Gramellini, Massimo - Fai bei sogni

alexyr

New member
Fai bei sogni e' un racconto autobiografico con la vocazione del romanzo.
E' la storia di un segreto,ma anche una lucida autoanalisi sul senso della perdita.
Gramellini passeggia in punta di dita, ma con sguardo chirurgico,attraverso i suoi sentimenti, per raccontarci una favola toccante.

A me e' piaciuto,con tanto che di solito questo genere non mi convince.
Amo la sua scrittura elegante, delicatamente comica, con una grandissima capacita' di tratteggiare i personaggi in 4 parole.

Forse, un filo troppo accomodante con se stesso. ma e' la storia di un perdono, glielo concediamo.
 
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malafi

Well-known member
A me e' piaciuto,con tanto che di solito questo genere non mi convince.
Amo la sua scrittura elegante, delicatamente comica, con una grandissima capacita' di tratteggiare i personaggi in 4 parole.

Quoto parola per parola.
Il pregio di questo libro non è tanto nel suo evolversi o nel suo messaggio.
Per me leggerlo è stato quasi un piacere fine a se stesso. Poteva parlare d'altro e mi sarebbe piaciuto ugualmente.
 

malafi

Well-known member
di cosa parla? che genere? mi incuriosite e poi non mi dite niente... è crudele!

Fai bei sogni è la storia di un segreto celato in una busta per quarant’anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. Fai bei sogni è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perché il cielo lo spaventa, e anche la terra.
Fai bei sogni è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti.
Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio più solido. Una lotta incessante contro la solitudine, l’inadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell’amore e di un’esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.


E' un romanzo biografico.
Presuntuoso, se il messaggio dell'autore vuole essere di tipo terapeutico verso chi si trova ad affrontare problemi di questa portata (ma non sono certo sia questo l'intento dell'autore).

Ma molto bello da leggere, secondo me, proprio per la qualità della scrittura: intensa senza essere pomposa e ridondante, puntuale senza scadere nel troppo essenziale, con una buona vena ironica, senza scadere nel comico.
 

Antonio58

New member
Il libro è molto bello. Nonostante la sofferenza narrata tutto viene raccontato con leggerezza, con gli occhi ingenui di un bambino e una punta di ironia, un po' come Le ceneri di Angela di Frank McCourt. Un libro sulla paura ad affrontare la vita che incoraggia tutti a superare il dolore e vincere la sfiducia in se stessi e nel futuro. Mi è molto piaciuta la frase: "Non essere amati non è la sofferenza più grande, la più grande è non essere più amati. Quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo si interrompe brutalmente il flusso di un'energia condivisa."
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Concordo con il giudizio di alexyr.

E' una sorta di autobiografia concentrata sull'aspetto più intimo e doloroso della storia dello scrittore-giornalista: l'accettazione della morte della mamma, avvenuta quando lui era in tenera età. A suo modo un romanzo di formazione, che racconta la crescita di un individuo privato sin da piccolo di qualcosa di fondamentale.
Coraggioso nel mettersi a nudo senza riserve, tenero, (auto)ironico e probabilmente autoterapeutico, forse è vero che è un po' indulgente con se stesso ma onesto, non omette i suoi difetti e le sue mancanze, sempre prendendosi bonariamente un po' in giro.

Gradevole, toccante, ben scritto e apprezzabile, lo consiglierei.
 

IreneElle

New member
Mi è piaciuto lo stile semplice e leggero dello scrittore anche quando si trova a descrivere il dolore, anche l'ironizzare su certi aspetti è un elemento che ho apprezzato a fondo.
Mi sono piaciuti in particolar modo la descrizione di Nonna Emma ad esempio o ancora le prodezze del Toro.
E' un libro che parla di morte, ma soprattutto di vita e si legge in una sera.
Il mio voto complessivo su una scala da 1 a 5 è: 4
 

Spilla

Active member
Anche a me è piaciuto per la delicatezza e la freschezza con cui l'argomento è trattato. Non è un capolavoro, qui è già stato detto, ma Gramellini mi piace a prescindere, perciò il giudizio rimane pienamente positivo.
 

