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Discussione: 243° MG - Mentre morivo di William Faulkner

  1. #16
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    Eccomi qui! Finalmente posso iniziare a commentare anche io! Fino al punto in cui ero arrivata ieri (e cioè dove si è fermato a commentare Trillo) sono rimasta come "in attesa" di provare le stesse emozioni che ho provato nella prima lettura, chiedendomi se sarebbe cambiato qualcosa, visto che Faulkner non è più un autore nuovo per me come era allora! Certo ricordo bene il senso di straniamento tipico di alcuni dei sui romanzi (la maggior parte!), per cui non abbiamo nessun aiuto nel capire dove siamo, chi sono i protagonisti e che sta succedendo intorno a noi… Fa parte del "gioco" di Faulkner con noi lettori e non è facile da accettare, ma è indispensabile per riuscire a entrare in sintonia con lui!

    Comunque a partire dai paragrafi che ho letto oggi è tornata la magia… Bisogna leggere con grande attenzione per capire quello che succede, ad esempio i brani di Vardaman sono i più difficili, ma poi si riesce a capire più o meno quello che succede (ad esempio che lui ce l'hai con il medico, Peabody, responsabile secondo lui di aver "ucciso" la madre e per questo va nel fienile e picchia e i suoi cavalli così che partono trascinandosi via la pariglia… ). Per quanto riguarda Dewey Dell, cara Minerva, ti basterà qualche altro suo brano per capire che quello che Darl ha capito e non deve dire al padre non è proprio quello che dici tu… Però non riesco a ricordare a chi si riferisca Dewey Dell quando dice che "lui" potrebbe aiutarla molto… Darl stesso? Il buon senso mi dice di sì ma poi la frase "Lo lascerei entrare fra me e Lafe, come Darl è entrato fra me e Lafe" mi fa pensare che non sia così… Sinceramente non mi ricordo…

    @Trillo: il discorso dei numeri su Darl proprio non lo avevo colto, dovrei rileggerlo per notarlo! cmq è certo che Darl è un personaggio particolare dal punto di vista narrativo, mi viene da pensare che sia una sorta di "narratore" che si sovrappone al personaggio, poiché alcuni suoi brani, come hai notato tu, raccontano di momenti in cui lui non era presente… che Faulkner abbia voluto prestargli un po' di se stesso (non so se mi spiego)? Boh, sinceramente ricordavo davvero pochi dettagli di questo romanzo che pure mi ha conquistato, forse perché non dobbiamo prendere la vicenda come qualcosa di realistico e verosimile, ma come un contenitore di significati simbolici e archetipi… Ricordo bene le sensazioni che mi ha trasmesso più che lo sviluppo della vicenda vero e proprio.
    E' molto interessante leggere con te, Trillo, perché sei molto attento ai dettagli linguistici e narrativi… Il fatto che Addie sia chiamata sempre per nome e a volte persino per nome e cognome è un elemento importante secondo me: ci fa capire subito la posizione di questa donna che è quasi un'"estranea" per la sua stessa famiglia. Addie é il tipico protagonista-non protagonista di Faulkner, fulcro narrativo intorno a cui ruota tutta l'opera e nel rapporto con il quale si definiscono tutti gli altri personaggi.


    @ Minerva: in effetti non so se un romanzo del genere possa piacerti… Per certi versi è ancora peggio della Woolf ne Le onde perché qui ci sono passaggi incomprensibili anche dal punto di vista sintattico… Comunque mi fa piacere che ti sia unita a noi ma ti consiglio di leggere con attenzione e se perdi qualche passaggio prova a chiedere, magari riusciamo a fare chiarezza insieme (anche se con Faulkner la "chiarezza" non esiste! ). Per quanto riguarda Cora, sarà che sono un po' condizionata dai alcuni ricordi della prima lettura, ma non è un personaggio che mi faccia impazzire o di cui mi fiderei per "giudicare" i personaggi… In linea di massima i "vicini" nei romanzi di Faulkner non sono quasi mai personaggi positivi: in questo caso abbiamo a che fare con una bigotta che, come dice poco più avanti suo marito, "aspira alla santità" e già questo me la rende antipatica! D'altra parte non condivido affatto la sua critica nei confronti di Jewel che invece, con la sua impulsività, trasmetteva comunque un rifiuto sincero all'idea che sua madre potesse morire…


