Benvenuti nel forumlibri
la community dei lettori italiani cultura e letteratura


Benvenuti nella community degli amanti dei libri, della letteratura e cultura. In forumlibri si discute di:
 » libri, arte, cultura, letteratura e Bellezza
 » cinema: recensioni di film e registi;
 » salotto letterario: letteratura, case editrici, nuovi autori, etc;
 » sociale: trova nuovi amici e nuovi contatti.

iscriviti R E G I S T R A T I al forumlibri

Registrandoti avrai accesso a tutte le funzioni del forumlibri e la navigazione sarà più veloce. Per comunicazioni, commenti o altro: info@forumlibri.com

    Buona navigazione!

Pagina 14 di 14 PrimoPrimo ... 4567891011121314
Mostra risultati da 196 a 201 di 201

Discussione: Caparco, Enrichetta - Tracce Invisibili di Universi Paralleli

  1. #196
    Senior Member
    Data registrazione
    Aug 2014
    Messaggi
    168
    Inserimenti nel blog
    2
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    4
    Thanked in
    4 Posts

    Predefinito a Zingaro di Macondo da Enriquez

    Citazione Originariamente scritto da Enriquez Vedi messaggio
    Cari amici,
    Eccomi per continuare a raccontarvi i pensieri di Ludviico Campo in "Stagioni" il mio nuovo libro.
    Ludovico, che parla a se stesso come può farlo un bambino di sei anni, racconta, come in un diario quel che gli succede a scuola..
    Vi abbraccio tutti

    Buona lettura

    Enriquez alias Enrichetta Caparco

    “Delinquente”. E’ stata la mia maestra a chiamarmi così per prima. Non quella di adesso no, una vecchia che è andata in pensione - la pensione per capirci è quando ti danno dei soldi senza lavorare - .
    Ecco come è andata:
    Sulle scala che facciamo tutti i giorni per andare in una grande stanza con i banchi che si chiama “classe”, Viscardi non voleva lasciarmi passare:
    - Prima noi –, ha detto.
    Noi significa. Lui: Viscardi Massimo, Taddei Mario e Pautasso Luciano. Tre che arrivano a scuola con la macchina anche se abitano in piazza Castello che è vicinissima alla Pacchiotti.
    Beh, li ho spinti tutti e tre con tutta la forza che avevo; mentre a turno, uno dei tre che mi saltava addosso, da dietro il vigliaccone, cercando di immobilizzarmi.
    - Se passi devi pagare cento lire e darci tre figurine dei calciatori – dicevano a turno.
    Ma chi credono di essere!
    Mi è proprio scappata la pazienza, ho preso il Viscardi per il collo. ma il fetentone - questa parola l’ho imparata dai Napuli - svelto svelto mi fa lo sgambetto, che per poco non rotolo giù dalla scala.
    Beh. non sono caduto e ho cominciato a pestarlo sul serio.
    E’ finita in rissa con le maestre che urlavano.
    Quando la mamma è arrivata a prendermi la vecchia aveva già fatto arrivare i parenti dei fetentoni in segreteria.
    Ero tutto strappato, graffiato ? Anche. E sudato marcio, sporco in faccia: non so come mai.
    “Suo figlio è un delinquente! ha detto la vecchiaccia con la bidella dietro che le dava ragione.
    IlViscardi non è venuto a scuola per due giorni e l’occhio nero se lo è tenuto per un po’.
    Adesso nemmeno fiata con me, altro che “Prima noi” !
    Beh c’è da dire che è proprio dai Napuli che ho imparato le mosse: in pratica se non vuoi farti pestare devi fare tu la prima mossa.
    Che piacere risentirti, Zingaro. Grazie Da Enriquez alla prossima,

  2. The Following User Says Thank You to Enriquez For This Useful Post:


  3. 1.5 ADS
    ADV Bot
    Esperto banner
    Data registrazione
    Da Sempre

  • #197
    Senior Member
    Data registrazione
    Aug 2014
    Messaggi
    168
    Inserimenti nel blog
    2
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    4
    Thanked in
    4 Posts

    Predefinito c'è emigrante e emigrante.

    Cari amici che mi seguite. grazie.
    Proseguo con i pensieri di Ludovico Campo un piccolo Napuli- emigrato che però ha la fortuna di non essere indigente, Ecco come lui vede e considera altri Napuli- migranti e il loro mondo.

