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Discussione: 4° GdL poetico - Fiore di poesia (1951-1997) di Alda Merini

  1. #346
    Motherator
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    Predefinito Quasimodo

    Uomo sapiente, vaso di argilla
    e d'oro, che all'interno avevi il confetto
    del sentimento tuo siciliano,
    uno scrigno di indomita dovizia
    una patriarca senza mai l'amore
    dei figli.


    Non lo so se anche con Quasimodo ebbe una relazione amorosa, comunque dolorosa ache Alda non avrebbe potuto altro, oppure tra fu loro ci fu amicizia e il grande poeta ispirò la giovane allieva. Ma l'immagine resta di un grande poeta senza l'amore , che forse, gli sarebbe dovuto. O chissà? il dubbio resta

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  • #347
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    Predefinito Manganelli

    Mi sembravi una foca, Manganelli,
    bonaria giocherellona
    che invitava i bambini nello zoo,
    eri grasso e facondo,
    ma quella buffoneria animalesca
    nascondeva sapientemente l'ingegno dell'io,
    maestro di un'epoca intera.


    Mai ritratto fu più scherzoso ma anche sincero e affettuoso. Come vero che l'aspetto non corrisponde all'animo!


  • #348
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    Predefinito Nessuno riesce

    Nessuno riesce
    a strapparti dal cuore
    questa brutta
    gramigna del ricordo.
    Per sfuggire al ricordo
    tu scivoli,
    scivoli nella palude.
    Ma, Giorgio,
    una così grande passione
    non sarebbe mai nata
    se non ci fossero stati
    esseri malvagi e cattivi.
    Qualcuno di loro,
    con un'assurda Lambretta
    ci ha attraversato la strada
    travolgendo per sempre
    le nostre due anime
    che salivano la collina
    per guardarsi in viso
    o per non ritrovarsi mai più.
    Il tuo amore mi ha lasciata povera,
    ma non volevo nient'altro.
    Sono difficili da comunicare
    quelle libere vocazioni:
    tanto che se n dica,
    io e te siamo stati
    due monaci malandrini
    nel salace convento della scrittura.

    Mi piacerebbe tanto sapere a chi apparteneva quella Lambretta...per il resto quello che scrive Merini è verità.

  • #349
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    Predefinito Manganelli sul Naviglio

    Il naviglio e'un rettilineo ben strano, che non permette alcuna scansione. Sembra qualche cosa di sinuoso e fervido ma, invece è lugubre e perentorio, ripetitivo. Io sono novembrina, nel senso che amo le foglie sparse per terra, gli autunni celeri, quelli che incantano finalmente il sole e lo fermano nel suo girovagare quotidiano. La tenebra e'sempre stata la mia luce .
    Forzatamente cerco i colori delle passate avventure, giocando stancamente sui vetri con i ricordi di lui, con i ricordi di lei. Molte donne e molti uomini si sono affaccendati nella mia vita. Hanno depositato il oro sacco ai miei piedi, a volte pieno di fortuna, a volte disgraziatamente povero. Ognuno di questi uomini, amanti, mi ha regalato la sua povertà, la sua ricchezza. Tutti erano stranamente biondi come mio padre.
    Anche Manganelli era biondo, un biondo sottile, un biondo fanciullo. Aveva la pelle di un certo colore di pesca, come se fosse stato estremamente giovane: il mio solo, virtuale ragazzo di tutta la vita. Manganelli veniva a vedermi sul Naviglio. Mi vedeva nascere di lontano, come un puntino piccolo piccolo che trasvolava diritto nelle sue braccia capaci. Era una grande madre, una grande sorella. Ricordo i suoi baci ardenti, quel suo cercarmi le tempie, quel suo imbrattarmi l'abito della festa con le labbra sporche di briciole di pasticcini. Io stessa ero il suo pasticcino privato. Intanto mi portava rose e bon bon e un leggerissimo pacchetto sigillato di sigarette Eva per sole signorine.

