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Discussione: 3° GdL poetico - Allegria di naufragi di Giuseppe Ungaretti

  1. #121
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    Predefinito Godimento

    Mi sento la febbre
    di questa
    piena di luce

    Accolgo questa
    giornata come
    il frutto che si addolcisce

    Avrò
    stanotte
    un rimorso come un
    latrato
    perso nel
    deserto

    Versa il 18 febbraio 1917


    Ancora il tema della luce, dell'immersione nella natura (qui una bella giornata di luce) come slancio positivo in contrasto con la notte ed i sentimenti negativi e bui.

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  • #122
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    Predefinito Sogno

    Ho sognato
    stanotte
    una
    piana
    striata
    d’una
    freschezza


    in veli
    varianti
    d’azzurro’oro
    alga


    In questa poesia mi colpiscono i colori azzurro e oro collegati all'alga, sono colori che sento avvolgenti, come i veli a cui si riferiscono. E' un momento prettamente onirico.

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  • #123
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    Predefinito Rose in fiamme

    Su un oceano
    di scampanelli
    repentina
    galleggia un’altra mattina.

    Se nella poesia precedente era la vista il senso coinvolto, qui è l'udito, con gli "scampanelli", forse di una chiamata alla messa, forse una chiamata in trincea al risveglio. Resta la sensazione e l'emozione di un suono.

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  • #124
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    Predefinito Vanità

    D’improvviso
    è alto
    sulle macerie
    il limpido
    stupore
    dell’immensità

    E l’uomo
    curvato
    sull’acqua
    sorpresa
    dal sole
    si rinviene
    un’ombra
    Cullata e
    piano
    franta

    Cos'è l'uomo di fronte all'immensità? questa consapevolezza arriva all'improvviso e il poeta la esprime da par suo, con i suoi versi, con le sue parole, poca cosa di fronte al tutto ma l'unico strumento che l'uomo possiede e riesce a gestire per esprimersi

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  • #125
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    Predefinito Dal viale di valle

    Nettezza di montagne
    risalita
    nel globo
    del tempo
    ammansito.

    Sono talmente poche le parole di questo componimento che ognuna di esse assume un valore inestimabile, come gemme preziose. La parola non solo nel suo significato semantico ma anche nel suono, nella vibrazione che lascia nell'animo quando viene letta. Qui sta il segreto di un grande poeta, rendere unica ed emozionante una corona di parole

  • #126
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    Predefinito Un'altra notte

    In quest'oscuro
    colle mani
    gelate
    distinguo
    il mio viso

    Mi vedo
    abbandonato nell'infinito

    Vallone, il 20 aprile 1917


    La notte è ancora oscurità e solitudine. Con le mani gelate il poeta prende coscienza di sé e della sua condizione di abbandono.

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  • #127
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    Predefinito Giugno

    Quando
    mi morirà
    questa notte
    e come un altro
    potrò guardarla
    e mi addormenterò
    al fruscio
    delle onde
    che finiscono
    di avvoltolarsi
    alla cinta di gaggie
    della mia casa

    Quando mi risveglierò
    nel tuo corpo
    che si modula
    come la voce dell'usignolo

    Si estenua
    come il colore
    rilucente
    del grano maturo

    Nella trasparenza
    dell'acqua
    l'oro velino
    della tua pelle
    si brinerà di moro

    Librata
    dalle lastre
    squillanti
    dell'aria sarai
    come una
    pantera

    Ai tagli
    mobili
    dell'ombra
    ti sfoglierai

    Ruggendo
    muta in
    quella polvere
    mi soffocherai

    Poi
    socchiuderai le palpebre

    Vedremo il nostro amore reclinarsi
    come sera

    Poi vedrò
    rasserenato
    nell'orizzonte di bitume
    delle tue iridi morirmi
    le pupille

    Ora
    il sereno è chiuso
    come
    a quest'ora
    nel mio paese d'Affrica
    i gelsumini

    Ho perso il sonno

    Oscillo
    al canto d'una strada
    come una lucciola

    Mi morirà
    questa notte?

    Campolongo il 5 luglio 1917


    Una poesia che sembra diversa dalle altre, lunga, sensuale, ma il tema è ancora quello della notte come rappresentazione della desolazione dell'animo dell'uomo in guerra.

