Ferrari, Dario - La ricreazione è finita

estersable88

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Marcello è un trentenne senza un vero lavoro, resiste ai tentativi della fidanzata di rinsaldare il legame e cerca di prolungare ad libitum la sua condizione di post-adolescente fuori tempo massimo. La sua sola certezza è che vuole dirazzare, cioè non finire come suo padre a occuparsi del bar di famiglia. Per spirito di contraddizione, partecipa a un concorso di dottorato in Lettere, e imprevedibilmente vince la borsa. Entra così nel mondo accademico e il suo professore, un barone di nome Sacrosanti, gli affida come tesi un lavoro sul viareggino Tito Sella, un terrorista finito presto in galera e morto in carcere, dove però ha potuto completare alcuni scritti tra cui le Agiografie infami, e dove si dice abbia scritto La Fantasima, la presunta autobiografia mai ritrovata. Lo studio della vita e delle opere di Sella sviluppa in lui una specie di identificazione, una profonda empatia con il terrorista-scrittore: lo colpisce il carattere personale, più che sociale, della sua disperazione. Contemporaneamente sperimenta dal di dentro l'università: gli intrighi, le lotte di potere tra cordate e le pretestuose contrapposizioni ideologiche, come funziona una carriera nell'università, perfino come si scrive un articolo «scientifico» e come viene valutato. Si moltiplicano così i riferimenti alla vita e alla letteratura di Tito Sella, inventate ma ironicamente ricostruite nei minimi dettagli; e mentre prosegue la sarcastica descrizione della vita universitaria, il racconto entra nella vita quotidiana di Marcello e nelle sue vitellonesche amicizie viareggine. Realtà sovrapposte, in cui si rivelano come colpi di scena delle verità sospese. Che cosa contiene l'archivio Sella, conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi? Perché il vecchio luminare Sacrosanti ha interesse per un terrorista e oscuro scrittore? E che cosa racconta, se esiste, La Fantasima, l'autobiografia perduta? La ricreazione è finita è un'opera che si presta a significati e interpretazioni molteplici. Un narrato in cui si stratificano il genere del romanzo universitario - imperniato dentro l'artificioso e ossimorico mondo dell'accademia -, con il romanzo di formazione; il divertimento divagante sui giorni perduti di una generazione di provincia, con la riflessione, audace e penetrante, sulla figura del terrorista; e il romanzo nel romanzo, dove l'autore cede la parola all'autobiografia del suo personaggio. Questo libro racconta la storia di due giovinezze incompiute, diversissime eppure con una loro sghemba simmetria.

Beh, chi di noi che abbiamo frequentato l'università italiana non si è sentito per un attimo (o anche un po' di più) Marcello Gori? Chi non si è ritrovato in quella sensazione così bella e frustrante di equilibrio precario tra l'adolescenza e il mondo dei cosiddetti adulti, quando vorresti già ritrovarti realizzato con tanto di lavoro e stipendio, eppure vorresti sempre essere giustificato nel tuo far niente, nelle caxxate e nei colpi di testa? E te l'assicuro, fai di tutto per prolungarla il più possibile quella situazione, anche se non sai cosa sei o cosa vuoi. Ecco, è più o meno questo lo stato d'animo di Marcello quando, senza nemmeno sapere come, si ritrova vincitore di un dottorato di ricerca in italianista, con assegnato dal suo Barone, un progetto di ricerca tanto improponibile quanto stimolante. Ed è così che si ritrova in mezzo ad una storia che non è la sua, ma che ha molto da insegnargli. E noi, invece, leggendo, abbiamo molto su cui riflettere, dalla condizione dell'università italiana a certi lati oscuri della nostra storia. E poi c'è il mistero, che non è il centro del romanzo ma è comunque una parte importante della vicenda… Un romanzo insospettabilmente complesso, questo di Dario Ferrari, adatto a chi cerca una lettura impegnata, attuale, ricca di spunti di riflessione sulla nostra società.
 

MaxCogre

Well-known member
La ricreazione è finita è un libro interessante. All’inizio, ci si aspetta niente di che, è la storia di un 30enne Viareggino senza ne arte nè parte (a parte il cazzeggio in cui è professionista) che, partecipando per scommessa goliardica, inaspettatamente vince un concorso di Dottorato in italianistica. E quindi entra da ‘ingenuo’ nei meandri degli intrallazzi relativi alle carriere universitarie. Il barone di turno, il suo prof Sacrosanti, deride le sue proposte di ricerca e gli assegna come dottorato una ricerca sull’opera letteraria di un oscuro terrorista Viareggino, Tito Sella. Qui scatta un altro livello che si sovrappone, non è il romanzo di provincia, nè comico, nè sull’ambiente universitario come sinora, ma è un giallo: qual’è il significato dell’interesse di Sacrosanti per Sella, e come sono andati davvero i fatti relativi alla raffazzonata e tragicomica brigata terroristica Ravaschol, su cui c’è ancora ambiguità? E mentre Marcello, a Parigi (porto franco per tanti terroristi negli anni 70), studia la disclosure dell’archivio privato di Tito Sella, coi suoi diari e appunti dell’epoca, inizia il terzo livello, che è quello sociale. Può un odierno giovane vitellone perchè ‘oggi i giovani fanno così’, entrare in sintonia con un suo paesano e coetaneo degli anni 70, che alla stessa prospettiva di vitellonaggio reagisce fondando una brigata terroristica? Inizia inaspettatamente tra i due un dialogo immaginario e una identificazione. Al punto che Marcello, sulla base di quello che ha capito, sulla base dei diari pensa di scrivere lui la favoleggiata ‘fantasima’, lo scritto mai rinvenuto autobiografia romanzata di Tito Sella, ammira il personaggio e vorrebbe sulla sua falsariga ‘iniziare a vivere davvero’, amare e lottare così: in un certo senso lo fa. Ma... beh qui finisce la rece che è pure troppo spoiler per i miei gusti. Aggiungiamo però i livelli filosofico, storico, film di azione, personale, familiare, romantico, e anche ‘locale’ – perchè è un romanzo che ci fa assaporare e respirare (e godere) l’aria della provincia Viareggina i suoi lungomare e baretti e discoteche e carnevali, come entrare nei corridoi umbratili dell’università di Pisa. Un viaggio di 400 pagine dentro a luoghi, personaggi, storie e topos letterari e filosofici. Ed è pure un giallo. Tiè, consigliatissimo.
 
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