    Sono arrivata al punto in cui Addie è morta (tanto gli spoiler in un romanzo del genere non esistono! ) e Tull e Cora sono appena arrivati dai Bundren (pag. 70)
    Ah, dimenticav! Anche io ho la versione Adelphi ma non è quella che ho letto la prima volta, anzi ricordo bene di aver letto un'edizione (presa in prestito in biblioteca) che conteneva una prefazione nella quale erano spiegati i passaggi fondamentali della storia (ovvero una "traduzione" semplificata di ciò che accade) e che avevo trovato molto utile… Poi mi sono talmente innamorata di questo libro che ho voluto comprarlo ma mi sono accorta che l'Adelphi pubblica il testo nudo e crudo, senza alcun apparato critico… peccato! cercherò in Internet!
    Ultima modifica di ayuthaya; 09-18-2019 alle 01:03 AM.

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    Io continuo a leggere ma continuo a non capire niente .
    Mica Dewey è incinta ? Forse quello che potrebbe fare qualcosa per lei è il dottore, la sparo grossa... Un aborto .
    E di cosa è morta la mamma? C'entra il cavallo che Vardaman picchia? Ammesso che era un cavallo .
    Ho scoperto che c'è il film, mi sa che facevo prima a vederlo, forse ci capivo di più .
    Oppure dovrei leggere qualche commento in rete, ma preferisco farlo a lettura conclusa.
    Sono arrivata a Vardaman - mia madre è un pesce... Lo dice perché anche lui è morto?
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  • #18
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    Sono arrivato al secondo monologo di Vardaman, quindi non sono andato molto avanti. Non ho voluto proseguire perché ho preferito soffermarmi sui pensieri di Vardaman, che finora sono quelli più liberi e più difficili da decifrare.

    Ciò che mi sembra di capire è che Vardaman, essendo ancora piccolo, viva le cose interpretandole secondo un suo immaginario. Quella della madre è forse la sua prima esperienza diretta con la morte di una persona, e questo chiaramente ne amplifica il suo già forte sconvolgimento per l'evento triste.

    Tutti ci siamo chiesti almeno una volta che fine facciamo dopo l'ultimo respiro. A Vardaman gli hanno inculcato il pensiero che si vada a vivere in un paese lontano. Ma questa spiegazione si viene a scontrare con la realtà con cui si trova a fare esperienza, e cioè che la madre verrà rinchiusa e sigillata con i chiodi in una bara. Ciò mette in chiaro nella sua mente l'impossibilità fisica del corpo di uscire e andare a vivere altrove. Le convinzioni che aveva cominciano a traballare, ma riescono a sopravvivere pensando che in fondo una spiegazione c'è, e cioè che la madre fosse partita via già prima della sua morte corporea: la malattia aveva infatti trasformato la madre che, per forza di cose, nei suoi ultimi momenti non era più la persona che tutti avevano conosciuto ("Non era lei. Io c'ero.[...] L'ho visto quando non era lei").

    Ma allora dov'è andato a finire lo spirito della madre? Mi sembra di capire che Vardaman sia stato parecchio colpito dal fatto che la morte della madre sia avvenuta in coincidenza con il grosso pesce da lui pescato, o in qualche modo trovato, e che di conseguenza cominci a correlare questi due avvenimenti.

