Gogol', Nikolaj Vasil'evic - Le Anime morte

Zorba

tak kto zh ty, na konec?
Le Anime Morte (in russo мёртвые души) è un bellissimo scorcio di Russia ottocentesca, nella quale già (forse?) si respirava aria di Rivoluzione..Russia in cui si stava iniziando a comprendere che la condizione dei contadini doveva migliorare (la servitù della gleba fu abolita definitivamente nel 1861). Fatto questo che è denunciato molto bene dall'autore, anche per le conseguenze che ne seguirono, e che come sempre non furono solo positive. La particolarità di questo romanzo, almeno quella che più mi ha colpito, è la figura del protagonista Čičikov, un arrivista, interessato solo ai soldi, ad affari loschi, a truffare..molto contemporaneo come personaggio..Di cui però l'autore non ha voluto dare molte informazioni.
L'avete letto?
 
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fabiog

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Ho letto questo romanzo qualche anno fa e non mi ricordo tutto benissimo.Sicuramente quello che mi è rimasto impresso è il viaggio del protagonista,sembra una discesa negli inferi ogni tenuta è come un girone dantesco e poi la descrizione dei vivi che sembrano loro i veri morti mentre quest'ultimi acquistano vitalità soprattutto quando il protagonista riepiloga a lista citandoli nome per nome
 

elisa

Motherator
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Letto tantissimi anni fa, me lo ricordo come un capolavoro, l'affresco di una società dove dominano gli imbroglioni e dove i sotterfugi e gli inganni la fanno da padroni.
 

swann

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L'ho letto anch'io molti anni fa, è un fantastico affresco della Russia dell'ottocento...
Non ricordo benissimo la trama ma mi è rimasta impressa la satira graffiante di Gogol nei confronti di certi personaggi arrivisti e senza scrupoli...
Peccato l'autore non l'abbia finito!
 

Kodiak

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:wink:L'ho acquistato alcune settimane fà, ma non l'ho ancora letto. Devo dire però che la figura dell'arrivista senza scrupoli mi pare onnipresente nella storia dell'umanità.
Ciao!
 

Zorba

tak kto zh ty, na konec?
Ho letto questo romanzo qualche anno fa e non mi ricordo tutto benissimo.Sicuramente quello che mi è rimasto impresso è il viaggio del protagonista,sembra una discesa negli inferi ogni tenuta è come un girone dantesco e poi la descrizione dei vivi che sembrano loro i veri morti mentre quest'ultimi acquistano vitalità soprattutto quando il protagonista riepiloga a lista citandoli nome per nome

Una delle intenzioni di Gogol' (almeno così mi ha detto la mia insegnante) era proprio quella di scrivere una sorta di "Divina Commedia" romanzata di cui, la prima parte dovava essere l'inferno, e le successive purgatorio e paradiso..
 

Zorba

tak kto zh ty, na konec?
Peccato l'autore non l'abbia finito!

Pare che non l'abbia finito perchè, quando lesse la seconda parte di cui rimane solo qualche pagina, gli avessero detto che era una vera "porcheria" (tra questi c'era il famoso critico Belinskij che, a riguardo però di una raccolta successiva, lo definì un apostolo dell'ignoranza...)per cui, anche a causa di una forte crisi mistico-depressiva in cui era caduto (forse non solo a causa della morte di Pushkin, ma anche grazie alle critiche..:?) decise di bruciarla. :boh:
 

fabiog

New member
Ho riletto in questi giorni, dopo qualche anno, questo magnifico romanzo. Devo dire che ancor più della prima volta son rimasto colpito dalla straordinaria efficacia di Gogol nel descrivere la società dei piccoli propietari terrieri e dei piccoli borghesi nella Russia di metà 800. La descrizione è assolutamente attuale, se non si sapesse quando e da chi è stato scritto, si potrebbe assolutamente pensare ad un romanzo contemporaneo : le meschinità della società, dei suoi rappresentanti, i pettegolezzi sono quelli che possiamo osservare quotidianamente nella nostra società degli anni 2000.
Anche il personaggio di Cicikov è un perfetto rappresentante di una società consumistica, di un affarista losco che tutti apprezzano salvo poi abbandonare se poi scoperto
 

moroelisa

New member
si potrebbe assolutamente pensare ad un romanzo contemporaneo : le meschinità della società, dei suoi rappresentanti, i pettegolezzi sono quelli che possiamo osservare quotidianamente nella nostra società degli anni 2000.
Anche il personaggio di Cicikov è un perfetto rappresentante di una società consumistica, di un affarista losco che tutti apprezzano salvo poi abbandonare se poi scoperto

Sono prototipi di persone che si ripetono nei secoli, purtroppo.

