67° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
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Parte il nuovo Poeticforum, attendo che ciascuno di voi inserisca qui una poesia di suo gradimento (o anche propria) e poi commenteremo.
Di solito siamo pochissimi o, meglio, pochissimE, sarebbe bello se partecipassero più persone, anche poco esperte in materia come del resto sono io.
 

Pathurnia

lovecraftian member
Due parole di introduzione: non conoscevo l'autrice che ora vi presento, poi per caso ho visto il film "Eterno femminile" di Natalia Beristáin che racconta la vita della poetessa, filosofa, politica messicana Rosario Castellanos (1925 - 1974). Così ho cercato le sue poesie. Eccone una.
...

PARABOLA DELL’INCOSTANTE di Rosario Castellanos

Prima quando mi parlavo di me stessa, dicevo:
se io sono quello che sono
e lascio che nel mio corpo, che nei miei anni
si verifichi quel processo
che il seme concede all’albero
e la pietra alla statua, sarò la pienezza.

E forse era la verità. Una verità.

Ma, ahimè, mi destavo docile come l’edera
per attaccarmi a una parete come l’innamorato
si appiglia all’altro con i suoi giuramenti.

E poi io spargevo attorno a me, eretta
in solidità di rovere,
la rumorosa solitudine, l’ombra
ospitale e davo al viandante
− al suo coltello acuto di memoria –
la testimonianza fedele della mia corteccia.

Il mio atteggiamento era a volte il riposo
e altre il rapimento,
la grazia o il furore, sempre i due contrari
pronti ad annichilirsi
e ad emergere dalle rovine dello sconfitto.

Ogni ora soppiantavo qualcuno; ogni ora
me ne andavo da qualche locanda smantellata
nella quale non trovai neppure una pessima candela
e nella quale non mi fu possibile lasciare nulla.

Usurpavo i nomi, mi coronavo di loro
per scagliare poi, lontano da me, il bottino.

Eccomi qui, ormai alla fine, e ancora
non so che faccia darò alla morte.


Fonte: https://poetarumsilva.com/2015/03/05/poesia-latinoamericana-8-rosarios-castellanos/
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Fedeli al duro accordo
non ci cerchiamo più
Così i bambini giocano
a non ridere per primi
guardandosi negli occhi
e alcuni sono così bravi
che diventano tristi
per la vita intera.

Michele Mari - da Cento poesie d'amore a Ladyhawke
 

Shoshin

Well-known member
Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.



Olav.H.Hauge
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Prima poesia!

PARABOLA DELL’INCOSTANTE di Rosario Castellanos

Prima quando mi parlavo di me stessa, dicevo:
se io sono quello che sono
e lascio che nel mio corpo, che nei miei anni
si verifichi quel processo
che il seme concede all’albero
e la pietra alla statua, sarò la pienezza.

E forse era la verità. Una verità.

Ma, ahimè, mi destavo docile come l’edera
per attaccarmi a una parete come l’innamorato
si appiglia all’altro con i suoi giuramenti.

E poi io spargevo attorno a me, eretta
in solidità di rovere,
la rumorosa solitudine, l’ombra
ospitale e davo al viandante
− al suo coltello acuto di memoria –
la testimonianza fedele della mia corteccia.

Il mio atteggiamento era a volte il riposo
e altre il rapimento,
la grazia o il furore, sempre i due contrari
pronti ad annichilirsi
e ad emergere dalle rovine dello sconfitto.

Ogni ora soppiantavo qualcuno; ogni ora
me ne andavo da qualche locanda smantellata
nella quale non trovai neppure una pessima candela
e nella quale non mi fu possibile lasciare nulla.

Usurpavo i nomi, mi coronavo di loro
per scagliare poi, lontano da me, il bottino.

Eccomi qui, ormai alla fine, e ancora
non so che faccia darò alla morte.


