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Discussione: 40° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #46
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    Anche a me piacciono i riferimenti alla realtà, come la Baia di Hudson e la tenda.
    Meglio vivere pienamente un amore intenso, ma soffocante ed esclusivo o fuggire verso la libertà?
    Forse, quando si incappa in un amore simile, non è perché lo si è scelto, è la vita che ha scelto per noi e non si può far altro che lasciarsi avviluppare dal sentimento.

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  • #47
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    Siamo arrivati a commentare l'ultima poesia di questo poeticforum!


    L'acrobata

    Ogni notte quest’agile giovane donna
    Riposa fra lenzuoli
    A brandelli sottili come fiocchi di neve
    Finché un sogno non ne solleva il corpo
    Dal letto ad ardue sfide
    D’acrobazie sul filo.
    Tutta la notte in equilibrio
    Con destrezza da gatta sulla perigliosa fune
    In una sala gigantesca
    Balla delicate danze
    Allo schiocco di frusta ed al ruggito
    Degli ordini del suo maestro.
    Dorata, avanza precisa
    Attraverso quell’aria greve.
    Un passo e si ferma, sospesa
    Al fulcro del suo gesto
    Mentre grossi pesi le cadono attorno
    Ed incominciano a volteggiare.
    Addestrata a tal punto, la ragazza
    Para l’affondo e la minaccia
    Di qualunque oscillazione;
    Con un improvviso slancio e una piroetta
    Chiama l’applauso, la corda luccicante
    Le affonda affilata in ogni coraggioso arto.
    Poi, finito il difficile esercizio, fa un inchino
    E serenamente si lancia giù
    attraverso il pavimento di vetro
    in salvo verso casa; ma, roteando occhi allenati
    un domatore di tigri ed un pagliaccio sogghignante
    si accovacciano, lanciandole palle nere.
    Alti carri rotolano dentro
    Con tuono di leoni; tutto s’adopera
    Ed avanza sgraziato
    Per intrappolare questa oltraggiosa leggera regina
    E sbriciolare in atomi
    Le sue nove vite cosi inafferrabili.
    Ma lei s’accorge dello stratagemma
    Di pesi neri, palle nere e carri neri
    E con un’ultima abile finta salta
    Attraverso il cerchio del suo rischioso sogno
    Per balzar sù seduta del tutto desta
    All’arrestarsi dello squillo della sveglia.
    Ora come punizione per il suo talento
    Di giorno è costretta a camminare temendo
    I guanti d’acciaio del traffico, terrorizzata
    Dalla paura che, per dispetto, tutta
    L’elaborata impalcatura del cielo sopra la sua testa
    Cada alla fine fragorosamente sulla sua fortuna.

    Sylvia Plath

  • #48
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    Questo componimento fa parte di un piccolo gruppo di poesie che Sylvia Plath scrive negli anni del college, fra il 1950 e il 1955, talvolta come compiti assegnati dal suo professore di letteratura inglese, Alfred Young Fisher.
    In questa poesia emerge il vissuto di Sylvia negli anni del college, anni in cui era potente il suo bisogno di approvazione, bisogno atavico e che non l'ha mai abbandonata.
    Il suo desiderio di essere perfetta, il suo continuo mettersi in paragone con le sue compagne di corso e il suo conseguente senso di inferiorità, di inadeguatezza, in un perenne stato di equilibrio alternato ad uno stato maniaco depressivo, in un perenne funambolismo.
    La scrittura, dal punto di vista poetico, è forse ancora un po' acerba, manca un vero e proprio stile e sembra quasi un esercizio di prosa ma la forza di questo scritto è già ampiamente evocativa e coinvolgente, profonda e personalissima.
    Trovo nei componimenti della Plath una naturalezza disarmante nel descrivere se stessa che me la rende particolarmente cara.

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  • #49
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    Quest'agile giovane donna appare fragile, tesa allo spasimo nel cercare di reggere tutto al meglio. Di notte neppure il sonno le dà pace, di giorno ha il terrore che tutta l'impalcatura di perfezione crolli. L'immagine dell'acrobata è interessante, vivida, ma evidenzia un'ansia terribile per la crudeltà del mondo e una grande paura della realtà della vita!

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  • #50
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    Mi sorprende il modo in cui Sylvia Plath riesca a definire in modo "fisico" ogni sensazione. Non è semplice.
    Vive un continuo sognare, risvegliarsi, cadere e poi rialzarsi e poi cadere ancora, adeguarsi cercando di raggiungere il massimo, sembra che non abbia un momento di tregua. Non ha retto a tutto questo, poverina.

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  • #51
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    Qui tolgo dal rilievo, chi vuole può ancora commentare, vado ad aprire il prossimo

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