Per quanto riguarda il libro non di certo una lettura leggera ma comunque sia un "mattone" da leggere :)
Efficace.
 

Bianca

The mysterious lady
Appena terminato :) Un libro,non tanto facile da ingranare,mà tutto sommato una lettura piacevole,in certe parti anche simpatica,che descrive con accuratezza ,uno spaccato della Russia dell' 800,i luoghi,i personaggi,descritti nel loro carattere tipico russo di quell'epoca,i vari inganni e meschinita che interessavano alcuni di loro.
 

SALLY

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Letto tantissimi anni fà,un libro molto" contemporaneo" direi...probabilmente gli imbroglioni sono nati con l'uomo:mrgreen:
Un romanzo non leggero,ma si legge bene.
 

Carcarlo

Well-known member
Gogol non era russo!

Nicolaj Gogol, in realtà, si chiamava Nicola Guggolo, detto o Gogollo. Nasce a Napoli in una famiglia dei quartieri spagnoli: il padre - la grande figura assente dell'infanzia- è un commerciante, la madre, sempre sola, fa quello che può perciò finisce a fare lo scugnizzo insieme ai suoi fratelli Gennaro e Pasquale. Impara a leggere grazie al parroco e s'innamora di Totò, Peppino e la Commedia Napoletana in genere. Adolescente, accompagna il padre - che finalmente si fa vivo - in un viaggio in Spagna dove soggiorna alcuni anni che sfrutta per leggere tutte le novelle picaresche del Siglo de Oro: El Buscòn, El lazarillo de Tormes... Successivamente si trasferiscono a Odessa per trattare un carico di grano duro destinata alla De Cecco, ma durante il viaggio in nave, questa affonda, ma miracolosamente, raggiunge la riva dove viene salvato dai cosacchi: lì nascerà la trama di Taras Bulba dove la figura del padre insensibile rappresenta il suo vero padre sordo alle sue richieste di bambino e scrittore in erba. Impara il russo e l'ucraino, adatta il suo nome e vive di rendita trasponendo nell'atmosfera locale tutte le trovate spagnoleggianti e napoletane, scrivendo, appunto, Anime Morte, capolavoro assoluto.
A parte gli scherzi, Gogol aveva delle trovate - come quello di comprare le anime x... ma non lo dico per non rovinare il romanzo a nessuno - che sembra una commedia napoletana o la picaresca spagnola!
Ha trattato un tem,a terribile - la schiavitù - con una delicatezza e un'ironia sublime.
Anime morte nella mia top 5 e Taras Bulba e L'ispettore generale nella top 20.
Saluti
PS: è permesso scherzare?
 

SALLY

New member
Nicolaj Gogol, in realtà, si chiamava Nicola Guggolo, detto o Gogollo. Nasce a Napoli in una famiglia dei quartieri spagnoli: il padre - la grande figura assente dell'infanzia- è un commerciante, la madre, sempre sola, fa quello che può perciò finisce a fare lo scugnizzo insieme ai suoi fratelli Gennaro e Pasquale. Impara a leggere grazie al parroco e s'innamora di Totò, Peppino e la Commedia Napoletana in genere. Adolescente, accompagna il padre - che finalmente si fa vivo - in un viaggio in Spagna dove soggiorna alcuni anni che sfrutta per leggere tutte le novelle picaresche del Siglo de Oro: El Buscòn, El lazarillo de Tormes... Successivamente si trasferiscono a Odessa per trattare un carico di grano duro destinata alla De Cecco, ma durante il viaggio in nave, questa affonda, ma miracolosamente, raggiunge la riva dove viene salvato dai cosacchi: lì nascerà la trama di Taras Bulba dove la figura del padre insensibile rappresenta il suo vero padre sordo alle sue richieste di bambino e scrittore in erba. Impara il russo e l'ucraino, adatta il suo nome e vive di rendita trasponendo nell'atmosfera locale tutte le trovate spagnoleggianti e napoletane, scrivendo, appunto, Anime Morte, capolavoro assoluto.
A parte gli scherzi, Gogol aveva delle trovate - come quello di comprare le anime x... ma non lo dico per non rovinare il romanzo a nessuno - che sembra una commedia napoletana o la picaresca spagnola!
Ha trattato un tem,a terribile - la schiavitù - con una delicatezza e un'ironia sublime.
Anime morte nella mia top 5 e Taras Bulba e L'ispettore generale nella top 20.
Saluti
PS: è permesso scherzare?

