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Il giornalino di Gian Burrasca

Mostra risultati da 1 a 14 di 14

Discussione: Vamba - Il giornalino di Gian Burrasca

  1. #1
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    Predefinito Vamba - Il giornalino di Gian Burrasca

    Chi non conosce Giannino Stoppani detto Gian Burrasca?!?
    ... è addirittura diventato un modo di dire "sei un Giamburrasca" per indicare ragazzini fin troppo vivaci e disperazione dei propri genitori...
    Questo libro, che altro non è che il diario di un giovanotto davvero irrequieto, è ormai un classico della letteratura per ragazzi e di solito si legge a scuola elementare-media (almeno per me è stato così).
    Un bel mezzo per avvicinare i più piccoli alla lettura... le avventure di Giannino Stoppani, terrore di genitori, sorelle, maestri, presidi e di chiunque gli capiti a tiro, sono così esilaranti che coinvolgono i giovani lettori regalando risate e anche qualche momento di tenerezza...
    Ottimo regalo per lettori in erba...
    Divertente lettura per i più grandi che possono così scoprire un personaggio tanto popolare da essere stato spesso ripreso per opere teatrali, cinematografiche e trasmissioni televisive non sempre fedeli all'originale di Vamba

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  • #2
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    L'ho letto a mia figlio a voce alta quando era più piccolo, l'avevo letto quando ero piccola io, l'ho sempre trovato molto divertente.

  • #3
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    Mitico giamburrasca !!!!
    Penso sia il libro che ho letto e riletto più volte da piccola ......trovavo irresistibili le mille avventure di questa piccola peste.....divertenti anche i disegni del giornalino
    All'epoca mi era anche piaciuto il film con Rita Pavone

  • #4
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    Da piccola amavo Gian Burrasca...lo lessi 2volte.
    Ero una peste come lui e pensavo che se mio papà per disperazione mi avesse mandato in un collegio avrei fatto sciopero della fame

  • #5
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    Impossibile da dimenticare: è stato il primo libro che ho letto in assoluto... alle elementari mi pare e mi è piaciuto davvero tanto! Addirittura ancora mi ricordo bene (quasi) tutte le marachelle del piccolo Gian...

  • #6
    Señora Memebr
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    Sarà perché ero una bambina tranquillissima (ai tempi) ma appena iniziai a leggerlo trovavo che la condotta di Giannino fosse oltremodo riprovevole. Più leggevo e più quel Giannino mi risultava antipatico per i brutti scherzi e gli sfottò che propinava a tutti. Poi però una volta rinchiuso in collegio ho cominciato a tifare per lui e i suoi sovversivi compagni di angherie (subite).

    Memorabile per me resta la burla al "Milordo" una cosa del genere - ma con inchiostro di china rosso versato sulla testa - la combinai poi al liceo, ai danni di un poveretto che aveva la sfortuna di sedere davanti a me ed alla mia inseparabile complice e compagna di banco


    Calpurniooooooo!!!


  • #7

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    Uno dei libri che maggiormente hanno formato il mio immaginario... come sempre io sono portato a vedere il lato tragico e malinconico delle cose, in particolare:
    1) Gian Burrasca adora le sue sorelle ma non può fare a meno di crear loro problemi e fastidi, come quasi sempre i preadolescenti e gli adolescenti fanno.
    2) Gian Burrasca vorrebbe solo essere capito e apprezzato (e vorrebbe la famosa bicicletta promessa dal babbo) ma finisce per la sua ingenuità e per la sua natura in collegio
    3) Almeno due volte le sue beffe e la conseguente punizione derivano dall'incomprensione delle dinamiche false e subdole del mondo degli adulti. Gian Burrasca non le comprende, essendo puro, e ci perde.
    4) Nella famiglia di Gian Burrasca c'è la completa mancanza della gestione della situazione del ragazzo, come avviene sempre nei casi di ragazzi difficili: non lo si sa amare e quindi si giunge a punizioni eccessive.

