Ozu, Yasujiro - Viaggio a Tokio

elisa

Motherator
Membro dello Staff
Una coppia di anziani coniugi va a Tokyo per far visita ai due figli e alla nuora, vedova da 8 anni di un figlio della coppia morto in guerra. Nella grande città i rapporti sono più formali, i figli sono presi dai loro affari e sentono il peso di ospitare i genitori, i tempi sono così stretti da impedire ai figli di stare con loro e sola la nuora dimostrerà affetto sincero e disponibilità. Anche la morte della madre non cambierà le relazioni e i sentimenti che legano le persone della famiglia.

Un capolavoro del regista giapponese, mai distribuito in Italia, ma da tutti considerato uno dei migliori film mai girati, sia per gli aspetti formali, con un bianco nero studiato dove ogni inquadratura è perfetta, sia per il tema, la crisi dei rapporti familiari, in un Giappone prostrato dalla guerra che non si riconosce più.
 

wiktor

New member
i film di ozu sono imperdibili.anni fa il mitico enrico ghezzi ce li ha proposti tutti o quasi,un inchino a ozu e un ringraziamneto a enrico che ci ha permesso questo godimento:)
uaooo!!!!
 

unkadunka

New member
Semplicemente strepitoso,inquadrature perfette e studiatissime,persino uno zampirone era di una geometria consona a rendere migliore la scena,da rimanere ammirati ed esterrefatti! Oltre alla perfezione formale,c'è anche un bellissimo resoconto dei rapporti familiari in un Giappone cambiato per sempre dopo il conflitto mondiale.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Una coppia anziana che vive in un piccolo paese insieme alla figlia più giovane si appresta a intraprendere un lungo viaggio per trascorrere un po' di tempo con gli altri figli, i quali da tempo si sono costruiti una vita propria e una famiglia nella capitale. Ma in un'epoca - il dopoguerra giapponese - in cui la comunicazione a distanza non era semplice come adesso la lontananza deteriorava i rapporti e, una volta che la coppia giunge a destinazione, emerge l'estraneità creatasi tra genitori e figli rispetto a quando vivevano insieme. Si assiste così, da spettatori, a sottili, dolorose e purtroppo verosimili dinamiche familiari: l'apparente cortesia dei figli è solo firmale e il dolore silenzioso dei genitori, nascosto dietro i sorrisi e la sincera preoccupazione di creare il minor disturbo possibile, è straziante e rumoroso. Solo la nuora, vedova del figlio morto in guerra, sembra provare un sincero affetto per i suoceri. Il film procede lentamente attraverso meravigliose inquadrature in bianco e nero e se lo si guarda in lingua originale, pur senza capire niente, si fa caso ai dialoghi che raramente cambiano inflessione; le relazioni tra i personaggi cambiano poco anche quando la situazione diventa più drammatica. L'unica a esprimere i suoi sentimenti sarà la figlia più giovane, a un certo punto costretta a entrare in contatto con i fratelli, forse per motivi anagrafici più spontanea degli altri. Il film è molto lungo e lento ma bellissimo per le atmosfere, per le immagini, i sentimenti e la rassegnazione sottesa, per il dolore sotterraneo ma palpabile. Da vedere anche se non quando si è stanchi.
 
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