Dostoevskij, Fedor M. - Memorie dal sottosuolo

Blueberry

Chocoholic Libridinosa
“Cos’è il sottosuolo? Il mondo interiore più inafferrabile e allarmante, ma anche il luogo dell’estrema liberà, del ribaltamento di ogni convenzione. Nel sottosuolo l’intelligenza è peso insostenibile, il fallimento è dolcezza, il desidero di distruzione (e autodistruzione) è cifra di umanità. Un libro inaudito, fra i maggiori di Dostoevskij”.

con introduzione di Alberto Moravia.

Inizio oggi a leggerlo.
 

zigozago

Anime member
Ho votato 3,facendo una media tra la prima parte (noiosa e prolissa,almeno per me - voto:2) e la seconda (che riprende lo stile tipico dell'autore - voto:4).Che dire,per ora è quello che mi è piaciuto di meno di Dostoevskij,ma ho ancora molto da leggere.
 

Masetto

New member
Dal web:

<< Libro che anticipa l'analisi di Freud sull'inconscio e il nichilismo di Nietzsche. Con esso Dostoevskij compie la virata che porterà nella letteratura l'antieroe moderno come uomo universale: fiorisce così l'elemento portante della letteratura russa ottocentesca che, secondo il filosofo Walter Kaufmann, lascia a "Zapiski iz podpol´ja" (questo il titolo originale del romanzo) la funzione di ouverture all'indagine dell'esistenzialismo europeo. Per la prima volta nella storia della letteratura, si genera il vuoto nella coscienza dell'uomo in quel rotolarsi nel fango e nel peccato su uno sfondo amorale.
La depravazione è il filo portante del discorso di un uomo che, annegato nella sua critica alla società, svilisce la sua capacità di agire autoannullandosi. L'inetto e la mania di persecuzione regnano sovrane in un mondo narrativo che parla del Male con un'aperta critica anti-illuminista ("Il raziocinio è soltanto raziocinio mentre un atto di volontà soddisfa una vita intera").
Il sottosuolo è uno squallido punto di ritrovo di un male assoluto che altro non è che l'anima dell'uomo ormai ridotto a topo di fogna. Per lui noia e sdegno sono le due mete di un pendolo che oscilla. >>



Al di là di queste considerazioni, personalmente non mi ha entusiasmato. Molto meglio Delitto e castigo, dove lo "scavo" nella psiche umana è molto più approfondito
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
Indagine psicologica di una persona che è un uomo senza alcuna qualità, anzi quelle che ha sono negative, la bellezza sta proprio in questa scoperta dell'inconscio, molti anni prima di Freud.
Come dire, tutto quello che scrive Dostoevskij lo trovo sempre all'altezza.
 

elena

aunt member
Indagine psicologica di una persona che è un uomo senza alcuna qualità, anzi quelle che ha sono negative, la bellezza sta proprio in questa scoperta dell'inconscio, molti anni prima di Freud.
Come dire, tutto quello che scrive Dostoevskij lo trovo sempre all'altezza.

Hai vinto ovviamente la scommessa in merito al giudizio che avrei dato su questo libro: bello, bello, bello.......un'approfondita analisi dell'inconscio da parte di un personaggio perfido e maligno che è in grado di scavare in sè stesso e confessa tutte le sue bassezze e frustrazioni. Mette veramente in luce il lato oscuro e incoffessabile dell'animo umano.
Decisamente all'altezza dei successivi capolavori di questo grande autore.
 

