Zusak, Markus - La bambina che salvava i libri

Nerst

enjoy member
E' stato in assoluto la prima mia esperienza che riguarda la lettura di un romanzo/documento che per oggetto ha una delle trame più orribili della storia del mondo.

Il libro cattura dalle prime pagine, perché a parlare non è la voce della protagonista, ma di colei che protagonista è tutti i giorni: la morte
Lo scrittore è riuscito a renderla dolce ed amareggiata nel suo ruolo. Dolce per il modo che ha di approcciarsi alle anime che raccoglie, amareggiata per le domande che si pone sull' uomo, il che l' ha resa ai miei occhi molto più umana di colui che è ricordato con orrore dal mondo e di cui è stata (suo malgrado) sua compagna assidua.
La piccola Liesel è davvero forte, combatte contro il dolore, affronta il male, si concede lacrime per parlare ai cuori.
La citazione finale è stata la conclusione giusta.

Lo consiglio caldamente
 

kikko

free member
Piccola premessa, il titolo che ho io in copertina è " storia di una ladra di libri " A me il libro è piaciuto, all'inizio sono rimasto spiazzato nel capire che la voce narrante era la morte, poi il modo sensibile di raccontare gli eventi mi ha sorpreso e coinvolto. Adesso non mi resta che guardare il film :)
 

arabafelice

New member
Ho adoratoquesto libro!
Si può averel’impressione che non accada niente di rilevante eppure, una volta checominci a leggerlo, non riesci più a farne a meno e le 500 pagine volanosenza che ce se ne accorga!

Benché quello dell'olocausto sia un tema su cui si è scritto molto, questolibro si differenzia dagli altri per l'originalità dello stile, diretto e allostesso tempo molto lirico e poetico.

Zusak lasciaparlare la Morte, cosa di per sé già abbastanza spiazzante…. Ma quello cherende questa scelta narrativa ancor più riuscita è l’inconsuetacaratterizzazione della Morte, lontana dagli stereotipi collettivi che lavedono fredda e perfida… E’ una morte dalla straordinaria sensibilità, con deisentimenti profondi e incredibilmente delicata. E’ una morte che fa dimenticareil binomio tra oppressori e oppressi e ci ricorda invece l’insensatezza di ogniforma di violenza e di pregiudizio nei confronti dell’Altro e l’assurdità dellaguerra perché, in fin dei conti, l’unico vero comune denominatore della vita èproprio la morte, quella che, a prescindere dalla condizione sociale, dalla provenienzageografica o culturale, ci rende tutti uguali. Della serie: la morte è unalivella! E, nel momento in cui ci si scontra, non è l’un contro l’altro che siva, ma semplicemente si va insieme verso la Morte stessa.
Ad alimentarel’originalità del romanzo, anche la scelta di Zusak di distaccarsi da generalizzazionidel tipo: tedeschi = nazisti, presentandoci invece dei tedeschi-buoni che, contutte le loro forze, nel loro piccolo, si oppongono alla barbarie del nazismo ealla crudeltà del pregiudizio per celebrare invece l’umanità e la dignità dell’essereumano.
E’ un librosulla potenza delle parole. Parole che, nel bene o nel male, possiedono unacerta incisività e si sedimentano nell’animo di chi le riceve e,inevitabilmente, germogliano. Ma i frutti che si raccolgono non sono tutti buoni…cene sono di marci.. perché le parole sono uno strumento e, in quanto tale,possono avere effetti positivi o negativi a seconda dell’uso che se ne fa. E’un romanzo sulla capacità di pochi di cogliere il vero significato e la verapotenzialità della parola. Un invito a pensare con la propria testa in unaGermania di pensieri innestati e coltivati dal Fuhrer.
Impossibile nonaffezionarsi ad ognuno dei personaggi, caratterizzati in maniera egregia …
Unica notanegativa: le troppe anticipazioni che tolgono un po’ il piacere dellascoperta.. ma per il resto, libro consigliatissimo!