    L'interpretazione che do', quindi, è che, secondo Vardaman, non solo la madre alla fine non era più lei, cioe' se stessa, lucida, con la sua precisa identità, ma che il cambiamento sia avvenuto proprio quando Vardaman ha portato il pesce sulla terra: "Prima lui non era e lei era" (dove "lui" secondo me è da riferire al pesce), "e ora lui è e lei non era" (cioè, dal momento in cui il pesce è stato portato qui sulla terra, lei non è più la stessa di prima, è in qualche modo già morta spiritualmente).
    Infatti poco prima dice anche: "Non era lei perché lui era proprio lì per terra."

    Ma la correlazione sembra che si spinga ancora oltre, perché, per liberare la madre dal suo finire rinchiusa nella bara chiodata, occorre un passaggio successivo,che consisterebbe in una sorta di trasmigrazione della madre nel pesce. Ma affinché ciò possa avvenire, il pesce non può più avere l'identità di pesce. Da qui, il suo essere fatto a pezzi di "non pesce" da un Vardaman inconsapevole di questo piano superiore di cui anche lui diventa complice: "E ora è tutto a pezzi. L'ho fatto a pezzi io".
    Questa trasmigrazione, poi, è come se fosse portata a compimento dal medico Peabody, da cui poi la rabbia verso di lui e la sua pariglia, come diceva ayuthaya.

    Tuttavia, gli eventi sono pian piano elaborati da Vardaman, che riesce in seguito a trovare proprio in questi la via d'uscita ai suoi pensieri sulla morte. Questi eventi, infatti, portano la madre a trasmigrare in quello che ormai è un "non pesce", sfuggendo alla chiusura nella bara chiodata. Il fatto di essere tagliato a pezzi non implica per Vardaman l’impossibilità di stabilire un’identità: alla fine del primo monologo sembra infatti che per Vardaman sia un po’ come quando nel buio non riusciamo a percepire qualcosa nella sua interezza ma soltanto a mettendone insieme i frammenti di cui facciamo esperienza, cioè odori, suoni, e le stesse illusioni che queste inducono. Anche se percepiamo qualcosa di frammentario, riusciamo comunque a coglierne una sua identità, per quanto si tratti di "un è differente dal mio è”.
    La rabbia con cui si apre il capitolo si dissolve in questo tipo di ragionamento finale che è per lui fonte di conforto ("Non ho paura") e che personalmente mi è piaciuto tantissimo e ho trovato molto maturo per la sua piccola età.

    La nuova identità della madre è allora possibile nei pezzi di "non pesce" e salva la madre dal suo destino, perché quel pesce verrà mangiato dalla famiglia, cosicchè la madre potrà vivere in loro, "e non ci sarà nulla nella cassa e allora lei può respirare”.

    Come parentesi finale, mi sembra che il punto in cui era stato portato il pesce sulla terra sembra quasi diventare un luogo "mistico" per Vardaman, visto il modo con cui ricorre nei suoi pensieri. "Sento dov’era il pesce nella polvere", "Se salto giù dal portico sarò dov’era il pesce". "Era proprio lì per terra".

    Ok, scusatemi se mi sono dilungato troppo, forse non ha molto senso cercare una logica in questo tipo di monologhi, ma quelli di Vardaman mi hanno stuzzicato e mi sono piaciuti molto.

    Comunque, secondo voi potrebbero essere cose plausibili? In un prossimo messaggio commento anch'io sui dubbi sollevati da voi.

    Nel frattempo non andate molto avanti con la lettura

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  • #19
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    Sono davvero sconvolta, Trillo. Non è la prima volta che me ne dai dimostrazione ma la tua perspicacia, o intelligenza, o non so neanche come chiamarla in realtà, mi lascia senza parole. Mi sa che stai facendo tu un regalo a me leggendo insieme questo capolavoro!

