Kerouac, Jack

Giosafat

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Da Wikipedia:

Nacque da una famiglia cattolica di emigranti franco-canadese di condizioni modeste (Gabrielle e Leo Kerouac). La sua infanzia, come egli stesso scrisse [1]fu serena

« Ho avuto una bellissima fanciullezza, mio padre era un tipografo a Lowell, Mass., trascorsa correndo giorno e notte per i campi e lungo le banchine del fiume »


malgrado la morte prematura del fratello maggiore Gerard, avvenuta nel 1926, lo avesse colpito fortemente.

Ricevette una buona istruzione elementare dai Gesuiti della Scuola Parrocchiale di St. Joseph a Lowell e nel 1939 si diplomò alla scuola superiore Lowell High School. Le sue prime influenze letterarie furono quelle di William Saroyan ed Ernest Hemingway.

Tra il 1939 e il 1940 frequentò la Horace Mann Preparatory School a New York ed ebbe accesso alla Columbia University per merito di una borsa di studio ottenuta per meriti atletici. Frequentò il College fino al 1941 e tra il 1942-43 si arruolò nella marina militare degli Stati Uniti.

Presto pentitosi ritornò a New York e cominciò a frequentare gli ambienti del Greenwich Village, frequentato da artisti, ribelli e bohémien, dove conduce la vita degli hipsters e dei beat.

Nel 1944 incontrò Lucien Carr, William Burroughs e Allen Ginsberg e sposò la sua prima moglie, Edith Parker. Nel 1946 conobbe Neal Cassady, un giovane che aveva fatto l'esperienza del riformatorio e aveva interessi letterari, che divenne per Kerouac il simbolo della vera emarginazione e fonte di ispirazione letteraria. Nel 1948 conobbe John Clellon Holmes e coniò il termine beat generation.

Tra il 1947-50 compì il primo viaggio attraverso il Nord America con Neal Cassady ed iniziò a scrivere Sulla strada. Dopo l'interruzione di una carriera sportiva a causa di un infortunio e nuove amicizie nell'area newyorkese, Jack Kerouac, esordì come scrittore nel 1946-48 con il romanzo La città e la metropoli ("The Town and the City"), che sarebbe stato pubblicato solo nel 1950 e che ricalcava lo stile dello scrittore americano Thomas Wolfe. Fu un immediato successo, ma pochi credevano nella sua effettiva permanenza nella sfera della letteratura statunitense.

Nel 1950 si sposò con la seconda moglie, Joan Haverty. Tra gennaio e aprile del 1951 lesse il manoscritto Junkie di Burroughs e Go di Holmes; in aprile completò Sulla strada in sole tre settimane; in ottobre elaborò il suo metodo di scrittura che definiva "prosa spontanea" e cominciò a riscrivere Sulla strada e il romanzo sperimentale Visioni di Cody.

Nel 1951 scrisse il romanzo che lo avrebbe poi reso famoso: Sulla strada (On The Road) che tratta del suo incontro con Neal Cassady e di quella che lui stesso definì la mia vita sulla strada. Questo romanzo, pubblicato solo nel 1957, fu classicamente definito il manifesto della beat generation, ovvero quel movimento culturale americano che gravitava attorno ad autori come Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti, Gary Snyder, Michael McClure, Charles Olson e ovviamente Jack Kerouac, che influenzò profondamente la società del tempo.

Tra il 1951-52 concluse Visioni di Cody a New York ed a San Francisco. Inoltre terminò Dottor Sax a Città del Messico; lavorò come apprendista frenatore e scrisse La terra della ferrovia a San Francisco; sua figlia Jan Kerouac nacque ad Albany, nello stato di New York. Nel 1953 lavorò a Maggie Cassady e a I sotterranei a New York.

Nel 1954 iniziò a studiare il buddhismo sempre nella Grande Mela e in California; scrisse San Francisco Blues a San Francisco, Some of the Dharma iniziato a New York e finito nel North Carolina. Nel 1955 firmò Mexico City Blues e cominciò Tristessa a Città del Messico. Nel 1956 finì Tristessa a Città del Messico e scrisse Le visioni di Gerard nel North Carolina; scrisse la prima parte di Angeli di desolazione a Washington e a Città del Messico.

Nel 1957 Sulla strada fu pubblicato dalla Viking Press di New York; in Florida scrive I vagabondi del Dharma. Tra il 1958 e il 1960 compone Il viaggiatore solitario. Nel 1959 raccontò il film Pull My Daisy a New York. Nel 1961 scrisse la seconda parte di Angeli di desolazione a Città del Messico, poi Big Sur in Florida. Nel 1965 elaborò Satori a Parigi e l'anno successivo si sposò per la terza volta, con Stella Sampas, e si trasferì da Hyannis a Lowell. Qui scrisse La vanità di Duluoz nel 1967.

Sono gli albori della sua prosodia bop, ispirata dall'amato bebop di Charlie Parker, Dizzy Gillespie e Thelonious Monk.

