Woolf, Virginia - Gita al faro

Blueberry

Chocoholic Libridinosa
" In una sera del settembre del 1914, la famiglia Ramsay, in vacanza in una delle isole Ebridi, decide di fare l'indomani una gita al faro con alcuni amici. Per James, il figlio più piccolo, quel luogo è una meta di sogno, piena di significati e di misteri. La gita viene però rimandata per il maltempo. Passano dieci anni, la casa va in rovina, molti membri della famiglia sono morti. I Ramsey sopravvissuti riescono a fare la gita al faro, mentre una delle antiche ospiti finisce un quadro iniziato dieci anni prima. Passato e presente si intrecciano, il tempo assume un diverso significato. "

L'ho iniziato da poco, sto arrivando a metà e faccio un po fatica a seguirlo devo ammettere, non so se è per il tipo di narrazione che usa la Woolf (è la prima volta che leggo qualcosa di suo) o per le vicende dei vari personaggi. Forse è uno di quei libri che all'inizio non ingranano bene, ma che danno soddisfazione alla fine?:?
Ora torno nella lettura, se qualcuno l'avesse già letto mi piacerebbe intanto sentire altri pareri.
 
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skunkie

New member
la woolf e' un poquito ostica, ma a me piace tantissimo :wink:ho letto tutto in inglese perche' alla maturita' portai letteratura inglese e fisica astronomica.....e la mia tesi in inglese era sulla woolf: il ruolo della donna (lesbismo e depressione sottintesi, ma non troppo) nella letteratura dei primi '900. Suscito' scalpore (era un po' osee') tra la commissione, ma ottimi giudizi dalla commissione esterna (parlo degli esami di 20 anni fa) e anche apprezzamenti alla mia prof per aver dato possibilita' di vedute ampie senza scadere nel volgare ai suoi studenti :wink:
gita al faro tra l' altro e' il piu' semplice e diretto a mio parere.

Forse ti sarebbe utile informarti meglio sulla biografia della woolf....non era una donna molto "comune" sotto nessun aspetto, e la sua vita tormentata, il matrimonio, gli amori profondissimi e dolorosi che ha provato nella vita, aiutano a capire meglio l' intrico di personaggi e azioni nei suoi romanzi.

insomma non un' autrice semplice, ma se vai nel profondo, molto affascinante!
 

Blueberry

Chocoholic Libridinosa
la woolf e' un poquito ostica, ma a me piace tantissimo :wink:ho letto tutto in inglese perche' alla maturita' portai letteratura inglese e fisica astronomica.....e la mia tesi in inglese era sulla woolf: il ruolo della donna (lesbismo e depressione sottintesi, ma non troppo) nella letteratura dei primi '900. Suscito' scalpore (era un po' osee') tra la commissione, ma ottimi giudizi dalla commissione esterna (parlo degli esami di 20 anni fa) e anche apprezzamenti alla mia prof per aver dato possibilita' di vedute ampie senza scadere nel volgare ai suoi studenti :wink:
gita al faro tra l' altro e' il piu' semplice e diretto a mio parere.
Forse ti sarebbe utile informarti meglio sulla biografia della woolf....non era una donna molto "comune" sotto nessun aspetto, e la sua vita tormentata, il matrimonio, gli amori profondissimi e dolorosi che ha provato nella vita, aiutano a capire meglio l' intrico di personaggi e azioni nei suoi romanzi.
insomma non un' autrice semplice, ma se vai nel profondo, molto affascinante!


Grazie Tesora! smack.
della Woolf... ehm.. ho visto in tv il film dove la interpretava la bellissima NIcole Kidman, il film sulla sua vita non mi era dispiaciuto... come personaggio mi incuriosce anche, ma con la scrittura, mi sa che mi devo ancora convincere... :wink:
 
Bellissimo Gita al faro!!!

Il film di cui parli è The Hours.

Leggi, se ti capita, anche una stanza tutta per sè e Mrs Dalloway
 

Masetto

New member
da Wikipedia:
"Il romanzo segue ed amplia la tradizione del romanzo modernista, in cui la trama ha un importanza secondaria rispetto all'introspezione psicologica dei personaggi, e la prosa a volte è estremamente complicata e oscura."