  • #128
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    Predefinito Girovago

    In nessuna
    parte
    di terra
    mi posso
    accasare

    A ogni
    nuovo
    clima
    che incontro
    mi trovo
    languente
    che
    una volta
    già gli ero stato
    assuefatto

    E me ne stacco sempre
    straniero

    Nascendo
    tornato da epoche troppo
    vissute

    Godere un solo
    minuto di vita
    iniziale

    Cerco un paese
    innocente

    Questa poesia dà il titolo alla piccola sezione all'interno dell'Allegria. E' una di quelle poesie lunghe, distese, dove Ungaretti ci dà il tempo di pensare, di riflettere, di farci un'idea. Forse è una delle poesie più contemporanee perché il poeta racconta di un suo stare al mondo che non ha patria, che non ha appartenenza.

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  • #129
    Motherator
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    Predefinito Prato

    La terra
    s’è velata
    di tenera
    leggerezza
    Come una sposa
    novella
    offre
    allibita
    alla sua creatura
    il pudore
    sorridente
    di madre.

    io mi commuovo ogni volta che leggo i versi di questo poeta. Non ci sono parole a volte, solo emozioni...

  • #130
    Motherator
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    Predefinito Si porta

    Si porta
    l’infinita
    stanchezza
    dello sforzo
    occulto
    di questo principio
    che ogni anno
    scatena la terra


    Anche se la poesia si riferisca alla primavera ed è stata a scritta a Roma a fine marzo del 1918 , secondo me è perfetta per commemorare questi giorni, legati al ricordo di chi non c'è più, semmai dovessero esserci dei giorni che servono a ricordarcelo, che io non lo riesco mai a scordare...
    Ultima modifica di elisa; 11-02-2017 alle 11:27 AM.

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  • #131
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    Predefinito Rose in fiamme

    Su un oceano
    di scampanelli
    repentina
    galleggia un'altra mattina

    Vallone il 17 agosto 1917


    Faccio difficoltà a collegare il titolo al testo, le rose in fiamme rappresentano l'alba e gli scampanelli dei suoni (campane, uccelli, tintinnii di guerra...) oppure l'oceano di scampanelli è un prato di rose che frusciano illuminate dall'alba?
    Non saprei, ma sono le due immagini che mi vengono in mente.

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  • #132
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    Predefinito Vanità

    D’improvviso
    è alto
    sulle macerie
    il limpido
    stupore
    dell’immensità

    E l’uomo
    curvato
    sull’acqua
    sorpresa
    dal sole
    si rinviene
    un’ombra
    Cullata e
    piano
    franta

    Vallone il 19 agosto 1917


    Il sole, simbolo dell' immensità della natura e dell'universo, si contrappone alla caducità umana, simboleggiata da un'ombra riflessa nell'acqua che muta e si spezza, e dalle macerie lasciate dalla guerra.
    Significativo il fatto che questa poesia sia posta a termine della sezione L'Allegria.

  • #133
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    Predefinito Sereno

    Dopo tanta
    nebbia
    a una
    a una
    si svelano
    le stelle

    Respiro
    il fresco
    che mi lascia
    il colore del cielo

    Mi riconosco
    immagine
    passeggera

    Persa in un giro
    Immortale

    Non so perché ma a me richiama alla memoria questa canzone


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  • #134
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    Predefinito Soldati

    Si sta
    come d'autunno
    sugli alberi
    le foglie

    Non occorrono molte parole per esprimere un concetto, chiaro, logico, diretto, senza alcuna retorica...

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  • #135
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    Predefinito Girovago

    In nessuna
    parte
    di terra
    mi posso
    accasare

    A ogni
    nuovo
    clima
    che incontro
    mi trovo
    languente
    che
    una volta
    già gli ero stato
    assuefatto

    E me ne stacco sempre
    straniero

    Nascendo
    tornato da epoche troppo
    vissute

    Godere un solo
    minuto di vita
    iniziale

    Cerco un paese
    innocente

    Campo di Mailly maggio 1918


    Ecco l'interpretazione che lo stesso autore dà di questa sua poesia:
    "Girovago. Questa poesia, composta in Francia dov’ero stato trasferito con il mio reggimento, insiste sull’emozione che provo quando ho coscienza di non appartenere a un particolare luogo o tempo. Indica anche un altro dei miei temi, quello dell’innocenza, della quale l’uomo invano cerca traccia in sé o negli altri sulla terra."
    Sentirsi straniero dunque non solo nei luoghi ma in quello che vi accade.

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