Bulgakov, Michail Afanas'evic - Cuore di cane

Vladimir

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Sotto il bisturi del prof. Preobraženskij, un luminare di un campo della medicina non meglio identificato, il simpatico bastardino Šarik (Pallino) viene trasformato, grazie al trapianto dell'ipofisi, nel compagno Poligraf Poligrafovič Šarikov. Il risultato è sconsolante: il cane non si umanizza, bensì l'uomo diventa bestia e Šarikov diventa l'incarnazione di tutti i vizi dei proletari. Con la ferocia e la raffinatezza che lo contraddistinguono, Bulgakov, in questo racconto lungo o romanzo breve che dir si voglia, traccia un simpatico ma sconfortante quadretto delle brutture proletarie, dei malfunzionamenti del sistema, dell'ingnoranza, dell'insensatezza di alcuni aspetti che caratterizzarono il periodo della NEP (Nuova Politica Economica), vera e propria belle epoque sovietica. Il nostro si muove con naturalezza fra vari stili letterari passando senza batter ciglio dalla fantascienza scientificamente credibile, all'umorismo, al simbolismo, al pamphlettismo polemico. Attraverso la bocca del prof. Preobraženskij, il nostro denuncia le norme insensate, i comportamenti assurdi che neanche la rivoluzione poteva giustificare (Preobraženskij afferma durante una discussione: "Perché hanno tolto i tappeti dallo scalone centrale? Forse Carlo Marx prescrive di non tenere tappeti sulle scale?").
Un altro aspetto veramente pregevole è quello linguistico: ci imbattiamo nel linguaggio servile e semplice di Zina, cameriera di Preobraženskij; a quello contadino di Dar'ja Petrovna, cuoca dello stesso; a quello magniloquente e pomposo del professore; al burocratese sovietico di Schwonder (presidente del caseggiato) zeppo di citazioni di commi, fredde formule, espressioni da relazioni di partito che, tuttavia, sintatticamente e grammaticalmente zoppica molto. Insomma, ogni personaggio ragiona, pensa, e vive secondo i dettami del suo habitat prerivoluzionario, segno che secondo Bulgakov la rivoluzione sociale non era necessaria perché tutto è cambiato per restare com'era. Ma oltre le gag esilaranti, le finezze linguistiche e la satira buffonesca, c'è un aspetto molto più profondo e inquietante: il falso mito dell'onnipotenza della scienza e della ragione umana. Il professore trasfigura un cane in un uomo (Preobraženie significa trafigurazione e Preobraženskij è l'aggettivo che ne deriva) creando un mostro in forma umana capace, però, di seguire solo i suoi istinti più turpi e bestiali. Bulgakov lancia il suo grido d'allarme nei confronti di un progresso scientifico che stava per soverchiare l'umanità trasformandosi da servitore in padrone, tema più che mai attuale. Un ottimo libro, corto e leggero, che pur essendo stato scritto nel 1925 è profondamente contemporaneo, e ci da ancora una volta un saggio dell'abilità di questo immenso scrittore. Consigliatissimo!!!
 
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Masetto

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Con la ferocia e la raffinatezza che lo contraddistinguono, Bulgakov, in questo racconto lungo o romanzo breve che dir si voglia, traccia un simpatico ma sconfortante quadretto della brutture proletarie, dei malfunzionamenti del sistema, dell'ingnoranza, dell'insensatezza di alcuni aspetti che caratterizzarono il periodo della NEP (Nuova Politica Economica)
Quoto.

