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Discussione: Mishima, Yukio

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  1. #1
    Junior Member
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    Predefinito Mishima, Yukio

    Yukio Mishima, pseudonimo di Kimitake Hiraoka, nasce a Tokio il 14 gennaio 1925.
    Talento precocissimo (scrive il primo racconto a sette anni) pubblica due raccolte già a 16.
    Il successo internazionale giunge nel 1949 con "Confessioni di una maschera", che lo afferma come nuova voce della letteratura giapponese. Educato secondo i rigidi dettami della tradizione nipponica, è legato da profonda amicizia con lo scrittore Yasunari Kawabata (nato nel 1899 e premio Nobel nel 1968), che lo considera, seppur più giovane, suo maestro, e dotato di "un talento straordinario, e non è solo un talento giapponese, è un talento su scala mondiale. Uno scrittore del suo calibro nasce soltanto ogni due o tre secoli"
    Autore di una smisurata produzione letteraria, teatrale, cinematografica, può essere ricordata come centrale la tetralogia di romanzi che compone "Il mare della fertilità" iniziata nel 1965 e conclusa la stessa mattina del seppuku (suicidio rituale). Alla fama internazionale Mishima accompagnerà una grande cura per un graduale potenziamento muscolare tramite il culturismo e le arti marziali, in quella unione di "Sole e Acciaio" (1968) che considerava indispensabile per una cosciente autorealizzazione.

    ---
    Mi innamorai della sua arte dalle prime pagine di "Confessioni di una maschera", a cui seguirono "Musica", "Sete d'amore", "Una virtù vacillante", "L'età verde", "la foresta in fiore", "La voce delle onde"..................

    Qualcun'altro apprezza le sue opere?

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  • #2
    Alfaheimr
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    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da key Vedi messaggio
    Yukio Mishima, pseudonimo di Kimitake Hiraoka, nasce a Tokio il 14 gennaio 1925.
    Talento precocissimo (scrive il primo racconto a sette anni) pubblica due raccolte già a 16.
    Il successo internazionale giunge nel 1949 con "Confessioni di una maschera", che lo afferma come nuova voce della letteratura giapponese. Educato secondo i rigidi dettami della tradizione nipponica, è legato da profonda amicizia con lo scrittore Yasunari Kawabata (nato nel 1899 e premio Nobel nel 1968), che lo considera, seppur più giovane, suo maestro, e dotato di "un talento straordinario, e non è solo un talento giapponese, è un talento su scala mondiale. Uno scrittore del suo calibro nasce soltanto ogni due o tre secoli"
    Autore di una smisurata produzione letteraria, teatrale, cinematografica, può essere ricordata come centrale la tetralogia di romanzi che compone "Il mare della fertilità" iniziata nel 1965 e conclusa la stessa mattina del seppuku (suicidio rituale). Alla fama internazionale Mishima accompagnerà una grande cura per un graduale potenziamento muscolare tramite il culturismo e le arti marziali, in quella unione di "Sole e Acciaio" (1968) che considerava indispensabile per una cosciente autorealizzazione.

    ---
    Mi innamorai della sua arte dalle prime pagine di "Confessioni di una maschera", a cui seguirono "Musica", "Sete d'amore", "Una virtù vacillante", "L'età verde", "la foresta in fiore", "La voce delle onde"..................

    Qualcun'altro apprezza le sue opere?
    Ci sono scrittori così universali o cosmici da risultare di difficile contestabilità. Shakespeare, Dante, Yeats, Balzac, Eschilo, Orazio sono tra questi. Potremo disprezzare la non purezza di un loro verso o la bassezza di contenuti di un frammento, ma ci sarà difficile distruggere la loro opera. Più facile sarebbe distruggere la materialità dell'Occidente, che il suo spirito.
    Altro è Mishima.
    Di ogni uomo è il petrarchesco andante "e gli occhi porto, per fuggir, intenti / dove vestigio uman l'arena stampi. Ma Mizariane sono le scogliere di Yukio trasudanti ghiaccio e fuoco, i vortici di memorie, l'appartenere ad un comune, storico sentire, il patriottismo che è ricordo e ricordo di uomini, il decadere, il metartistico su una immagine di impossibile bellezza. In pochi scrittori, come in lui, ho sentito il sapore della tradizione, del passare, del condurre e del trascorrere, del conservare e del futuro. Un rivoluzionario ed un conservatore, come piacciono a me. Un eccedere in stile fortemente connotato e perfetto; splendente.

