Boccaccio, Giovanni - Decameron

Spilla

Well-known member
Ho vinto una sfida con me stessa portando a termine la lettura di questa pietra miliare della nostra letteratura :)

L'opera è notissima, nessuno di noi ha frequentato una qualunque scuola superiore senza averne letta una vasta antologia, quindi non sto a descrivervi nei dettagli gli elementi che la compongono: la "gentile brigata" dei dieci giovani, che narrano in dieci giorni cento novelle, all'interno della cornice costituita dalla peste a Firenze (1348), dalla fuga dei giovani in campagna, dalla vita scandita da intrattenimenti "cortesi" e "gentili", entro la quale trovano spazio e ragione le novelle narrate.
Segnalo, per chi volesse approfondire, la bella edizione curata da Amedeo Quondam, ricca (fin troppo!) di commenti, note, approfondimenti.

Quello che, da lettrice semplice, voglio sottolineare, è la sorpresa che ho avuto constatando quanto sia predominante, sugli altri, l'aspetto erotico, vitalistico, l'invito esplicito a "godere la vita" nei suoi aspetti di piacere; nonché il giudizio positivo espresso su coloro che, per raggiungere questo fine, gabbano coniugi sciocchi, fratacchioni ingenui e mariti grossolani.
Un incredibile inno al piacere goduto e gustato, anche -perché no? sembra dire Boccaccio- con l'inganno, il raggiro intelligente, la battuta arguta. Anche questi ultimi aspetti: l'intelligenza, l'arguzia, i costumi "cortesi" sono in cima al gradimento dell'autore. Chi ne è portatore è giustificato se raggiunge i suoi desideri, perché se ne dimostra degno.

Bello, mobilissimo, variegato, il libro non è tedioso come avrei pensato, magari solo un po' ripetitivo nei temi verso la fine.
Mi ha colpito un commento di Quondam: se un Tedesco o un Francese vogliono leggere un testo letterario appartenente alla loro area linguistica di settecento anni fa, possono farlo solo in traduzione. Noi Italiani ancora possiamo leggere il Decameron e comprenderlo. Mi è sembrato un regalo meraviglioso, da parte della Storia, fatto a noi. :)
 

MonicaSo

Leggo... quindi sono
Ho letto il Decamerone nella versione in lingua italiana corrente di Luciano Corona.

Nonostante la facilitazione della traduzione ho impiegato tantissimo a concludere la lettura (circa 6 mesi) anche perché non mi è piaciuto quasi niente di quello che ho letto... però si trattava di una lettura condivisa e quindi mi sono fatta trascinare fino alla fine di chi aveva più entusiasmo di me.

Confesso che mi è piaciuta soprattutto la parte conclusiva, il finale di Boccaccio, perché ha risposto a molte delle mie domande.
Ad esempio mi chiedevo: perché devo leggere così tante storie che mi offendono, in quanto donna? E Boccaccio mi risponde: "Comunque, chi si accinge a leggere queste novelle, lasci stare quelle che possono offendere la sua sensibilità e si limiti a quelle che lo faranno soltanto divertire: esse, per non ingannare nessuno, indicano tutte, nel sommario iniziale, i punti salienti del contenuto."

Poi tra me e me borbottavo sulla lunghezza di alcune novelle, anche qui l'autore interviene: "Credo che ci sarà qualcuna che dirà che ce ne sono di troppo lunghe. Rispondo che chi ha altri impegni da sbrigare, sarebbe folle se si mettesse a leggere queste storie, anche se fossero tutte brevi."

Insomma, in definitiva, mi sono divertita leggendo le conclusioni dell'autore, quindi lascio il Decameron con un bel ricordo.

Non è possibile, per me, dare una valutazione: il Decameron fa parte della storia della letteratura e tanto basta.
 
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