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Discussione: 256° MG - La fine della storia di Luis Sepulveda

  1. #1
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    Predefinito 256° MG - La fine della storia di Luis Sepulveda

    Domani io e qweedy inizieremo a leggere questo romanzo dello scrittore cileno purtroppo morto di recente a causa del coronavirus.
    Sarà un modo per ricordare ed onorare sia l'uomo che è sopravvissuto alla dittatura di Pinochet a partire dal colpo di stato dell'undici settembre 1973 (ricordo bene questa data perché anche la Allende ne ha parlato spesso nei suoi romanzi) sia l'artista che ha saputo affascinare grandi e piccoli con le sue delicate opere.
    Io ne ho lette già 7 sue... Ho controllato su Anobii perché da sola non lo ricordavo.
    Chi è interessato può unirsi a noi .
    Questa è la trama:
    "Juan Belmonte, dopo aver combattuto tante battaglie – prima fra tutte quella al fianco di Salvador Allende – da anni ha deposto le armi e vive tranquillo in una casa sul mare nell’estremo sud del Cile, insieme alla sua compagna Verónica, che non si è mai completamente ripresa dopo le torture subite all’epoca della dittatura. Belmonte è un uomo stanco, disilluso, restio a scendere in campo. Ma il passato torna a bussare alla sua porta. I servizi segreti russi, che conoscono bene il suo curriculum di esperto di guerra sotterranea e infallibile cecchino, hanno bisogno di lui. Sul fronte opposto, c’è il piano ordito da un gruppo di nostalgici di stirpe cosacca, decisi a liberare dal carcere Miguel Krassnoff, discendente diretto dell’ultimo atamano, la cui famiglia riuscì a riparare in Cile dopo la Seconda guerra mondiale. Krassnoff, ufficiale dell’esercito cileno durante la dittatura militare, al momento sta scontando numerose condanne per crimini contro l’umanità. E Belmonte ha un ottimo motivo per odiare «il cosacco», un motivo strettamente personale... Dalla Russia di Trockij al Cile di Pinochet, dalla Germania di Hitler alla Patagonia di oggi, il nuovo romanzo di Luis Sepúlveda attraversa la storia del Novecento, raccontandone grandezze e miserie, per giungere infine alle pagine drammatiche in cui Belmonte gioca la sua partita finale."
    Ultima modifica di Minerva6; 04-26-2020 alle 04:27 PM.

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    Il mio primo ricordo di Luis Sepulveda risale alla notizia della sua liberazione grazie ad Amnesty International, dopo essere stato carcerato e torturato nelle carceri cilene. In Germania e nel resto d'Europa ci fu una mobilitazione nei suoi riguardi che si concluse con la sua scarcerazione e l'espulsione dal Cile nel 1977. Poichè avevo iniziato da poco con Amnesty International a scrivere lettere per sollecitare la liberazione dei prigionieri di coscienza, saperlo libero me lo ha fatto sentire vicino.

    La sua biografia merita una lettura, perchè gli è veramente capitato di tutto, a partire dal carcere e dalla tortura ("Sono morto tante volte. La prima quando il Cile fu stravolto dal colpo di Stato, la seconda quando mi arrestarono, la terza quando imprigionarono Carmen mia moglie, la quarta quando mi tolsero il passaporto").
    Anche la poetessa Carmen Yanez, sua moglie, fu arrestata e portata nell'inferno di Villa Grimaldi. "Venne torturata insieme ad altre tre donne. Alla fine pensando che fosse morta gettarono il corpo in una discarica. Un passante si accorse che era ancora in vita e fu così che si salvò".
    Adolescenti innamorati "Pelusa" e "Lucho", giovani sposi, un figlio, poi l'arresto e la tortura. Si ritroveranno solo molti anni più tardi in Europa. E torneranno a sposarsi una seconda volta.


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  • #3
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    Lo inizierò tra poco

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    A Carmen Yanez, "Sonia", la prigioniera 824
    A tutte le donne e gli uomini
    che sono passati dall'inferno di Villa Grimaldi,
    il regno del cosacco

    Questa la dedica.
    Ho letto i primi tre capitoli, ogni capitolo indica nel titolo la latitudine. Salti geografici, non solo salti temporali, per raccontare questa storia.