Dorylis

Fantastic Member
Stupendo, questo breve racconto si configura come un viaggio grottesco negli abissi dell'anima umana, alla fine non è altro che un'indagine sul disagio esistenziale. Quest'uomo paradossalmente sprofonda nel suo sottosuolo tanto più si interroga sulla sua condizione.. Grande Dostoevskij, è solo il suo secondo libro che leggo e non posso fare confronti ma sono sicura che quest'opera ha segnato una svolta, per lo meno nel modo di rapportarsi con l'inconscio, il "sottosuolo". Consigliatissimo! 5/5
P.S. Quale prossimo Dostoevskij mi consigliate? Ho letto solo questo e Il giocatore.. Mi ha incuriosito parecchio!
 

oea

New member
Concordo con la valutazione di Dorylis. Le "memorie del sottosuolo" sono anche secondo me un capolavoro assoluto.
Un consiglio per una prossima lettura dostoevskiana, Dorylis? Se vuoi qualcosa di agile e rapido da leggere, direi uno qualsiasi dei Racconti (uno dei miei preferiti è "Il sogno di un uomo ridicolo", profondissimo). Altrimenti, "Delitto e castigo" opure "I demoni". Dopo questi due grandi romanzi, è possibile affrontare bene la lettura del capolavoro, "I fratelli Karamazov", perché lo si può inserire nell'itinerario di ricerca di Dostoevskij, che durò tutta una vita.
 

Dorylis

Fantastic Member
Concordo con la valutazione di Dorylis. Le "memorie del sottosuolo" sono anche secondo me un capolavoro assoluto.
Un consiglio per una prossima lettura dostoevskiana, Dorylis? Se vuoi qualcosa di agile e rapido da leggere, direi uno qualsiasi dei Racconti (uno dei miei preferiti è "Il sogno di un uomo ridicolo", profondissimo). Altrimenti, "Delitto e castigo" opure "I demoni". Dopo questi due grandi romanzi, è possibile affrontare bene la lettura del capolavoro, "I fratelli Karamazov", perché lo si può inserire nell'itinerario di ricerca di Dostoevskij, che durò tutta una vita.

Grazie mille per i consiigli, penso che mi cimenterò nei Demoni, lettura che mi ha sempre affascinato!
 

El_tipo

Surrealistic member
Stupendo, questo breve racconto si configura come un viaggio grottesco negli abissi dell'anima umana, alla fine non è altro che un'indagine sul disagio esistenziale. Quest'uomo paradossalmente sprofonda nel suo sottosuolo tanto più si interroga sulla sua condizione.. Grande Dostoevskij, è solo il suo secondo libro che leggo e non posso fare confronti ma sono sicura che quest'opera ha segnato una svolta, per lo meno nel modo di rapportarsi con l'inconscio, il "sottosuolo". Consigliatissimo! 5/5
P.S. Quale prossimo Dostoevskij mi consigliate? Ho letto solo questo e Il giocatore.. Mi ha incuriosito parecchio!

beh dostoevskij è meraviglioso!!!! e questo piccolo romanzo mi colpì molto si...ti consiglio di leggere delitto e castigo, fin ora è il più bello che ho letto
PS: per non bruciare le tappe, sto leggendo un libro di dostoevskij all'anno (ho cominciato 5 anni fa quindi ho letto 5 libri)! :YY
per il 2009 ho in progetto proprio il giocatore :D
 

Blueberry

Chocoholic Libridinosa
Non sono riuscita a finirlo, forse non era il momento giusto o non avevo la concentrazione adatta, rimarrà in parcheggio, magari con il tempo lo riprenderò.
 

Vladimir

New member
La traduzione memorie è leggermente erronea: il titolo russo originale è Zapiski iz podpolja ma il termine zapiski non significa memorie (in russo memuary o vospominanija), ma bensì appunti. In questo racconto/saggio, Dostoevskij si immerge letteralmente nel fango della nostra anima, delle nostre paure, delle nostre mani più abbiette, descrivendole, tratteggiandole, in maniera assolutamente universale e penetrando nella psiche umana con una profondità senza precedenti. Ma il sottosuolo è l'incoscio freudiano? No non lo è, e per un semplice motivo: ognuno di noi è perfettamente conscio che negli angoli più reconditi della sua anima si nascondano le nefandezze che Fedor così lucidamente descrive. È l'opera della svolta che condurrà alla scrittura dei grandi romanzi e che getta le fondamenta per personaggi come Raskol'nikov, Rogozhin, Smerdjakov.
 

elena

aunt member
Ma il sottosuolo è l'incoscio freudiano? No non lo è, e per un semplice motivo: ognuno di noi è perfettamente conscio che negli angoli più reconditi della sua anima si nascondano le nefandezze che Fedor così lucidamente descrive.

