la vostra citazione del giorno!!!

Shoshin

Well-known member
FB-IMG-1672921279576.jpg


Noi moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radice in altri.

Tolstoj
 

Pathurnia

Capafresca
«La donna ha il diritto di salire sul patibolo; ella dovrà anche avere il diritto di salire sulla tribuna.»
[Olympe de Gouges, Déclaration des droits de la Femmes et de la Citoyenne, art. X]
Olympe de Gouges, 1748-1793. Ghigliottinata.
 

qweedy

Well-known member
E non pensare che d’inverno
il giardino perda il suo incanto.
Sembra addormentato,
ma lì sotto le radici sono in tumulto.
Rumi
 

qweedy

Well-known member
«Da come gli altri si comportano con noi,
non dobbiamo desumere e apprendere
chi siamo noi, bensì chi sono loro».
- Arthur Schopenhauer -
 

Pathurnia

Capafresca
«I perdenti, come gli autodidatti,
hanno sempre conoscenze più vaste
dei vincenti, se vuoi vincere devi sapere
una cosa sola e non perdere tempo a
saperle tutte, il piacere dell'erudizione è
riservato ai perdenti. Più cose uno sa,
più le cose non gli sono andate per il verso giusto».
- Umberto Eco -
Mah non so se ha lo stesso senso di una cosa che dicevo io, cioè che spesso i saperi di cui ci ammantiamo sono pellicce sul nostro essere insignificanti, ogni pergamena una pelliccia (senti chi parla) :p.
Però la definizione "perdenti" non mi piace, preferisco irrisolti, insoddisfatti, anche frustrati, ma l'idea che ci sia qualcosa da perdere o vincere non mi convince.

🙋‍♀️
 

qweedy

Well-known member
E' una riflessione che mi ha colpito perché non ci avevo mai pensato, e credo sia vera. Immagino intendesse chi ha successo agli occhi del mondo, e chi è perdente agli occhi del mondo.
E si può collegare a un'altra citazione "Può sembrare che le persone oneste arrivino ultime al traguardo, ma di solito partecipano ad un'altra gara." Kennet Blancard
 

Shoshin

Well-known member
Come gli animali stanno tranquilli nel non conosciuto con occhi enigmatici e il mistero scritto sulla pelliccia o sulle piume, come gli alberi, che hanno gesti dettati dal vento e sanno aspettare senza discussioni che le condizioni cambino, forse sono visibili forme
di gioia: la gioia di conoscere la via per incontrare il non conosciuto.
Lao Tzu dice: «Quello che tocchi senza afferrare si chiama sottile».
Forse è cosí che ci si educa a vedere la sottigliezza della gioia, non afferrandola e riconoscendola anche dove è grazia dell’abbandono.

Chandra Candiani da 'Questo immenso non sapere.' Einaudi
 
Alto