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
Membro dello Staff
L’ho trovato commovente e non banale. All’inizio, forse anche fino a metà libro, non nascondo di aver provato una certa insofferenza verso Gramellini che, ormai adulto e vaccinato, quasi si crogiola nella sua bolla di vittimismo e irresolutezza. Poi, dal momento in cui scopre la verità sulla madre, l’empatia è immediata, non ci sono santi. La parte finale mi ha fatto venire le lacrime agli occhi, soprattutto quando cita le lettere che ha ricevuto post-pubblicazione.
Un libro profondo, non banale nonostante il tema, scritto bene, semplice e scorrevole. Da leggere assolutamente.
Spesso si sottovaluta il potere di un abbraccio.
 
Il libro è molto bello. Nonostante la sofferenza narrata tutto viene raccontato con leggerezza, con gli occhi ingenui di un bambino e una punta di ironia, un po' come Le ceneri di Angela di Frank McCourt. Un libro sulla paura ad affrontare la vita che incoraggia tutti a superare il dolore e vincere la sfiducia in se stessi e nel futuro. Mi è molto piaciuta la frase: "Non essere amati non è la sofferenza più grande, la più grande è non essere più amati. Quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo si interrompe brutalmente il flusso di un'energia condivisa."

Ho letto il libro l'anno scorso.
"Non essere amati non è la sofferenza più grande, la più grande è non essere più amati. Quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo si interrompe brutalmente il flusso di un'energia condivisa": è così vero, così dannatamente vero, che ogni volta che mi scontro con queste parole vedo il mio dolore nero su bianco. Fa male sentirlo dire, fa male leggerlo, fa male sapere che qualcun'altro vive un dolore come il tuo. Ma fa tanto bene sapere che questo qualcuno capisce esattamente cosa stai provando, rivelando con la sua intima storia anche la tua intima storia.
 

lovely100

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Non non mi è piaciuto molto.

Citazioni:

1. Molto più importante di quello che sappiamo o non sappiamo è quello che non vogliamo sapere.

2. Che si fosse stufata di lui riuscivo persino a capirlo. Ma come aveva potuto smettere di amare me? Non essere amati è una sofferenza grande. la più grande è non essere amati più. Nelle infatuazioni a senso unico l'oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazioni. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe brutalmente il flusso di un'energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d'indefinito.

3. Non so se in amore vince chi fugge ma di sicuro chi perde rimane dov'è immobile.

4. Si alimentano con l'inazione. non sono le sconfitte a ingrandirli ma le rinunce.

5. Le donne non si conquistano con le corde vocali, ma gli orecchi. Noi maschi sprechiamo tempo a rintronarle di battute memorabili quando l'unica cosa che ci chiedono è di prestare attenzione ai loro pensieri.

6.è nulla il morire. Spaventoso è non vivere.
 

lovely100

New member
Ci spieghi perché? :)

Ciao Spilla, non mi ha attirata tanto. è stata una semplice lettura...che non mi è piaciuta. A me piacciono molto i libri che mi trasmettono qualcosa. Ho preferito molto di più il libro che ho finito da poco....anche se era solo un romanzo. Mi ha trasmesso il dolore che si leggeva nelle parole scritte. è questo che io cerco nei libri.

(scusa ma non sono molto brava nei commenti o spiegazioni).
 

valebinelli

New member
Massimo Gramellini - Fai bei sogni

Ho appena finito di leggere "Fai bei sogni" di Massimo Gramellini, uomo che ho sempre ammirato e stimato già dalle apparizioni a "Che tempo che fa". Il libro, uscito già da qualche anno, racconta la storia di un bambino ( Massimo, per l'appunto ) afflitto dalla perdita precoce della mamma. L'intera storia segue la vita del protagonista, anno dopo anno, nel corso della quale rimane pressochè immutato il dolore per la triste vicenda vissuta da bambino.
Indipendentemente dalla trama del romanzo, quello che veramente stupisce ed affascina è il modo in cui Gramellini racconta una storia così delicata e drammatica, senza però mai cadere nella tragedia, ma dando il giusto peso a tutti gli stati d'animo del protagonista ( chè poi è lo stesso autore, trattandosi di una vicenda autobiografica ). Ne viene fuori qualcosa di estremamente bello, che coinvolge il lettore e lo fa riflettere, e che soprattutto lo avvicina all'autore in una maniera assolutamente intima. "Fai bei sogni" è un libro che fa riflettere e sperare, commuovere ed intenerire, divertire e stupire. Tutte reazioni che pare strano associare alla morte di una madre, ma che si rivelano invece incredibilmente vere e sensate.
 
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