    -“...non si sfugge alla propria ombra. Non importa dove stiamo andando, l’ombra di ciò che abbiamo fatto e siamo stati ci perseguita con la tenacia di una maledizione. No, non possiamo sfuggire all’ombra di ciò che eravamo.”-

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  • #5
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    Predefinito Fino al capitolo 5

    Il protagonista già mi è simpatico, soprattutto per quello che ha pensato e detto all'inizio dentro il taxi... cito a memoria: "C'è gente che sembra supplicarti per puntarle una pistola in bocca" e "sono un chirurgo che pratica la lobotomia ai dementi per togliere la merda dal cervello che non permette loro di pensare prima di parlare".
    Certe volte vorrei avere il suo coraggio per esprimermi anche io così. Una volta ero pacifista ma con gli anni ho maturato una rabbia dentro e un'idiosincrasia verso la gente stupida, presuntuosa e arrogante che mi fa avere pensieri violenti (per fortuna rimangono solo tali).
    Nel capitolo 4 dice che l'ombra di quel che eravamo non perdona, citanto il titolo di un suo romanzo che mi era piaciuto parecchio.

    Secondo me avevi ragione, nella sfida RC ci può stare anche come romanzo storico perché le vicende narrate corrispondono a fatti storici realmente accaduti.
    È davvero interessante, mi sta piacendo molto. Meno male che l'hai proposto .

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  • #6
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    Predefinito Altre considerazioni

    Non avevo ancora letto il tuo post prima di scrivere il mio, temevo di restare indietro e oggi ho cercato di finire almeno il quinto capitolo perché purtroppo sto leggendo solo una volta al giorno, di solito pomeriggio o sera, di mattina non riesco quasi mai.
    Ma tu sei riuscita a capire le latitudini a quali parti del mondo corrispondono? Io qualcuna l'ho dedotta dal racconto ma non so se ci ho azzeccato.
    Chissà se il cuoco personale di Stalin si chiamava proprio così. E se i suoi gusti culinari erano proprio quelli.
    Abbiamo beccato il periodo giusto per leggerlo, così vicino all'anniversario del 25 aprile visto che si parla di dittatura e liberazione. Non sapevo che pure i cosacchi fossero venuti in Italia ad appoggiare i fascisti (mi pare che lo dica al capitolo 5 e spero di non essermi confusa). E sempre nel capitolo 5 temo che il papa Pio XII e gli altri prelati abbiano davvero dato l'ordine di salvare i camerati delle SS. Spero che sia solo frutto di fantasia... Tu che ne dici?
    Ultima modifica di Minerva6; 04-27-2020 alle 09:58 PM.

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    Hai ragione ad averla citata, anche a me è piaciuta molto la frase che ha usato per cercare di chiudere la bocca al tassista che lo infastidiva: "sono un chirurgo che pratica la lobotomia ai dementi per togliere la merda dal cervello che non permette loro di pensare prima di parlare".

    Sicuramente la latitudine dei titoli corrisponde ai paesi citati nel capitolo: ho controllato i primi tre che ho letto, e corrisponde alla Russia, al Cile e all'Ucraina.

    La parte storica è molto importante in questo libro, e non essendo io troppo appassionata, non so dire cosa è storia e cosa è racconto. Mi riferisco all'episodio del cuoco personale di Stalin, non so, forse è invenzione dello scrittore.
    Il coinvolgimento di Papa XII nel salvataggio dei camerati tedeschi (lo leggerò oggi) direi invece che è storia.

    Ho letto ora che il nome del protagonista Juan Belmonte è davvero il nome di un famoso torero spagnolo e "La fine della storia" è il seguito del romanzo "Un nome da torero", che racconta di "un ex guerrigliero cileno dal passato complicato, Belmonte, viene incaricato da una compagnia di assicurazioni di ritrovare il tesoro della Collezione della Mezzaluna Errante, una collezione di antiche e preziosissime monete d'oro scompare dai forzieri della Gestapo durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma c'è anche qualcun altro interessato a quelle monete: in quella stessa Berlino un ufficiale dei servizi segreti della Germania Est riceve lo stesso incarico. Comincia così per l'ignaro Belmonte un duro inseguimento che dall'Europa lo porterà fino alla Terra del Fuoco".

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  • #8
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Non sapevo che pure i cosacchi fossero venuti in Italia ad appoggiare i fascisti (mi pare che lo dica al capitolo 5 e spero di non essermi confusa). E sempre nel capitolo 5 temo che il papa Pio XII e gli altri prelati abbiano davvero dato l'ordine di salvare i camerati delle SS. Spero che sia solo frutto di fantasia... Tu che ne dici?
    Anch'io sono rimasta spiazzata dai cosacchi, non sapevo proprio nulla di loro.
    Per quanto riguarda l'operazione Odessa direi che è storia, c'erano collaboratori ecclesiastici come Hudal e il cardinale Siri ad aiutare i fuggiaschi nazisti a rifugiarsi in Sud America.