    Buona lettura da Enriquez Alias Enrichetta Caparco

    I Napuli li trovo sempre al giardino di piazza Quattro Marzo. Non ci vado da solo, è ovvio, ma con Carlotta la mia sorella grande. Là ce ne sono tanti, vengono da piazza San Giovanni; stanno in quei casoni che la mamma chiama “ i palazzi bombardati”, dove i muri sembrano il formaggio Berna tanti sono i buchi - non del formaggio é ovvio; con le finestre che al posto del vetro hanno il compensato o il cartone.
    I Napuli però abitano anche in Via San Tommaso e in Via dei Mercanti. Questo lo so perché, dopo la scuola, facciamo la stessa strada per tornarcene a casa. Io con Carlotta o la mamma. loro invece sempre da soli.
    Una volta la mamma, che si era portata nella borsona la roba che non mi va più bene, in via San Tommaso mi ha fermato per comperarmi il “Ciocori” e appena fuori dalla panetteria ha detto:
    - Aspettami qua -.
    Ma io non volevo; così mi ha preso per mano e siamo andati insieme. Abbiamo infilato un portone grande che dava su un cortile con le scale al fondo.
    Siamo saliti sino alle soffitte e la mamma ha suonato un campanello piccolo, piccolo. Era quello della casa di Lanaro un mio compagno, - Napuli è ovvio. La roba che aveva messo nella borsona era per lui e per i suoi fratelli. Ha regalato anche il mio paltò vecchio, perché Lanaro viene sempre a scuola senza, anche a Natale.
    Quando siamo tornati in strada la mamma ha detto:
    - Poveri bambini! - .
    Io però…insomma, i Napuli non mi fanno per niente pena, anzi li trovo fortunatissimi perché fanno sempre quello che vogliono e nessuno li controlla. Li invidio proprio – invidia buona s’intende.
    Loro ne sanno di cose!
    Per dirne una sanno che i bambini non li porta la cicogna ma è la mamma a farli.
    - E come? - ho chiesto .
    - Come fanno i cani e i gatti. dopo che si sono annusati il sedere -.
    - Ma no!, Ho detto io - impossibile, ti sbagli -.
    E Franco Palumbo a insistere - si chiama così - dice che li ha proprio sentiti i suoi mentre lo facevano.
    Già perché i Napuli di notte dormono tutti nella stessa stanza. Franco ha visto pure come è nato il suo fratellino piccolo – .
    - la mamma era coricata a pancia in su sul tavolo della cucina – ha detto.
    - E perché in cucina e non sul letto? Ho chiesto io.
    - Perché a casa ci sono solo due stanze e di là ci stava lo zio ché alla Fiat fa il turno di notte e così dorme di giorno.
    - Passa ai fatti – ho detto e lui a raccontare:
    - Era mezzogiorno quando La mamma mi ha mandato a cercare papà al mercato di Porta Pila.-.
    -Ma che c’entra, non sei logico - , gli ho risposto io. E’ quello che mi dice sempre papà per fare il superiore ma pare che sua mamma. quel giorno aveva mal di pancia forte, per questo lo ha mandato in cerca del padre, che fa il mercato a Porta Palazzo e quando l’ha vista, ha detto: “ – E’ ora – e poi è andato a chiamare la vicina.
    - “Statte accuorto a Maria” - gli ha detto prima di uscire.
    Maria è la sorellina di Lanaro che in quel momento stava sul seggiolone, che non solo butta cucchiai e piatti e minestra, ma cerca di buttarsi pure lei dal seggiolone.
    Ma a me di Maria non m’importava niente; volevo invece sapere perché hanno dovuto sdraiare la mamma sul tavolo della cucina e, anche cosa ha fatto la vicina quando è arrvata.
    - Beh - ha ha risposto lui -, mi ha chiesto dove stavano le pezze da culo, le pezze da culo sono le asciugamani per il sedere.
    E dopo- ho chiesto io.
    Dopo ha messo messo a bollire l’acqua nel pentolone –
    E dopo ?- io non ce la facevo più dalla curiosità.
    Franco dice che quella vicina fa la lavatrice che non so che cosa centri con i bambini. Dice che gli ha messo una mano nella piscia - alla mamma - e con l’altra premeva il pancione mentre diceva:
    - “Spingi. Spingi” -.
    Ero senza fiato a forza che lo trattenerlo come al cinema.
    - E dopo ?.- gli ho chiesto di nuovo.
    E lui: . - Dopo glielo ha tolto mio fratello alla mamma, da sotto -.
    continua
    .

