Carofiglio, Gianrico - Della gentilezza e del coraggio

estersable88

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La parola più importante della nostra lingua è gentilezza. Che non c’entra nulla con le buone maniere, né con l’essere mite. L’uomo civile cui si riferiscono queste pagine non è l’eterno sconfitto, non rifiuta il conflitto. Lo accetta, invece, come parte inevitabile e proficua della complessità e della convivenza. Accetta il conflitto e lo pratica secondo regole, in una dimensione non distruttiva, umana. La gentilezza è una virtù necessaria a trasformare il mondo e a mettere in atto la giustizia. Per questo ha a che fare con il coraggio. Perché il coraggio è una dote del carattere ma anche dell’intelligenza. Consiste nella capacità di entrare in un rapporto razionale ed equilibrato con il pericolo e il rischio, gestendoli nei limiti in cui questo è possibile. In questo senso gentilezza e coraggio sono affini, hanno in comune innanzitutto la percezione dell’altro e della complessità del mondo. Quello su cui le vicende odierne ci portano a riflettere è che bisogna affrontare la vita accettandone l’ignoto, che si tratti di politica o di epidemie. Bisogna affrontare il rischio prendendo tutte le precauzioni sensate ma non quelle insensate, generate da un bisogno immaturo e pericoloso di governare l’ingovernabile, cioè l’incertezza. Non bisogna lasciare che la paura diventi una forza incontrollabile e distruttrice, ma trasformarla in uno strumento per cambiare le cose.

A me Carofiglio piace, mi piace quando parla di giustizia, di quotidianità, di umanità. Mi piace come usa le parole, come ci gioca con perizia; mi piace la sottigliezza delle sue osservazioni e descrizioni. Però non tutte le opere di Carofiglio sono uguali, alcune sono memorabili, altre dimenticabili, altre… una via di mezzo. Questo breviario che in realtà è un saggio fa parte dell'ultima categoria: è molto interessante, ma altresì molto, ma molto pesante. In realtà credo che tutto stia nelle aspettative: mi aspettavo leggerezza, immediatezza, apertura, ho trovato un testo di studio, un manuale, un libro non immediato e – oserei dire – persino elitario. Carofiglio affronta qui temi importanti come la gentilezza, il coraggio, le manipolazioni, la comunicazione buona e quella fallace, le paure e le loro ripercussioni sociali sul piano del dibattito, politico e non solo. Lo ripeto, i concetti espressi sono molto interessanti, aiutano a riflettere, chiarire, scegliere, però prima di leggere questo libro bisogna sapere a coscosa aspettarsi, avere ben chiaro a cosa si va incontro. Nel sottotitolo si legge la parola "Breviario": ora, probabilmente sbagliando, io l'avevo associata ad un qualcosa di maneggevole, pratico, risolutivo, immediato, una lettura da tenere con sé, da riaprire saltuariamente e da consultare periodicamente. Non è così. Della gentilezza e del coraggio è un libro interessantissimo, purché si sappia che è un saggio dettagliato, accurato e ricco di citazioni dotte ed esemplificazioni efficaci, ma non immediate.
 
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