggetti, reali e metaforici, apparentemente incompatibili formano, uniti insieme, l'essenza di un'intera esistenza. E sarebbe bello chiudere così, con indulgenza verso se stessi e verso gli altri. L'unico modo per andarsene sereni.
 
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