E' un racconto divertentissimo :D:D:D
 

Zorba

tak kto zh ty, na konec?
Sotto il bisturi del prof. Preobraženskij, un luminare di un campo della medicina non meglio identificato, il simpatico bastardino Ša175rik (Pallino) viene trasformato, grazie al trapianto dell'ipofisi, nel compagno Poligraf Poligrafovič Šarikov. Il risultato è sconsolante: il cane non si umanizza, bensì l'uomo diventa bestia e Šarikov diventa l'incarnazione di tutti i vizi dei proletari. Con la ferocia e la raffinatezza che lo contraddistinguono, BulgakPreobraženov, in questo racconto lungo o romanzo breve che dir si voglia, traccia Preobraženun simpatico ma sconfortante quadretto delle brutture proletarie, dei malfunzionamenti del sistema, dell'ingnoranza, dell'insensatezza di alcuni aspetti che caratterizzarono il periodo della NEP (Nuova Politica Economica), vera e propria belle epoque sovietica. Il nostro si muove con naturalezza fra vari stili letterari passando senza batter ciglio dalla fantascienza scientificamente credibile, all'umorismo, al simbolismo, al pamphlettismo polemico. Attraverso la bocca del prof. Preobraženskij, il nostro denuncia le norme insensate, i comportamenti assurdi che neanche la rivoluzione poteva giustificare (Preobraženskij afferma durante una discussione: "Perché hanno tolto i tappeti dallo scalone centrale? Forse Carlo Marx prescrive di non tenere tappeti sulle scale?").
Un altro aspetto veramente pregevole è quello linguistico: ci imbattiamo nel linguaggio servile e semplice Preobražendi Zina, cameriera di Preobraženskij; a quello contadino di Dar'ja Petrovna, cuoca dello stesso; a quello magniloquente e pomposo del professore; al burocratese sovietico di Schwonder (presidente del caseggiato) zeppo di citazioni di commi, fredde formule, espressioni da relazioni di partito che, tuttavia, sintatticamente e grammaticalmente zoppica molto. Insomma, ogni personaggio ragiona, pensa, e vive secondo i dettami del suo habitat prerivoluzionario, segno che secondo Bulgakov la rivoluzione sociale non era necessaria perché tutto è cambiato per restare com'era. Ma oltre le gag esilaranti, le finezze linguistiche e la satira buffonesca, c'è un aspetto molto più profondo e inquietante: il falso mito dell'onnipotenza della scienza e della ragione umana. Il professore trasfigura un cane in un uomo (Preobraženie significa trafigurazione e Preobraženskij è l'aggettivo che deriva dal sostantivo) creando un mostro in forma umana capace, però, di seguire solo i suoi istinti più turpi e bestiali. Bulgakov lancia il suo grido d'allarme nei confronti di un progresso scientifico che stava per soverchiare l'umanità trasformandosi da servitore in padrone, tema più che mai attuale. Un ottimo libro, corto e leggero, che pur essendo stato scritto nel 1925 è profondamente contemporaneo, e ci da ancora una volta un saggio dell'abilità di questo immenso scrittore. Consigliatissimo!!!

Quoto..
Potrebbe essere il moderno Apuleio, autore che di certo conosceva..Il suo interesse per la scienza è attualissimo, non solo era medico, ma aveva capito che un giorno si sarebbe andati oltre...ma che all'epoca in cui è stato scritto il romanzo non era ancora possibile..
E poi che dire, Pallino è l'innocente che viene violato. La caratteristica di questo racconto è che tutta la prima parte viene vista attraverso li occhi del cane, chr da, ovviamnete, un modesto seppur sconcertante punto di vista per nulla favorevole alla nuova Russia.
 
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ilfastidito

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bellissimo libro,bulgakov dietro una storia apparentemente leggera parla anche del periodo storico,ridicolizza la burocrazia comunista,mostra il volto del nuovo regime.
 

