Carofiglio, Gianrico - La misura del tempo

estersable88

dreamer member
Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario.
Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza.
Comincia cosí, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.
Un romanzo magistrale. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

Meraviglioso. Semplicemente magistrale. È difficile essere obiettivi quando si è passato tutto il tempo (breve) della lettura pensando "Wow! Ma cosa sto leggendo?". Perciò no, non sarò obiettiva: questo è, tra i libri di Carofiglio che ho letto e tra tutti i casi dell'avvocato Guerrieri, a mio parere il migliore, di gran lunga. È stato un piacere ritrovare Guido Guerrieri, la sua ironia, le sue insicurezze, le sue passioni; è stato un grande piacere ritrovare, soprattutto, la narrazione intimista ed intrisa di quotidianità di Carofiglio che quando scrive sembra aprirci un portone direttamente affacciato sul suo mondo. È stato un enorme piacere farsi rinfrescare la procedura penale da cotanto insegnante, peraltro con una prosa degna del miglior professore di diritto, capace di configurare trame, disegni, esempi concreti e comprensibili a tutti, perfettamente inseribili nella vita reale e utili a far entrare chiunque nei meccanismi di un processo. Un libro troppo breve: non ci si stanca della bellezza, se ne vorrebbe ancora e ancora. Perciò, oltre a sperare in una nuova uscita in tempi brevi, mi sa che andrò a rileggermi tutti i casi di Guido Guerrieri… mi è proprio venuta voglia di ripercorrere la sua evoluzione.
 

Lark

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Non so se Carofiglio si sforzi troppo di rendere Guerrieri simpatico o abbia consapevolmente creato un protagonista tutto sommato sgradevole, ma l'effetto per me è stato quello. Chiama il suo sacco da boxe, fissato ad un gancio del soggiorno, Mr. Sacco, che gli da consigli e lo aiuta nei casi, metafora dello sfogo benefico nell'attività fisica, e lo fa per una pagina e mezza. Perde undici trazioni a quattordici contro la fidanzata, durante una passeggiata, e non se lo perdona - mi pare Carofiglio elenchi anche il numero e il tipo degli esercizi che Guerrieri fa per tornare in forma. Spesso racconta quel che invece dovrebbe mostrare - in un passo in un riga, col pretesto di ricordare le critiche mossegli da una ex fidanzata, Guerrieri riepiloga i suoi difetti (piuttosto da colloquio di lavoro, come chiamo tutti quei difetti che non lo sono veramente).
Insomma ho qualche problema col protagonista, ho molti problemi coi personaggi secondari, che sembrano esistere solo in funzione di Guerrieri e non hanno un'identità che non sia in relazione con lui, o sono ridotti alla relazione con lui - impressione rafforzata dal fatto che un quarto dei capitoli sono dedicati alla reminiscenza della relazione passata avuta, vent'anni prima, con la cliente. La prima persona non aiuta.
Penso di avere un problema di fondo con lo stile di scrittura. A parte questo la storia è bella e accattivante, la prassi processuale affascinante (un po' didascalico se sei un addetto ai lavori, ma chiarissimo se non mastichi diritto), la fine un po' forse troppo abbozzata, immagino Carofiglio voglia comunicare una malinconia o un cinismo che però non sono resi in modo efficace, e la trovata dello smettere di fumare è un po' banale e cliché.
 
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