  • #198
    Senior Member
    Data registrazione
    Aug 2014
    Messaggi
    168
    Inserimenti nel blog
    2
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    4
    Thanked in
    4 Posts

    Predefinito Adesso sono ricco: papà fa il viaggiatore.

    Cari amici lettori,
    Eccomi di nuovo a raccontarvi le esperienze di Ludovico Campo.
    . Questa volta si tratta del lavoro di suo padre, un emigrato del sud che ha appena iniziato la sua attività di viaggiatore di commercio. Ecco come le vede, secondo me autrice, un bambino di sei anni nel 1956 alle soglie del boom economico.

    Buona lettura,
    Enriquez alias Enrichetta Caparco

    Beh, una fortuna ce l’ho anch’io: sono ricco adesso che papà fa il viaggiatore. ll nonno gli ha comperato la millecento con dentro le valigie per la merce.
    Fare le valigie è uguale a riempirle di merce e Papà mi ha portato nel posto dove lui fa le valigie.
    Mi ha fatto salire sulla millecento e ha detto:
    - Andiamo in magazzino –.
    Io non sapevo neanche cos’ è “il magazzino”, che poi me lo ha spiegato. Ma una cosa l’ho chiesta subito:
    - Dov’è sto magazzino ? -.
    E lui:
    - E’ in corso Regina, vicino al mercato di Porta Palazzo -.
    E siamo andati.
    Abbiamo salito le scale sino al terzo piano; dalle scale il cortile si vedeva benissimo perché non c’erano muri, ma solo ringhiere.
    Ah, le porte per entrare negli alloggi stavano tutte sul balcone; ne abbiamo aperta una con una chiavetta piccolina e siamo entrati.
    C’era solo una stanza; no il gabinetto non c’era. Era sul ballatoio e ci voleva di nuovo la chiave per entrarci; lo so perché mi scappava forte… Ma andiamo avanti.
    La stanza dove si fanno le valigie è vuota. Beh proprio vuota, vuota no:
    c’è un banco lungo, lungo, uno sgabello e uno scaffale che è dietro il banco e serve per le scatole degli orecchini.
    .Come fa papà a farcela stare tutta quella roba nelle valigie l’ho capito solo quando ne ha aperta una: dentro ci sono i vassoi, uno sopra l’altro.
    Perché le chiudi con la chiave - ho chiesto.
    - Perché cosi nessuno ruba niente – mi ha detto .
    La merce, che costa tantissimo, la compera il nonno a Milano dove sa lui; no papà e lo zio la mettono solo nelle valigie. Ah, le scendono in strada a mano, perché non c’è l’ascensore, e le chiudono nel baule della Millecento.
    Dopo papà elo zio che si danno il cambio a guidare: girano.
    - Girate ? E dove?- ho chiesto.
    - Fuori Torino, in cerca dei negozi: profumerie e tabaccherie – ha risposto, - Perchè le profumerie e le tabaccherie vendono anche spille, collane e bracciali.
    - Attenzione è importante -. ha detto papà – Chi le compra deve avere il negozio per venderli un’altra volta.
    Questo l’ho capito io : i negozi le rivendono alle donne che se le mettono addosso le collane e le spille; no gli uomini no, non se le mettono addosso, ma le comperano per regalarle alle donne.
    - E’ la regola - ha detto papà – Noi che vendiamo ai negozi siamo grossisti.
    Ma la mamma e anche la zia la “merce” la vendono anche a chi non ce l’ha il negozio e questo io gia lo sapevo ma stavo zitto per non fare la spia.
    -“Negozio” vuol dire vendita, dal verbo “vendere”- mi ha spiegato papà, ma io nemmeno so che cosa è sto verbo, perché a scuola ai “verbi” non ci siamo ancora arrivati, anche se io li ho visti “i verbi” sul sussidiario di mia sorella Carlotta.
    Alla fine ho capito : la mamma può vendere le collane e le spille anche a chi non ha il negozio, ma solo il banco a Porta Palazzo.
    Però adesso che sono ricco, voglio dirlo a tutti. A dir la verità ho già cominciato con . due Napuli,
    Questi qui, hanno rubato un giornale in piazza Palazzo di Città nell’edicola sotto il portico, che quando avevo l’otite e piangevo dal male, Carlotta è andata lì per comperarmi “il Monello”, ma l’ha trovata chiusa.
    - Sfido - ha detto dopo la mamma - Oggi è Pasqua!-.
    Beh, quei Napuli al giardino di Piazza Quattro Marzo. me la facevano vedere “La Stampa”, tutta accartocciata, nascosta sotto la giacca del più grosso dei due, veramente il più ciccione.
    E quante arie si davano! Che poi ne avevano rubato solo uno di giornale. Così non mi sono tenuto più:
    - Io a casa ho il boiler e anche il bidet - ho detto.
    Dopo però ero pentito: non ha mica senso fare i ricchi coi poveri!