Non sono convinta che ognuno di noi sia conscio della parte oscura della propria anima......o per lo meno la consapevolezza credo si acquisisca solo attraverso un'analisi introspettiva del nostro mondo interiore...........e questo, a mio parere, è il tipico concetto di inconscio freudiano.
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
Non sono convinta che ognuno di noi sia conscio della parte oscura della propria anima......o per lo meno la consapevolezza credo si acquisisca solo attraverso un'analisi introspettiva del nostro mondo interiore...........e questo, a mio parere, è il tipico concetto di inconscio freudiano.

sono le forze "oscure" che agiscono dentro di noi e non solo la ragione, questo lo avvicina alla psicanalisi, le motivazioni non sono razionali, non è più il pensiero illuministico e quindi la ragione ad avere il sopravvento ma qualcosa d'altro, l'uomo è più complesso, non è solo istinto e non è solo ragione, c'è qualcosa che si sta delineando, il sottosuolo...
 

Zorba

tak kto zh ty, na konec?
Credo sia la cosa che più mia ha "disgustata" negli ultimi anni...non sono riuscita ad andare oltre le prime 4 pagine..:paura:..Forse sarà per come si definisce il protagonista, per le cose che dice di sè, o forse perchè ho paura di ammettere che potrebbe esistere davvero un uomo così...se così fosse, in quel caso, si salvi chi può..Molto più bella la rappresentazione teatrale (quella sono riuscita a digerirla più del libro :mrgreen:) fatta dal grande Gabriele Lavia..
 

elena

aunt member
Credo sia la cosa che più mia ha "disgustata" negli ultimi anni...non sono riuscita ad andare oltre le prime 4 pagine..:paura:..Forse sarà per come si definisce il protagonista, per le cose che dice di sè, o forse perchè ho paura di ammettere che potrebbe esistere davvero un uomo così...se così fosse, in quel caso, si salvi chi può..Molto più bella la rappresentazione teatrale (quella sono riuscita a digerirla più del libro :mrgreen:) fatta dal grande Gabriele Lavia..

La rappresentazione teatrale di Lavia deve essere stata molto bella ...peccato non averla vista :)
Per quanto riguarda il libro.......il protagonista necessariamente suscita repulsione......perché è un personaggio completamente negativo che per di più rende manifesto il suo animo oscuro. Potremmo quasi considerarlo il negativo del principe Myskin .....personaggio, al contrario, assolutamente buono .
In ogni caso, a mio parere, Dostoevskij riesce a rappresentare con grande efficacia sia il bene che il male assoluto.....per questo mi è piaciuto molto anche questo romanzo......anche se ovviamente non ho provato alcuna simpatia per il protagonista :wink:
 

shvets olga

New member
Secondo me questo romanzo ha due punti di vista da parte dei lettori : i giovani ancora non capiscono (perche' sono giovani) che e' proprio verissimo descritta la parte oscura della anima ognuno di noi (senza eccezioni), i vecchi gia capiscono сhe tutto e' proprio cosi, non per colpa di nessuno e non in dipendenza ne educazione ne istruzione.E cosi siamo tutti i protagonisti di questo romanzo. In letteratura russa ce una frase figurata che scrittore e' "l'ingegnere della anima umana". Dostoevskij e' un "chirurgo" della anima: con la penna lui dimezza nostra anima e butta via la parte buona(a questo romanzo). Dostoevskij ha spiegato chiaro nel romanzo che il protagonista di romanzo e' "antieroe" e che oscurita della anima e' innata, naturale. Nascondere e controlare questa parte possiamo,se vogliamo, nel dipendenza e dalla nostra educazione e dalla nostra istruzione e dalla nostra salute. Dostoevskij descrive e una tragedia un uomo non realizzato,non capito e che si arrabbia qundo capisce (o non) perche' e' cosi, in letteratura russa d'allora viene il termine "l'uomo inutile". Un altra idea di Dostoevskij (come avevo capito) e' che i libri (come la storia) non insegnano nessuno, sono i nascondini dalla vera vita.l'idee non costano, costano l'azioni.
Scusate per gli errori.

