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Discussione: 264° MG - Stella distante di Roberto Bolano

  1. #1
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    Predefinito 264° MG - Stella distante di Roberto Bolano

    Giovedi 17 settembre si inizierà la lettura di "Stella distante" (Estrella distante) di Roberto Bolano.

    Leggeranno insieme (in ordine alfabetico):

    francesca
    Minerva6
    Ondine
    qweedy

    Posto l'incipit:

    La prima volta che vidi Carlos Wieder fu nel 1971 o forse nel 1972, quando Salvador Allende era presidente del Cile.
    A quei tempi si faceva chiamare Alberto Ruiz-Tagle e ogni tanto frequentava il laboratorio di poesia di Juan Stein, a Concepción, la cosiddetta capitale del Sud. Non posso dire che lo conoscessi bene. Lo vedevo una volta, due volte alla settimana, quando andavo al laboratorio. Non parlava tanto. Io sì. La maggior parte di noi che ci andavamo parlava molto: non soltanto di poesia, ma di politica, di viaggi (che nessuno allora immaginava che sarebbero stati come poi sono stati), di pittura, di architettura, di fotografia, di rivoluzione e lotta armata; la lotta armata che ci avrebbe portato una nuova vita e una nuova epoca, ma che per la maggior parte di noi era un sogno o, più precisamente, la chiave per aprire la porta dei sogni, gli unici per cui valesse la pena vivere. E anche se sapevamo vagamente che i sogni spesso si trasformano in incubi, non ci importava. Avevamo dai diciassette ai ventitré anni (io ne avevo diciotto) e quasi tutti eravamo iscritti alla Facoltà di Lettere, tranne le sorelle Garmendia, che studiavano sociologia e psicologia, e Alberto Ruiz-Tagle, che a quanto aveva detto una volta era autodidatta. Sul fatto di essere autodidatta in Cile nei giorni precedenti il 1973 ci sarebbe molto da dire. Il punto è che non sembrava un autodidatta. Cioè: non sembrava un autodidatta esteriormente. Gli autodidatti, in Cile, nei primi anni Settanta, nella città di Concepción, non si vestivano come si vestiva Ruiz-Tagle. Gli autodidatti erano poveri. Parlava come un autodidatta, questo sì. Parlava come credo che ora parliamo tutti noi, noi che siamo ancora vivi (parlava come se vivesse dentro a una nuvola), ma si vestiva troppo bene per non aver mai messo piede all’università. Non dico che fosse elegante – anche se a modo suo lo era – o che avesse uno stile particolare; i suoi gusti erano eclettici: a volte si presentava in abito e cravatta, altre volte in abbigliamento sportivo, senza disdegnare i blue jeans e le magliette. Comunque si vestisse, qualsiasi cosa Ruiz-Tagle si mettesse era sempre cara, di marca. Insomma, Ruiz-Tagle era elegante e io a quell’epoca non credevo che gli autodidatti cileni, sempre in bilico tra il manicomio e la disperazione, potessero essere eleganti.


    Ringrazio qweedy e francesca per aver accolto la mia proposta e ringrazio chiunque vorrà unirsi.
    Ultima modifica di Ondine; 09-18-2020 alle 11:19 PM.

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    Ho preso oggi l'e-book in biblioteca, ed. Adelphi, traduzione Sara Bertoni.
    Ho notato che ci sono ben tre copertine per questo romanzo, la mia edizione riporta un quadro di Joseph Cornell, piuttosto strano, conservato al Philadelphia Museum of Art.




    "Stella distante" è un libro chiave dell'opera di Roberto Bolaño: scritto sotto dettatura dei suoi sogni e dei suoi incubi», è la storia che ci introduce alle atmosfere dei "Detective selvaggi", nonché il testo in cui fa la sua prima apparizione Arturo Belano, indimenticabile alter ego dello scrittore cileno.

    Bolaño racconta come il romanzo sia una sorta di spin-off del suo La letteratura nazista in America, nell’ultimo capitolo del quale si racconta brevemente la storia del tenente Carlos Ramírez Hoffman delle Forze Aeree Cilene.