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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Io continuo a leggere ma continuo a non capire niente .
    Mica Dewey è incinta ? Forse quello che potrebbe fare qualcosa per lei è il dottore, la sparo grossa... Un aborto .
    E di cosa è morta la mamma? C'entra il cavallo che Vardaman picchia? Ammesso che era un cavallo .
    Ho scoperto che c'è il film, mi sa che facevo prima a vederlo, forse ci capivo di più .
    Oppure dovrei leggere qualche commento in rete, ma preferisco farlo a lettura conclusa.
    Sono arrivata a Vardaman - mia madre è un pesce... Lo dice perché anche lui è morto?
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    Certo Minerva, che scema! Quello che può aiutare Dewey Dell è sicuramente il dottore se la facesse abortire... Perché non mi è venuto in mente subito???
    Quanto al "mia madre è un pesce" (a cui io devo ancora arrivare, ma me lo ricordavo) è perfettamente in linea co la bellissima ricostruzione/interpretazione di Trillo... C'è da dire anche che il pesce ha un ruolo sicuramente simbolico, basta pensare alla tradizione cristiana ma non credo sia l'unica... Qui basterebbe documentarsi un po'. Ricordo bene che il libro è pieno di elementi simbolici, fra cui anche gli animali (il pesce appunto e più avanti gli avvoltoi)...

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  • #21
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    Ecco, vedete? Mi è già venuta voglia di ritornare indietro e ricominciare... Perché Faulkner non va letto una sola volta, andrebbe davvero letto e riletto... Nel frattempo, stimolata dai vostri interventi, sono andata a leggere alcune recensioni molto interessanti e così ho ripassato la trama (che chiaramente non vi riferisco). in fin dei conti io l'avevo già letto e il mio intento era proprio rileggerlo per poter cogliere qualcosa in più partendo dal fatto che alcune cose le so già. Eppure, credetemi, è davvero ancora come la prima volta...
    Ultima modifica di ayuthaya; 09-19-2019 alle 12:46 AM.

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  • #22
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    Citazione Originariamente scritto da ayuthaya Vedi messaggio
    Sono davvero sconvolta, Trillo. Non è la prima volta che me ne dai dimostrazione ma la tua perspicacia, o intelligenza, o non so neanche come chiamarla in realtà, mi lascia senza parole. Mi sa che stai facendo tu un regalo a me leggendo insieme questo capolavoro!
    Anche io gli ho sempre fatto i miei complimenti per quello che scrive e per come lo scrive .
    È stato davvero un valido acquisto per il nostro forum . Ed è anche un ottimo amico .

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  • #23
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    E di cosa è morta la mamma?
    Se non ricordo male di cosa è morta la madre non lo sapremo mai. La verità è che Addie ha DECISO di morire, si è come "staccata" definitivamente da una famiglia a cui probabilmente non è mai appartenuta.
    A proposito degli appellativi "Pà" ed "Addie"... ci ho pensato (anche ripassando la trama e quindi anticipandovi un po') e il punto è che nessuno dei due personaggi è stato realmente "padre" o "madre", ma mentre nel farla chiamare Addie o Addie Bundren Faulkner sottolinea questa estraneità, come scrivevo prima, ma senza ironia, nel caso di Pà c'è molto più sarcasmo (non dico da parte dei figli, ma proprio dell'autore), perché - lo scoprirete - Anse è di un egoismo e una grettezza spaventosi e certo non ha nulla di ciò che si potrebbe esprimere con il termine di "papà"...


    Comunque domani lo dedicherò a rileggere alcune parti più attentamente, intanto sono arrivata a pag. 75 (è un brano di Darl parecchio difficile, tipo quelli di Vardaman… mi piacerebbe capire come lo interpreta Trillo!
    Ultima modifica di ayuthaya; 09-19-2019 alle 01:12 AM.

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  • #24
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    Purtroppo non sono ferrato nella simbologia, quindi non potrò cogliere i riferimenti a cui si sta accennando, però se voi ne sapete di più sarà interessante fare luce anche su questi aspetti.

    Per quanto riguarda Dewey Dell, anch'io ho pensato come Minerva che potrebbe riferirsi a un possibile aiuto del dottore per l'aborto, e poi ho pensato anche che potrebbe riferirsi a Lafe stesso perché forse lui non sa ancora che lei è incinta, e quindi se lo sapesse potrebbe fare per lei molto di più, però non saprei.

