Benni, Stefano - La grammatica di Dio

Ho aperto questo libro con la paura nel cuore, il terrore che questo libro mi deludesse....come mi è capitato per tanti scrittori...invece no...questo libro è un insieme di 25 storie, storie allegre, divertenti...ma di solitudine...storie alla benni insomma:

trama:

Un cane troppo fedele che torna sempre come un boomerang dal padrone che lo vuole abbandonare; un potentissimo manager pronto a tutto pur di riunire i Beatles per un concerto; un terzino fantasioso e romantico su uno spelacchiato campo di periferia; un arrogante e irredimibile uomo d'affari; un frate che sceglie il silenzio per sentirsi più vicino a Dio ma viene vinto dalla bellezza di una muta; una perfida vecchietta divorata dall'invidia e dal livore sono solo alcuni dei protagonisti di questa raccolta di racconti, nella quale Benni mostra il lato più curioso, imprevedibile e misterioso della vita.
 
Benni passa spesso inosservato, a quanto vedo (anche il topic su comici spaventati guerrieri non ha avuto risposta).
Ancora non l'ho finito ma sono a metà e se all'inizio, dopo la prima, ero moooooooolto titubante ora posso definirmi davvero soddisfatta!
Benni si conferma (come se ce ne fosse bisogno!) un genio! La sua genialità spazia dai racconti ai romanzi, dalla comicità alla drammaticità senza risentirne affatto. Molte di queste storie sono grottesche, tristi ma raccontate così ironicamente e bene da non poter non essere apprezzate. Si ride, anche se rimane un po' di amarezza. La cosa che più mi ha stravolto l'umore e mi ha messo malinconia addosso è che è partito da spunti reali e contemporanei.
Finora la mia preferita è Alice.
 
Ultima modifica di un moderatore:

paolofederici

New member
posso riportare un "pezzo" del libro?
A me è piaciuto ... da matti:
Una soluzione civile
Ormai da anni, nel nostro paese la Storia si ripete. Vince uno schieramento, poi la gente ne è delusa, a volte senza un vero motivo, senza saper spiegare cosa si aspettava. Per noia, per irrimediabile istinto alla sfiducia, per abitudine al lamento e al guaito. Cosìil pigro elettore premia un nuovo schieramento che poi disprezzerà e punirà dopo pochi anni. Nuovamente riappariranno gli stereotipi, i luoghi comuni, le barzellette e le conversazioni da treno, e risorgeranno le caduche indignazioni cavalcando le quali l'opposizione, seppur di poco, prevarrà. Ben sapendo che presto anche lei dovrà scendere dalla giostra, e di nuovo tutto ruoterà, in un colorato nulla di chiacchiere e nell'onanismo di nuovi sondaggi.
Inutilmente cerchiamo di sedurre gli elettori, i telespettatori, i sostenitori, i consumatori, tutti i nomi, insomma, con cui abbiamo cancellato il vecchio, ridicolo termine di "cittadini".
Li abbiamo abituati alla corruzione, all'ingiustizia, alla mediocrità, ma si sono vendicati: si sono abituati anche al disprezzo. E qualsiasi nuovo tribuno può aizzare e moltiplicare la loro malevolenza.
Sì, noi politici siamo disprezzati, e siamo stanchi di esserlo. Lei ***** ha già proposto diverse volte di non votare più. Ma i politologi le hanno spiegato perchè ciò sarebbe deleterio. In primo luogo, il clima elettorale sfoga e spurga odio e veleni, restituisce una parvenza di senso ai nostri discorsi e, almeno per poche settimane, la politica torna sopportabile alla gente. In secondo luogo, il mondo ha bisogno della maschera dell'urna, come di un elmo ligneo. Ogni stato estero sottolineerebbe la sua presunta superiorità democratica. Ci rimprovererebbero e condannerebbero anche paesi le cui elezioni sono una ignobile farsa. In terzo e ultimo luogo, senza voto anche il nostro schieramento crollerebbe: non può fare a meno di questo conato, di questa sordida palingenesi, della necessaria sfida fratricida fatta di vendette tra correnti, siluramenti e ricatti.
Non si possono quindi eliminare le odiose, prevedibili, decrepite elezioni. Ma si può fare qualcosa per dare loro nuova vita? Ebbene sì! Non rassegniamoci. Possiamo trasformarle. Possiamo far sì che la gente ci ami ancora!
Mi accorgo di aver suscitato il vostro interesse. Bene, dallo studio dei nostri esperti, condensato in queste pagine, è risultato che esiste una soluzione, una sola che potrebbe salvarci, e restituire alla politica il ruolo di arbitro necessario e stimato.
E' qualcosa che il nostro paese ha già conosciuto: una guerra civile