  • #199
    Senior Member
    Data registrazione
    Aug 2014
    Messaggi
    168
    Inserimenti nel blog
    2
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    4
    Thanked in
    4 Posts

    Predefinito I giochie e le esperienze di Ludovico Campo

    Amici che mi leggete, caro Zingaro di Macombo e cari tutti,

    Eccovi di nuovo Ludovico Campo raccontare di se con il linguaggio dei suoi sei anni alle soglie del boom economico. Quando l’emigrazione era in gran parte costituita da italiani che dal sud si spostavano nelle grandi città industriali: Torino, Milano Genova e il bullismo, la prostituzione, la povertà, il disagio degli ultimi era ancora nascosto.
    Internet non esisteva e nemmeno i social e la televisione era entrata da poco nelle case della gente comune.
    Ecco uno spicchio di infanzia - tratto dalla coscienza di un bambino. figlio di emigrati ma più fortunato di altri - narrare e colorare il mondo di allora.

    Buona lettura
    Da Enriquez alias Enrichetta Caparco

    I napuli che conosco io, un papà che fa il viaggiatore non ce l’hanno; al massimo dei massimi ha il banco a Porta Palazzo.
    I napuli,a volte, mandano le femmine a lavorare in strada. Si, perché certe le ho viste io andare avanti e indietro in via Conte Verde .
    - Ho chiesto a papà: - ma che lavoro fanno ? -. E lui:
    - Le passeggiatrici -.
    Ma dai! Che risposta è ? Quando lavori prendi sempre dei soldi e non basta passeggiare per averli; che se mi metto io a passeggiare sono sicuro che i soldi non me li dà nessuno. Mi sa che quelle li fanno pure qualcos’altro.
    Ma ci sono anche i napuli che mandano i figli maschi a lavorare. Per questo che ne fanno tanti di figli maschi, per guadagnare di più.
    Per portare un esempio Franco Lanaro, che è il mio compagno di banco, vende limoni. e ne guadagna di soldi!
    La mattina se li porta a scuola nella cartella i limoni e certe volte me li fa vedere . Ha un posto tutto suo all’angolo di via Venti Settembre: dice che se glielo prendono, lui tira fuori il coltello.Ah il coltello si chiama “serramanico” – e anche quello me lo ha fatto vedere tante volte.
    Beh c’è il fatto che si devono pur trovare questi benedetti soldi che se non li hai non puoi comperare nemmeno le biglie per la pista.
    Io non lavoro perchè papà non vuole: glielo ho pure chiesto se voleva:
    - Fai i compiti invece -. mi ha risposto.
    Ogni tanto arriva a casa per controllare se li facciamo i compiti io le mie sorelle.
    Ah, anche loro vanno alla Picchiotti; Carlotta fa la quarta e Antonella la seconda, due sofistiche che se ne stanno sempre a parlottare tra loro.
    Anche loro mica li fanno i compiti, tengono solo i quaderni aperti sul tavolo. Così quando sentono il rumore della millecento di papà; o la mamma che sale le scale; o la signorina D’Errico – si chiama così la maestra del pomeriggio che per fortuna certe volte non viene. – svelte, svelte si siedono al tavolo e fanno finta di scrivere .
    In pratica quando non c’è nessuno noi - anch’ io s’intende - giochiamo e basta.