    Mi piace di più la copertina di Sellerio:


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  • #3
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    Letto il primo capitolo.
    Anch'io ho l'edizione Adelphi, la copertina mi piace: mi sembra che ci siano delle figure chiave, che al momento non mi dicono molto. Sarà curioso vedere come cambia di significato via via che leggo il libro.
    Sto faticando un po' ad entrare nel ritmo e ad orientarmi. Il primo capitolo finisce con un colpo di scena che in qualche modo credo ci conduca al vivo della narrazione.
    Sono molto curiosa di andare avanti.

    Francesca

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  • #4
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    "Quale stella cade
    senza che nessuno la guardi?"
    William Faulkner

    Mi piace questa citazione iniziale, mi piace immaginare che la risposta sia -nessuna stella cade senza che nessuno la guardi-, come dire che di tutto resta traccia nell'universo. Ma magari intendeva il contrario, non so.

    Anch'io ho letto il primo capitolo, con il terrore preannunciato che sale.

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  • #5
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    Predefinito 1° capitolo

    La narrazione in prima persona è una caratteristica della scrittura che mi piace molto, mi rende più partecipe.
    Già dal primo capitolo ci si ritrova immersi in un'atmosfera di terrore crescente, il personaggio centrale del romanzo viene presentato come un poeta autodidatta e mano a mano che si procede nella sua descrizione il mistero intorno alla sua figura si amplia, interessante notare come questo enigmatico poeta generi nel gruppo degli altri poeti attrazione (da parte delle ragazze) e rifiuto (da parte dei ragazzi). Trattava tutti con una "cordialità distante".
    La scelta del nome Arturo da parte dell'autore come suo alter ego deriva da Arthur Rimbaud, poeta che Bolano considerava come un modello letterario e come simbolo del coraggio. Proprio come Rimbaud, poeta giovane e ribelle, anche Belano e il suo gruppo di amici vivono da bohemiens, sono dediti agli alcolici e al "deragliamento dei sensi" e si pongono in contrasto con la tradizione.

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  • #6
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    Ragazze sono anch'io dei vostri... ho terminato pure io il primo capitolo e mi è piaciuto; poi a me interessa sempre la storia del Cile sul golpe di Pinochet del '73 quindi già che l'ha nominato mi è sembrato un buon inizio, per la trama l'ho trovato simile ai romanzi di Sepulveda, ovviamente lo stile è diverso però l'ho trovato scorrevole in confronto ad Amuleto (l'unico che avevo letto). Il problema però è che il mio lettore e-book fa di nuovo capricci quindi il primo capitolo l'ho letto sullo smartphone ma è stata dura.
    Io ho l'edizione Sellerio tradotta da Angelo Morino.

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  • #7
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    Predefinito fine capitolo 3

    Mi ha colpito molto l'immagine dell'ufficiale che disegna poesie in cielo: Carlos Wieder provoca scalpore con i suoi voli acrobatici, durante i quali scrive nel cielo poesie con il fumo, che svettano sulla testa dei prigionieri dopo il golpe.

    Mi chiedo come Bolaño abbia avuto l'idea di questa immagine, che è davvero potente. Spesso fatico a capire se ciò che narra è un fatto avvenuto realmente, se è storia, o se è immaginato.
    Su Wikipedia ho trovato che il poeta cileno Raúl Zurita nel 1982 compie una delle sue performance più famose: tramite la scia disegnata da cinque aerei, scrive nei cieli di New York i quindici versi di La vida nueva, per sostenere i diritti delle minoranze di lingua spagnola degli Stati Uniti, le persone che si trovano nelle peggiori condizioni di vita della società nordamericana.

    Trovo molto più scorrevole del solito questo romanzo di Bolaño, che ancora una volta, parla di ciò che più lo appassiona e che più lo fa vibrare: la poesia cilena e i poeti della sua terra. La poesia diventa il filtro, il mezzo e la lente di ingrandimento per raccontare anche tutto il resto, le torture, il colpo di stato, la paura, i morti.
    Ultima modifica di qweedy; 09-18-2020 alle 11:59 AM.

