Baricco, Alessandro - Castelli di rabbia

skitty

Cat Member
Sto ultimando la lettura... Io sono rapita dalla modalità narrativa di Baricco, che mi travolge come un fiume di eventi e di sensazioni, che a volte non si capisce subito da dove piovano, e poi bisogna tornare indietro per incastrare le parole e le vite, e capire...

"Un silenzio infinito. Non per altro: ma è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo."

"Le cose che si sanno sono le cose normali, o le cose brutte, ma poi ci sono dei segreti, ed è lì che si va a nascondere la felicità..."

Unico neo: a volte, in mezzo a tutta questa intensità e dolcezza, trovo molto "stonato" l'utilizzo di parolacce. In particolar modo non ho affatto gradito la bestemmia che ho incontrato (pur non essendo neanche cattolica... ma penso che sia questione di educazione).
 

Nerst

enjoy member
Questo è stato il mio primo Baricco e ho apprezzato lo stile di scrittura, l' ho trovato pacato e profondo. Le storie dei protagonisti sono narrate in modo tale da essere dirette e comprese in una chiave che solo i personaggi ( ed il lettore) possono comprendere. Ho trovato particolarmente interessante le pause tra una frase e l' altra, intese come pagine mezze vuote, o del tutto vuote, come a voler dare il tempo al lettore di metabolizzare il concetto precedente con tutta calma, senza tornare indietro con la lettura. Anche il ripetersi delle frasi credo sia il tipico modo di sottolineare dello scrittore.
Bello, spero ce ne saranno altri così.
 

Jessamine

Active member
Ho iniziato questo romanzo convinta che fosse "Questa storia", per poi scoprire, circa a metà, di aver fatto confusione rinominando i file dell'ebook, quindi già la lettura non era partita col piede migliore, forse.
Devo dire che a me Baricco, soprattutto qualche anno fa, piaceva molto, ma ultimamente non riuscivo più ad apprezzarlo molto. Così mi sono detta, "ci riprovo, e vediamo come va".
Questo libro è scivolato via bene, senza difficoltà, tanto che l'ho terminato in pochi giorni (segno solitamente di un mio grande gradimento). Ho trovato piacevoli molti passaggi, interessanti alcuni personaggi, affascinante la costruzione, ma tutto qui. Non lo so, quello che anni fa di Baricco scambiavo per poetico, ora mi sembra solo stucchevole e "ragionato". Come se non venisse davvero dal suo intimo, come se non avesse un fondamento, ma fosse solo lì, ad effetto, per stupire ed ammaliare. E, non so, ma tutto questo a me sa di finzione, non di arte.
In alcuni punti questo atteggiamento è arrivato quasi ad irritarmi, durante la lettura mi veniva voglia di mettermi ad urlare: "Embè? Non è che un frase ad effetto, ma senza nessun contenuto, faccia di te un grande autore, eh!".
Ecco, mi ha lasciato annebbiata e confusa, come se avesse cercato di disorientarmi con belle frasette, per nascondere il fatto che in realtà non stesse parlando di niente.
Non so, forse sono solo cresciuta, e ora da un romanzo cerco di più che belle frasi da sottolineare (soprattutto, vorrei che queste frasi non fossero solo formalmente belle, ma che avessero anche un contenuto capace di andare oltre lo stupore che suscitano - se lo suscitano).
Dopo aver molto amato Oceano mare e Novecento, apprezzato Seta e letto senza troppa sofferenza Castelli di rabbia, penso proprio mi prenderò una lunga pausa da Baricco, perché temo che la leggera irritazione che mi ha suscitato questo romanzo in alcuni passaggi potrebbe trasformarsi in disprezzo :?.
 

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
Membro dello Staff
Ho letto quasi tutti i suoi scritti e Castelli di rabbia, ahimè, è quello che finora mi è piaciuto di meno. Stupenda, memorabile, la descrizione del pianto silenzioso della protagonista ("Semplicemente, senza che un solo angolo del suo volto si muovesse, e assolutamente in silenzio, iniziò a piangere, in quel modo che è un modo bellissimo, un segreto di pochi, piangono solo con gli occhi, come bicchieri pieni fino all'orlo di tristezza, e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi, seguita poi da mille altre, e immobili se ne stanno lì mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta") ma il resto non mi ha lasciato granché. Mi ha dato fastidio la tecnica stilistica di riempire pagine intere senza virgole o punti fermi che facciano "respirare" la lettura, per non parlare di quanto abbia trovato inopportuna e fuori luogo la bestemmia presente a un certo punto in un flusso di pensiero (non sono un baciapile, anzi, ma quando le cose non hanno senso mi irritano fino al disgusto).
Noiosa anche la parte sulle ferrovie.
Non mi ha entusiasmato e non lo consiglio.
 

Spilla

Well-known member
Quoto in tutto la recensione di Jessamine, che somiglia alla mia di "Oceano mare". Baricco grande parolaio, evocativo, ma ... vuoto. Ha la stessa consistenza della nebbia.
Poi, per carità, non ho mica letto tutto ciò che ha scritto (Novecento, tra l'altro, è invece un bel libro), ma il mio giudizio su Baricco temo sia oramai bello e fatto
 
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