El_tipo

Surrealistic member
sono pienamente d'accordo con i precedenti commenti di vladimir e zorba. Cuore di cane è un bellissimo romanzo, anche stilisticamente.
Leggero e profondo, è contraddistinto dalla tipica ironia bulgakoviana, a tratti anche dura e cruda.
 

risus

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Ho trovato questo racconto davvero squisito e geniale.
Breve, scritto bene, molto divertente e arguto quanto basta :wink::wink:
Pallino è straordinario: i suoi pensieri, i suoi desideri, i suoi atteggiamenti, le sue imprecazioni sono esilaranti e lo rendono quasi "umano", già prima dell'arrivo di Pallinov :mrgreen: Attorno al bastardino di due anni gira una serie di personaggi che sono lo specchio della Russia degli anni '20, vero oggetto della pungente satira di Bulgakov.
Perchè la grandezza di questo breve romanzo è data proprio dalla satira che riempie ogni pagina... e anche dalla straordinaria modernità che oggi possiamo ancora riconoscergli.

Il tema centrale (quello che l'autore ha voluto rendere evidente) è quello delle scoperte scientifiche e degli esperimenti in campo medico, con trapianti strampalati e audaci alla ricerca dell'eterna giovinezza... e siamo nel 1926!!!
Tali esperimenti, se affidati a gente dalle conoscenze inadeguate e senza scrupoli, possono portare a conseguenze imprevedibili fino a sfociare nella tragedia. Bulgakov già qui invita ad una profonda riflessione sul pericolo oggettivo di manipolare la coscienza umana su tematiche che allora facevano capolino nel dibattito sociale e che diventeranno attualissime nella seconda metà del XX secolo, come gli esperimenti in campo genetico.
L'altro argomento di riflessione è più che mai chiaro quando entra in scena Pallinov, il proletario Pallinov, l'uomo nuovo che dovrebbe essere il nuovo modello per la società russa, il nuovo "eroe" ma che viene dipinto nella sua accezione più negativa... e questo costa a Cuore di cane un divieto di pubblicazione lungo ben 60 anni... e non so perchè mi viene in mente fugacemente un certo Orwell...
La censura va giù duro perchè dal racconto è chiaro che le responsabilità della "formazione" di Pallinov non sono soltanto scientifiche, e quindi del professore che ha portato avanti l'esperimento, ma soprattutto di chi ha forgiato la mente e il pensiero dell'uomo nuovo, quello Svonder presidente del comitato di caseggiato ( :mrgreen::mrgreen: ), che diventa così il suo ideologo e pastore spirituale.

La cosa buffa in tutto ciò è che Bulgakov non si dichiarava nemico del nuovo regime, anzi riteneva di aiutarlo con i suoi scritti a smussare quegli angoli troppo spigolosi... e lo faceva esprimendo schiettamente la pura verità!!!
:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
Ribadisco l'invito a leggere questo racconto, ne vale la pena... e chiudo rubando un commento che accosta le due Muse di Bulgakov per eccellenza, medicina e letteratura...

Lo scrittore satirico è come il medico, e Bulgakov sapeva che un buon medico non è solo colui che si limita a stabilire la diagnosi e a determinare l'estensione del male, ma che cerca di pronosticare la durata della malattia.
Vladimir Laksin
 

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
Membro dello Staff
Una lettura sicuramente da consigliare. Il messaggio moralistico tra le righe è molto significativo: l'uomo non si deve sostituire a Dio o alla Natura. Non si può pretendere di modificare con la scienza un puro istinto animalesco ed estrarne fuori come da un cilindro un bagaglio comportamentale umano.
Alla fine il nostro Pallino viene sottoposto a un'operazione chirurgica "regressiva", (una variante di una lobotomia?), perchè se è vero che l'istinto canino era rimasto(l'odio per i gatti), è anche vero che la personalità di Klim, il ragazzo morto dell'ipofisi trapiantata, stava prendendo il sopravvento.
Di questo romanzetto mi sono piaciuti anche i personaggi, non approfonditi certo dal punto di vista psicologico, ma sicuramente tratteggiati come delle mirabili macchiette (Fedor che non aspetta altro che incassare rubli a destra e a sinistra, lo stesso Pallino quando ruba i soldi o molesta le donne di casa, l'esagerata compostezza del Professore di contro a una verve decisamente più sanguigna del suo assistente Bormental).
Lo stile è pulito, asciutto, la lettura risulta scorrevole, se non addirittura fulminea.
Consigliato.
 