    A questo proposito, c'è una coincidenza che mi ha colpito. L'incipit del monologo di Dewey Dell: "Potrebbe fare tutto per me se solo volesse", è la stessa identica frase che viene riportata in corsivo nell'ultima parte del monologo di Darl precedente al suo e a quello di Vardaman. E sempre lì emerge anche lo stesso pensiero/ segnale della sua solitudine: "io sono io e lei è lei", dice Darl nei panni di Dewey Dell, e allo stesso modo Dewey Dell nel suo monologo dice: Lui è Lafe e io sono Dewey Dell". Queste coincidenze rendono ai miei occhi Darl un personaggio ancora più misterioso, mi stanno anzi sorgendo anche dei dubbi sulla sua effettiva identità.

  • #25
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    Volevo dirvi che sto iniziando a rileggere tutto e sto sottolineando diversi passaggi che ritengo interessanti... In effetti era questo che mi ero ripromessa di fare dopo averlo letto la prima volta. Ammetto che così facendo sto notando cose che prima mi erano sfuggite e ho intenzione di commentate pezzo per pezzo per tirare fuori il più possibile da questo testo. Sono molto contenta e mi sento molto motivata... A dopo!
    Ultima modifica di ayuthaya; 09-19-2019 alle 10:37 AM.

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  • #26
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    Eccomi, che bello, non vedevo l'ora!
    Allora, oggi mi sono impegnata parecchio : ho riletto TUTTO ciò che avevo letto fino a questo momento, ho sottolineato tutto ciò che ritenevo importante o che non capivo (sperando di riuscirci più avanti, magari grazie al vostro aiuto) e mi sono documentata parecchio su internet! Partendo dal presupposto che mi sono riletta (e quindi ricordata) abbastanza bene la trama, cercherò di commentare evitando però spoiler troppo espliciti! I numeri che ho inserito sono le pagine così possiamo ritrovare facilmente i punti per commentarli insieme se volete…

    2° (brano di) Darl:
    17 Pa' gli chiede: "dov'è Jewel?" poiché in qualche recensione ho letto che il rapporto fra i due fratelli Darl e Jewel, opposti l'uno all'altro e "rivali" rimanda quello fra Caino e Abele, rileggere questa domanda mi ha colpito perché mi ha ricordato Dio che chiede a Caino "dov'è Abele?" dopo che lui lo ha ucciso. è chiaro che qui la situazione è diversa ma sono abbastanza convinta che il riferimento biblico ci sia, visto che comunque i simboli religiosi sono disseminati un po' ovunque…

    1° Jewel:
    20 "e adesso quelle altre là sedute, come tanti avvoltoi." è introdotto l'elemento degli avvoltoi che tanta parte avrà nella seconda metà del romanzo…
    21 Non riesco invece a capire il senso delle parole di Jewel “Se ci fossi stato solo io quando Cash cascò da quella chiesa e se ci fossi stato solo io quando Pa’ era a letto con quel carico di legna che gli cascò in testa, non succederebbe che tutti i bastardi della contea arrivano e le sgranano gli occhi addosso... (ecc)” Che c’entra Dewel Dell con la caduta di Cash e l’incidente di Pa’? E cosa avrebbe potuto fare Jewel? A meno che non intenda “se ci fossi stato solo io DOPO questi avvenimenti”, nel senso che se il fratello e il padre fossero morti in quelle occasioni lui avrebbe protetto la sorella come loro non sono riusciti a fare? In effetti potrebbe essere così perchè allora quel “gli faccio rotolare le pietre sulla faccia” potrebbe riferirsi a Lafe... Però è anche vero Jewel non sa che la sorella è incinta…

    3° Darl:
    24 Pa’ dice: “Se (Peabody) dovesse arrivare domani e le dicesse che il suo momento è venuto, lei non aspetterebbe”. Nonostante sia un personaggio odioso (lo vedrete) perchè cerca sempre un proprio tornaconto personale, in alcuni punti Pa’ parla di Addie in modo secondo me molto aderente al vero: questo è uno di quei casi.