    Ho finito il capitolo 7. Ho l'impressione che Sepulveda utilizzi le sue esperienze da guerrigliero nel raccontare questi intrighi.

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  • #9
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    Io purtroppo sono ferma al punto di ieri, vedrò di recuperare domani.

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    Predefinito Prima parte finita

    Quindi forse dovevamo prima leggere l'altro?
    Anche io credo che la sua esperienza gli sia servita nello scrivere questo romanzo.
    Ora che ci penso Belmonte è un cognome presente anche nel mio paese, chissà se è originario del Sudamerica o dell'Italia.
    Comunque credo di poterlo inserire in sfida anche come protagonista che ha più di 60 anni perché dice che aveva conosciuto Pedro 20 anni prima nel giorno del suo 44esimo compleanno. Per la serie coincidenze letterarie io tra una decina di giorni ne compirò proprio 44... chissà se in quel giorno pure io conoscerò qualcuno che poi diventerà importante nella mia vita ?

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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Quindi forse dovevamo prima leggere l'altro?
    Anche io credo che la sua esperienza gli sia servita nello scrivere questo romanzo.
    Ora che ci penso Belmonte è un cognome presente anche nel mio paese, chissà se è originario del Sudamerica o dell'Italia.
    Comunque credo di poterlo inserire in sfida anche come protagonista che ha più di 60 anni perché dice che aveva conosciuto Pedro 20 anni prima nel giorno del suo 44esimo compleanno. Per la serie coincidenze letterarie io tra una decina di giorni ne compirò proprio 44... chissà se in quel giorno pure io conoscerò qualcuno che poi diventerà importante nella mia vita ?
    Non credo che fosse necessario leggere prima l'altro, immagino che siano libri unici. Probabilmente il protagonista di "Un nome da torero" gli era rimasto "dentro" e ha voluto finire la sua storia. La fine della storia forse è la fine della storia di Belmonte, non della storia in generale.

    Mi ero fermata per aspettarti...

    44 è un bel numero, significativo e importante, è probabile che porti qualche nuova conoscenza con sè! E' successo anche a me, ora che ci penso!

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  • #12
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    44 sono i gatti che a me piacciono tanto e poi è il doppio di 22, numero associato ai pazzi, perciò pazzi bis .

    Grazie per avermi aspettata, sto per iniziare la seconda parte

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  • #13
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    Ti ho raggiunta, era solo un capitolo in piu'.
    Mi piace molto quando qui e la' accenna all'ombra:
    "l'ombra di chi ero stato entro' in quella casa quarant'anni dopo". Come dire che l'essenza di noi stessi non ci lascia mai, si possono vivere vite diverse, ma in fondo siamo sempre chi eravamo. L'ombra non ci abbandona mai.
    Ultima modifica di qweedy; 04-29-2020 alle 08:46 PM.

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    Sì, l'ho notato anche io. All'inizio pensavo fosse solo il riferimento all'altro suo romanzo con quel titolo invece prosegue, lo ripete spesso.
    Io però nell'ombra di chi ero ci ho sempre visto il non essere più come prima, cioè io l'ho sempre usato con questo intento. Se dico che ora sono l'ombra di quel che ero mi riferisco al fatto che prima ero più attiva, più partecipativa, insomma migliore del presente . L'ombra per me è qualcosa di negativo in cui purtroppo mio malgrado mi riconosco attualmente .

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  • #15
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    Predefinito Capitolo 1 seconda parte

    Alla fine ieri pomeriggio non più ho letto, ieri sera avevo mal di testa e in realtà ce l'ho ancora. Per me è raro, ma quando mi viene mi atterra .

    Ingrid Olderock, torturatrice a Villa Grimaldi con il suo cane Volodia, è esistita davvero, l'ho cercata... altro che incapace di intendere e di volere, era solo una sadica perversa .
    La storia dei desaparecidos purtroppo mi era già nota, mi fa sempre rabbia rileggere di queste torture subite e sapere che non tutti i colpevoli sono stati puniti per i loro crimini.

    Nomina spesso San Cristobal, mi è venuta in mente la canzone dei MCR, anche se non è lo stesso luogo
    https://www.antiwarsongs.org/canzone...d=2496&lang=it

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