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 Le nostre anime di notte

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Discussione: Haruf, Kent - Le nostre anime di notte

  1. #1
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    Predefinito Haruf, Kent - Le nostre anime di notte

    In questo libro non succede niente, ma succede tutto.
    Siamo a Holt, cittadina rurale degli Stati Uniti dove tutti si conoscono e si fanno gli affari altrui.
    Addie, vedova sulla settantina, madre e nonna, vive sola. Un giorno suona alla porta di Louis, un vicino di casa più o meno coetaneo e nella sua stessa situazione, e gli chiede, a partire da quella notte, di andare a casa sua a dormire.
    E' l'inizio di una forte e particolare amicizia o, meglio, di un amore tardivo - ma poi, tardivo rispetto a che cosa? - che si dovrà scontrare con la mentalità retrograda dei compaesani dei protagonista, ma non solo ...
    Una scrittura quasi scarna, legata a cose estremamente semplici, alla quotidianità ma, forse proprio per questo, evocativa e profonda rende speciale una storia che, se si badasse esclusivamente alla trama, potrebbe sembrare poco interessante. Lo scrittore scava nell'animo dei personaggi e li rende veri, servendosi di dialoghi essenziali, ma significativi e intensi.
    La vita e la mentalità della gente che vive nei piccoli centri, non solo americani, è descritta in modo estremamente realistico; mi è sembrato di leggere, da questo punto di vista, una storia che ben conosco.
    Bello, consigliato e scorrevolissimo, si legge in una o due ore.

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  • #2
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    Sembrava impossibile, inconsueto, assurdo, e invece… Addie e Louis sono due anziani soli che si incontrano la notte per dividere un letto e parlare. Parlano di tutto, di amenità e di temi importanti, ricordano, rivivono momenti belli e brutti delle loro vite. Prima si conoscevano appena, ora – dal giorno in cui Addie ha proposto a Louis di dividere la solitudine della notte – non possono più fare a meno l’uno dell’altra.
    E tra problemi familiari, acciacchi e maldicenze il loro accordo diventa un’amicizia e poi una storia d’amore. Un amore tenero, fatto di piccole cose, di mani strette e confessioni sussurrate; fatto di gite al torrente e tacito sostegno nel momento del bisogno. Ma l’egoismo di un figlio incapace di capire può spezzare una quotidianità conquistata a fatica… ciò che non può spezzare, però, è l’affetto: l’affetto tra un ragazzino e un anziano semisconosciuto che gli ha insegnato a giocare a softball e gli ha donato un amico; l’affetto di un uomo che commise un errore e che oggi non vuole e non può più sbagliare; l’affetto di una donna disposta a mettersi in gioco a settant’anni per vivere al meglio il tempo che le resta.
    Un libro breve, delicato, dolce come il soffio della brezza delle notti d’estate; una storia intima, intrisa di coraggio e speranza che dona conforto e voglia di vivere. Consigliato a tutti.

  • #3
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    "Mi chiedevo se ti andrebbe qualche volta di venire a dormire da me.
    In che senso?
    Nel senso che siamo tutti e due soli. Io mi sento sola. Penso che anche tu lo sia. Mi chiedevo se ti andrebbe di venire a dormire da me, la notte. E parlare."

    «Sei troppo duro con te stesso, osservò Addie. Chi riesce ad avere quello che desidera? Non mi pare che capiti a tanti, forse proprio a nessuno. E' sempre un incontro alla cieca tra due persone che mettono in scena vecchie idee e sogni e impressioni sbagliate. Anche se, ripeto, questo non vale per noi due. Non in questo momento, non oggi.»

    “ Ci divertiremo un sacco a parlare, eh? Disse lei.
    Anch’io voglio sapere tutto di te. Non abbiamo fretta, disse lui.
    No, prendiamoci tutto il tempo che ci serve.”


    Questo bellissimo romanzo breve di Kent Haruf, scritto durante la sua malattia e pubblicato postumo, racconta il modo coraggioso con cui i due anziani protagonisti affrontano il problema della solitudine, arricchendo così la propria vita. Lo stile è quello consueto, sobrio, il tema è dolce ma non sdolcinato, malinconico e realista.

    Voto 5

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  • #4
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    E la storia di due anziani vedovi che decidono, su iniziativa di lei, di trascorrere la loro normale vita di giorno e a condividere il letto di notte, per parlare ed essere in compagnia. Parlano di tutto, delle cose di tutti i giorni ma soprattutto, inevitabilmente, della loro vita trascorsa e delle loro famiglie. Nasce una tenera amicizia, arricchita poi dall’arrivo di un nipotino di lei temporaneamente mandato dalla “nonna” dai genitori che si sono, almeno temporaneamente, separati. La loro vita si arricchisce, piano piano scoprono le loro affinità e l’amicizia si trasforma gradualmente in qualcosa di più .Non dico di più per non “spoilerare”. E’ un lungo racconto, più che un libro, scritto molto bene, che ho letto quasi di getto. Non mi pronuncio sul reale valore letterario dell’opera, ma comunque è una lettura che consiglio a tutti.

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