    2° Cora:
    27 Anche Cora, insopportabile nel suo sentirsi meritevole della ricompensa divina, è in grado di comprendere i Bundren abbastanza bene (a parte Darl e Jewel), bello il pezzo in cui dice “è vissuta, povera donna solitaria, cercando di fare credere diverso alla gente, nascondendo il fatto che la sopportavano e nulla più, perchè non era ancora fredda nella bara che la caricavano sul carro per andarla a seppellire a quaranta miglia di distanza, facendosi beffe del volere di Dio” Se notiamo bene qui di tratta di una prolessi (anticipazione) poichè in realtà Addie non è ancora morta...

    4° Darl:
    41 bellissimo questo passaggio “Ci sono due persone per farti, e una per morire.” Ma nel senso che si muore da soli o che basta una persona a provocare la morte (magari non fisica, ma spirituale) di un’altra?

    1° Peabody:
    45 “Sono dieci giorni che è morta”, cioè da quando si è ammalata... Addie ha deciso di andarsene e lo ha fatto. Ma c’è anche un’altra interpretazione: non appena si è ammalata e la sua famiglia (Anse soprattutto) ha deciso che sarebbe morta, lei ha accettato di andarsene. Questo spiegherebbe anche il seguito (bellissimo): “Mi ricordo quando ero giovane credevo che la morte fosse un fenomeno del corpo; ora so che è soltanto una funzione della mente – della mente, dico, di chi subisce il lutto.
    46 “Ecco qual è il guaio di questo paese: tutto, il tempo, ogni cosa dura troppo.” Quanto questo si rivelerà vero nel corso della vicenda...
    47 Bello questo passaggio (lo accenno solo) “L’ho visto altre volte, nelle donne. Le ho viste cacciare dalla stanza quelli che portano compassione e partecipazione, che portano un aiuto vero, e aggrapparsi a qualche animale buono a nulla...

    5° Darl:
    A partire da questo momento Darl si “sdoppia”: è via con suo fratello, ma è anche a casa, quando sua madre muore e assiste alla scena come se vi fosse presente. Nell’altro post ho scritto che forse Faulkner lo aveva investito di un ruolo di narratore... mi sbagliavo. Secondo me in questo punto della narrazione Darl, il più riflessivo, il più introspettivo, è dotato di una sorta di chiaroveggenza.
    52 Ha notato bene Trillo, nei giorni scorsa sono stata poco attenta: Darl, nella parte in corsivo, usa le stesse parole che poi utilizza Dewey Dell, chiarendo definitivamente che colui che potrebbe aiutarla (ad abortire ovviamente) se solo lo volesse è il dottore. È come se Darl avesse letto nella mente di sua sorella... di fatto si comporta in questa parte del romanzo come se fosse onnisciente.

    2° Dewey Dell:
    60 Avete capito questo passaggio? Io sinceramente no... “Lo ascolto che dice a lungo prima che possa dire la parola e la parte che ascolta ha paura che magari non ci sia il tempo di dirla.” Quale parola? E chi dovrebbe pronunciarla?

    2° Vardaman
    62 Ve lo dico io (ma forse lo avete capito andando avanti): il riferimento al treno è un trenino giocattolo che Vardaman ha visto nella vetrina di un negozio in città e che lui vorrebbe per Natale, ma non può permetterselo perchè è un “ragazzo di campagna”.
    Allora... tralascio la parte di Vardaman che Trillo ha analizzato benissimo... Dico solo che se Vardaman si è convinto che la madre è trasmigrata nel pesce, perchè si ostina a che non sia chiusa nella bara? Voglio dire, se il momento del passaggio è avvenuto quando il pesce è caduto al suolo diventando un non-pesce (il pesce vive nell’acqua, sulla terra è un non-pesce, cioè muore), allora non dovrebbe avere paura che sua madre non respiri... Secondo me Vardaman nella sua innocenza di fanciullo si dibatte fra la disperazione e la consolazione, fra la ribellione e la rassegnazione... Per cui succede che, nonostante abbia deciso che “sua madre è un pesce”, buca la bara finendo grottescamente per deturpare il viso della defunta.

