Corona, Mauro - La fine del mondo storto

velvet

New member
Gli uomini si svegliano in un giorno di inverno e scoprono che tutte le fonti di energia combustibile sono finite. Quindi niente piú petrolio, niente piú energia elettrica, è come se avessero fatto un salto indietro nel tempo ma scoprono che non sono più in grado di fare le cose più semplici come i loro antenati e devono imparare tutto da capo. E riscopriranno antiche paure ma anche antichi piaceri. L'indole dell'uomo peró non cambia mai...

Questo libro per me è stata una grande delusione!
Lo spunto è interessante e faceva ben sperare, ma l'autore non ne ha tirato fuori nulla di buono, a mio parere.
I concetti sono pochi e vengono ripetuti in continuazione, tanto che a tratti mi sembr ava di leggere pagine già lette. Non un'idea nè una riflessione originale, tutto mi è apparso banale e ripetitivo.
Neanche il linguaggio ho potuto apprezzare, molto povero, ripetitivo e infarcito di espressioni quali "sacramento!" , "quelle robe lì" , "questa gente qui", l'ho trovato veramente fastidioso.
 

isabel76

New member
Anch'io mi aspettavo di più da questo libro, non è certo uno dei migliori di Corona, anzi. Ma devo dire che fa comunque riflettere...
 

bernoccolo

Vivo, e vegeto.
Gli uomini si svegliano in un giorno di inverno e scoprono che tutte le fonti di energia combustibile sono finite. Quindi niente piú petrolio, niente piú energia elettrica, è come se avessero fatto un salto indietro nel tempo ma scoprono che non sono più in grado di fare le cose più semplici come i loro antenati e devono imparare tutto da capo. E riscopriranno antiche paure ma anche antichi piaceri. L'indole dell'uomo peró non cambia mai...

Questo libro per me è stata una grande delusione!
Lo spunto è interessante e faceva ben sperare, ma l'autore non ne ha tirato fuori nulla di buono, a mio parere.
I concetti sono pochi e vengono ripetuti in continuazione, tanto che a tratti mi sembr ava di leggere pagine già lette. Non un'idea nè una riflessione originale, tutto mi è apparso banale e ripetitivo.
Neanche il linguaggio ho potuto apprezzare, molto povero, ripetitivo e infarcito di espressioni quali "sacramento!" , "quelle robe lì" , "questa gente qui", l'ho trovato veramente fastidioso.

Non avevo mai letto niente di Corona, nonostante i temi trattati m'interessino parecchio (o forse proprio per questo: si è sempre più esigenti quando si conosce bene un soggetto). Dopo 40 pagine del mondo storto, ho capito perché. Ed è una questione di forma prim'ancora che di fondo.

Una scrittura veramente debole, a tratti stucchevole. A darmi fastidio non è tanto la scelta di ricorrere ad un lessico popolare, "basso", perché sono stati scritti grandi libri anche con questo registro, quanto la ripetizione di un paio di costrutti sintattici e stop. Poi com'è detto sopra, le idee del libro sono un paio, non di più, spalmate su tutte le pagine.

per quanto mi concerne, dovrà passare un sacco di tempo prima di riprendere in mano un suo libro...
 

Zingaro di Macondo

The black sheep member
Improvvisamente l’umanità si ritrova senza energia. Niente più carbone, niente più petrolio e nessun tipo di combustibile. Rimarrebbero il sole, il vento e l’acqua, ma Corona non ne fa menzione.

A quel punto la gente di città e gli intellettuali non servono più. Anzi non sono mai serviti, visto che non hanno mai prodotto il cibo. Nel momento in cui il mondo storto sta scemando, l’unico appiglio sono i contadini, che con le mani sanno fare. Corona come Pol Pot, insomma. Ma forse Corona non sa nemmeno chi sia, Pol Pot, perché va avanti nel suo mondo chiuso. Altro che mondo storto.

Un libro inutile, goffo, pesante, ripetitivo.

Non posso nemmeno dire che sia la fiera della vanità, perché alle fiere c’è un po’ di tutto. Qui invece c’è un solo grande cliché ripetuto fino alla nausea: gli uomini hanno preso la direzione sbagliata e per ravvedersi avranno bisogno della grande tragedia. Da questo cliché poi se ne diramano altri, come frutti acerbi su una pianta morta. L’amore esiste se la pancia è piena. Impara l’arte e mettila da parte. Non esistono più le mezze stagioni. L’uomo è cattivo di natura. E via andare.

Sono centinaia di pagine di nulla assoluto. Peccato, perché il tema mi stava a cuore. Per ciò sono ancora più amareggiato.

E’ il mio primo Corona. Gli voglio dare altre possibilità, perché ho imparato a relativizzare.

Ha vinto il premio Bancarella, ma d’altronde l’ha vinto anche Bruno Vespa.

Uno dei libri peggiori che abbia mai letto.

Votato 1/5
 

Fabio

Altro
Membro dello Staff
Mi lascia molto perplesso il basso voto dato a questo libro. Il "primo" Mauro Corona ha scritto libri molto, davvero molto belli, capaci di emozionare sia i montanari che i cittadini. Me lo devo prendere e leggere per capire che è successo.
 
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