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Discussione: 47° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #1
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    Predefinito 47° Poeticforum - Le poesie che amiamo

    Buongiorno,
    siamo arrivati al 47° Poeticforum. La formula la conoscete, in sintesi proponete e poi commentiamo

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    La poesia è una lingua straniera.
    Di battiti, di tremiti, del sentire, del percepire.
    Ma non è sentimentale.
    È una lingua che riceve,
    è la lingua del dopo-disastro.
    Cosa resta dopo un disastro?
    Dei pezzetti, dei frammenti.
    Ecco cos'è la poesia.
    È un non voler vincere con le parole.
    È un non voler avere ragione.
    La poesia può contenere questo tremito dell'umano,
    perché va oltre i significati.
    È una lingua del perdono.

    Chandra Livia Candiani

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  • #3
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    Poiché non mi veniva nessuna parola
    (la parola era "addio", ma non riuscivo a dirla)
    ti ho dato il mio silenzio
    ed ho ascoltato il tuo,
    e non è stato un vuoto, ma condivisa pienezza
    e ancora gioia, mentre accettavamo,
    come la terra, un nostro tempo di neve,
    bianco grembo d’attesa delle future estati.

    Margherita Guidacci

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  • #4
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    La parola piangere

    Un giorno tutti saremo felici.
    Le lacrime, chi le ricorderà?
    I bimbi scoveranno
    nei vecchi libri
    la parola “piangere”
    e alla maestra in coro chiederanno:
    “Signora, che vuol dire?
    Non si riesce a capire”.
    Sarà la maestra,
    una bianca vecchia
    con gli occhiali d’oro,
    e dirà loro:
    “Così e così”.
    I bimbi lì per lì
    non capiranno.
    A casa, ci scommetto,
    con una cipolla a fette
    proveranno e riproveranno
    a piangere per dispetto
    e ci faranno un sacco di risate…
    E un giorno tutti in fila,
    andranno a visitare
    il Museo delle lacrime:
    io li vedo, leggeri e felici,
    i fiori che ritrovano le radici.
    Il Museo non sarà tanto triste:
    non bisogna spaventare i bambini.
    E poi, le lacrime di ieri
    non faranno più male:
    è diventato dolce il loro sale.
    E la vecchia maestra narrerà:
    “Le lacrime di una mamma senza pane…
    le lacrime di un vecchio senza fuoco…
    le lacrime di un operaio senza lavoro…
    le lacrime di un negro frustato
    perchè aveva la pelle scura…”
    “E lui non disse nulla?”
    “Ebbe paura?”
    “Pianse una sola volta ma giurò:
    una seconda volta
    non piangerò”.
    I bimbi di domani
    rivedranno le lacrime
    dei bimbi di ieri:
    del bimbo scalzo,
    del bimbo affamato,
    del bimbo indifeso,
    del bimbo offeso, colpito, umiliato…
    Infine la maestra narrerà:
    “Un giorno queste lacrime
    diventarono un fiume travolgente,
    lavarono la terra
    da continente a continente,
    si abbatterono come una cascata:
    così, così la gioia fu conquistata”.

    Gianni Rodari

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  • #5
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  • #6
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    Eccomiii
    Questa poesia l'ho ritrovata ieri sera, sistemando un'agenda.


    Lascio correre
    Ti lascio parlare
    Non so nulla di te.
    Ti lascio la tua convinzione,
    Il mio silenzio.
    Le parole non servirebbero a niente.
    Mentre l'aria porta via la delusione
    Io sorrido alla tua finta ingenuità.

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  • #7
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    Curioso, ognuna delle poesie contiene il vocabolo PAROLE, e anche il contenuto è dedicato al linguaggio, alla parola.

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  • #8
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    Una voce indimenticata e intensissima quella di Fourugh Farrokzad.
    In Italia i suoi versi dolorosi e potenti sono stati raccontati nelle
    meravigliose traduzioni di Domenico Ingenito.


    Cade la notte
    E dopo la notte, il buio
    E dopo il buio
    Gli occhi
    Le mani
    I respiri, i respiri…
    E il rumore dell’acqua
    Che gocciola dal rubinetto

    Dopo due punti rossi
    Due sigarette accese
    Il tic-tac dell’orologio
    Due cuori
    E due solitudini

    Forough Farrokhzad

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  • #9
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    Citazione Originariamente scritto da Shoshin Vedi messaggio
    Una voce indimenticata e intensissima quella di Fourugh Farrokzad.
    In Italia i suoi versi dolorosi e potenti sono stati raccontati nelle
    meravigliose traduzioni di Domenico Ingenito.