Libro complesso. Piuttosto faticoso da finire, sebbene non tanto lungo.
L'introspezione psicologica la fa da padrona, ed è questo, stando alla critica, a farne una delle opere più importanti del '900. Ricordo alcune parti molto belle, come quella in cui la signora Ramsay sta provando un calzerotto al figlio e in questo pur breve tempo il suo pensiero si muove fra una miriade di ricordi. Altre parti invece le ho trovate indigeste o banali. Ciò dipende, credo, da quanto la Woolf riesce (o non riesce...) ad approfondire con lucidità sentimenti ed idee dei personaggi nelle varie situazioni.
Credo anche che questo libro necessiti più d'una lettura per esser compreso al meglio (ed io non l'ho ancora riletto :()
 
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skunkie

New member
« Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna? »
(Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé, 1929)

cerca una buona biografia online.......il film, carino, ha reso solo alcuni aspetti piu' accettabili da tutti del libro scritto da una donna grandiosa quanto sofferta, afflitta da gravi disordini depressivi bipolari che la portarono al suicidio. su wiki c'e' un suntino che per me rende poco.
da ricordarsi naturalmente l' epoca in cui visse e scrisse, di certo non favorevole ad una donna in generale.
trovo che nei suoi personaggi si rispecchino vari stati d' animo della sua vita, nei suoi libri ci ha messo se stessa piu' di moltissimi altri scrittori contemporanei....per questo trovo utile per capire ed apprezzare il suo stile conoscerla piu' da vicino :wink:
 

Blueberry

Chocoholic Libridinosa
Finito mentre ero sul bus. No, direi ancora che mi è rimasto difficile come lettura, mi ha un poco più interessato nella terza parte. Ma credo di non essere io in grado di capire un libro così. Il Sig. Ramsey poi l'ho trovato decisamente antipatico per tutto il libro.
Quindi senza nulla togliere alla grande Virginia Woolf, dò come voto una via di mezzo 3/5.
 
Al Faro è la sofferenza nel desiderio, la consistenza del non afferrato. In esso la Woolf tratteggia il vuoto, racchiudendolo tra ricercatissime frasi di poesia narrativa. Penetrante e indimenticabile. =)
 

pigreco

Mathematician Member
No, nonostante la mia buona predisposizione a questa lettura, non riesco a dirmi entusiasta dopo questo primo approccio con la Woolf. Leggendo riuscivo a percepire la profondità di questo libro, non ho trovato nemmeno pesante la prosa dell'autrice inglese (per quanto ampollosa e non sempre trascinante). Però non è riuscito a toccare alcuna corda della mia sensibilità. Potrebbe essere il libro giusto nel momento sbagliato, ma pur riconoscendo l'importanza che tale romanzo può avere avuto nella storia della letteratura l'ho sentito costantemente lontano. In alcuni punti ho ritrovato un po' di quel poco Proust che ho già letto, ma mai sono riuscito ad identificarmi con i pensieri dell'autrice come invece mi era capitato nel caso del primo volume della Recherche. Proverò a leggere certamente altro della Woolf. Per il momento "Al faro" non entrerà nella lista dei "miei libri".
 

Athana Lindia

Πάντα ρει
Libro che avevo letto anni fa e di cui non ricordavo assolutamente NULLA, l'ho riletto ed ho capito il perchè... è una lettura atroce, ci ho messo un secolo a finirlo e molte delle descrizioni le ho saltate a piè pari. No, il primo approccio con la Woolf è stato più che negativo, non mi piace il modo in cui scrive, la marea di punti e virgola che inserisce anche dove non c'entrano una cippa, il modo di descrivere un semplice "ciao". E' troppo ridondante, inutilmente eccessiva.