Fonte: https://poetarumsilva.com/2015/03/05/poesia-latinoamericana-8-rosarios-castellanos/
 

Pathurnia

lovecraftian member
Avrei la tentazione di andare a rileggere la vita della poetessa, ma non funziona così. Non basterebbe sapere chi o cosa l'ha resa così tormentata o apparentemente fragile, quali sono stati il contesto e l'ambiente familiare. Qui, in questa poesia, non c'è cronaca o autobiografia o sfogo di un'emozione. C'è la storia di una donna che come tante altre donne afferma :" Io non so chi sono. Non lo so perché sono come l'acqua, assumo la forma del recipiente che mi contiene e sono diversa ogni volta. Ho cercato la solidità, la compiutezza, ma ogni volta mi accorgo di essere mutevole e vulnerabile".
Nelle parole e nei versi di questa poesia, in profondità, colgo una insoddisfazione, un voler-essere mai realizzato, un tarlo interiore che rode ogni nuova identificazione. E credo che il nocciolo della questione sia proprio questo: lei, Rosario, non possiede quel dono meraviglioso e banale che fa dire a una persona: <<Io sono così>>.
E quindi il tormento diventa smarrimento, lo smarrimento sfuma in un larvato presagio della fine, e a chi legge resta un penoso senso di inquietudine.

Comunque a noi lettori va bene così, non è detto che la poesia debba essere sempre consolazione.🙋‍♀️
.....
 
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alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Mi sembra si tratti di una persona che è arrivata alla fine ma ancora non sa chi è perché non ha subito un naturale processo di crescita, si è arenata in un non-luogo che si trova "tra la grazia e il furore", coltiva in sé i due opposti, pacatezza e vitalità esasperata, "rumorosa solitudine", ma non sa quale prevalga; i versi "E poi io spargevo attorno a me, eretta in solidità di rovere, la rumorosa solitudine, l’ombra ospitale e davo al viandante
− al suo coltello acuto di memoria – la testimonianza fedele della mia corteccia" mi fanno pensare che lei mostri agli altri una solidità che non possiede, trasmettendo loro una sicurezza solo apparente, in realtà inesistente. E' una poesia bellissima e dolorosissima, mi ci ritrovo molto.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Seconda proposta :)

Fedeli al duro accordo
non ci cerchiamo più
Così i bambini giocano
a non ridere per primi
guardandosi negli occhi
e alcuni sono così bravi
che diventano tristi
per la vita intera.

Michele Mari - da Cento poesie d'amore a Ladyhawke
 

Pathurnia

lovecraftian member
E già, quando si confonde l'amore con il potere, il potere con la durezza del cuore e l'orgoglio con l'autolesionismo, accadono queste cose.
Il poeta sfuma la tinte del rimpianto in apparente saggezza ma il grigio resta grigio e la felicità ha il vizio di non voltarsi indietro.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Poesia molto dura, descrive una situazione molto frequente con le parole giuste, con realismo e coglie nel segno. (Per sdrammatizzare, o forse il contrario, si potrebbe dire: chissà poi se Ladyhawke è "fedele al duro accordo" o a lui non ci pensa per niente...)
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.



Olav.H.Hauge
 

Pathurnia

lovecraftian member
Che meraviglia. Sapere di custodire una pena intollerabile nascondendola sotto un sottile velo di versi per quel che ne so è la difesa più efficace per non essere travolti dal dolore, è un po' come tenere a bada una belva feroce rischiando sempre che si scateni.
La dolcezza di questa poesia mi incanta e mi commuove.

🙋‍♀️
 

Pathurnia

lovecraftian member
chissà poi se Ladyhawke è "fedele al duro accordo" o a lui non ci pensa per niente...)
A quanto pare sono entrambi d'accordo nel farsi del male, o almeno è ciò che appare se leggiamo quest'altra di Michele Mari, più esplicita e amara

Ti cercherò sempre
sperando di non trovarti mai
mi hai detto all’ultimo congedo

Non ti cercherò mai
sperando sempre di trovarti
ti ho risposto

Al momento l’arguzia speculare
fu sublime
ma ogni giorno che passa
si rinsalda in me
un unico commento
e il commento dice
due imbecilli.

😕


(Fonte: https://cavoliepapere.wordpress.com/2013/04/27/venti-poesie-damore-a-ladyhawke/ )
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Pochi versi ma così efficaci...la poesia come elemento salvifico, che in questi versi sembra quasi assumere le sembianze di un essere vivente.
 
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