ila78

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Un bel libro, particolare, che mixa sapientemente parti che fanno sorridere a parti che mettono una tristezza infinita. A me, come ho già detto, ricorda molto il Dr. Frankenstein, lo stesso disprezzo per le leggi della natura da parte dell'uomo che presto è costretto a pentirsi di quello che ha fatto. Il povero Sarick è una vittima del delirio di onnipotenza del professore che, insieme al suo assistente, sembra addirittura fargli una colpa per quello che è, senza porsi minimamente il problema che quello che è lo hanno creato loro. Il finale sembra drammatico ma le cose si rimettono in qualche modo a posto per Sarick che ritorna a essere quello che era; peccato che il professore non ha imparato nulla da questa storia e contunua a fare i suoi esperimenti deliranti.
Voto 4/5
 

SALLY

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Bel libro,ora che l'ho terminato mi sembra di averlo già letto in passato.Anche se in apparenza può sembrare divertente ha diverse chiavi di lettura.Fin dove si può spingere la scienza?! e le manomissioni sulla genetica?! alla fine la natura ha il sopravvento e si ritorce contro chi ha pensato di usarla in nome di un progresso assurdo.“Ecco che cosa succede quando uno scienziato invece di collaborare con la natura si propone un certo compito e solleva un certo sipario: dietro eccoti bell’e pronto un Pallinov e buona notte ai suonatori”.
Altra questione è quella politica dell'epoca dove la confusione, regna sovrana. C’è una classe sociale che vuole rivendicare secoli di torti subiti, e un'altra che non avrebbe la minima intenzione di mollare l’osso dei privilegi.
In Cuore di cane questo periodo storico e sociale confuso viene riprodotto molto bene, Filipp Filippovic, evidentemente controrivoluzionario, come molti dei suoi pazienti contro proletari arroganti e incapaci.
 

velvet

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Gran bel libro!

Tutto parte da un'idea molto originale ma non si limita a quello, la narrazione è portata avanti con grande maestria alternando scene surreali ed esilaranti a tratti dai risvolti socio-politici anch'essi accompagnati da molto umorismo.
Interessanti i messaggi, sia quello molto attuale dell' abuso delle sperimentazioni scientifiche, sia quello satirico rivolto alla politica sovietica dell'epoca.

Si legge velocemente ma rimane profondamente impresso. Sicuramente consigliato!
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Esilarante Bulgakov, estremamente arguto, ironico e obiettivamente critico con una forte tendenza alla sdrammatizzazione che alleggerisce il tutto. Non si salva nessuno, pseudo-scienziati che sognano un rimedio per il ringiovanimento, proletari, controrivoluzionari...di ciascuna categoria vengono esaminati gli aspetti più evidenti, mettendoli efficacemente in ridicolo. Molto, troppo attuale, come avete già detto...E alla fine chi fa la figura migliore? Ovvio, il cane! La parte che mi è piaciuta di più è la prima, in cui è Pallino a parlare e a pensare, a esprimere i suoi sentimenti, il suo bisogno di affetto e di cure, tanto da fidarsi ciecamente di chi poi lo deluderà. Scorrevole, divertente e originalissimo, vale assolutamente la pena di leggerlo.
 

velmez

New member
un libro coinvolgente, originale, ricco di brillanti descrizioni. Fantastica caratterizazzione dei personaggi e dell'indole umana. Pur essendo molto breve è incredibilmente ricco!! non vedo l'ora di leggere Il maestro e Margherita!!
 

Yamanaka

Space's Skeleton
Mi accodo agli elogi di quest'opera, non mi stupisce che Bulgakow più volte abbia rischiato davvero grosso, si sa Stalin non era esattamente un buontempone :D
 

HOTWIRELESS

d'ya think i'm stupid?
Ricordo il film, di Lattuada, nel 1976, con un Cochi (quello di Cochi e Renato) che per me fu una vera rivelazione.

