52° Poeticforum - Le poesie che amiamo

Shoshin

Well-known member
L'animo dimentica
dove sia il cielo,
dove sia la terra:
cerca fiori
tra la luce delle stelle
cerca stelle
tra i fiori del giardino.

Rabindranath Tagore, Scintille, traduzione di Marino Rigon, Ed. Tea
 

qweedy

Well-known member
Lettera a Livio

Ti voglio dedicare una poesia
adesso che sono vivo
e posso vederti, posso abbracciarti.
Tu non mi fai recintare la luce,
non mi fai dire cose già concluse.
A volte mi chiedo
che amicizia sarebbe la nostra
se tu non fossi mio figlio.
Ti scrivo per dirti
che il mio amore per te è scandaloso
e voglio che sia chiaro a tutti,
voglio che sia detto senza reticenza.
Io ti dono questo mio stare sparso
e conficcato dentro uno spavento
che non passa.
Averti vicino è un soffio di bene,
è qualcosa di più
della paura che abbiamo in ogni cuore.
Come fai ad essere così forte
tu che sei figlio di un tremore?

Franco Arminio
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Scusate se ne propongo un'altra di Arminio, ma questa postata come poesia del giorno da qweedy mi ha colpita particolarmente.

AUTOCERTIFICAZIONE

Tremo di paura da quando sono nato
e il tremore non si addomestica.
Andrò via senza padroni,
senza soci di furbizia.
Sono qui con i fili tutti scoperti,
scrivo e vivo in bella vista,
appartengo a piccole vicende,
al vento e alla neve del mio paese.
Sono e sarò sempre fratello
degli inquieti, degli incerti.
Non mi salverà nessuno
e non salverò nessuno,
ma è bello essere liberi e appassionati,
aperti al soffio di ogni cosa:
l'anima non è nient'altro
che una rosa.

FRANCO ARMINIO
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Non mi ricordo se l'avevo già postata...semplice semplice...

La mano - Wislawa Szymborska

Ventisette ossa,
trentacinque muscoli,
circa duemila cellule nervose
in ogni polpastrello delle nostre cinque dita.
È più che sufficiente per scrivere Mein Kampf
o Winnie the Pooh.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Iniziamo dalla prima proposta :)


L'animo dimentica
dove sia il cielo,
dove sia la terra:
cerca fiori
tra la luce delle stelle
cerca stelle
tra i fiori del giardino.

Rabindranath Tagore, Scintille, traduzione di Marino Rigon, Ed. Tea
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Che bella poesia, piccola piccola e semplice forse solo in apparenza. Il significato mi sfugge e i versi mi frastornano piacevolmente rendendo per un attimo il mio animo confuso e inquieto come quello di chi cerca le stelle sulla terra e i fiori in cielo. Espressiva.
 

qweedy

Well-known member
Iniziamo dalla prima proposta :)


L'animo dimentica
dove sia il cielo,
dove sia la terra:
cerca fiori
tra la luce delle stelle
cerca stelle
tra i fiori del giardino.

Rabindranath Tagore, Scintille, traduzione di Marino Rigon, Ed. Tea

Molto bella, mi piace perchè io ci leggo che apparteniamo sia al cielo che alla terra, entrambi sono in noi.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Inserisco anche la seconda, possiamo commentarle entrambe :)

Lettera a Livio

Ti voglio dedicare una poesia
adesso che sono vivo
e posso vederti, posso abbracciarti.
Tu non mi fai recintare la luce,
non mi fai dire cose già concluse.
A volte mi chiedo
che amicizia sarebbe la nostra
se tu non fossi mio figlio.
Ti scrivo per dirti
che il mio amore per te è scandaloso
e voglio che sia chiaro a tutti,
voglio che sia detto senza reticenza.
Io ti dono questo mio stare sparso
e conficcato dentro uno spavento
che non passa.
Averti vicino è un soffio di bene,
è qualcosa di più
della paura che abbiamo in ogni cuore.
Come fai ad essere così forte
tu che sei figlio di un tremore?

Franco Arminio
 

qweedy

Well-known member
Inserisco anche la seconda, possiamo commentarle entrambe :)

Lettera a Livio

Ti voglio dedicare una poesia
adesso che sono vivo
e posso vederti, posso abbracciarti.
Tu non mi fai recintare la luce,
non mi fai dire cose già concluse.
A volte mi chiedo
che amicizia sarebbe la nostra
se tu non fossi mio figlio.
Ti scrivo per dirti
che il mio amore per te è scandaloso
e voglio che sia chiaro a tutti,
voglio che sia detto senza reticenza.
Io ti dono questo mio stare sparso
e conficcato dentro uno spavento
che non passa.
Averti vicino è un soffio di bene,
è qualcosa di più
della paura che abbiamo in ogni cuore.
Come fai ad essere così forte
tu che sei figlio di un tremore?

Franco Arminio

Questo inno alla paternità è davvero molto intenso, esprime tutto quello che un genitore prova, senza magari trovare le parole per esprimerlo. Arminio ci riesce.
 

Evy

Member SuperNova
E adesso cercami tu
Tra le parole di un libro che non hai letto
in una lettera lasciata in sospeso
al suono di una melodia lontana,
forse riuscirai a trovarmi
in un sogno o nel ricordo.
il tempo passa
e quando tornerai da me
io non sarò più la stessa,
cerami oggi,
domani sarà tardi.