    La mia, mizariana, immagine di Mishima specchia un ragazzo disteso nel suo letto mentre, a finestre aperte, la luna ritrova la luce del suo corpo e discopre la traccia della scrittura stessa.

  • #3
    Reef Member
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    Citazione Originariamente scritto da Mizar Vedi messaggio
    Ci sono scrittori così universali o cosmici da risultare di difficile contestabilità. Shakespeare, Dante, Yeats, Balzac, Eschilo, Orazio sono tra questi. Potremo disprezzare la non purezza di un loro verso o la bassezza di contenuti di un frammento, ma ci sarà difficile distruggere la loro opera. Più facile sarebbe distruggere la materialità dell'Occidente, che il suo spirito.
    Altro è Mishima.
    Di ogni uomo è il petrarchesco andante "e gli occhi porto, per fuggir, intenti / dove vestigio uman l'arena stampi. Ma Mizariane sono le scogliere di Yukio trasudanti ghiaccio e fuoco, i vortici di memorie, l'appartenere ad un comune, storico sentire, il patriottismo che è ricordo e ricordo di uomini, il decadere, il metartistico su una immagine di impossibile bellezza. In pochi scrittori, come in lui, ho sentito il sapore della tradizione, del passare, del condurre e del trascorrere, del conservare e del futuro. Un rivoluzionario ed un conservatore, come piacciono a me. Un eccedere in stile fortemente connotato e perfetto; splendente.

    La mia, mizariana, immagine di Mishima specchia un ragazzo disteso nel suo letto mentre, a finestre aperte, la luna ritrova la luce del suo corpo e discopre la traccia della scrittura stessa.
    Accidenti!! Allora lo dovrò leggere prima o poi..

  • #4
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    Personaggio molto particolare oltre che autore raffinato: è riuscito ad esprimere la spiritualità orientale e, nello stesso tempo, a realizzare una profonda analisi introspettiva dei suoi personaggi.
    Una delle opere che più ho apprezzato è il Padiglione d'oro..........letto tantissimi anni fa ha rappresentato una delle scintille che, all'epoca, mi avevano spinto a curiosare nell'affascinante universo del sol levante

  • #5
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    Sono molto interessato alla cultura e alla letteratura nipponica ma non ho mai trovato lo spunto per leggere qualcosa di Mishima. La sua vasta produzione mi disorienta un po'. La domanda è delle più banali: secondo chi già lo conosce è preferibile cominciare subito con la tetralogia oppure fare una prima tappa con un'opera degli esordi?

  • #6
    Alfaheimr
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    Citazione Originariamente scritto da Sir Vedi messaggio
    Sono molto interessato alla cultura e alla letteratura nipponica ma non ho mai trovato lo spunto per leggere qualcosa di Mishima. La sua vasta produzione mi disorienta un po'. La domanda è delle più banali: secondo chi già lo conosce è preferibile cominciare subito con la tetralogia oppure fare una prima tappa con un'opera degli esordi?
    In realtà vi è una stretta affinità o ritorno dell'ultimo, tetralogico, Mishima alle scelte stilistiche degli esordi. Mi riferisco al perfezionismo ed alla raffinatezza.
    Da lettore mishimiano, ti dico che non fa molta differenza da dove si inizi: quasi tutta l'opera è un susseguirsi di gemme su livelli molto alti. Consiglio lo splendido ciclo finale, lo spaventoso 'Il sapore della Goria', il grandissimo romanzo di decadenza e di speciulazione artistica che è 'Colori proibiti', 'Musica'...


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