:? :roll:
che ne dite?
Paolo
 
Ultima modifica di un moderatore:

labonsai

New member
Mmmmmmmm... a parte il racconto di Boomerang che almeno mi ha commossa, per il resto proprio non mi dice nulla. Non mi fa nè ridere, nè piangere... nulla!
Ormai sono a più di metà ed go perso la speranza.
Cmq "storie d tristezza e allegria"... beh, di allegria ne ho vista ben poca!
 
Ultima modifica di un moderatore:

giorgiagdg

New member
è stata,ahi me,la prima cosa che ho letto di Benni!ne sono rimasta piacevolmente colpita,l'ho trovato talmente surreale da rendermi conto che potrebbe essere tutto reale!!
la fedeltà di un cane nei confronti del SUO padrone,l'inettitudine di un piccolo uomo che pensa di diventare visibile(dato che prima era invisibile) stando al passo della nuova telefonia,sogni scambiati per alieni!la preferita è comunque quella del frate.
 
Ultima modifica di un moderatore:

elisa

Motherator
Membro dello Staff
questa raccolta di racconti di Benni certe volte mi ha lasciato senza fiato. Nulla da dire sulla scrittura, scorrevole e coinvolgente ma ho tovato la sua visione della realtà troppo a senzo unico, dove l'ironia si perde in un doloroso senso di solitudine e dell'impossibilità di riscatto.
 
Ultima modifica:

Lisistrata

New member
leggo Benni da quando pubblicava mini-racconti su Grazia
mia sorella mi ha regalato questo libro a Natale ed io mi sono bloccata alla storia del cane rifiutato, praticamente a pag.1 (le storie di animali maltrattati mi risultano intollerabili): dite che vale la pena di proseguire?
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
leggo Benni da quando pubblicava mini-racconti su Grazia
mia sorella mi ha regalato questo libro a Natale ed io mi sono bloccata alla storia del cane rifiutato, praticamente a pag.1 (le storie di animali maltrattati mi risultano intollerabili): dite che vale la pena di proseguire?

io di Benni ho letto Terra! e questo, che non non me la sento di consigliare perché poi è ancora più crudo
 
Io invece te lo consiglio, alcune storie valgono la pena di essere lette, come Alice e Una soluzione civile.Credo che la prima, almeno a mio avviso, sia la più cruda.
 

zaratia

Sideshow
leggo Benni da quando pubblicava mini-racconti su Grazia
mia sorella mi ha regalato questo libro a Natale ed io mi sono bloccata alla storia del cane rifiutato, praticamente a pag.1 (le storie di animali maltrattati mi risultano intollerabili): dite che vale la pena di proseguire?

io ti consiglierei di proseguire. le storie successive hanno temi diversi!
 

Cold Deep

Vukodlak Mod
un'altra grande raccolta di racconti di Benni, stavolta ho riso poco ma mi sono trovato di fronte a frasi spiazzanti che fanno ragionare.

5/5
 

lettore marcovaldo

Active member
Libro di racconti che fanno ridere a denti stretti. In alcuni casi si ride decisamente amaro. Un pò diverso da quello che mi aspettavo ma alla fine una piacevole sorpresa.

Prendendo a prestito una frase dai sonetti di Gioacchino Belli :
"Chi ride cosa fa? Mostra li denti."
 

Rebekah

New member
Benni lo ador(av)o come un pazza, ma questo libro non mi è piaciuto, mi ha fatto un pochino (sottolineo: un pochino) effetto-Coelho, il che suona assurdo lo so..
 

isola74

Lonely member
Dopo aver letto il Bar sotto il mare (terribile!) ho iniziato questo libro con un po' di paura....invece i racconti sono di tutt'altro spessore, ironici ma anche amari e realistici. I temi trattati sono più che mai attuali: la solitudine, il cinismo sociale e politico (Una soluzione civile- Alice), il cellulare come status symbol (Mai più solo), gli affetti non compresi o compresi solo da te (Boomerang- Orlando furioso). Stavolta mi sento di consigliarlo :wink:
 
Alto