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Discussione: 269° MG - La donna da mangiare di Margaret Atwood

  1. #1
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    Predefinito 269° MG - La donna da mangiare di Margaret Atwood

    Io e qweedy inizieremo oggi stesso la lettura di questo romanzo, il primo romanzo dell'autrice.
    Non ho letto ancora nulla di Margaret Atwood anche se ne ho tanto sentito parlare e la trama de "La donna da mangiare" mi ha incuriosita.
    Se qualcuno vuole unirsi può comunicarlo qui e lo aspettiamo.

    Trama:

    Marian è una ragazza ben educata e istruita, vive negli anni Sessanta a Toronto, ed è fidanzata con Peter, un promettente avvocato. Lavora in un'azienda che si occupa di ricerche di mercato, dove i posti di responsabilità sono tutti ricoperti da uomini. Ambiziosa, ma anche desiderosa di essere normale, Marian decide di assecondare le richieste del suo fidanzato e della società e attende fiduciosa il matrimonio, che pensa le conferirà un ruolo. La svolta inattesa giunge quando incontra Duncan, un dottorando in Letteratura inglese che ignora le regole ed è profondamente determinato, a differenza di Marian, a esprimere la propria individualità. La ribellione parte dal corpo della ragazza, che inizia a rifiutare il cibo: prima la carne, poi le uova, infine le verdure, finché la sua personalità, tenuta così a lungo a freno, esplode in una serie di comportamenti inappropriati e sovversivi, modificando per sempre la sua rassicurante, stabile routine.

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    Predefinito

    Sono curiosa di leggere questo suo primo libro, pubblicato nel 1969, immagino di ritrovarvi le sue tematiche femministe, sociali e ambientaliste.
    Non sapevo avesse pubblicato anche molti libri di poesie.



    Pensavo fosse "Il racconto dell'ancella" il suo romanzo più famoso, invece scopro che i maggiori premi li ha vinti il suo libro "L'assassino cieco" (che prima o poi leggerò).

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  • #3
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    Predefinito Pagina 31

    La lettura mi sta piacendo, lo stile è semplice e il racconto in prima persona mi coinvolge.
    La descrizione dell'ambiente circostante è ideale per me, l'autrice non si sofferma troppo nei particolari rendendo così le pagine scorrevoli.
    Centrali sono i pensieri di Marian mentre scende le scale del palazzo, raggiunge la metropolitana e arriva in ufficio, sembra di assistere ad una sequenza cinematografica, bella questa lentezza di movimento. La città è presente sullo sfondo, con la sua nebbia, i suoi palazzi variegati, ho avuto la sensazione che accompagnasse lo stato emotivo della protagonista. Quando Marian è in ufficio ho provato un effetto claustrofobico, mi sono rivista in lei, nel suo stato estraniante.
    La visita a Clara e il seguente dibattito sulla maternità tra Marian e Ainsley mi fa presagire che per l'autrice questo tema sia uno dei punti basilari di questa storia.
    Noto poi in Marian una sottile ironia, soprattutto nei riguardi del suo lavoro che evidentemente non la soddisfa.
    Però il budino di riso a me piace molto!

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  • #4
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    Predefinito fine capitolo 5 - attenzione spoiler

    Sì, finora il tema della maternità sembra il tema principale, ed è affrontato in modo da "femminista ad oltranza". Così come la descrizione dell'unico uomo, il marito dell'amica, che si fa carico con infinita pazienza dei bambini, della casa, e pure della moglie, è piuttosto fantascientifica.
    Il racconto è molto scorrevole, ma non ho ancora capito se la donna da mangiare è la voce narrante, Marian, o se è l'amica Ainsley, che pare molto più cinica. Le due coinquiline sono agli antipodi come carattere e come pensieri, e le riflessioni di Ainsely sulla maternità sono davvero estreme per gli anni Sessanta: pensa a quale uomo sia più adatto a generare un figlio per lei, uomo che lei intende sedurre e usare per soddisfare il desiderio di maternità.
    Anche nei confronti del cibo il rapporto delle due ragazze è molto diverso, sempre affamata Marian, che sente continuamente lo stimolo della fame, e sempre digiuna Ainsely, sempre alle prese con i suoi pensieri non ha tempo per mangiare.
    Il mondo femminile come sempre è al centro del racconto della Atwood, con Marian che rispetta (almeno finora) il ruolo femminile che la società degli anni Sessanta attribuiva alla donna, in attesa del matrimonio con Peter, con un futuro normale da moglie e madre, e Ainsely che appare un'emancipata femminista che vuole aggredire la vita con un atteggiamento di tipo maschile.