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  • #8
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    Predefinito 2° capitolo

    Il destino dei personaggi che partecipano al golpe è la reclusione in un ambiente dove si respira follia e disperazione ed è proprio nel patio di questo luogo che il gruppo di uomini, tra cui il nostro narratore, assiste alla performance poetica dell'aviatore. Lo sconosciuto aviatore scrive versi nel cielo in latino, di ispirazione biblica, che provocano commozione nei detenuti e l'ultima parola invece la scrive in castellano, aprendan, cioè imparare (o forse meglio imparino). L'aviatore scrive del principio del mondo, della volontà, della luce e delle tenebre e la parola finale viene interpretata da Norberto come un augurio di buona fortuna.
    C'è qualcosa di inquietante nell'apparizione di questo aereo che viene paragonato ad una macchia di Rorschach.
    Questo scollegamento tra primo e secondo capitolo mi provoca un livello di attenzione crescente.

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  • #9
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    Predefinito 3° capitolo

    L'aviatore disegna una stella nel cielo, la stella della bandiera cilena. I suoi segni ad un certo punto scrivono nomi di ragazze.
    Le sue sembrano semplici esibizioni aeree ma quando si scopre che queste ragazze sono scomparse Bibiano comincia ad indagare sul significato del cognome Wieder, alquanto rivelatore. E sibilline sono anche le parole di Wieder quando, di ritorno da un volo, dichiara che il pericolo più grande è stato il silenzio, che il silenzio è come il comunismo e che se sei puro nulla di male può accaderti.
    Il tema del doppio è onnipresente e sono molto curiosa di cogliere i significati degli indizi che l'autore ha disseminato finora.

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  • #10
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    Predefinito Fine 4° capitolo

    Questo capitolo narra la biografia di Juan Stein, poeta, uno dei due insegnanti del seminario di scrittura, che sparisce senza lasciare tracce dopo il colpo di stato. E' un racconto nel racconto, e la sua biografia è basata su molti "si dice", per cui Juan Stein incontra la morte in due modi molto differenti, un modo violento per il guerrigliero, che ha combattuto in vari conflitti anche in Africa, e un modo tranquillo, per malattia, per il professore che ha vissuto una vita modesta e non si è mai allontanato dal Cile. Non ci sono certezze, comunque, e la tomba di Juan Stein alto, biondo, mai uscito dal Cile, non si trova.
    L'identità del protagonista assente dipende dalle voci che ne raccontano la storia.
    Qui ritrovo il modo di narrare visionario di Bolaño, che a me piace meno.
    Ultima modifica di qweedy; 09-19-2020 alle 11:01 PM.

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  • #11
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    Predefinito

    Anche io oggi ho finito il quarto capitolo. Domani cercherò di scrivere qualcosa. Comunque condivido quello che ha detto qweedy, pure io infatti preferisco di meno le parti troppo visionarie. E mi annoiano gli elenchi dei vari poeti, anzi no, mi infastidiscono proprio... il motivo però è solo perché non li conosco . Se li conoscessi sarei più interessata.

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  • #12
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    Predefinito 4° capitolo

    Trovo molto interessante questo modo di scrivere, questo continuo riferimento al doppio.
    Juan Stein chi è? Lo scrittore che dirige laboratori di poesia nella università di Conception e che ha in casa numerose mappe, che fanno pensare ad un impulso cosmopolita, ma che non ha mai lasciato il proprio paese oppure il terrorista cileno nomade ed errante dopo il golpe militare?
    Trovo la descrizione della storia di Stein molto simile alla descrizione del personaggio Ruiz-Tagle/Wieder, entrambi sembrano due fantasmi.