    6° Darl:
    70 Notate che in questo punto il tempo della narrazione torna indietro: si era detto che la bara era stata già terminata e invece qui torniamo di notte, mentre Cash sta finendo il suo meticoloso lavoro. Darl anche qui “vede” con la mente ciò a cui in realtà non assiste. La fine di questo periodo mi ha fatto disperare... vi dico la mia idea e poi per oggi la chiudo qui!
    E prima che tu sia svuotato per il sonno, che cosa sei. E quando sei riempito di sonno, non sei mai stato." Fin qui ci siamo: il sonno annulla la coscienza e quindi l’individualità. Scioccante l'uso del tu: a chi si riferisce Darl? Che stia interpellando direttamente noi lettori? "Io non so che cosa sono. Io non so se sono o no.” Da un discorso tutto in terza persona (per la chiaroveggenza di cui parlavamo prima), improvvisamente e prepotentemente si passa prima alla seconda (tu) e poi alla prima (io): Darl tira in ballo se stesso, confrontandosi con Jewel...
    Perchè “Jewel sa che è, perchè non sa di non sapere se è o no”? Forse perchè all’opposto dell’introspettivo e “intellettuale” Darl, Jewel è più “fisico” (“legnoso” dirà più avanti Darl), più “solido” e quindi non interrogandosi sulla propria identità, non sa e quindi può essere. Come dire: se io dubito di me, non so se sono e quindi non sono; se non dubito, sono.
    Il discorso del carro è ancora più complesso... Il sonno è non-è e ci siamo . Perchè la pioggia è il vento sono erano? Forse perchè nel momento in cui si manifestano esistono ma anche quando “smettono” comunque non perdono la loro identità, quindi, quando non piove più e non c’è più vento, pioggia e vento sono erano. Invece il carro è sempre, anche quando diventerà era, cioè nel futuro. Ma Addie Bundren "deve essere". Perchè? Perchè sei lei non fosse, nemmeno lui che è suo figlio sarebbe più?


    Mi fermo qui a commentare dettagliatamente ma in realtà ho letto fino a pag. 96. Comunque ho deciso che procederò piano, voglio proprio gustarmelo...
    Ultima modifica di ayuthaya; 09-20-2019 alle 10:31 AM.

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    Citazione Originariamente scritto da ayuthaya
    Allora, oggi mi sono impegnata parecchio
    Parecchio è dire poco! Mi piace, si fa tutto molto interessante e motivante! ayuthaya, cercherò di risponderti prima possibile! Mentre cerco di elaborare un messaggio sensato e di scriverlo, commento una piccola cosa che mi è saltata all'occhio andando avanti (sono arrivato a pag.88).

    Premetto che se ayuthaya non avesse accennato ai riferimenti alla simbologia cristiana non ci avrei fatto caso. In pratica, a pag. 83 (monologo di Tull), qualcuno chiede a Cash da che altezza è caduto quando si è rotto la gamba, e la risposta di Cash è che si trattava di otto metri e sessantaquatrro centimetri. Forse non significa niente e mi sto solo facendo suggestionare dal discorso sui simboli che è stato sollevato, ma 64=8x8... Quindi, l'altezza da cui è caduto Cash contiene tre 8. Ricercando su google ho trovato questa informazione (tratta da wikipedia)

    "Nella numerologia cristiana il numero 888 rappresenta Gesù o, più specificamente, il Redentore. Tale significato simbolico deriverebbe o dalla Gematria (perché sommando i valori delle lettere dell'alfabeto greco nel quale viene traslitterato il nome di Gesù si ottiene 888[4]) oppure perché opposto a 666, il Numero della bestia."