Kerouac morì tuttavia a soli 47 anni a causa di un'emorragia interna causata dalla cirrosi epatica procuratagli dall'abuso di alcool il 21 ottobre del 1969 a St. Petersburg (Florida).

La città di San Francisco ha deciso d'intitolare allo scrittore una piccola strada (Jack Kerouac Alley) che da Chinatown porta a Colombus Street.

« Come è strano essere lontani da casa quando la distanza è un intero continente e non sai neanche più dove sia la casa tua e la casa che ti resta è quella che hai in testa »
(da una lettera scritta a Neal Cassady)

Le opere:

I sotterranei , 1958
Sulla strada (On the Road), 1957
I Vagabondi del Darma
Il dottor Sax, 1959
Maggie Cassidy
Visioni di Cody, 1959
Viaggiatore solitario, 1960
Tristessa, 1960
Big Sur, 1962
Visioni di Gerard, 1963
Vanità di Duluoz, 1968
Pic, 1972 (postumo)
Angeli di desolazione
Mexico City Blues


Ho letto "Sulla Strada" quando avevo 15 anni e mi ha colpito molto, anzi devo dire che mi ha aperto gli occhi...il mondo non finisce dietro l'angolo.
 

siasiqueneau

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Bello On The Road, incarna una generazione.
Ma le sue cose migliori, secondo me, sono nelle poesie. Consiglio Mexico City Blues

"Si può realizzare l'essenza che con parole che si dissolvono avvicinandosi"
 

zolla

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on the road uno dei miei libri fondamentali ma non è il solo di questo grande autore,ricordo con emozione anche i vagabondi del dharma
 

Holdenina92

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Da Wikipedia:

Ho letto "Sulla Strada" quando avevo 15 anni e mi ha colpito molto, anzi devo dire che mi ha aperto gli occhi...il mondo non finisce dietro l'angolo.

Io ho letto On the Road... davvero un bel libro... anche a me ha aperto gli occhi!! certo, i miei genitori non acconsentiranno ne ora ne mai a lasciarmi fare l'autostop..... Ma va bene lo stesso ^^

scherzi a parte.. davvero un bel libro.. niente a che vedere con la nostra generazione!!
 

Pantera

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Il libro degli haiku

Kerouac, scrittore, poeta ma soprattutto sperimentatore, capace di confrontarsi con qualunque tipo di scrittura.
Personalmente ritengo il "libro degli haiku" fondamentale per capire meglio il personaggio che ha tracciato un'epoca, vorrei farvi leggere il mio preferito, quello che ogni qualvolta rileggo mi trasmette un senso di pace
"Un gabbiano naviga
nel cielo color zafferano
benedetto dallo spirito santo"
 

Apart

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Uno dei miei scrittori preferiti. Quando leggo Kerouac ho come la sensazione che non ci sia metodo nel suo scrivere. Kerouac scrive e basta, la sua storia si genera via via che il discorso procede. E nella sua storia qualcosa succede, deve sempre succedere, come nella vita. Il racconto di Kerouac è sempre un viaggio, è sempre simbiosi con la vita. Così è Sulla strada, e così mi sembra ne I Vagabondi del Dharma, che sto attualmente leggendo. In Kerouac non ci sono lezioni morali, spazio soltanto alla narrazione. Kerouac è uno scrittore fuori dagli schemi, senza regole, agli antipodi di tutti quelli formati, al giorno d'oggi, dai vari corsi di scrittura creativa. Forse quando finirò questo suo altro romanzo saprò lasciare un commento un po' più ampio.
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Non ho ancora letto nulla di questo autore (ho appena cominciato “Tristessa” perché è ambientato in Messico e poi vorrei avventurarmi ne “I sotterranei”) ma la sua vita, quel poco che so di lui, mi spinge a volerne sapere di più, per capire cosa c’è dietro la sua immagine (ho sempre mal sopportato la definizione di leggenda riferita ad una persona). Mi sono un po’ documentata e ho scoperto che a dispetto della fama di scapestrato e di vagabondo Kerouac era malinconico, per natura incline ai pensieri più cupi (la sua infanzia è segnata dalla prematura scomparsa del fratello maggiore) ed era si attratto dal vivere la vita in piena libertà ma la sua natura malinconica gli impediva di abbracciarla con pienezza, in lui c’era un’indole culturalmente conservatrice, che non si adattava al suo modo di vivere ma comunque c’era, frutto del suo retaggio cattolico e del complicato rapporto con la madre, due cose che erano fondamentalmente la stessa cosa e che gli impedirono di essere spontaneo fino in fondo. Kerouac in fondo non era un vagabondo, faceva il vagabondo, si metteva in viaggio per vivere più intensamente, perché più intensamente si vive e più cose si hanno da ricordare e da raccontare. Per lui ciò che contava era che sentisse di avere una casa dove tornare. Interessante la scoperta del buddismo nei suoi viaggi.
 

gian1804

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On the Road va letto anche solo per ciò che rappresenta nella storia della letteratura.
Lessi questo libro che avevo 20 anni e mi piacque molto, nonostante ciò non è scattata quella scintilla che mi ha spinto a comprare altro.
 
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