P.S. Voglio aggiungere che la frase figurata che scrittore e' "l'ingegnere della anima umana" appartiene a scrittore russo Yury Olesha(1899-1960) e era molto piaciuta a Stalin.
 
Ultima modifica:

elena

aunt member
Secondo me questo romanzo ha due punti di vista da parte dei lettori : i giovani ancora non capiscono (perche' sono giovani) che e' proprio verissimo descritta la parte oscura della anima ognuno di noi (senza eccezioni), i vecchi gia capiscono сhe tutto e' proprio cosi, non per colpa di nessuno e non in dipendenza ne educazione ne istruzione.E cosi siamo tutti i protagonisti di questo romanzo. In letteratura russa ce una frase figurata che scrittore e' "l'ingegnere della anima umana". Dostoevskij e' un "chirurgo" della anima: con la penna lui dimezza nostra anima e butta via la parte buona(a questo romanzo). Dostoevskij ha spiegato chiaro nel romanzo che il protagonista di romanzo e' "antieroe" e che oscurita della anima e' innata, naturale. Nascondere e controlare questa parte possiamo,se vogliamo, nel dipendenza e dalla nostra educazione e dalla nostra istruzione e dalla nostra salute. Dostoevskij descrive e una tragedia un uomo non realizzato,non capito e che si arrabbia qundo capisce (o non) perche' e' cosi, in letteratura russa d'allora viene il termine "l'uomo inutile". Un altra idea di Dostoevskij (come avevo capito) e' che i libri (come la storia) non insegnano nessuno, sono i nascondini dalla vera vita.l'idee non costano, costano l'azioni.
Scusate per gli errori.

Pienamente d'accordo olga :D!!
L'immagine di Dostoevskij come "chirurgo" dell'anima l'avevo già sentita ....non ricordo dove ma rende perfettamente l'idea dell'approfondita analisi che questo grande autore svolge nei confronti dei suoi personaggi......sia nei confornti dei totalmente buoni che di quelli perfidamente cattivi :wink:
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
questo è l'incipit del romanzo, forte e potente, dice già tutto dalle prime parole:

[FONT=Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif]"Sono un uomo malato... Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente superstizioso; be', almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono abbastanza colto per non essere superstizioso, ma lo sono.) Nossignori, non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non lo capirete. Be', io invece lo capisco."[/FONT]
 

Vladimir

New member
Non sono convinta che ognuno di noi sia conscio della parte oscura della propria anima......o per lo meno la consapevolezza credo si acquisisca solo attraverso un'analisi introspettiva del nostro mondo interiore...........e questo, a mio parere, è il tipico concetto di inconscio freudiano.

Fidati non è l'incoscio:). La critica credo che sia concorde da anni su questo. In uno degli ultimi saggi su Dostoevskij e la psichiatria, Efremov, (psichiatra all'ospedale di Mosca), spiega così la differenza fra inconscio e sottosuolo: "L'incoscio è qualcosa che sfugge al nostro controllo, non ce ne rendiamo direttamente conto. Del sottosuolo, al contrario, ognuno di noi è perfettamente conscio, perché conosciamo benissimo la bassezza della nostra anima. I due concetti si confondono perché non tutti hanno il coraggio di affrontare a viso aperto il proprio sottosuolo, di ammettere di poter essere tanto bassi e cattivi."
 
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