Montaigne, De Michel

sergio Rufo

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Di questo parlero' solo bene, perche' impossibile parlarne male.
Ne parlero' bene perche' trattasi di filosofo lontano dalla filosofia; perche' trattasi di un pensatore unico nel suo genere.
Osservando l'uomo come fanno in tanti ( tutti i filosofi) osservo' se stesso ed anzi parti' proprio da se stesso.
Come diceva Dottor Jhonson ( altro grande) osservato uno, osservati tutti: per gli uomini vale questa regola. Si potrebbe arguire questo.
Ma Montaigne era piu' cristallino nell'osservazione: non adotto' nessun sistema ( diffidare dei sitematici, diceva Nieztsche) , nessun metodo di osservazione specifico, nessun denominatore comune di misura.
Ogni uomo va' misurato nel suo essere " per se'" nelle situazioni che vive, sottintendendo che non esiste un " genere" umano comune di reazione, ma esiste solo una possibile scelta di essere o non essere in una determinata reazione.
L'uomo e' cio' che fa, direbbe Sartre.
Montaigne lo capi' qualche secolo prima.
Passando da un pensiero profondo ad una stupidata, un po' Dio un po' buffone (!), in un vortice labirintico , i suoi Saggi rappresentano ancora adesso un libro unico ed inimitabile, da leggere piano piano, senza fretta.
Impossibile non amarlo.

" Il mio libro sono io"
M.De Montaigne
 

sergio Rufo

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Cosi' si "fa" filosofia.

" Quando i Romani videro l'infame maestro di scuola recare loro gli allievi figli delle famiglie ricche e nobili dei Falischi da tenere come ostaggi per avere un armistizio, i Romani rimandarono tutti indietro. E continuarono la guerra"

M. De Montaigne
Saggi.

Ricordo l'episodio in Tito Livio: Storia Romana.
Il filosofo francese da storia ne fa filosofia.
 

sergio Rufo

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"Lucio Marcio legato dei Romani nella guerra contro Perseo, re di Macedonia, volendo guadagnare tempo che ancora gli abbisognava per ordinare l'esercito affaccio' proposte dilatorie di accordo e il re tranquillizzato accordo' una tregua di qualche giorno fornendo al suo nemico l'opportunita' e l'agio di armarsi....;per cui il re incorse nella sua totale rovina....
Eppure il senato memore dei costumi dei loro Padri , accuso' questo comportamento e questo modo di agire come contrario al loro antico stile che fu, dicevano, non quello dell'astuzia ne' dell'inganno ma quello del valore e dell'onore...."

Saggi
Montaigne
 

sergio Rufo

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si e' superba e dimostra la profondita' di Montaigne.
Scrisse: Per i Romani la parola greco e' un dispregiativo e avevano ragione.

Perche'? perche' la conoscenza e' un fare ( si potrebbe ricollegarci al discorso Llosa).
Se uno scienziato o una persona acculturata sa tutto di tutto ( interviene sull'intera gnosi) vuol dire che non sa nulla di nulla. L'immedesimazione con il sapere in toto sottintende una mancata identita', un mancato io, una mancato "fare" in questo mondo. C'e' piu' saggezza in discorso contadino che in un convegno di dotti.
I primi appartengono alla terra perche' il loro sapere e' propedeutico a divenire uomini come loro destino, come loro scelta di essere cio' che sono.
I secondi sono un po' come quei calzolai che calzano scarpe un po' malandate...

La conoscenza deve ssere curiosa di tutto ma deve essere applicata ad un "fare".
Si conosce quando si fa.
 

sergio Rufo

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Inutile, assolutamente inutile ricordarsi la data della caduta di Cartagine e non capire lo spirito Romano.

M.De Montaigne.

Sull'educazione dei fanciulli, Saggi
 

sergio Rufo

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Zeusidamo rispose a uno che gli domandava perche' gli Spartani non redigevano per scritto le regole del valore e non le davano da leggere ai loro giovani: che era perche' li volevano abituare ai fatti e non alle parole.
In capo a quindici o sedici anni paragonate a costui uno di quei dotti e bei latinisti di collegio e scuola che avra' impiegato lo stesso tempo ad imparare semplicemente a parlare!

M.De Montaigne
Saggi
 

sergio Rufo

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Nello scivere e nel linguaggio facciamo bene a inclinare un po' nella spontaneita' e nella noncuranza.
Come disse Seneca: " Chi parla accuratamente se non colui che vuol parlare solo leziosamente?"

M.De Montaigne
Saggi
 

sergio Rufo

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te lo daro', tutto Montaigne va' letto attentamente e pensare che scriveva nel 500.
Vorrei disquisire come al mercato di Parigi per essere un uomo tra gli uomini. I massimi sistemi li lascio ai dotti, se li tengano.

Eccolo qui il sig.Montaigne.
 

sergio Rufo

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i tempi moderni , questi tempi mentitori, non lasciano scampo: desumanizzati da ogni volonta' e da ogni caparbieta', ci inducono a non ragionare, a non pensare, ma ad automatizzarci come un orologio svizzero sempre puntuale, sempre preciso.
Puntuali a cosa, poi? perche' e' questo che bisogna chiederci, domandarci.
In realta' ci hanno deprivato nel modo piu' radicale e totale dell'interrogativo: chi siamo? vogliamo resistere? vogliamo stare sempre in piedi?
No, e' la risposta, no e poi no.
Seneca diceva: Si combatte anche caduti.
E Montaigne fedelmente lo riporta.

Questo, appunto, si presta anche alla nostra condizione moderna: solo un vigliacco, paradossalmente, non cade mai. Stare in piedi in nome di valori "inutili" non fa onore, ma rende burattini con fili.
 

sergio Rufo

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Come e' mai possibile che un uomo si metta in testa e si convinca che qualcosa gli e' piu' caro di se stesso?

Terenzio

M.De Montaigne
Sulla nostra diseguaglianza, Saggi
 

sergio Rufo

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Un generale Romano, riformando il suo esercito in Spagna, ordino' ai suoi soldati di non mangiare che in piedi e niente di cotto.

Delle Armi, Saggi.

M.De Montaigne
 
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