Ah ah ah...m'hai fatto venire un coccolone...:?? :mrgreen:
 
P

~ Patrizia ~

Guest
Questo romanzo satirico e realista è un vero capolavoro.

Eccezionale il nitore della prosa, attuale e pervasa da una sagace vena ironica in grado di creare stralci di puro umorismo.
L'idea ispiratrice, semplice eppur originale e diabolica, testimonia tutta la genialità di Gogol' che, attraverso personaggi descritti con straordinaria intensità e quadretti di vita disegnati ad arte, riesce a rendere in modo efficacissimo il degrado morale della Russia del suo tempo. Specchio peraltro perfettamente adattabile anche alla tragicommedia dell'uomo moderno.

voto: 5
 
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pigreco

Mathematician Member
Chissà se anche la Divina Commedia fosse stata lasciata incompiuta a metà del Purgatorio... Forse non solo sarebbe considerata lo stesso un capolavoro (o "il" capolavoro) ma forse sarebbe anche più letta fuori dalle scuole: è opinione comune che alla bellezza e alla forza narrativa dell'Inferno seguano la pesantezza e la bellezza stilistica ma decisamente più sterile di Purgatorio e Paradiso.

Dell'opera di Gogol, di come almeno lui la voleva concepire, ci sono pervenuti un meraviglioso Inferno e un abbozzo di Purgatorio. Ho trovato poche recensioni di questa seconda parte amputata, in alcune edizioni addirittura ne viene sconsigliata la lettura. Eppure, pur mancando talvolta il filo logico della trama, è talmente bella... E soprattutto si riesce a cogliere l'intento dell'autore di mostrare una sorta di redenzione di alcuni personaggi, raccontare la crescita spirituale della Russia e far incontrare a Cicikov dei personaggi finalmente positivi.

Sono passati quasi due secoli ma questo libro rappresenta perfettamente l'epoca che stiamo vivendo, la meschinità umana che ci ha portato nella situazione in cui stiamo vertendo ormai da anni. Le anime morte non sono quelle che Cicikov cerca disperatamente e ovunque di acquistare, le anime morte siamo tutti noi, corrotti dall'avarizia e dalla continua ricerca del guadagno, ad ogni costo, siamo noi che abbiamo perso la scala delle priorità nella vita, abbiamo perso la nostra morale, abbiamo perso noi stessi. Chi può dire di non essersi sentito almeno per una volta un po' Cicikov?
 