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  • #5
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    Predefinito Pagina 75

    Piacevolissimo lo stile narrativo, sembra di camminare insieme alla protagonista quando esce di casa, prende l'autobus, scende alla stazione della metro e discende per un pendio fino al parco, fino ad arrivare ad un quartiere residenziale con le lanterne di carrozze accanto alle porte. L'autrice sa descrivere piccoli particolari estetici dell'ambiente in cui si muove Marian in modo delizioso. L'incontro con Duncan è molto particolare, io al suo posto sarei scappata all'istante invece Marian rimane e non ha paura, questo mi ha fatto pensare che lei non sia così prevedibile come si potrebbe pensare fino a quel momento, e infatti quando si trova nel bar dell'albergo e ha un attacco di panico il suo comportamento diventa irrazionale, non ne ho ancora capito il motivo però. Ho pensato che la sua reazione isterica potesse dipendere dalla riflessione che aveva fatto quando si trovava a casa di Peter e cioè questa: era la normalità elevata a perfezione, come le facce giovanili ben curate della pubblicità delle sigarette. Ma talvolta sentivo il bisogno di una verruca o di un neo rassicuranti, o uno squarcio di rudezza, qualcosa su cui il tatto si potesse fissare invece di scivolarci sopra. Credo che lei si senta obbligata davanti al suo fidanzato ad apparire perfetta ed ecco perché in pubblico poi si comporta così, per una sorta di ribellione inconscia. Peter non mi piace per nulla, le dice che la vuole sposare perché la trova "sensata", la sua decisione è frutto di un razionale ragionamento, non c'è emozione.

  • #6
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    Predefinito fine capitolo 10 - Pagina 75

    Marian si conferma una donna intelligente e coraggiosa, una figura positiva. Leggendo il suo incontro con Duncan e anche con gli altri uomini a cui deve fare le domande per l'intervista sulla birra, si vede che riesce a gestire bene anche le situazioni più pericolose e gli individui più fuori di testa. La sua intervista a Duncan non la impaurisce, e il dialogo surreale con questo ragazzo folle è pieno di ironia.
    Non si capisce perché una ragazza intelligente come Marian diventi così servile con il fidanzato Peter, un ventiseienne sgradevole, pauroso ed egoista, che elogia Marian per la sua comprensione quando lui va in crisi per il matrimonio dei suoi amici. Non si capisce cosa Marian trovi in Peter, mentre è ben chiaro quale accudimento Peter trovi in Marian.

    Mi sono fatta l'idea che Marian si sia conformata all'idea di donna che la società richiedeva, una donna che si impegna in un lavoro insoddisfacente oltre all'accudimento della casa in attesa di diventare moglie e madre, che fa sempre ciò che il fidanzato Peter e anche tutto il resto del mondo si aspetta da lei, ma che al cospetto della libertà della sua coinquilina va in crisi.
    Ed ecco il comportamento isterico, che nasce secondo me dall'aver represso continuamente la sua volontà per compiacere gli altri, e che va in crisi di fronte alla libertà mostrata da Ainsley, che non si fa problemi a intervenire non invitata all'appuntamento, per vedere se c'è un uomo interessante da usare come padre per il proprio futuro figlio.
    E' la pressione accumulata per troppo tempo che la fa esplodere, di fronte all'amico che viene monopolizzato da Peter, e viene contemporaneamente puntato da Ainsley, tutti liberi di fare come vogliono, tranne lei. Il ruolo che finora ha accettato, quello di compiacere tutti quanti e di anteporre le esigenze di tutti alle sue, ora le va stretto. Probabilmente avrebbe voluto solamente fare due parole con l'amico appena rientrato dall'Inghilterra, e non ha potuto avere nemmeno questo.

