D'Andrea, Luca - La sostanza del male

estersable88

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«Werner si lasciò sfuggire un verso di scherno. - Nessuno è mai uscito dalle grotte del Bletterbach. Laggiù c'è l'inferno».
Nel 1985 Kurt Schaltzmann, Markus Baumgartner e sua sorella Evi vengono uccisi nel Bletterbach, una gigantesca gola nei cui fossili si può leggere la terribile storia del mondo. Qualcuno li ha letteralmente massacrati durante una tempesta. I loro cadaveri sono rinvenuti mutilati a tal punto da far dubitare che sia stato un essere umano a compiere un simile scempio. A distanza di trent'anni Jeremiah Salinger, un autore statunitense di documentari che ha sposato una donna del luogo, scopre la vicenda e ne viene risucchiato. Tutti, a Siebenhoch, la piccola cittadina dolomitica dove si è trasferito, gli consigliano in modo più o meno minaccioso di lasciar perdere. Anche suo suocero Werner, ex responsabile del soccorso alpino, uno degli uomini che hanno hanno ritrovato i corpi dei tre ragazzi; anche sua moglie Annelise, preoccupata per lui e per la figlioletta Clara. È come se quel fatto di sangue avesse portato con sé una maledizione. Come se nel Bletterbach si fosse risvegliato qualcosa di spaventoso che si credeva scomparso, qualcosa di antico come la Terra stessa. Con voce inconfondibile, e una padronanza assoluta del ritmo e del racconto, Luca D’Andrea ci mostra come un thriller può mettere a nudo il cuore di un uomo travolto dalla propria ossessione.

Beh, direi che la sinossi (che ho copiato da IBS) è molto esaustiva.
Si racconta la storia di Salinger, un giovane americano autore di factuals che, trasferitosi nel paese natale della bella moglie, nel cuore delle dolomiti altoatesine, sopravvive ad un pauroso incidente del quale restano vittime alcuni membri del soccorso alpino locale. Per distrarsi dai demoni che lo perseguitano dopo l’incidente, Salinger si tuffa a capofitto in un mistero vecchio di trent’anni e tutt’ora irrisolto, del quale viene a conoscenza per caso e di cui nessuno vuole parlare: è il massacro del Bletterbach. Nonostante le pressioni della moglie e degli abitanti del paesino, Salinger non riesce a staccarsi dalla storia finché non arriva in fondo… ma la verità che finisce per scoprire è molto più spaventosa e pericolosa di quanto pensasse, per lui, la moglie e la figlioletta Clara.
E sarà proprio la bambina ad indurlo a reagire e quindi a salvarlo.
“La sostanza del male” è un ottimo romanzo d’esordio, davvero un buon thriller che parla di montagna, del passato di una comunità con le sue tradizioni ed i suoi segreti. Ma questo libro parla anche d’amore, di amicizia, di sensi di colpa e bugie. C’è tutto, insomma: c’è una buona trama, un intrico di personaggi ben delineati, un’ambientazione suggestiva e sufficientemente misteriosa, una buona dose di suspense e spregiudicatezza… e poi questo libro è scritto bene, con quel qualcosa di originale ed innovativo che gli impedisce di scadere nella banalità. Non sarà uno di quei thriller al cardiopalma o con personaggi così indimenticabili da affezionarcisi, ma mi è piaciuto, l’ho letto velocemente e con facilità: lettura consigliata, dunque! Ottimo esordio davvero!
 
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