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  • #13
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    Predefinito fine capitolo 5°

    Anche in questo capitolo c'è un racconto nel racconto, anzi due.
    Una è la digressione sulla vita del poeta Diego Soto. Esattamente come Juan Stein, anche Diego Soto abbandona il paese dopo il colpo di stato militare. Riesce a costruirsi un’esistenza come stimato accademico in Europa. Ciononostante la sua vita finisce tragicamente nella stazione di Perpignan, dove viene pugnalato da tre neonazisti. Come se un latinoamericano non possa sottrarsi agli eccessi di violenza e a una morte violenta, perfino dopo essere riuscito a costruirsi una nuova esistenza in esilio, lontano dal regime dittatoriale, dalla tortura e dall’oppressione.
    L'altra è la storia del giovane Lorenzo che, nonostante sia povero, omosessuale e senza braccia, piuttosto che suicidarsi preferisce "diventare un poeta segreto".

    Più della metà delle storie è falsata o è soltanto l'ombra della storia reale, è un complicato tratteggio di ombre, non è mai dato sapere cosa sia verità e cosa sia finzione. E' il modo surreale e visionario di raccontare storie, di mescolare un racconto all'altro, che rende per nulla semplice la scrittura di Bolaño.

    “C’era una volta un bambino povero del Cile… Il bambino si chiamava Lorenzo… Un giorno si arrampicò su uno di questi pali [dell’alta tensione] e ricevette una scossa così forte che perse entrambe le braccia. Gliele dovettero amputare quasi all’altezza delle spalle. Così Lorenzo crebbe in Cile e senza braccia, cosa che già di per sé rendeva la sua situazione piuttosto svantaggiosa, ma crebbe per di più nel Cile di Pinochet, cosa che trasformava qualsiasi situazione svantaggiosa in disperata, ma questo non era tutto, perché ben presto scoprì di essere omosessuale, cosa che trasformava la situazione in inconcepibile e inenarrabile".

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  • #14
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    Predefinito 5° capitolo

    Diego Soto, al contrario di Juan Stein, si allontana dal Cile forzatamente perché viene esiliato in Europa, il suo è un errare non voluto.
    Viene sottolineata la sua natura solitaria, chiuso tra le mura domestiche dove si dedica alla lettura nel suo studio insonorizzato.
    Si differenzia inoltre da Stein per il suo abbigliamento, appariva lungo le vie di Conception "sempre correttamente vestito", mentre Stein "vestiva come un vagabondo", inoltre il narratore si sofferma sul fatto che molti sarebbero stati felici della sua morte non per questioni strettamente politiche (era un simpatizzante del partito socialista) ma per ragioni di indole estetica, per la sua indifferenza e la sua intelligenza ma soprattutto per il fatto che non nascondeva la sua elevata cultura (mi ha colpito questa precisazione).
    Il suo perdersi nella stazione e la sua consapevolezza di andare incontro alla morte nel momento in cui sceglie di aiutare la donna in pericolo è di forte impatto così come lo è la storia di Lorenzo, il suo tentato suicidio e la consapevolezza improvvisa che si vive una sola volta per cui sceglie di vivere, di dedicarsi alla poesia, alla pittura, al ballo, al piano e a comporre canzoni ed infine interpreta Petra, la mascotte delle imminenti gare paralimpiche.
    Forse il desiderio di morte di Lorenzo simboleggia la pulsione di morte che aleggia nel Paese, l'atmosfera di violenza e di terrore che circonda le persone e l'amputazione del corpo potrebbe esprimere il corpo mutilato della "Storia", il suo dolore, i suoi fantasmi.

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  • #15
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    Predefinito Fino al 5° capitolo

    Anche io ho finito il quinto capitolo, sono stata colpita dalla storia di Lorenzo e ho pensato a quegli artisti che dipingono con la bocca o con i piedi di cui mi arrivavano sempre per posta i biglietti di auguri per pasqua e natale con le loro opere sopra. È da tanto però che non li ricevo... Sarà perché l'ultima volta non gli feci l'offerta. Neppure il calendario di frate indovino mi arriva più. Non è come adesso che puoi pagare anche con la postepay su internet, prima bisognava per forza andare all'ufficio postale e poteva capitare di dimenticarlo.
    Poi mi ha colpito il pestaggio della vagabonda e la morte di Soto solo perché voleva aiutarla... Attualissimo, dopo la triste vicenda della morte di Willy e dell'anziano che però è stato "solo" picchiato per aver difeso una ragazza.

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