    Secondo me, Peter sta pensando che forse gli conviene sposare Marian, perché si è reso conto che se dovesse perderla non ne trova più un'altra così accondiscendente in tutto. Probabilmente ha inteso la fuga e il comportamento irrazionale di Marian come un piccolo tentativo di ribellione, e vorrebbe quindi legarla a sè definitivamente prima che sia troppo tardi. Qui l'amore non c'entra proprio, c'è il benessere di uno e l'accondiscendenza al volere del mondo dell'altra.
    Ultima modifica di qweedy; 11-26-2020 alle 04:12 PM.

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  • #7
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    Predefinito Capitolo 15

    Scrivo il capitolo ora qweedy al posto delle pagine
    La storia si sta facendo davvero interessante, la seguo con trepidazione.
    Ricompare il misterioso Duncan nella lavagettone prima e nel cinema dopo, non sono riuscita ancora a capire bene se tutto quello che dice è vero o se si diverte ad interpretare un personaggio, comunque mi è simpatico mentre all'inizio dentro la sua camera mi aveva inquietato. La scena del bacio è stata qualcosa di assolutamente imprevedibile, un gesto irrazionale ma credo liberatorio per entrambi, credo che tra i due ci sia empatia e un senso di solitudine che li accomuna, Duncan da un lato si sente troppo "diverso" dagli altri suoi coetanei, incarna tutto ciò che non è convenzionale e in parte mi affascina (anche se dall'altra mi lascia perplessa perché effettivamente non capisco fino a che punto stia giocando a fare il tipo "strano") e dall'altro lato Marian invece vorrebbe conformarsi ad una vita di stereotipi rassicuranti ma è fondamentalmente un'emotiva e il suo subconscio sembra si stia ribellando. Ainsley è un personaggio un pò troppo romanzato secondo me, davvero costruito ad arte, esageratamente finto (sarebbe stato più credibile se fosse stato scritto dall'autrice in maniera un pò più sfumata, che so, con qualche rimorso nei confronti di Leonard). Clara e Joe sembrano due persone che si sono sposate senza conoscersi davvero.
    Non capisco però perché ora la narrazione sia diventata in terza persona.

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  • #8
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    Ragazze
    un po' in ritardo ma mi unisco a voi. La trama mi ha attratta perchè mi sembrava che la protagonista mi assomigliasse: anche io come lei non riesco a dire di no spesso,. Anche se a dir la verità invecchiando sono un po' migliorata da questo punto di vista.
    Insomma ieri sono andata in libreria e l'ho preso.
    Sono a pag. 50.
    Non riesco a capire bene in che anno si svolga, e certe cose mi sembrano proprio lontanissime (la macchina da scrivere, le interviste fatte di persona...).
    Però ci avevo visto giusto, sento di riuscire ad immedesimarmi nella protagonista.
    Per esempio anch'io avrei firmato il contratto per la pensione pur non essendo affatto convinta, nè interessata.

    Proseguo carica di aspettative.
    Poi con calma leggo i vostri commenti, evitando di leggere anticipazioni

    Francesca

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  • #9
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    Che bello Francesca, benvenuta tra noi!

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  • #10
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    Francesca, benvenuta anche da parte mia! Ora rallento, così ci raggiungi.

    Secondo me il romanzo è ambientato negli anni Sessanta.

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  • #11
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    Predefinito capitolo 12

    Riappare Duncan, e nel suo squilibrio è comunque molto più assennato e sicuramente molto più affascinante di Peter. Non si è adeguato al conformismo, perciò è libero di dire ciò che pensa e di agire come sente.
    Penso che un po' gioca a stupire con il suo anticonformismo, o comunque sa di essere strano e non gli importa di camuffarlo.
    Penso anche che Marion non abbia avuto paura nel primo incontro con Duncan durante l'intervista, quando l'ha portata in camera, perché fin da subito c'è stata una specie di attrazione tra i due, un riconoscersi come veri, autentici, senza maschere.