    Certe volte gioco con le mie sorelle - se mi vogliono - sennò da solo. Ho un posto dove metto gli attrezzi : pezzi di legno, fili di ferro, cartone e anche il Lego,.E’ stato Ciccio mio cugino che poi si chiama Francesco e sta da Nonna Natalia perché sua mamma è morta; beh è stato lui, a insegnarmi come si fa con le viti . E’ bravissimo con il Lego; una volta, tipo ieri, ha fatto una specie di gru e l’ha fissata sulla ringhiera del terrazzo con il fil di ferro, poi ci ha legato dello spago con un bel gancio.
    - Questa grù - ha detto - regge tutto -.
    E per dimostrarmelo al gancio ci ha appeso una sedia della sala da pranzo. In pratica: la grù ha tenuto, ma la corda si è rotta e la sedia è caduta sulla vespa dell’inquilino del terzo piano. E siccome gli ha sfondato il sedile alla vespa, l’inquilino se l’è presa con la nonna: urlava come un matto.
    Gioco anche coi Napuli alle volte, se non lavorano. Li vedo in piazza e . scendo. Di nascosto s’intende, sperando che nessuno arrivi a controllarmi. Perché primo, non ho il permesso di uscire da solo e secondo,.la mamma da quando ho fatto il morbillo ha sempre paura che sudi e prenda freddo. Si perché dopo che la febbre alta è passata, mi hanno fatto le radio- qualcosa e mi hanno trovato una cosina al polmone: La mamma piangeva e papà le ha detto di non esagerare che non era niente. Ma lei per evitare che esca mi nasconde le scarpe.
    Io scendo lo stesso con le pantofole. Beh quando c’è la neve e devo arrivare sino a Piazza San Giovanni dove c’è la montagnola le pantofole si bagnano, ma è troppo bello, i napuli mi prestavano i cartoni che sono come una slitta sulle discese; così ci vado lo stesso, pazienza se poi mi viene la febbre.
    Sotto casa invece, se non c’è il vigile s’intende, si gioca al pallone oppure alla guerra.
    E allora sono io il capo, non per superbia, ma perché Nonna Natalia ci porta sempre al cinema il sabato e la domenica, così sulla guerra ne so più dei napuli.
    Già la guerra.
    In quella vera, mica si spara per finta, e si può anche morire.
    Morire.
    Beh, questo non so tanto bene cosa vuol dire. Pare che se muori non ti muovi più, non vedi più niente e non parli neanche.
    Ah, non respiri.
    Così ti fanno il funerale; cioè ti sotterrano in un posto che si chiama Campo Santo. Una volta con il prete ci sono andato al Campo Santo. La maestra dice che Campo Santo si scrive con la maiuscola. Sfido io è Santo! Perché è Santo però no lo so. Non basta che il prete ti dà la benedizione per diventare santi, sennò lo sarei pure io santo, e da un pezzo, perché ho già fatto la prima comunione, faccio il chierichetto e il prete mi benedice sempre..

  • #200
    Senior Member
    Data registrazione
    Aug 2014
    Messaggi
    168
    Inserimenti nel blog
    2
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    4
    Thanked in
    4 Posts

    Predefinito Recensione di Tracce invisibili di Universi Parlleli

    Cari amici lettori,

    Lascio per un momento Ludovico Campo e le sue avventure infantili per tornare a Tracce invisibili di Universi Parallei il romanzo dove questo personaggio ha visto la luce.
    Lo faccio per rendervi partecipi di quel che pensa Melchiorre Masali Anropologo del mio romanzo.