  • #8
    Señora Memebr
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    Un piccolo Franti, ma stavolta della media classe borghese, agiato e annoiato che rispetto al suo "illustre" predecessore (il personaggio più tragicamente "umano" di Cuore), non ha grossi problemi - come ad esempio quello di riuscire a mangiare una volta al giorno - ma ne crea agli altri.
    Giannino prende di mira le sorelle, con le sue bravate, per gelosia. La sua condotta è mossa non tanto da un vuoto affettivo ma da un affetto che lo raggiunge nel modo sbagliato, attraverso la strada della severità.

  • #9
    Viôt di viodi
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    Ops! Mi manca, mai letto.

  • #10
    Señora Memebr
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    E' davvero molto carino!!!
    Giannino o lo ami o lo piglieresti a sberle!!!
    Se ti capita l'occasione (in biblioteca, in un mercatino dell'usato o in libreria) acciuffalo!!!

  • #11
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    L'ho letto da piccolo e l''ho trovato divertentissimo, anche se delle volte mi spiaceva per lui visto che la famiglia non lo considerava proprio e che delle volte è stato punito per colpe non sue.
    Un libro che oggi ad un età diversa rileggerei comunque molto volentieri

  • #12

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    Bellissimo, da piccola l'ho letto e riletto non so quante volte e non mi stancavo mai. Che ricordi!

  • #13
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    Davvero un bel libro, esilarante, ma che fa riflettere! Adatto a tutti, ragazzi ma soprattutto adulti!

  • #14
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    Ora che ho letto questo libro, non posso fare a meno di chiedermi se tanti e tanti film, anche stranieri, che hanno per protagonisti piccole irriducibili pesti il cui unico obiettivo sembra quello di rovinare la vita di chiunque gli capiti a tiro (famiglia in primis) e che poi magari, alle prese con adulti arcigni se non dichiaratamente malvagi (insomma: il "direttore/direttrice di collegio" per eccellenza!), riescono a vendicarsi – con grande gaudio di noi spettatori che pensiamo "ben gli sta!" –, non abbiano come modello di riferimento, più o meno esplicito, questo romanzo che Luigi Bertelli (in arte Vamba) scrisse nel 1907, quindi ben più di un secolo fa!!! E in effetti se “l’età” si sente tutta, in certe espressioni linguistiche e nello stile generale (piccola parentesi: peste o meno, mi chiedo quanto bambini di nove anni, l’età di mio figlio adesso, siano così intelligenti e svegli, nonchè “colti”... di certo non riuscivo a vederlo, il mio Enrico, nelle vesti di Gian Burrasca! Per fortuna, certo, ma non da tutti i punti di vista...), per il resto non sembra davvero di leggere un’opera così datata!
    Trovate davvero esilaranti quelle del nostro Giannino, ma sicuramente l’ironia più grande sta nel candore con cui egli si difende nelle pagine del suo giornalino, attribuendo la colpa delle sue malefatte non a se stesso ma alla cattiva sorte, che fa sì ad esempio che da un piccolo innocente “scherzo” derivi tutta una serie di conseguenze catastrofiche, una dietro l’altra, che alla fine lui non accetta più siano ancora collegate alla sua marachella iniziale! Insomma: si devono guardare solo le conseguenze, anche se gravi, o anche le intenzioni? Perchè in quanto a intenzioni non è che gli adulti siano molto meglio, anzi...
    Descrivere le avventure di Gian Burrasca non si può, potete solo gustarvele in prima persona! Dirò solo che mi hanno divertito, per estro e originalità, più quelle combinate a casa che non quelle in collegio, anche se bisogna ammettere che proprio in questa seconda parte, dal collegio in poi, vengono maggiormente a galla tutte le ipocrisie e le menzogne degli adulti, che hanno l’aggravante di non essere “birichinate” infantili ma a volte dei veri e propri inganni!
    Meno male che c’è chi sa riconoscere la capacità di Giannino di rivelare, con la sua innocenza, i sotterfugi dei grandi... e avrà modo di dimostrarlo nel suo testamento!!!
    Molto contenta di averlo letto, consigliato a grandi e piccini soprattutto per farci riflettere sul valore della sincerità, un “concetto” molto diverso a seconda della sua appartenenza al mondo degli uni o degli altri!

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