    Cade la notte
    E dopo la notte, il buio
    E dopo il buio
    Gli occhi
    Le mani
    I respiri, i respiri…
    E il rumore dell’acqua
    Che gocciola dal rubinetto

    Dopo due punti rossi
    Due sigarette accese
    Il tic-tac dell’orologio
    Due cuori
    E due solitudini

    Forough Farrokhzad

    In teoria dovremmo proporre una poesia a testa, ma siamo così pochi ... se gli altri sono d'accordo la lascio

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  • #10
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    Iniziamo con la prima poesia sulla poesia

    La poesia è una lingua straniera.
    Di battiti, di tremiti, del sentire, del percepire.
    Ma non è sentimentale.
    È una lingua che riceve,
    è la lingua del dopo-disastro.
    Cosa resta dopo un disastro?
    Dei pezzetti, dei frammenti.
    Ecco cos'è la poesia.
    È un non voler vincere con le parole.
    È un non voler avere ragione.
    La poesia può contenere questo tremito dell'umano,
    perché va oltre i significati.
    È una lingua del perdono.

    Chandra Livia Candiani

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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Iniziamo con la prima poesia sulla poesia

    La poesia è una lingua straniera.
    Di battiti, di tremiti, del sentire, del percepire.
    Ma non è sentimentale.
    È una lingua che riceve,
    è la lingua del dopo-disastro.
    Cosa resta dopo un disastro?
    Dei pezzetti, dei frammenti.
    Ecco cos'è la poesia.
    È un non voler vincere con le parole.
    È un non voler avere ragione.
    La poesia può contenere questo tremito dell'umano,
    perché va oltre i significati.
    È una lingua del perdono.

    Chandra Livia Candiani
    Ci sono molte poesie che descrivono cosa sia la poesia: questa mi piace molto, vede la poesia come un tremito dell'umano, come un frammento di sentimento. La poesia accenna un battito, un fremito, aiuta ad attraversare il buio e già così è molto. Non è utile, ma è indispensabile. Esprime parole dopo una catastrofe, è il dono di un fulmine intuitivo, un lampo di futuro. Insegna a fermarsi e a perdere l'illusione del controllo, accoglie l'esitazione e la compassione.

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  • #12
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    Se posso permettermi ne propongo una mia, recentissima:

    La notte non ha frontiere
    quando la corrente della paura
    attraversa la mia mente:
    è solo un enorme letto
    di pietre aguzze e fredde
    su cui il dolore pianta
    il suo vessillo.

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  • #13
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    Citazione Originariamente scritto da Starling Vedi messaggio
    Se posso permettermi ne propongo una mia, recentissima:

    La notte non ha frontiere
    quando la corrente della paura
    attraversa la mia mente:
    è solo un enorme letto
    di pietre aguzze e fredde
    su cui il dolore pianta
    il suo vessillo.
    Certo che puoi!

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  • #14
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    Iniziamo con la prima poesia sulla poesia

    La poesia è una lingua straniera.
    Di battiti, di tremiti, del sentire, del percepire.
    Ma non è sentimentale.
    È una lingua che riceve,
    è la lingua del dopo-disastro.
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    La poesia può contenere questo tremito dell'umano,
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    È una lingua del perdono.

    Chandra Livia Candiani
    Una poesia che non riuscirei a commentare, forse lo farei se potessi emettere i suoi suoni: il boato del disastro, il rumore dei frammenti che cadono, gli uccellini che cinguettano mentre, passata la tempesta, la penna scivola sul foglio, oppure sensazioni come il tremore dell'anima. E' una poesia che evoca in me sensazioni pure, non razionalizzate, non spiegabili con le parole.

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  • #15
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    Propongo la seconda poesia

    Poiché non mi veniva nessuna parola
    (la parola era "addio", ma non riuscivo a dirla)
    ti ho dato il mio silenzio
    ed ho ascoltato il tuo,
    e non è stato un vuoto, ma condivisa pienezza
    e ancora gioia, mentre accettavamo,
    come la terra, un nostro tempo di neve,
    bianco grembo d’attesa delle future estati.

    Margherita Guidacci

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