    Un abbraccio da Enriquez alias Enrichetta Caparco
    Recensione
    L'essere umano non è che un accidente della sua forma e in tutti i suoi punti e i suoi modi (si fa per dire...)
    : "Non sono Paolo, sono Marek. Paolo, mio padre è scomparso. Sono sei mesi che non lo vedo". "
    Adesso parla, viva Iddio" …rispose il gatto di Schrödinger sentendosi più morto che vivo… Questa è la parafrasi onirica di tre righe prese a caso da "Tracce invisibili di Universi Paralleli" di Enrichetta Caparco, fulgido esempio di splendio surrealismo.
    Un romanzo corposo, apparentemente lineare, forse un po' autobiografico, Apparentemente una storia di umanità di tutti i giorni che però si lancia nelle spirali incommensurabili del cono temporale.Se vogliamo complicare ancora la situazione, dobbiamo tener conto dell’imprevedibilità delle caratteristiche umane che si intrecciano nella storia, alla quale potremmo, come si è già detto, applicare il.Principio di indeterminazione di Heisenberg o, più semplicemente, un approccio fuzzy logic (è Marek o è Paolo? )…,
    Scrivo qui a due passi dalla Certosa di Collegno, il famoso manicomio dello "smemorato"al quale dicono io assomigli…). Tuttavia, se vogliamo essere aggiornati, possiamo considerare la possibilità di applicare i concetti quantistici che, come sostiene il Vedral (2011) non riguardano solo le particelle subatomiche, ma anche piante, uccelli e forse esseri umani e dico io, i loro sentimenti.
    Un libro da tenere sul comodino, una pièce da gustare nella confusione di un théâtre d'expériences!
    Melchiorre Masali (antropologo maturato nella scia del Lombroso)
    Enrichetta Caparco, 2013. Tracce invisibili di universi paralleli.

  • #201
    Senior Member
    Data registrazione
    Aug 2014
    Messaggi
    168
    Inserimenti nel blog
    2
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    4
    Thanked in
    4 Posts

    Predefinito La famiglia negli anni del boom economico raccontata da un bambino di sei anni

    Cari lettori,
    Ecco la continuazione dei pensieri di Ludovico Campo di sei anni.
    E le sue riflessioni, ancora una volta, riferite al gioco, sono uno squarcio sulla famiglia di allora, agli albori del boom economico. Una famiglia fortunata rispetto a tante altre, che però rasenta ugualmente tragedie e vive drammi in continuazione per la mancanza di asili, scuole materne e altri servizi per l’infanzia:.una realtà che i bambini anche oggi continuano a vivere .
    Buona Lettura
    Enriquez alias Enrichetta Caparco