    Che magnifico amore...


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  • #350
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    Predefinito Improvvisamente, dietro di me

    Improvvisamente,dietro di me,
    un re espone la sua corte:
    ha mille coltelli per banchetti felici,
    ma io non vi siedo,
    preferisco rimanere in disparte
    a godere i piaceri della Bibbia.
    Questa solitudine, amore,
    fu il tuo più grande stupore
    quando, ardente sopra falsi manichei,
    hai dato fuoco alla vita
    senza capire che ero soltanto io
    la vicenda più grande per te
    e che adesso ardo di grande fede
    su incorruttibili roghi.


    Parole da mistica queste di Alda, che sempre commista religione e sensualità





  • #351
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    Predefinito Scesi dentro l'attico romano

    Scesi dentro l'attico romano
    e ho trovato te, grande sovrano.
    O che mole e che ellisse furibonda,
    mi sono sciolta tale e quale un'onda
    e vagavi vagavi nel giardino,
    eri distante ma a me tanto vicino,
    ma poi che vidi quel fraterno fosso
    io feci sufolo del tuo osso,
    divina ridondanza musicale.
    Tu colpisti con fraterno strale
    e lo strale, sì gelido e appuntito,
    o strano a dirsi, mi ferì nel dito.
    M'addormentai per lunghi dieci anni
    riempendoti di onori e grandi affanni.


    Deliziosa questa poesia in rima, con cenni erotici e amorosi, che dimostrano che il contenimento della rima rendono Alda vezzosa e allegra.

  • #352
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    Predefinito Lebbrosario

    E questo libro te lo raccomando,
    amico Manganelli, ché tu legga,
    dentro le sproporzioni dell'amore,
    un canto alla palude.
    Io ho cercato qualche fiore,
    lo sai, nel mio sistema di canto,
    qualche insipida corolla
    buona a volere qualche figlio mio.
    Mi ubriaco di vino maledetto,
    scavo di pietra nella fantasia,
    mi fingo ora mare ora collina,
    e intanto mi abbandono sulle strade
    che portano dirette al lazzaretto.

    Alda è consapevole di sé e della sua situazione e così la descrive al suo amante/amico Manganelli a cui dedica questa raccolta La palude di Manganelli o Il monarca del re

  • #353
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    Predefinito Dolcissimo poeta

    a Michele P.

    Dolcissimo poeta,
    nato dopo la morte,
    mio figlio sconsolato
    ormai morto e sepolto
    che gemi da morire
    per lo stupro volgare,
    ascolta:
    con il silenziatore
    mi hanno ucciso di fame
    e poi di azzurra sete
    di cose di infinito,
    mi han messa a germogliare
    in un vaso di seppie.

    Michele P. è il secondo marito Michele Pierri, un poeta. Qui la poesia è ironica e surreale con quella chiusa sul vaso di seppie che la rende quasi un non sense.

  • #354
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    Predefinito Da Il gobbo

    Un tempo mi passava accanto un vecchio,
    ero giovane assai, piena d'attesa,
    e vedevo i miei libri alla Rizzoli.
    Ora il vecchio non passa, solo vecchie
    del Naviglio comprese nel mistero
    di stanche solitudini forzate.
    Il vecchio non riposa sulla zolla
    del mio brutto pensiero, vecchia io pure
    penso a distanze bianche e invereconde
    che io non ho battuto, ad atmosfere
    di canto che ridondano amicizia...
    Perduta ormai la via della speranza,
    vengo a cantare in mezzo a dei dementi
    sospinta da un illogico destino.

    Non so come mai questa è una poesia che sembra estratta da un'altra opera, che però non conosco e non ho trovato, quello che mi resta è questo lento e improvviso decadere, in questa Milano definita da una libreria e dal luogo dove viveva Alda. Molto intima.