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MadLuke

New member
In questo romanzo l'autore tratteggia con estrema delicatezza una Russia assai diversa da quella che viene rappresentata da Dostoevskij, che pure era suo contemporaneo. Come nella migliore tradizione letteraria russa, i personaggi sono caratterizzati con estrema dovizia di particolari, ma quello che li distingue dal grande maestro, è che non vi è un giudizio netto che classifichi i malvagi. In ogni contesto della vita sociale la quasi totalità dei personaggi è invece caratterizzata da grande apatia nei confronti della vita: ognuno a suo modo rifugge la fatica e il proprio dovere ricorrendo a vari stratagemmi, anche l'amore romantico come quello degli spensierati coniugi Manilov non è strumento di miglioramento di sé bensì è ridotto a mero sentimentalismo. Nella vita di ognuno trova così facile spazio la frivolezza e superficialità, la corruzione dilaga in ogni contesto della vita pubblica (come del resto succedeva pressoché ovunque
nell'Europa dell'800), sono l'avarizia e la cupidigia a farla da padrona, ma più in generale l'accidia, nel senso più spirituale e cristiano del termine, come spiega lo stesso autore per bocca di uno dei suoi personaggi più ammirevoli.
Parimenti "i buoni" non sono persone che si contraddistinguono per chissà quali eccezionali virtù o gesta eroiche: semplicemente sono coloro i quali, l'autore ne fa una ristrettissima cerchia, assolvono con coscienza e giudizio ai loro compiti quotidiani, si impegnano perché grazie all'onesto lavoro, sia loro che i loro sottoposti, possano beneficiare e godere del bendidio (letteralmente) che la natura offre loro; stando così concentrati sul lavoro sfuggono alle tentazioni che la vita mondana (di cui Pietroburgo pare fosse la capitale) cerca di offrire loro, e migliorano se stessi. Pur scevri (la maggior parte almeno) da qualunque intento spirituale.
Personalmente, fin dai primi capitoli, l'intreccio degli eventi e l'approccio ad essi dei vari personaggi (di cui il protagonista Cicikov è indubbiamente "il vuoto porta vessillo"), mi ha riportato a un tema di cui oggigiorno non raramente si sente discutere: eh certo - si sente dire - una volta la gente era più felice perché non aveva tempo per pensare a tutte le cose complicate della vita, come invece facciamo noi, lavoravano tutto il giorno e poi andavano a dormire, troppo stanchi per pensare!
E' indubbio che una parte di queste persone, uno o due secoli fa, come oggi del resto si limitassero a lavorare aspettando che arrivasse il giorno dopo, e tuttavia secondo me, si sottovvaluta sempre troppo l'aspetto fondamentale della questione, ossia che quegli umili lavoratori non ricorrevano al lavoro per evitare la domanda, bensì nel lavoro trovavano l'autentica risposta. Si può coltivare la ritualità (proprio nell'accezione religiosa del termine) di un gesto, ritrovare la propria spiritualità in un'officina, arando i campi o lavando i piatti, non meno di quanto si possa fare in una chiesa o un tempio. Quello che fa la differenza non è il gesto in sé quanto lo spirito con cui ci si adopera, la sincerità con cui si cerca di realizzare qualcosa che sia bello per sé e per gli altri (per Dio, nel caso dei personaggi più religiosi del romanzo) e trovare così, o almeno poter accarezzare, l'autentica felicità.

Rimane il rammarico, così è spiegato nella nota introduttiva, che la seconda parte sia parzialmente incompleta mentre la terza sia andata completamente perduta.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Peccato che la seconda parte sia incompleta e quindi non proprio comprensibile, ma il senso del romanzo, come già avete scritto, è chiarissimo a partire dalla prima apparizione di Cicikov, approdato in una nuova città, e della sua geniale idea :mrgreen: di acquistare il maggior numero possibile di contadini morti. Esclusivamente a questo scopo sarà rivolta la sua permanenza in quel luogo, dove non si fermerà davanti a niente, almeno finché sarà certo di non essere stato scoperto e dove conoscerà individui di tutti i tipi, tutti diversi ma tutti uguali poiché accomunati dall'avidità e dalla corruzione. Tutto ciò viene raccontato con ironia, quasi ridendoci su anche se con amarezza e portando all'eccesso le caratteristiche dei singoli personaggi e, forse questo è ciò che sconcerta davvero e fa riflettere, con una naturalezza tale che tutto ciò che accade in questo romanzo sembra perfettamente "normale".
Da leggere.
 

Fata Carabina

New member
Si, da leggere...e peccato sia incompiuto perchè una splendida cronaca della Russia dell'epoca, trattata quasi con un velo di sarcasmo...ho adorato questo libro!
 

c0c0timb0

Pensatore silenzioso
Si, da leggere...e peccato sia incompiuto perchè una splendida cronaca della Russia dell'epoca, trattata quasi con un velo di sarcasmo...ho adorato questo libro!
Concordo con quanto sopra. Ho un bellissimo ricordo de "Le Anime Morte". Il personaggio Cicokov è fenomenale tra l'altro.

PS: benvenuta Fata, vedo che questo è il tuo primo post...
 
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