    Prima con Antonella ci giocavo tanto.
    Prima, prima dico; quando ero piccolo.
    Prima che la mamma ci dividesse: io da una nonna e Antonella dall’altra nonna.
    - Può stare con me mia sorella ? - ho chiesto a Nonna Natalia e lei mi ha risposto che aveva già Ciccio.
    Ciccio è sempre stato con la nonna Natalia, perché sua mamma è morta.
    Io allora sono andato a stare da Nonna Carlotta che prima, prima abitava in via Riva Rossa alla barriera di Milano.
    Sognavo sempre la mamma.
    Sognavo che stavamo abbracciati come quando ero in colonia, quella volta che piangevo tanto che lei era rimasta con me sino a quando avevo chiuso gli occhi perché cascavo dal sonno..
    Insomma in Via Riva Rossa la mamma mi mancava tanto. A dire la verità ero anche geloso di mia sorella grande che. era con lei e Papà.
    Carlotta - aveva detto Mamma – non ci distrugge casa - . e un po’ di ragione ce l’aveva pure, perché con Antonella, quando stavamo ancora a Borgo Vittoria, si giocava “a: “Te lo faccio apposta”. Guastavamo tutto quel che faceva quella di turno.
    Quella di turno.
    Era il papà a chiamarla così: in casa faceva le faccende al posto di mamma e dopo un po’, non ci sopportava più e se ne andava.
    Io ero piccolino quando mamma ha cominciato a prendere il tram per andare in magazzino a vendere le collane. :
    - Bambini adesso dovete fare i bravi, quando Mamma non c’è - aveva detto Papà
    Così dopo Lucia è arrivata Enrica e poi Irma e Dialma e dopo, dopo una vecchia che si chiamava “nonna”… Ma forse no; beh non mi ricordo come si chiamava.
    Veniva dal Polesine dove aveva piovuto così tanto che le case erano tutte a bagno. E lei tutte le sere quando ci metteva a letto diceva: - Sogni d’oro bambini fortunati che avete un lettino, che da me i bimbi non ce l’hanno più.
    Quelle di turno venivano tutte dal Veneto – non so bene cosa è il Veneto ma fa niente - avevano le valige con dentro i vestiti, mica le collane!. Si magari una collana c’era pure.
    La Mamma le metteva a dormire in sala, dove dormiva già Carlotta.
    E tutte, tranne la vecchia, ci picchiavano.
    Ah, è con Lucia che è successa “la disgrazia”.
    Aveva messo per terra un pentolone con l’acqua bollente per lavarci la roba. E io ci ho fatto cadere dentro che si è bruciata il culetto: lei gridava forte e Antonella io piangevo tutto spaventato.
    Lucia allora è andata dai vicini che avevano il telefono e hanno chiamato la mamma.
    Dopo l’mbulanza ha portato via Antonella, e anche la mamma. La mamma era tornata a casa, s’intende.
    Lucia l’hanno mandata via e la mamma ha detto a quella di turno nuova:
    - Se picchia i bambini, la licenzio subito.-
    Enrica non ci picchiava, ci chiudeva in cucina.
    Un giorno siamo usciti sul balcone per vedere se era andata via.
    - Scavalco la ringhiera e la vado a cercare – . ha detto Carlotta
    – Guarda che cadi!- ha detto Antonella.
    - No che non cado: ci sono gli appigli sono leggera io. Mi attacco agli appigli del muro e subito sto in cortile, poi corro alla coperativa vedrai che Enrica è là. –
    - Così aveva portato il panchetto vicino alla ringhiera e ci era salita sopra:
    - Sennò come faccio a scavalcarla – aveva detto.
    : - Carlotta scendi subito dal palchetto!- urlava la mamma di Bruna e anche la signora Pautasso era uscita sul balcone. E dopo sono uscite tutte le altre mamme; urlavano così tanto che Carlotta si è presa paura ed è scesa dal palchetto.
    Ah, con Antonella si giocava al “Te lo faccio apposta” perché ci stava proprio antipatica quella di turno.
    Quando al mattino mamma scendeva le scale, Antonella usciva sul balcone, senza il palchetto è ovvio: “Mamma immi ciao” gridava e non c’era verso di farla tornare in casa se la mamma non la salutava con la mano, che quel “Ciao” serviva per farla tornare a casa la sera sana e salva.
    - Facciamo la guerra a tutte le streghe che ci obbligano a mangiare la minestra, avevo detto io. Che poi ci avevo anche provato a dire che la minestra mi faceva male al dito - ma niente, quelle di turno ce la davano lo stesso.
    Così avevamo tirato giù il lampadario della sala, tanto non ci potevano più picchiare e nemmeno chiudere in cucina, ah, ah. Siccome si era spenta la luce si vedeva poco, ma siamo riusciti lo stesso a staccare le tende della sala. Poi a forza di saltare sopra al divano si è rotta la fodera. Allora con un cucchiaio si faceva uscire la cosa bianca che ci stava dentro.
    Carlotta scuoteva l testa e quella di turno piangeva. Però adesso che sono grande sono tornato a casa mia e non lo faccio più quel gioco; anche perché c’è una maestra al posto di quella di turno e la mamma viene sempre a controllarci, adesso che il magazzino è nell’ altro isolato.
    Papà ha detto: - E’ finita la pacchia. -

  • Pagina 14 di 14 PrimoPrimo ... 4567891011121314

    Discussioni simili

    1. Calvino, Italo - Le città invisibili
      Da Darkay nel forum Piccola biblioteca
      Risposte: 29
      Ultimo messaggio: 07-24-2015, 01:43 PM
    2. Wenders, Wim - Crimini invisibili
      Da elisa nel forum Piccola cineteca
      Risposte: 0
      Ultimo messaggio: 08-02-2014, 09:04 AM
    3. 84° Minigruppo - Le città invisibili di Italo Calvino
      Da Cold Deep nel forum Gruppi di lettura
      Risposte: 32
      Ultimo messaggio: 08-02-2013, 09:37 PM
    4. Cleopatra, Chiara - Tracce Fuori Corso
      Da Chiara Cleopatra nel forum Autori emergenti - autori contemporanei
      Risposte: 5
      Ultimo messaggio: 05-03-2009, 11:41 AM
    5. Huff, Tanya - Tracce di sangue
      Da +°Polvere di stelle°+ nel forum Piccola biblioteca
      Risposte: 0
      Ultimo messaggio: 07-25-2008, 06:24 PM

    Tags per questo thread

    Regole di scrittura

    • Tu non puoi inviare nuove discussioni
    • Tu non puoi inviare risposte
    • Tu non puoi inviare allegati
    • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
    •