Con questa poesia ho partecipato ad un poetryslam i primi di settembre... ed è stato bello tornare a leggere dei pezzi inediti davanti ad un pubblico.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
La poesia di Arminio "Lettera a Livio" è bellissima. Credo sia difficile trovare le parole giuste per esprimere l'amore di un genitore in modo vero, senza retorica.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Ancora il nostro caro Arminio :)

AUTOCERTIFICAZIONE

Tremo di paura da quando sono nato
e il tremore non si addomestica.
Andrò via senza padroni,
senza soci di furbizia.
Sono qui con i fili tutti scoperti,
scrivo e vivo in bella vista,
appartengo a piccole vicende,
al vento e alla neve del mio paese.
Sono e sarò sempre fratello
degli inquieti, degli incerti.
Non mi salverà nessuno
e non salverò nessuno,
ma è bello essere liberi e appassionati,
aperti al soffio di ogni cosa:
l'anima non è nient'altro
che una rosa.
 

Pathurnia

Member
Attimi d'intimità

Appartengo ai corpi che attraverso
con la mia mano lenta sulla schiena
al loro chiudere gli occhi e assaporarmi,
al fiato tiepido alle parole insensate
quando col mio farneticare
invento intraducibili canzoni
o quando porgo un cibo prelibato
dalle le mie labbra strette al loro muso
così scambiamo fiducia e devozione
e rubo un bacio in cambio di un boccone.

Pathurnia
 
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Pathurnia

Member
Inserisco anche la seconda, possiamo commentarle entrambe :)

Lettera a Livio

Ti voglio dedicare una poesia
adesso che sono vivo
e posso vederti, posso abbracciarti.
Tu non mi fai recintare la luce,
non mi fai dire cose già concluse.
A volte mi chiedo
che amicizia sarebbe la nostra
se tu non fossi mio figlio.
Ti scrivo per dirti
che il mio amore per te è scandaloso
e voglio che sia chiaro a tutti,
voglio che sia detto senza reticenza.
Io ti dono questo mio stare sparso
e conficcato dentro uno spavento
che non passa.
Averti vicino è un soffio di bene,
è qualcosa di più
della paura che abbiamo in ogni cuore.
Come fai ad essere così forte
tu che sei figlio di un tremore?

Franco Arminio

Che rapporto luminoso ha descritto l'autore! La sua stima per il figlio è immensa, e porta il segno di una autenticità che non conduce a soluzioni scontate, non fa "recintare la luce" ma lascia aperti orizzonti di libertà.
Mi piace immensamente la meraviglia espressa dagli ultimi due versi, quell'ammirazione sconfinata che è il dono più grande che un padre possa offrire (mi fa pensare a Carl Rogers e all'accettazione incondizionata, un costrutto che mi è infinitamente caro).

Pathurnia.
 

Pathurnia

Member
"Scintille" di Tagore

Iniziamo dalla prima proposta :)


L'animo dimentica
dove sia il cielo,
dove sia la terra:
cerca fiori
tra la luce delle stelle
cerca stelle
tra i fiori del giardino.

Rabindranath Tagore, Scintille, traduzione di Marino Rigon, Ed. Tea

Quello che il poeta chiama l'animo, la nostra parte luminosa e vicina al divino, non ha logica ma solo bellezza e fantasia. Il poeta, il saggio e l'amante possono cercare ogni cosa in ogni luogo del''universo, perché per chi sa creare non esiste il sopra e il sotto, non esiste il "posto giusto", esiste solo lo splendore da contemplare.
Entrare in sintonia con la sensibilità di Tagore è un'esperienza illuminante.

Pathurnia
 

Pathurnia

Member
"Prova a cantare il mondo mutilato" di Adam Zagajewski

...................................................................................................................................................................................................Prova a cantare il mondo mutilato.
Ricorda le lunghe giornate di giugno
e le fragole, le gocce di vino rosé.
Le ortiche che metodiche ricoprivano
le case abbandonate da chi ne fu cacciato.
........................................Devi cantare il mondo mutilato.
Hai guardato navi e barche eleganti;
attesi da un lungo viaggio,
o soltanto da un nulla salmastro.

Hai visto i profughi andare verso il nulla,
hai sentito i carnefici cantare allegramente.
......................................Dovresti celebrare il mondo mutilato.
Ricorda quegli attimi, quando eravate insieme
in una stanza bianca e la tenda si mosse.
Torna col pensiero al concerto, quando la musica esplose.
D’autunno raccoglievi ghiande nel parco
e le foglie volteggiavano sulle cicatrici della terra.
......................................Canta il mondo mutilato
e la piccola penna grigia persa dal tordo,
e la luce delicata che erra, svanisce e ritorna.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Riprendiamo dai commenti sulla terza proposta :)

AUTOCERTIFICAZIONE

Tremo di paura da quando sono nato
e il tremore non si addomestica.
Andrò via senza padroni,
senza soci di furbizia.
Sono qui con i fili tutti scoperti,
scrivo e vivo in bella vista,
appartengo a piccole vicende,
al vento e alla neve del mio paese.
Sono e sarò sempre fratello
degli inquieti, degli incerti.
Non mi salverà nessuno
e non salverò nessuno,
ma è bello essere liberi e appassionati,
aperti al soffio di ogni cosa:
l'anima non è nient'altro
che una rosa.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Autocertificazione

Ringrazio qweedy per aver postato questa poesia in un altro 3d e avermi dato l'opportunità di conoscerla. La sento molto affine a me, anche se alcune parole io le avrei scritte in modo diverso, ma solo per una mia esperienza personale. Tipo la parola rosa alla fine. Oppure la neve perché nel mio paese per fortuna si manifesta raramente, a differenza del vento che invece è spesso presente.
La paura la conosco fin troppo bene pure io da sempre e ho capito che non si può tenerla a bada. Così come mi sento sorella degli inquieti e degli incerti perché inquietudine e dubbio sono sempre con me. So che non riceverò salvezza né sarò mai in grado di darla. E sono convinta che sentirsi liberi sia una delle cose più belle e importanti, peccato però che io non mi ci senta affatto.
 
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