  • #355
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    Predefinito

    Era, Titano,
    simile al giorno e alla notte
    e alle domande inutili
    del nostro destino.
    Aveva paura di tutto,
    del fuoco, del ferro e delle misure
    di avena.
    Era, Titano,
    un lido asciutto e un mosto
    facile da pigiare,
    facile da lasciare,
    ma soprattutto era una calda vena
    di menzogna.
    Ti potevi trovare poeta
    soltanto tra le sue donne
    e io ero ruvida come i suo dire,
    dolcissima nel mio pensiero,
    ruvida di panni e chimere.
    Ma il negriero ossuto della vecchia capanna
    e la schiavitù di luoghi lontani
    mi avevano circondata di acqua
    sorda come paura.

    Una poesia complessa, piena di riferimenti, dove Alda incarna simboli

  • #356
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    Predefinito Tornai allora a quella neve chiara

    Tornai allora a quella neve chiara
    che arrossava i miei guanti nella notte,
    quando da sola e per ben corta via
    venivo a rintracciare la speranza.

    Non volevo i tuoi carmi, non volevo
    chiedere ad altri dov'io fossi nata
    ma perché la disgrazia così bieca
    si trastullasse con le mie povere forze.
    Entrambi divorati dal pudore
    ci trattenemmo fermi per tre anni
    pieni di sgominevoli peccati
    e non fummo nemmeno grandi santi
    né grandi peccatori longobardi:
    fu una guerra politica e sociale,
    una guerra di orrore dei confini,
    una guerra piegata dalla fame.

    Poesia molto particolare già dalla neve chiara che arrossa i guanti nella notte. Molto affascinante anche se poco chiara nel suo significato.

  • #357
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    Predefinito Dal mio poggiolo

    Dal mio poggiolo
    che è sempre in festa
    a volte traggo la luna dei canti.
    E' lamentevole la luna mia,
    eppure è giusto che nelle note di giubilo
    di questo continuo colorar la pena
    ci sia un anfitrione del pianto
    che mi invita a banchetti e sponsali
    e preme i confetti contro le mie dita.

    Vorrei mangiare di queste nozze,
    tingere e ritingere il manto
    della mia tanta paura:
    se mi abbattesse lungo il solco di vita,
    se mi mettesse la sua pelle sopra lo spazio
    so che morirei ragazza,
    mentre sono vecchia e inutilmente vecchia.

    Alda spietata contro se stessa, mi piace questa poesia con tutte queste immagini, più o meno simboliche. Mi ha ispirato il poggiolo e ho cercato la sua casa sui Navigli, in Ripa di Porta Ticinese 47


  • #358
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    Predefinito Grazie per questa parentesi morta

    Grazie per questa parentesi morta,
    per questo incunabolo puro,
    per questo zefiro di oleandro!

    A volte i morti sono una storia cupa,
    a volte si scoprono dopo,
    quando scostando tendine di spazio
    si trovano innumerevoli e sorti,
    ed è sgradevole dire a un passante
    “costui non è più sulla terra
    perché era ebbro di baci”.


    Che meraviglia la chiusa di questa poesia che già si delinea dal primo verso. Metterò delle foto di Alda e del suo mondo da questa poesia in poi perché il suo volto vissuto sia sempre scolpito nelle immagini delle sue poesie.


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  • #359
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    Predefinito Ogni parola

    Ogni parola
    è un gallo che canta all'alba.
    Al mattino vedo il tuo volto
    steso a strapiombo sulla mia grandezza.
    Sei venuto meno alla luna
    lo so, un giorno...
    poi sei andato a casa di corsa,
    ti sei tolto la giacca
    e hai messo il fustagno di un turpe pagliaccio.
    Allora con una mollica qualunque
    la forza di un panettiere
    ti ha messo un cono da Pinocchio,
    perché così tu sei stato per me,
    Manganelli.


    Deve avergliene fatte di tutti i colori


  • #360
    Motherator
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    Predefinito

    Spensierato è colui
    che si giudica folle.



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