 

gisa

New member
Retrogusto dolce

Ci ho messo almeno 200 pagine prima di decidere che il romanzo mi piacesse, eccome mi è piaciuto poi!
Nonostante io detesti tutti i tipi di spoilers, qui li ho amati profondamente perchè mi obbligavano a memorizzare la nuova informazione per cercarne la spiegazione più avanti.
Ho trovato il linguaggio molto poetico, al limite dell'ermetismo in alcuni passaggi...da una traduzione non ci si aspetta mai il massimo della fedeltà linguistica dello scrittore.
Se iniziate a leggere questo libro, non demordete. A un certo punto assaporerete il dolce dello zuccherino per aver tenuto duro.
 

redgirl

New member
Sicuramente non è un modo di scrivere che può piacere a tutti; decisamente non rientra nei canoni classici, molte frasi sembrano quasi sospese, sembra sempre che qualcosa sfugga, qualcosa di non scritto che si trova "dentro le parole", non è facile da spiegare. Anch'io all'inizio, e per un po', sono rimasta spiazzata, ma poi mi sono affezionata (!) alla voce narrante (anche se spero di non incontrarla ancora per un bel pezzo, ho diverse cose in sospeso qui!) e al suo modo di comunicare. Non ho letto altro dell'autore, perciò non so se questo sia il suo stile "naturale" o se l'abbia adottato di proposito per dar voce ad un'entità non fisica come la Morte, nel qual caso secondo me è ancora più geniale. Ovviamente, ripeto, è un'opinione molto soggettiva :D

la voce narrante è una delle cose che più mi è piaciuta. non sono un'appassionata di questo genere, non sopporto quella sofferenza, perchè so che è reale, ma lo stile adottato mi ha permesso di anadre fino in fondo alla storia.
il rapporto che nasce con l'ebreo nel seminterrato (perdonatemi non ricordo il nome) è dolcissimo e ho sperato fino alla fine che andasse tutto bene.
per non parlare del piccolo "jessie owens" <3....
 

Tanny

Well-known member
Ho preso questo libro per il solo fatto che domani daranno il film in tv e non potevo guardarlo senza aver prima letto il libro, l'ho letto in un giorno ed ho affrontato la lettura con questo "pregiudizio": i libri troppo commerciali di solito si rivelano banali e scontati.
Non potevo fare sbaglio più grande, la storia è veramente bella e commuovente, i personaggi sono splendidi, dalla piccola ladra di libri al papà suonatore di fisarmonica, alla mamma dall'apparente pugno di ferro, Max l'ebreo ed all'amico Rudy, la storia non è per niente banale e scontata, ritengo che l'enorme successo di vendite sia più che meritato.
È un gran bel libro ed è scritto in una forma molto originale, il fatto che la voce narrante sia quella della morte è un colpo di genio incredibile.
Voto 5/5
 

estersable88

dreamer member
Membro dello Staff
Concordo in pieno con Tanny. Libro stupendo, tutt'altro che scontato. Non posso dire lo stesso, purtroppo, per il film che è stato oltremodo deludente.
 

Roberto89

Active member
La lettura è iniziata nel dubbio: il libro è scritto in modo particolare, la narratrice è a dir poco inconsueta, e pensavo che ci avrei messo una vita a leggerlo, magari annoiandomi pure.
Dopo un po' di pagine mi sono dovuto ricredere, la prima impressione era del tutto sbagliata. Il libro si è fatto via via sempre più interessante, adirittura commovente nella parte finale. Non solo mi è piaciuto, mi ha anche lasciato qualcosa dentro, mi ha toccato nel profondo, e i libri capaci di fare questo vanno di sicuro lodati.
Unica pecca, dal mio punto di vista, le troppe parole in tedesco, più che altro perché mi distolgono dal mondo in cui sono immerso e mi fanno ricordare che sto leggendo, che sono qui e non nel mondo immaginario descritto dall'autore. Anche il modo particolare di narrare le cose usato nel libro è un po' strano, ma non fastidioso e anzi, dal mio punto di vista, la storia perderebbe forza se narrata in modo "consueto".

Sicuramente è un libro che rileggerò con piacere.

Voto: 5/5
 

RosaT.

Leghorn Member
Ho letto questo libro, solo dopo aver visto il film (anche se era già da tempo nella mia lista dei desideri), l'ho trovato un buon libro e molto interessante la forma narrativa insolita e originale, mi ha molto emozionato e rapita nella lettura.

Dopo la lettura ho anche giudicato buona la trasposizione cinematografia (cosa per me rara).
Solitamente preferisco fare il contrario, leggere prima il libro e poi il film perché la visione del film, mi rendo conto, che mi condiziona nella lettura.
 
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