Cassar Scalia, Cristina - Il talento del cappellano (Vanina Guarrasi 05)

estersable88

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Un cadavere che scompare, poi riappare. Un duplice omicidio accompagnato da una macabra messinscena. Con il Capodanno alle porte, pasticcio peggiore non poteva capitare al vicequestore Vanina Guarrasi. Se poi una delle vittime è un prete, il caso diventa ancora piú spinoso.
– Dottoressa, il signor Lisa è il custode del cimitero. È lui che trovò i due cadaveri. L’uomo si alzò in piedi, accennò una specie di riverenza. Vanina indicò la cappella. – Là dentro sono? Il custode annuí. – Sí. Sopra il loculo al centro. Addobbato ca pare ‘na bancarella natalizia. Spanò intercettò la perplessità del vicequestore. – Venga, dottoressa, le faccio vedere -. La precedette dentro la cappella. Il loculo centrale, come l’aveva chiamato il signor Lisa, era l’unico scavato a terra. Al centro, davanti a un altarino, come in posizione privilegiata rispetto agli altri, tutti inseriti nelle pareti. Adagiati sul coperchio di marmo un uomo e una donna, uniti da un nastro rosso, largo, annodato come un fiocco all’altezza della vita. Sopra le teste, una composizione di rametti di vischio e accanto due stelle di natale. Una doppia corona di lumini aggiungeva alla scena un che di sinistro. Vanina s’avvicinò facendosi strada tra gli addobbi.
Comincia tutto in una notte di neve, sull'Etna. Il custode di un vecchio albergo in ristrutturazione chiama la Mobile di Catania: nel salone c'è una donna morta. Quando però i poliziotti arrivano sul posto, del corpo non vi è piú traccia. Ventiquattr'ore dopo viene ritrovato nel cimitero di Santo Stefano, proprio il paese dove abita la Guarrasi. Al suo fianco è disteso un uomo, un sacerdote, anzi un monsignore, assai conosciuto e stimato; entrambi sono stati uccisi. Intorno a loro qualcuno ha disposto fiori, lumini, addobbi. Il mistero si dimostra parecchio complesso, oltre che delicato, perché i conti, in questa storia, non vogliono mai tornare, un po' come nella vita di Vanina. L'aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè può risultare al solito determinante. Quell'uomo possiede un intuito davvero speciale, ma ha il vizio di non riguardarsi. Una cattiva abitudine che, alla sua età, rischia di essere pericolosa.


Doppio appuntamento, quest'anno, con Vanina Guarrasi e la sua squadra. E doppio è anche l'omicidio: in un colpo di teatro degno del miglior sceneggiatore, una mano misteriosa fa apparire e scomparire il corpo della pediatra Azzurra Leonardi, per collocarlo poi in tutt'altro luogo e, per giunta, in compagnia di un altro cadavere, quello d'un Monsignore. È questo il garbuglio in cui si trova – o si fa trovare – Vanina che, per questo caso, è costretta – che dispiacere! – ad interrompere le ferie natalizie che stava trascorrendo in casa della madre, a Palermo, per tornarsene di volata a Catania. In una Sicilia quantomai suggestiva e folcloristica, con l'Etna innevato e le torte Savoia che farebbero gola anche ai più salutisti, ritroviamo una Vanina pensosa, inquieta, indecisa, in ambasce. Sono tanti, infatti, i nodi da sciogliere nella sua vita, oltre a quelli che le danno di volta in volta le indagini. Poi ci si mette pure la preoccupazione per il suo amico ex commissario Patanè che non si riguarda abbastanza… non è facile, la vita della Guarrasi. Meno male che sono in tanti a volerle bene, noi compresi! Un altro capitolo della bella serie gialla con protagonista il vicequestore Guarrasi, un altro pezzo di quotidianità ricostruita in questa storia che, nonostante la complessità dell'indagine, sa di Natale, di affetto, di casa. È sempre un grande piacere ritrovare la sobrietà di questi gialli, l'acume, la sagacia, l'ironia nella scrittura di Cristina Cassar Scalia, l'amore per la Sicilia che traspare da ogni descrizione, espressione linguistica, tradizione richiamata. È sempre bello ritrovarsi a casa in pagine che sanno farsi accoglienti e ridare calore anche quando fuori impazza il freddo di neve e crudeltà.
 

LettriceBlu

Non rinunciare mai
Anche se ormai è passato un po' di tempo dalla lettura di questa storia che non è più freschissima nella mia mente, avevo garantito che avrei recensito ed è doveroso adempiere a quanto promesso. Caso interessante: due vite intrecciate più di quanto avrebbe dovuto essere lecito, brutalmente stroncate per colpa di un'eccessiva tendenza a sentirsi superiori che alla lunga ha portato a conseguenze terribili. Perfettamente calibrati i momenti divertenti e rilassati e quelli molto tristi e di crescita dei personaggi.
 
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