Camilleri, Andrea - Lucarelli, Carlo - De Cataldo, Giancarlo - Giudici

estersable88

dreamer member
Quarta di copertina:
IL GIUDICE EFISIO SURRA È CATAPULTATO DA TORINO A MONTELUSA, E CON IL SUO CANDORE E LA SUA TENACIA VINCE LA PRIMA BATTAGLIA DELL'ITALIA UNITA CONTRO LA FRATELLANZA, NON ANCORA "MAFFIA". UN GIUDICE RAGAZZINA SI TROVA DI COLPO RIDOTTA IN CLANDESTINITÀ, NEL BEL MEZZO DI UNA GUERRA SENZA ESCLUSIONE DI COLPI, ALLA FINE DEGLI ANNI SETTANTA. UN PROCURATORE DUELLA DA UNA VITA CON IL MOLTO SPREGIUDICATO SINDACO DI NOVERE, E DA UNA VITA PERDE: FINO A QUANDO NON CAPISCE CHE IL DUELLO NON ERA AD ARMI PARI. TRE GRANDI SCRITTORI DI OGGI METTONO AL CENTRO DELLA LORO OSSERVAZIONE LA FIGURA, CARICA DI CONFLITTI E TENSIONI, DI CHI HA SCELTO NELLA VITA DI AMMINISTRARE LA GIUSTIZIA, PER CONTO DI TUTTI NOI. E SI COLLEGANO A UNA TRADIZIONE CHE VA DA MANZONI A SCIASCIA, DA DOSTOEVSKIJ A KAFKA

Una lettura piacevole e scorrevole, tre racconti diversi tra loro nello stile narrativo e nel periodo storico in cui sono ambientati, ma accomunati dai protagonisti. Si tratta di tre giudici, tre figure tra loro diverse, ma in fondo, non troppo.
Si legge in un giorno ed è abbastanza leggero, ma nonostante ciò fa riflettere: è uno spaccato sull'attualità e su quanto l'Italia non sia cambiata, nonostante passino gli anni. Personalmente ho preferito di più l'ironia del racconto di Camilleri e, mio malgrado, non mi è piaciuto molto il surrealismo di De Cataldo, ma vale la pena di passare un pomeriggio in compagnia di questi tre magistrati.
 
Ultima modifica di un moderatore:

isola74

Lonely member
Tris (quasi) vincente

Dei tre racconti quello di De Cataldo è un po' l'anello debole, forse preso da solo non sarebbe nemmeno tanto male, ma al confronto non regge.
Si sarebbe dovuto forse invertire l'ordine, per avere una lettura in crescendo.

Camilleri un gradino più in alto di tutti, il suo giudice Surra è proprio ben riuscito.
 
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