Baudelaire, Charles - I fiori del male e tutte le poesie

elisa

Motherator
Membro dello Staff
Non sono all'altezza per poter dire nulla su questo genio se non che dopo di lui il mondo non sarà più lo stesso. E non dico solo il mondo poetico e letterario ma proprio il mondo in sé, perché con le sue parole che trasmettono pensieri ha stabilito una cesura tra mondo antico e mondo moderno. Tutti hanno un tributo da dargli, perché ha permeato ognuno di noi, dal passato all'avvenire, con profondità in cui nessuno si era mai addentrato prima.
Ogni singolo verso ha la capacità di esplodere e condizionare il lettore che poi a sua volta approccerà la vita diversamente. Banalmente ascoltando un qualsiasi cantautore si sentono gli echi di Baudelaire, alcune volte a piene mani, ma così si potrebbe dire di tutti quelli che comunicano con le parole, sono intrisi di Baudelaire.
Detto questo non posso che cittare il curatore di questa edizione, Massimo Colesanti e il traduttore Claudio Rendina.
L'invito a leggere Baudelaire è superfluo, lo si continua a leggere in qualsiasi cosa che leggiamo e ascoltiamo, comunque fatelo per amor di verità. :)
 

Zingaro di Macondo

The black sheep member
Baudelaire, assieme a Rimbaud e Verlaine, ha rivoluzionato per l’ultima volta il mondo della penna.

Dopo di loro nessuno ha più capito cosa fosse convenzione e cosa non lo fosse.

Oggi chi può definirsi ribelle? Forse, chi urla e dice parolacce? Chi scrive ambiguo? Chi sputa per terra? Chi si tatua qualcosa sulla spalla?

Direi, senza voler essere paradossale, che il miglior ribelle, oggi, è chi riesce ad essere il più convenzionale possibile.

Nel mondo delle lettere del XXI secolo bisognerebbe farsi capire. Capire e basta. Ecco la grande rivoluzione di oggi che, in pochi hanno capito.

La maggior parte delle volte utilizziamo un linguaggio oscuro ed enigmatico perché vogliamo emulare loro, che hanno chiuso il grande cerchio della convenzione letteraria. Ma loro dovevano e potevano.
Dovremmo ricominciare ad utilizzare le lettere per farne significato e non per porre barriere. Perché i poeti maledetti erano tali e l’emulazione risulta sempre cosa buffa.

Il lettore per Baudelaire era un “amico”, un “fratello” e gli uomini erano , nessuno escluso, massa informe. Solo chi leggeva ponendosi a distanza di sicurezza fisica era ritenuto un valido alleato nella balorda vita di ogni giorno.


Nella scrittura Baudelaire volava come l’albatro, leggiadro in cielo quanto goffo sulla terraferma.

Baudelaire era nato per scrivere, non per vivere.
Votato 5.
 

Zingaro di Macondo

The black sheep member
L'albatro

Spesso, per divertirsi, gli uomini d'equipaggio
Catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
Che seguono, indolenti compagni di vïaggio,
Il vascello che va sopra gli abissi amari.

5 E li hanno appena posti sul ponte della nave
Che, inetti e vergognosi, questi re dell'azzurro
Pietosamente calano le grandi ali bianche,
Come dei remi inerti, accanto ai loro fianchi.

Com'è goffo e maldestro, l'alato viaggiatore!
10 Lui, prima così bello, com'è comico e brutto!
Qualcuno, con la pipa, gli solletica il becco,
L'altro, arrancando, mima l'infermo che volava!

Il Poeta assomiglia al principe dei nembi
Che abita la tempesta e ride dell'arciere;
15 Ma esule sulla terra, al centro degli scherni,
Per le ali di gigante non riesce a camminare.

 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
L'uomo e il mare

Uomo libero, tu amerai sempre il mare!

Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima
Nello svolgersi infinito della sua onda,
E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.
Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine;
L’accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
Si distrae a volte dal suo battito
Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
Siete entrambi tenebrosi e discreti:
Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
Vi combattete senza pietà né rimorsi,
Talmente amate la carneficina e la morte,
O eterni rivali, o fratelli implacabili!