Voto: 1/5 e sono stata più che generosa.
 

ayuthaya

Moderator
Membro dello Staff
...Posso darti un consiglio, Magenta? Se mai deciderai di dare ancora fiducia a questa autrice (che io amo molto), leggi La signora Dalloway... Ti accorgerai che quello che sembra uno stile pedante e ridondante è in realtà espressione di una straordinaria energia e voglia di vivere che l'anima di Virginia Woolf riversa direttamente nelle pagine scritte...
Dalle una seconda possibilità!!! :ad: :wink:
 
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Athana Lindia

Πάντα ρει
...Posso darti un consiglio, Magenta? Se mai deciderai di dare ancora fiducia a questa autrice (che io amo molto), leggi La signora Dalloway... Ti accorgerai che quello che sembra uno stile pedante e ridondante è in realtà espressione di una straordinaria energia e voglia di vivere che l'anima di Virginia Woolf riversa direttamente nelle pagine scritte...
Dalle una seconda possibilità!!! :ad: :wink:

Va bene, seguirò il tuo consiglio :) devo dire di essere molto maldisposta verso di lei, ma un tentativo lo posso fare. Per i miei gusti la sua ridondanza è inutile e come conseguenza ha l'appesantire la lettura. Grazie del suggerimento!
 

velvet

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Un libro stupendo, molto introspettivo, rivela un animo di grande osservatrice dell'interiorità e dei suoi contrasti con l'atteggiamento esteriore, delle personalità e dei rapporti; in più la narrazione e la costruzione lo rendono molto suggestivo.
Certamente non è una scrittura immediata quella della Woolf, ma in compenso rende tanto nel comunicare sensazioni.
Più di tutto ho apprezzato l'idea dell'essenza di una persona che permane anche dopo la sua scomparsa, attraverso i ricordi che ha lasciato, attraverso quello che ha fatto, quello che è stato. Persone ma anche luoghi e cose permeate dall'essenza di un'esistenza. In questo modo il tempo si dilata e si contrae, non sembra più scorrere fluido. Profondo.
 

Nefertari

Active member
L'ho finito ieri sera e devo dire che ho fatto una gran fatica ad arrivare alla fine, forse un pò meno nell'ultima parte ma comunque l'ho trovato davvero difficile da seguire. La scrittura della Woolf mi ha messo davvero in difficoltà.......
 

Minerva6

Monkey *MOD*
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L'ho finito da meno di due ore... mi sento ancora stravolta (nel senso buono), Virginia è stata a passeggiare con me per diversi giorni (come ayu, anche io leggo mentre cammino :wink:) e già mi manca.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Dopo un iniziale senso di stordimento e di difficoltà nel proseguire con la lettura (ma lo prevedevo, mi era successo già con Mrs. Dalloway, il mio rapporto con la Woolf è così :wink:) sono andata avanti spedita fino alla metà, poi l'ho sospeso ma solo per partecipare alla sfida letteraria e in seguito l'ho finito in tre giorni. Mi sono lasciata pervadere tutta dalla sua prosa solo all'apparenza spigolosa, dalla sua poeticità che inonda, avvolge e sconvolge ma nel senso positivo del termine.
In fondo credo che Virginia si sentiva come me, pur essendo anche lei sposata (io convivo, ma è lo stesso)... una incorreggibile zitella :mrgreen: (io infatti dico sempre che ne ho l'animo).
Ripasso per le citazioni segnate, sono troppe per postarle al momento.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Eccone alcune

...lei si sentiva non soltanto disprezzata, ma resa altresì consapevole della meschinità di certe sue inclinazioni, e più in generale della viltà di tutti i rapporti umani, corrotti, spregevoli, interessati anche nel migliore dei casi. Trasandata e avvilita com'era, non più capace di rallegrare i presenti...

Dette uno sguardo alla vita, perché aveva la netta sensazione che fosse lì, reale e insieme privata, che non condivideva né coi suoi figli né con suo marito. Una specie di contrattazione aveva luogo tra lei e la vita, in cui entrambe le parti tentavano di avere la meglio l'una sull'altra; talvolta (quando lei era sola, seduta) venivano a patti: talvolta, rammentò, avvenivano grandi scene di riconciliazione. Tuttavia, perlopiù, lei era conscia di percepire ciò che chiamava vita come una forza crudele, avversa e pronta ad aggredirla alla prima occasione.

Tale era la complessità delle cose. Poiché spesso le succedeva di dover provare violentemente due sentimenti contrastanti allo stesso tempo: uno era il sentimento degli altri, l'altro era il suo ed entrambi si scontravano nella sua mente proprio come in quell'istante.

La Natura correggeva ciò che l'uomo aveva prodotto? Completava ciò che lui aveva iniziato? Con immutabile compiacimento vedeva le miserie dell'uomo, scusava le sue debolezze, permetteva la sua tortura.
 
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