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Discussione: 254° MG - Mille anni che sto qui di Mariolina Venezia

  1. #1
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    Predefinito 254° MG - Mille anni che sto qui di Mariolina Venezia

    Stasera io ed estersable88 inizieremo a leggere questo romanzo, vincitore del premio Campiello 2007.
    È da allora che voglio leggerlo ma non so perchè io non l'abbia ancora fatto .
    Le storie familiari mi hanno sempre appassionata, qui si svolgono in provincia di Matera dall'unità d'Italia fino alla caduta del muro di Berlino (1989).
    L'autrice attualmente è nota per aver dato vita al personaggio di Imma Tataranni, sostituto procuratore, di cui la Rai ha mandato in onda l'anno scorso l'omonima serie tv.

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    Ho dimenticato di dire che siete tutti invitati a partecipare .

  • #3
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    Eccomi, presente. Di questo libro mi incuriosiva da tempo il titolo, ma per ragioni di tempo non l'avevo ancora fatto risalire in lista letture. Poi ho letto i quattro romanzi della saga di Imma Tataranni, ho apprezzato le ambientazioni e lo stile della Venezia ed ora sono curiosa di vedere come questo stile così schietto si adatta a qualcosa che non sia un giallo.
    Inizierò stasera e prometto di non mettere il turbo!

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  • #4
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    Ho appena finito il secondo capitolo e non credo che riuscirò a proseguire oltre per stasera.
    Mi sono segnata alcune parole in dialetto simile al mio e altre che invece non conosco e poi vorrei cercare. Così possiamo confrontare i nostri dialetti campano/ciociaro (visto che io sono a confine tra Campania e Lazio) e pugliese con quello lucano.
    Devo essere sincera... La storia mi sta piacendo però ci sono già troppi personaggi e mi sono un po' persa. Poi la modalità con in cui viene narrata non è lineare quindi la confusione aumenta, lo stile non è molto scorrevole ed immediato ma c'è anche il mio problema di mancanza di concentrazione perciò non voglio addossare tutta la colpa a Mariolina .

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  • #5
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    Ecco qua, sono arrivata al tuo stesso punto. Beh, sì, lo stile non è proprio immediato, sia perché si tratta di una narrazione corale, sia perché è infarcita di espressioni locali, sia perché credo che Mariolina Venezia un po' ci goda a non renderci facilissima la lettura (e questo lo deduco dall'esperienza con gli altri suoi romanzi): se deve scegliere tra l'esprimere un concetto in modo lineare - parlo proprio di sintassi delle frasi - e non farlo, sceglie sempre la seconda. Poi però non si fa mancare espressioni gergali tipo "pisciata di mulo" e simili... è sui generis, a modo suo.
    Venendo alla storia, siamo a Grottole nel marzo del 1861. Mentre veniva proclamata l'Unità d'Italia, in questo piccolo paesino del materano succedevano fatti inconsulti e irripetibili, con evidenti segni di mala sventura: Concetta, la... concubina? di Don Francesco Falcone - il personaggio più ricco ed in vista del paese - partoriva con fatica il suo settimo nato. A forza di urlare, le giare del magazzino si ruppero tutte facendo fuoriuscire 50 quintali di prezioso olio d'oliva. A questa disgrazia si aggiunge un altro fatto che, pure questo, bisogna capire se sarà un evento gioioso o un'altra disgrazia: il neonato è un maschio, l'atteso erede dopo sei femmine. E intanto, prima di capire cosa succederà, si fa festa. Da questo momento in poi si delineano le linee di discendenza della famiglia, il futuro dei Falcone e delle figlie. Interessante il personaggio di Gioia che appare e scompare qua e là... per ora è solo un riferimento, ma chissà, di certo più avanti ne sapremo di più.
    Mille anni che sto qui, finora, sembra un romanzo popolare, intriso di quelle conoscenze stregonesche, sciamaniche, tribali o solo sagge che sono il terroir da cui germoglia la cultura popolare dell'Italia del Sud e che noi meridionali portiamo nel sangue. A me per ora non dispiace, vedremo.

