Cassar Scalia, C. & De Cataldo, G. & De Giovanni, M.-Tre passi per un delitto

estersable88

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Una giovane bellissima, che lavora nel mondo dell'arte, viene uccisa nel proprio appartamento a Roma. Tre personaggi coinvolti per ragioni diverse nell'omicidio forniscono la loro interpretazione dei fatti. Chi nasconde la verità. Chi la manipola. Chi sembra non curarsene. Il commissario Davide Brandi è un poliziotto molto abile, e molto ambizioso. È lui che conduce le indagini. A dargli la parola è Giancarlo De Cataldo. Marco Valerio Guerra è l'amante della vittima. Un uomo d'affari ricchissimo, potente, odiato. A dargli la parola è Maurizio De Giovanni. Anna Carla Santucci è la moglie di Guerra. Scoprire il tradimento del marito non l'ha stupita affatto. A darle la parola è Cristina Cassar Scalia. Le loro versioni non concordano. Ma tutte rappresentano un piccolo passo per arrivare alla soluzione del caso.

Giada è bella, giovane, colta; Giada è determinata, spregiudicata, provocante; Giada è le due anime di un sorriso: solare e sorridente, implacabile e spietato. Giada ama il bello ed ottiene sempre ciò che vuole; Giada non la puoi dominare, controllare, costringere: se sta con te è perché lo vuole, se ti lascia è perché ha trovato di meglio. Giada non fa sconti, deve raggiungere i suoi obiettivi, deve emergere dal degrado a qualunque costo. Giada è morta, colpita da un pezzo d'arte che amava, Giada qualcuno l'ha uccisa e c'è un problema: sembra fin troppo facile capire chi. Il suo punto di vista è l'unico che manca in questa triade di voci così diverse, ma coordinate ed assortite, eppure lei è la più presente di tutti, pervade ogni pagina di questa storia torbida tanto da saturare l'aria con la sua irruenza ingombrante. Il commissario Brandi, che coordina le indagini per la sua morte, ne è irretito; Marco Valerio Guerra, il suo amante, ne è ossessionato; persino Anna Carla, colei che meno di tutti dovrebbe preoccuparsene, patisce lo spostamento d'aria della sua presenza. Ma chi l'ha uccisa, davvero, Giada? La razionalità suggerirebbe una pista ben chiara, ma la verità sta negli anfratti della mente, nel regno delle sensazioni, là dove governa l'istinto, dove la ragione non c'entra più. Tre scrittori bravissimi, tre penne riconoscibilissime, danno voce a tre personaggi diversi eppure perfettamente incastrati fra loro… e l'incastro perfetto è dato proprio da quella nota stonata, da quel dettaglio che spariglia le carte spezzando l'incantesimo e riportando tutto alla realtà. Una realtà di sacrifici, rinunce, compromessi, controllo, equilibrio, scalate ardue per raggiungere posti da cui discendere sarebbe fatale. Tre passi per un delitto è un giallo raffinato ed atipico, un libro diverso che ci invita a guardare oltre, là dove l'occhio per natura non si soffermerebbe. Vale la pena di leggerlo? Certo che sì.
 
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