Charles Baudelaire, 1857
 

Dory

Reef Member

Nella scrittura Baudelaire volava come l’albatro, leggiadro in cielo quanto goffo sulla terraferma.

Baudelaire era nato per scrivere, non per vivere.
Votato 5.

Lascio qui un altro fiore del male

Il gusto del nulla

Spirito opaco, un tempo innamorato della mischia,
la Speranza, il cui sprone attizzava il tuo ardore,
non vuol più cavalcarti! Sdraiati senza pudore,
vecchio cavallo che ad ogni ostacolo incespica!

Rassegnati mio cuore, dormi il tuo sogno di bruto.

Spirito vinto, fiaccato! Per te vecchio predone,
non ha più gusto l'amore, come non ne ha la disputa;
addio sospiri del flauto, canti degli ottoni!
piaceri, non tentate un cuore tetro e immusonito!

La Primavera adorabile ha perduto ogni odore!

Ed il Tempo m'inghiotte minuto per minuto,
come la neve immensa un corpo irrigidito;
guardo dall'alto il globo rotondo e rifiuto
di cercarvi ancora in qualche tana un rifugio.

Valanga, vuoi portarmi con te nella caduta?
 
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c0c0timb0

Pensatore silenzioso
Arthur Rimbaud

Che belle! Vi dono allora una delle mie preferite di un altro poeta maledetto.

IL MALE

Mentre gli sputi rossi della mitraglia
Fischiano tutto il giorno nell'infinito azzurro del cielo;
E scarlatti o verdi, accanto al re che li deride
I battaglioni crollano in massa nel fuoco;

Mentre un'orrenda follia massacra
Centomila uomini in un mucchio fumante;
- Poveri morti! Nell'estate, nell'erba, nella tua gioia,
Natura! tu che santamente creasti questi uomini!... -

- C'è un Dio, che ride sulle tovaglie damascate
Degli altari, fra l'incenso, fra i grandi calici d'oro;
Che cullato dagli osanna si addormenta,

E si risveglia quando madri, raccolte
Nell'angoscia, piangendo sotto la vecchia cuffia nera
Gli offrono qualche moneta nel loro fazzoletto.

E di seguito, per non essere troppo off, un'altra, veramente maledetta :twisted:, dell'autore de "I fiori del male".

IL VAMPIRO
Tu che t'insinuasti come una lama

Nel mio cuore gemente; tu che forte
Come un branco di demoni venisti
A fare, folle e ornata, del mio spirito
Umiliato il tuo letto e il regno-infame
A cui, come il forzato alla catena,
Sono legato; come alla bottiglia
L'ubriacone; come alla carogna
I vermi; come al gioco l'ostinato
Giocatore, - che tu sia maledetta!
Ho chiesto alla fulminea spada, allora,
Di conquistare la mia libertà;
Ed il veleno perfido ho pregato
Di soccorrer me vile. Ahimè, la spada
Ed il veleno, pieni di disprezzo,
M'han detto: "Non sei degno che alla tua
Schiavitù maledetta ti si tolga,
Imbecille! - una volta liberato
Dal suo dominio, per i nostri sforzi,
Tu faresti rivivere il cadavere
Del tuo vampiro, con i baci tuoi!"
 
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c0c0timb0

Pensatore silenzioso
"A una passante" o "Una passante"...

C'è una poesia di Baudelaire che amo particolarmente ma ogni volta la trovo con una traduzione diversa e brutta.
La poesia è "A una passante" o comunque ha un titolo simile. Non posseggo la raccolta che la contiene ma l'ho letta tradotta e in italiano, quella che mi piace è quella che finisce con questi versi:

...so che t'avrei amata. E so che tu lo sai!

Non ricordo la punteggiatura. Se qualcuno avesse la versione in lingua originale sarebbe bello leggerla in questo thread. Almeno a me piacerebbe. :wink:
 

Prometheus

New member
Signore e signori ecco a voi la Poesia con la P maiuscola. Rivoluzionaria, altissma, cruda, leggera, straziante, un coltello affilatissimo con cui aprire il petto delle miserie degli umani. Tutti possono trovare un verso dove perdersi, o ritrovarsi, o tutti e due, chissà.
 
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