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  • #6
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    Appena ho tempo recupero i vocaboli segnati sul lettore così li confrontiamo.
    Non sono ancora riuscita a proseguire, oggi la mia giornata è iniziata peggio del solito .
    Non avevo idea della ruvidezza dello stile dell'autrice ma in effetti avendo visto il personaggio di Imma nella serie tv dovevo aspettarmelo . Lei mi era comunque piaciuta, però nella scrittura forse preferisco un modo di narrare più "dolce" (come parola è esagerata ma al momento non mi viene un sinonimo migliore).

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  • #7
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    Predefinito Lessico famigliare e non (fino al capitolo 5)

    Muina = confusione, casino... da me si dice ammuina
    Arcuofolo = tipo una soffitta, non l'avevo mai sentito dire
    Bizzoca = una donna che va sempre in chiesa a pregare... da me si dice con la v iniziale, quindi vizzoca
    Tavuto = cassa da morto... da me si dice senza la v, tauto
    Manteche = sono formaggi tipici di Basilicata, Puglia, Campania e Molise... Scamorza fuori e burro dentro, dalle mie parti si chiama burrino, ma non l'ho mai mangiato, io mangio solo le scamorze normali e la mozzarella di bufala (nessun altro formaggio perché mi puzzano )
    Introcchia = buona donna, usato nella locuzione figlio di i... da me si dice con la d, indrocchia
    Anche da me si usa Minguccio come nome dialettale per Domenico
    Idem per purtusata = bucata
    Nel capitolo 5 c'è la fiera di paese, anche io ci andavo con mio nonno da piccola nel giorno di San Luca, cioè il 18 ottobre
    Lampascione = cipolla, questa parola l'avevo già trovata ma non ricordo mai cosa sia, chissà perché l'associo ad un pesce

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  • #8
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    Appena riesco a collegare il cervello per commentare le vicende lo farò anche io.
    Ora vado a leggere almeno un altro capitolo per non restare troppo indietro .

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  • #9
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Muina = confusione, casino... da me si dice ammuina
    Arcuofolo = tipo una soffitta, non l'avevo mai sentito dire
    Bizzoca = una donna che va sempre in chiesa a pregare... da me si dice con la v iniziale, quindi vizzoca
    Tavuto = cassa da morto... da me si dice senza la v, tauto
    Manteche = sono formaggi tipici di Basilicata, Puglia, Campania e Molise... Scamorza fuori e burro dentro, dalle mie parti si chiama burrino, ma non l'ho mai mangiato, io mangio solo le scamorze normali e la mozzarella di bufala (nessun altro formaggio perché mi puzzano )
    Introcchia = buona donna, usato nella locuzione figlio di i... da me si dice con la d, indrocchia
    Anche da me si usa Minguccio come nome dialettale per Domenico
    Idem per purtusata = bucata
    Nel capitolo 5 c'è la fiera di paese, anche io ci andavo con mio nonno da piccola nel giorno di San Luca, cioè il 18 ottobre
    Lampascione = cipolla, questa parola l'avevo già trovata ma non ricordo mai cosa sia, chissà perché l'associo ad un pesce
    Eccomi. Piccola premessa, io sono salentina (provincia di Lecce) e conosco il mio dialetto che si differenzia anche di molto da quello di altre zone della Puglia. Però...
    Muina non l'ho mai sentito, da noi confusione sarebbe casciara; Arcuoffolo... boh, nada de nada;
    Bizzoca io lo uso spesso, da me si dice proprio così, ma in altri paesi dell'entroterra si usa anche beatilla;
    Manteche: io amo tutti i tipi di formaggio tranne Svizzero e plastiche simili, ma questo non lo conosco. La mia però non è una zona famosa per i formaggi, lo è più la murgia barese;
    Tavuto l'ho letto anche in versione tabbuto, ma da me si dice chiaùto (u chiautu), baule, bauyu;
    Introcchia: stesso significato e stessa locuzione anche da me, solo che si dice ndrocchia con la dr stretta, un suono particolare che quasi somiglia a una G;
    Portusata no, da me bucata è caruttata;
    Diminutivo di Domenico è Miminu, Mimmu;
    Lampascioni sì, sono cipollotti dal gusto amarognolo che a me non piacciono ma che da noi sono mooolto usati, soprattutto nel periodo della quaresima, lessati e conditi con olio e abbondante aceto; si possono anche conservare nei boccacci (vasetti) e nei negozi di prodotti tipici si possono anche comprare.
    Aggiungo furnaciar= non saprei, dovrebbe essere fornaciaio ma non so se esista come termine;
    Cantaro=orinatoio, pitale, gabinetto, vaso da notte, molto diffuso nel Mezzogiorno nei tempi antichi. Da me le persone molto anziane usano ancora questa parola.

