Tabucchi, Antonio - Requiem

Un sogno in Portogallo...un'avventura in portogallo...tutto in portoghese, anche se il Requiem dovrebbe essere fatto in latino...
Delusioni, approcci, piccole e magre vittorie.
Personaggi diversi, particolari e tanti, tanti fantasmi.


Scrivere una trama oltre questa sarebbe troppo, perchè lo stesso non sarebbe in grado di spiegare un piccolo libro di nemmeno 200 pagine com'è quello scritto da Tabucchi.
 

elesupertramp

Active member
Una storia piena di storie, di incontri, di piatti della cucina portoghese, di personaggi veri e di fantasmi.
Un romanzo bellissimo, da far accapponare la pelle. Un requiem, in memoria.
 

Cold Deep

Vukodlak Mod
un viaggio in un sogno, dove incontriamo personaggi curiosi e persone del passato a cui vorremmo porre domande che non hanno risposta. primo libro che leggo di Tabucchi, mi è piaciuto subito il suo stile, bellissimo.

Addio e buonanotte a tutti, ripetei. Reclinai il capo all'indietro e mi misi a guardare la luna

5/5
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
L'ho proposto per il prossimo Gruppo di lettura per ricordare il grande Tabucchi,ma lo leggerò pure se non lo voteranno :wink:.
 

gamine2612

Together for ever
:wink:Incredibile, domenica alla triste notizia ho guardato nella mia libreria e ce l'ho ed anche già letto questo libro.
:?me lo ricordo poco, confesso.
 

nitina

New member
L'ho proposto per il prossimo Gruppo di lettura per ricordare il grande Tabucchi,ma lo leggerò pure se non lo voteranno :wink:.

Per fortuna è stato votato!
E personalmente ti ringrazio!
Che dire?!
Le ricette culinarie,il vino e il caldo che fa inzuppare le camicie dell' io narrante.
L assenza di nomi propri dei personaggi, a parte un paio!
Il profumo di una storia intessuta con fili di sogno, impastata con mani di genuinità e consapevolezza.
Letteralmente ammaliata anche dai riferimenti letterari saggiamente incasellati in una vicenda di certo fuori dal normale...
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
dal gdl

In questa opera Tabucchi ha il grande pregio di aver creato un racconto in movimento, dinamico, non è una semplice storia, ma un "vissuto" che si muove. Opera geniale proprio per questa capacità di entrare ed espandersi dentro di te, lettore, in una continua comunicazione tra autore, trama, personaggi, pensiero, quotidianeità. Percorso "dantesco" dove i fantasmi entrano nella città dei vivi, dove la realtà permea tutto con i suoi profumi e i suoi sapori, in un continuo entrare ed uscire dal pensiero. Tabucchi poi ama la sintesi e la profondità di pensiero, è un Saramago alla radice quadrata, il Portogallo è una terra piccola che ha navigato nell'immenso Oceano, per cui chi scrive nella sua lingua riesce con la stessa penna a parlare di feijoada e di Dio.
Leggere questo libro è un piccolo piacere per la mente, per il corpo e per lo spirito. Adesso che anche Tabucchi è un fantasma sono riuscita ad incontrarlo e a parlargli come da vivo non avrei mai potuto fare.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Non dico che non mi sia piaciuto,anzi,la sottile ironia di Tabucchi è sempre piacevole,però me lo aspettavo diverso e soprattutto mi aspettavo più riflessioni in stile Pessoa.
Queste mie aspettative infatti hanno pregiudicato la mia lettura :W.
Forse non sono riuscita ad apprezzare fino in fondo la storia perchè non mi sono immedesimata in nessun personaggio :boh: e poi non sono stata capace di gustare col pensiero i cibi e le bevande descritti.
Ma in compenso ho prodotto molte citazioni nel Gruppo di lettura http://www.forumlibri.com/forum/gru...o-di-lettura-requiem-di-antonio-tabucchi.html.
Comunque è stato un bel modo di dirgli addio leggendolo insieme...Tabucchi resterà sempre nel mio cuore,a prescindere dal numero delle sue opere che io sono riuscita a leggere finora.
 

darida

Well-known member
dal GdL

Una lettura piacevolmente pregna: di odori, sapori...sudori; di vita, oltre alle convenzioni temporali.
Mi piace quando la profondita' di pensiero non si intorcina su se' stessa e non dimentica la leggerezza, quando trasmette emozioni e fa sorridere :)
 

estersable88

dreamer member
Arriva un momento, che sia presto o tardi, in gioventù o in punto di morte, che ciascuno di noi avverte il bisogno – fisico e morale – di fare i conti con la propria coscienza e con le persone che, per qualsiasi ragione, ha lasciato indietro col passare della vita. Per Tabucchi questo momento arriva in una torrida domenica di luglio, mentre suda copiosamente per le vie di una Lisbona che sembra star lì in attesa, solo per lui. E la mente attraversa molte fasi, passa per molti incontri, reali o immaginari, in un viaggio pluritemporale fra ciò che è stato e ciò che accade ora, confondendo le dimensioni del ricordo e del vivere presente.
Un libro che si legge in un paio d'ore e che si lascia leggere senza affanni, pervaso di quella sobria malinconia che è il retrogusto dei sogni e sempre si nasconde dietro un'allucinazione.
 
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