Abituato a vederlo fare il comico con Pozzetto, che in TV sembrava il migliore tra i due, ne compresi il valore teatrale maturato in anni di Cabaret.
E da quanto produsse Renato dopo la loro separazione, capii anche ciò cui sino allora non credevo: un grande comico è nulla senza una valida spalla.

Ma per tornare al 3D, altro posso sottolineare che il grande apporto che la recitazione di Ponzoni mi fornì nella comprensione del libro, che a mio avviso tra i vari livelli cui va letto, ha per fondamentale quello dell'atmosfera.
Un'atmosfera che recentemente ho ritrovato se vogliamo a Zelig nelle scenette di cinema polacco di Manera.

:)
 

Spilla

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Scopro di non averlo recensito a suo tempo...
Mi è piaciuto non tanto il racconto, quanto lo sfondo socio-culturale e politico che vuole tratteggiare. L'idea è simpatica, ma non mi è parso il miglior Bulgakov.
 

pitchblack

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Un centinaio di pagine che condensano al loro interno una moltitudine di sfaccettature: ricorso al grottesco e al surreale tipico della grande tradizione letteraria russa, una venatura satirica efficace e dissacrante, un solido impianto drammaturgico. Ottima lettura.
 

isola74

Lonely member
A me è piaciuto molto. Penso che sia un racconto che offra diversi spunti: la critica alla società postrivoluzionaria sovietica e la critica alla scienza quando vuole strafare ..
una delle frasi più emblematiche secondo me: " Ecco, dottore, che cosa succede quando il ricercatore, invece di seguire una via parallela e conforme alla natura, forza la questione e solleva il velo" più moderno di così...

La morale del libro secondo me è che c'è qualcosa in noi, che ci rende uomini e che sfugge alla scienza e alla comprensione umana,e questo è il bello!
 

IlLettoreComune

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Ho terminato oggi la lettura del racconto Cuore di cane di Bulgakov, che mostra l’evidente cromatismo di penna dell’autore russo. Se i primi sette capitoletti sono a dir poco esilaranti, con una sottile venatura di ironia impastata alla satira, dove il paradosso si sposa con un realismo sociale postrivoluzionario, gli ultimi due capitoli, si appiattiscono un poco così come si appiattisce il personaggio ormai divenuto così banalmente umano.

Insomma, la sensazione che ho avuto durante la lettura di questi ultimi due capitoli è che “l’umano stanca”. Chissà poi perchè siamo diventati così scontati…

Il processo di antropomorfizzazione del personaggio segue una curva tanto in discesa che Bulgakov sceglie, sul finire, di dare un corso differente alla storia, rivalorizzando i suoi tanto cari feticci, presenti in tutta la storia ma in certi momenti offuscati dal troppo umano. Sì, io ci leggo questo, perchè ogni personaggio sembra vestirsi di allegoria (beh, l’apoteosi penso sia in Maestro e Margherita…) tanto da farsi specchio magico di una realtà che più terrena non si può. La genialità di Bulgakov mi pare proprio quella di servirsi del fantastico per parlare del tragico, e sfido chiunque a non provare pena per Pallino quando si trova sul letto di una sala operatoria facendosi delle domande tanto semplici sulla banalità del male mentre tutt’intorno è quasi un teatro dell’orrido e del grottesco. Perchè si ride e subito dopo si piange, si volta pagina e il personaggio non è più lo stesso, ha cambiato maschera avendo gli stessi abiti, lo stesso corpo. Così si passa da un sentimento all’altro attraverso il filtro della recitazione che produce significati crudemente attuali.

In effetti ho riso così tanto, leggendo questo racconto, che ora sembra assurdo definire la storia una storia triste. Però è stato questo, per me, Cuore di cane, un susseguirsi di risate in un mare di profonda tristezza.
 
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