    Ieri non ho letto nulla, mea culpa, mi sono fatta rapire da Scandal... ma oggi recupero. A più tardi.

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  • #10
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    Meno male che non hai letto nulla perché io sono rimasta ferma al quinto capitolo, purtroppo non sono giorni buoni per me per leggere .
    Però voglio dire qualcosa su questi personaggi femminili così particolari, tipo Costanza, la finta bizzoca che invece era interessata solo al prete giovane . La sorella Albina però mi ha fatto pena, non potendosi sposare con il nobile a causa di Costanza. Che poi manco i genitori hanno potuto più farlo (avendo avuto finalmente il tanto desiderato figlio maschio Francesco l'aveva promesso a Concetta) però per loro non cambiava nulla, ormai stavano insieme, invece lei alla fine si è dovuta accontentare dello scarparo. Certo, se si fosse comportata diversamente il suo matrimonio poteva pure essere felice ma ormai il suo rancore le aveva rovinato la vita. Chissà ora se alla figlia Candida (che poi dovrebbe essere la nonna di Gioia ) andrà meglio.
    Spero di non aver fatto confusione con i nomi.

    Il vaso da notte si chiama pitale, ma anche qui solo le persone anziane lo chiamano così.
    Poi mi aveva colpito anche la parola tataranna per il fatto di aver creato il personaggio di Imma Tataranni però non ho capito il suo significato, in rete non l'ho trovato, era associato al nome del capofamiglia morto Francesco.

    Scandal mi manca come serie, non l'ho mai seguita però la conosco di nome.

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  • #11
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    Predefinito Fine cap. 6

    Sì, la vicenda di Costanza viene relegata solo ad un passaggio nel libro (almeno finora), e secondo me la cosa sta a significare quanta vergogna provasse la famiglia per il suo comportamento; sorte specularmente toccata anche a Giuseppina, la sorella con la passione per le donne che, finora, è stata relegata in una stanza, nascosta alla vista dei più. Dispiace anche a me per Albina, soprattutto per il fatto che abbia trasformato la rinuncia in astio nei confronti dello sposo di ripiego, salvo poi vivere male lei stessa. Candida mi piace, invece, è a suo modo acuta e traffichina, almeno quanto Oreste è inutile e tirannico... il fatto che ha trasformato l'ingiustizia in "allegria" mi fa tifare per Candida. Interessanti anche i personaggi di Lucrezia e Angelica: sulla prima si sa ancora poco, ma la seconda sarebbe degna di approfondimento. Particolare la storia del suo matrimonio.

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  • #12
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    Predefinito Fino al capitolo 12

    Oggi sono riuscita a leggere di più, ho appena finito il dodicesimo capitolo. In previsione di domani che, già so, non riuscirò a leggere.
    Mi sto abituando al modo di narrare la storia e sto familiarizzando maggiormente con i personaggi.
    Mi è dispiaciuto per la scrofa di Rocco, lo sapevo che quella sarebbe stata la sua fine, per quei tempi era più che naturale, non sono vegetariana, mangio carne però leggere del rapporto così stretto tra un essere umano, bambino qui, e un animale mi fa sempre tenerezza.
    Concetta è campata parecchio se è morta quando la prima figlia aveva 90 anni... L'aveva avuta giovanissima ma comunque è morta oltre i 100 .
    L'amicizia tra Rocco, figlio di Lucrezia e Mimmo, figlio di Candida è interessante. Le mamme sognano per loro l'opposto di quello che desiderano i figli. Mi ha colpita il fatto che i figli vorrebbero diventare quello che desidera la madre dell'altro. Non so se sono stata chiara, ma tanto lo capirai se leggerai il mio post dopo aver letto il capitolo .

