Costantini, Roberto - Alle radici del male

fabiog

New member
Michele Balistreri torna in questo secondo romanzo in cui si viene a scoprire moto sul suo passato giovanile in Libia negli anni 60.
Nella prima parte seguiamo Mike, irrequieto e ribelle sopattutto verso l'autorità paterna, nelle sue giovanii scorribande con amici per poi passare ad un livello superiore in cui forma una verae propria banda dedita al contrabbando, il tutto sullo sfondo del golpe militare di Gheddafi che provocherà la cacciata degli italiani, ma anche la fortuna del padre di Mike.
Questi anni sono soprattutto segnati da due morti violente che sconvolgeranno profondamente la vita di Mike, morti il cui mistero inizierà ad essere risolto solo vent'anni più tardi quando il comissario Balistreri si troverà a risolvere il mistero della morte di una giovane turista, indagine che lo porterà a fare i conti con il suo passato.
Il secondo romanzo di Costantini all'inizio non mi stava convincendo molto, l'ho trovato troppo lungo e a tratti noioso nella descrizione dell'adolescenza di Michele poi, lentamente, la storia cattura; si capisce che Costantini vuole spiegare molto del carattere di Balistreri, del suo passato e dei fantasmi che lo tormentano e questo flashback è necessario.
La trama poliziesca che si sviluppa nell seconda parte è meno ricca di colpi di scena rispetto a quella del romanzo precedente, ma l'atmosfera è molto noir, malinconica, cattura sempre l'attenzione e i personaggi sono psicologicamente ben disegnati.
Aspetto il terzo romanzo che dovrebbe chiudere la trilogia
 

estersable88

dreamer member
Divorato in soli due giorni, il secondo libro della “trilogia del male” mi è piaciuto più del primo. Roberto Costantini ci porta in Libia, a Tripoli, all’inizio degli anni Sessanta, quando gli italiani contavano molto e godevano di molti privilegi. E il più importante fra gli italiani era proprio Salvatore Balistreri, ingegnere, affarista di successo, ben introdotto negli ambienti che contano a Roma e a Tripoli, nonché padre di Michele Balistreri, il commissario che abbiamo già conosciuto in “Tu sei il male”. Qui però Michele è adolescente, si chiama Mike ed ha tre amici, un altro siciliano e due libici, con i quali stringe un patto di sangue che durerà per molto, moltissimo tempo. E’ proprio da quel patto di sangue e sabbia che comincia questa storia complessa ed affascinante che ci porta dal lusso della Tripoli degli anni Sessanta alla guerra del Cairo, agli intrighi di potere fra Democrazia Cristiana, comunisti e banche, fino alla Roma degli anni Ottanta con Vaticano, Servizi segreti ed altre forze nascoste in gioco. E tutto passa per un omicidio avvenuto una domenica d’agosto a Tripoli, sotto la furia del Gybli, il vento che porta la sabbia del deserto e riduce la visibilità. Quest’omicidio sembra non interessare a nessuno, viene risolto frettolosamente, ma sarà proprio Michele Balistreri tredici anni dopo a risolverlo insieme ad altre strane morti.
Costantini ci regala un thriller estremamente armonico, con una struttura ed una trama solide, con personaggi ben delineati e con richiami storici pertinenti e perfettamente integrati nel testo. La storia d’Italia e di Libia costituiscono un elemento importante di questo libro, ancor più rispetto al primo volume della trilogia. In questo secondo volume conosciamo meglio Balistreri, il suo passato, la sua arroganza, le motivazioni che l’hanno portato a diventare il poliziotto che ritroviamo nel primo volume. E questo commissario, nonostante la sua arroganza, il suo senso di superiorità e spregiudicatezza, i suoi modi tutt’altro che diplomatici, ci piace, forse proprio perché non è perfetto, anzi sono tante le cose da nascondere nel suo turbolento passato. E’ una lettura che consiglio vivamente, perché si tratta di un thriller storico davvero bello ed avvincente. Ovviamente consiglio di leggere prima il primo volume, “tu sei il male”.
Beh, che altro dirvi se non… buona lettura?
 
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