MonicaSo
Leggo... quindi sono
Ai piedi del Castagno dei cento cavalli, un albero secolare che cresce sulle pendici dell'Etna, due guardie forestali ritrovano il corpo di una donna brutalmente assassinata. La scena del crimine è sconcertante. Per il vicequestore Guarrasi, della Mobile di Catania, l'indagine si presenta subito complessa, se non altro perché sulla vittima non esistono praticamente notizie, quasi non avesse un passato. L'esperienza e la memoria del commissario in pensione Biagio Patanè - il migliore quando si tratta di abbandonare le mavaríe tecnologiche e operare alla vecchia maniera - sono dunque piú utili che mai, anche se l'anziano poliziotto appare un po' distratto da un problema personale. Del resto, la stessa Vanina fatica a conciliare la vita privata con il la prima la richiama sempre a Palermo, sua città natale; il secondo la porterà invece in un «luogo dell'anima» che appartiene alla sua infanzia.
Terzo episodio che leggo, è quello che mi è piaciuto di più.
Confesso che questa Vanina non mi è molto simpatica e preferisco il commissario Patanè; detto ciò ho trovato in questo giallo troppi personaggi e troppi viaggi tra Catania e Palermo che hanno rallentato il ritmo dell'investigazione... che poi alla fine si è conclusa in quattro e quattr'otto in modo del tutto inaspettato (per me).
Sinceramente non ho desiderio, per il momento di concludere questa serie con i titoli che mi mancano.
Ho dato 3 stelle
Terzo episodio che leggo, è quello che mi è piaciuto di più.
Confesso che questa Vanina non mi è molto simpatica e preferisco il commissario Patanè; detto ciò ho trovato in questo giallo troppi personaggi e troppi viaggi tra Catania e Palermo che hanno rallentato il ritmo dell'investigazione... che poi alla fine si è conclusa in quattro e quattr'otto in modo del tutto inaspettato (per me).
Sinceramente non ho desiderio, per il momento di concludere questa serie con i titoli che mi mancano.
Ho dato 3 stelle