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  • #13
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    Predefinito Fine cap. 15

    Capisco bene cosa vuoi dire riguardo alla scrofa... ho vissuto un'esperienza simile (non come crudezza ma come impatto emotivo) con il mio cane che mi è stato tolto per preservarlo dalla cattiveria dei vicini ed è stato dato ad un'altra famiglia... visto il legame di Rocco con l'animale, non fatico a credere che non volesse parlare più.
    Nel frattempo siamo passati dalla Prima guerra mondiale, l'abbiamo vista e vissuta con l'animo contadino dei grottolesi; poi siamo approdati nel fascismo che, grazie al cielo - o alla grandiosa Candida - ci ha tolto davanti il caro, tirannico, borioso e delatore Oreste: bella pensata quella di vendicarsi dell'ispezione al granaio con le foto di lui vestito da donna! E sì, qui la mia anima giustiziera ha preso il sopravvento
    L'amicizia tra Rocco e Mimmo è, a suo modo, bella e sincera, sebbene nasca in modo fortuito. Rappresenta bene l'ansia proattiva delle madri matrone del Sud contadino che tutto vedono, dispongono e fagocitano con il loro amore pratico, vorace e totalizzante. Alba invece devo ancora capire se mi è simpatica oppure no... un po' mi ricorda me stessa, con la differenza che verso il cibo abbiamo attitudini opposte. Mi spiace per Maria...
    Il paesino in cui Alba e Gioia avrebbero dovuto passare l'estate, Santa Cesarea, è a pochi chilometri da casa mia e guardando la costa si vede. Ho fatto l'abitudine allo stile di Mariolina Venezia e ora mi godo la storia, cogliendo anche quelle lievi sfumature di intensità che diventano più cupe e grevi quando si parla di disgrazie o eventi nefasti, mentre si fanno più ardite ed energiche quando si parla di donne, politica, battaglie, arrivando ad esprimere sensualità quando si parla di primavera del corpo e dell'anima.

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  • #14
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    Predefinito Fino al capitolo 15

    Credevo di non riuscire a leggere oggi invece sono riuscita anche raggiungerti... Voglio illudermi ma ormai tu mi avrai già superata .
    Mi ero dimenticata di Oreste, l'unico maschio che poi tale non era. Io non ho assolutamente nulla contro gli omosessuali, lo dico solo perché il padre desiderava tanto sto figlio maschio ma se fosse rimasto vivo posso immaginare come ci sarebbe rimasto male, anche se in realtà Oreste si limitava a vestirsi da donna solo in casa di nascosto. Quindi tu dici che le foto le aveva fatte vedere Candida... Mi sa che ho letto troppo velocemente e sbadatamente perché io non l'avevo capito. Comunque condivido, ha fatto bene a punire quel delatore.
    Ma la Gioia che ogni tanto spunta fuori non è l'amica di Alba, vero? Secondo me lei metterà questo nome alla figlia proprio in ricordo suo e si sposerà con Rocco.
    Il risvolto politico mi interessa, credevo però che Rocco ne prendesse parte attivamente invece preferisce restarne fuori. In effetti l'attività antifascista e partigiana è stata svolta soprattutto al nord e lui avrà voglia di ritornare giù... o già l'ha fatto ma me ne sono dimenticata ?
    Come colonna sonora per questa parte ci starebbe bene la musica dei nostri amati MCR, vero ?

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  • #15
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    Predefinito Capitolo 16

    Come non detto ... Rocco mi sa che era già sceso, ora insegna alle elementari del suo paese, prosegue l'amicizia con Mimmo, che insegna italiano alle scuole medie di Matera, e continuano ad occuparsi di politica fondando una sede del partito comunista. Bravi!
    Come previsto ha conosciuto Alba e la chiederà in moglie .
    Capitolo un po' confuso quando Rocco mischia il ricordo di Mara con il presente, mentre sta ballando con Alba.
    Continuo ad avere qualche difficoltà con lo stile di questa autrice anche se la storia mi sta piacendo.
    Ultima modifica di Minerva6; 04-24-2020 alle 09:11 PM.

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