    E c'è da considerare pure che Cash è un falegname come lo è stato anche Gesù...

    Però in realtà per ora non vedo particolari analogie "concrete" fra i due, quindi molto probabilmente è solo una coincidenza senza alcun senso.

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    Scusate la latitanza, però sto proseguendo con la lettura e leggo anche voi, tranne l'ultimo "sforzo" di ayu che al momento è troppo lungo per leggerlo tutto di filato .
    Ho fatto riflessioni sul ruolo della donna, sulla fede, sul rapporto in famiglia e con i vicini ma al momento non riesco a trovare il tempo e la concentrazione per scrivere a riguardo.

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    Citazione Originariamente scritto da Trillo Vedi messaggio
    Parecchio è dire poco! Mi piace, si fa tutto molto interessante e motivante! ayuthaya, cercherò di risponderti prima possibile! Mentre cerco di elaborare un messaggio sensato e di scriverlo, commento una piccola cosa che mi è saltata all'occhio andando avanti (sono arrivato a pag.88).

    Premetto che se ayuthaya non avesse accennato ai riferimenti alla simbologia cristiana non ci avrei fatto caso. In pratica, a pag. 83 (monologo di Tull), qualcuno chiede a Cash da che altezza è caduto quando si è rotto la gamba, e la risposta di Cash è che si trattava di otto metri e sessantaquatrro centimetri. Forse non significa niente e mi sto solo facendo suggestionare dal discorso sui simboli che è stato sollevato, ma 64=8x8... Quindi, l'altezza da cui è caduto Cash contiene tre 8. Ricercando su google ho trovato questa informazione (tratta da wikipedia)

    "Nella numerologia cristiana il numero 888 rappresenta Gesù o, più specificamente, il Redentore. Tale significato simbolico deriverebbe o dalla Gematria (perché sommando i valori delle lettere dell'alfabeto greco nel quale viene traslitterato il nome di Gesù si ottiene 888[4]) oppure perché opposto a 666, il Numero della bestia."

    E c'è da considerare pure che Cash è un falegname come lo è stato anche Gesù...

    Però in realtà per ora non vedo particolari analogie "concrete" fra i due, quindi molto probabilmente è solo una coincidenza senza alcun senso.
    Fantastico! Ci scommetterei che è come dici tu! Non vuol dire per forza che Cash sia paragonabile a Gesù ma comunque sia la ragione del numero è certamente questa!
    Ne approfitto per riprendere il discorso sul pesce, che in greco si scrive ICHTHUS, acronimo di Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore, e per questo fu utilizzato dalle prime comunità come simbolo di appartenenza alla fede cristiana.

    Da Wikipedia:
    L'associazione di Gesù con l'immagine di un pesce non è incongrua, visto il ruolo salvifico che un pesce svolge sia nel Libro di Giona sia nel Libro di Tobia. Nel Nuovo Testamento, poi, i pesci sono associati al pane nel racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Per questo motivo in alcune figurazioni del banchetto eucaristico dell'Ultima Cena, il pesce viene sostituito al pane proprio per ricordare che il pane eucaristico è Gesù stesso. Questa simbologia è visibile per esempio in un affresco all'interno delle catacombe di San Callisto.

    Per questo il voler associare la madre a un pesce, attraverso una sorta di trasmigrazione, esprime anche il desiderio di immortalità che Vardaman auspica per lei.

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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Scusate la latitanza, però sto proseguendo con la lettura e leggo anche voi, tranne l'ultimo "sforzo" di ayu che al momento è troppo lungo per leggerlo tutto di filato .
    Ho fatto riflessioni sul ruolo della donna, sulla fede, sul rapporto in famiglia e con i vicini ma al momento non riesco a trovare il tempo e la concentrazione per scrivere a riguardo.
    Non vedo l'ora di leggerti, questo minigruppo sta diventando molto interessante!

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