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  • #12
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    Francesca ti aspetto anch'io!
    Posso chiederti il favore di scrivere il capitolo a cui arrivi e non il numero di pagina?
    Se scrivi il numero di pagina credo di non sapermi ritrovare poi sul mio pdf.
    Intanto posto la copertina che sul mio pdf non ho, la trovo molto bella con queste due donne di spalle l'una all'altra.


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  • #13
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    Vedendo questa bellissima copertina ho pensato: E' un'immagine troppo moderna, come è possibile? E' stato pubblicato per la prima volta nel 1969.

    Qui ho trovato le copertine precedenti, più datate:



    https://www.incipitmania.com/incipit...rgaret-atwood/

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  • #14
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    Predefinito Inizio II parte

    Ho finito la prima parte e la seconda si apre con un cambio di registro, dalla prima persona si passa alla III. Ho letto poche pagine di questa seconda parte quindi non ho ancora capito bene il motivo di questo cambiamento, cosa abbia in mente l'autrice.

    Dunque, ok, sono accondiscendente, ma non quanto si è mostrata Mariam finora. La scena a casa di Peter poco prima dell'appuntamento con Len è incredibile. Marian si sente in dovere di consolare Peter perché il suo ultimo amico scapolo si è sposato, e ogni sua mossa è studiata in funzione di quelli che Mariam pensa possano essere i suoi sentimenti. Anche l'amore nella vasca da bagno è vissuto da Mariam in funzione di lui. Mi sono sentita soffocare per lei nel leggere queste pagine! Mi rimane difficile capire quanto ci sia del carattere del personaggio Mariam e quanto del tempo in cui si svolge la storia in questa sua remissività totale. La donna degli anni '60 sicuramente doveva combattere ancora un sacco di pregiudizi su quanto ci si aspettava da lei in quanto donna.
    Tutto quello che Mariam fa o dice è sempre collegato a quello che lei pensa che gli altri provino o si aspettino di sentirsi dire. Non solo nei confronti di Peter, ma anche della donna del piano di sotto, di Ainsley, di Clara...
    Ma gli altri però, né Clara, nè Ainsley, né Peter sembrano interessarsi nello stesso modo a lei.
    Poi c'è Duncan, ma non ho ancora inquadrato bene il personaggio, anche se mi aspetto che sia la chiave di volta che fa scattare qualcosa dentro Mariam. Per ora c'è stato solo un bacio fuori dalla lavanderia, una gesto che non ci si aspetterebbe da una come Mariam, ma come è già stato detto, in realtà Mariam ha mostrato più di una volta di essere una ragazza molto coraggiosa e forse anche più imprevedibile di quanto lei stessa pensi.

    La copertina della mia edizione è quella che ha postato Ondine con le due donne di spalle. Piace molto anche a me, mi fa pensare che questa Mariam abbia veramente in sé una personalità molto sfaccettata e complessa.
    Le descrizioni sono bellissime, dettagliate all'estremo, ma per niente noiose, anzi davvero sembra di vivere momento per momento con la protagonista.

    Francesca

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  • #15
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    Predefinito fine capitolo 14

    Il personaggio di Duncan è davvero singolare, e infatti riesce a scardinare le difese di Marian e a scombinare le sue certezze. Tra i due c'è attrazione, e anche Duncan, come Ainsley, rappresenta una persona che agisce in modo libero, indifferente alle regole, e questo mette in crisi Marian.

    Forse in questa II parte non è più Marian in prima persona a raccontare, per accentuare il distacco. Marian sta osservando se stessa e la realtà dall'esterno, si sta disgregando. E forse è stata la proposta di matrimonio, unita all'incontro con Duncan e alla libertà sbandierata da Ainsley a mostrarle un altro possibile modo di vivere, più libero, e a metterla in crisi.

    Altre copertine dell'edizione inglese:



    Ultima modifica di qweedy; 11-28-2020 alle 11:37 PM.

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