Carrisi, Donato - La donna dei fiori di carta

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
Membro dello Staff
Veramente breve, ma piacevolissima lettura. Mi piace quando leggo un libro e mi faccio un'idea su chi possa essere chi, e invece l'autore con una torsione narrativa mi fa rimanere con tanto di naso.
Attenzione spoiler
Nella mia "ingenuità" avevo pensato che il prigioniero fosse in realtà Guzman stesso, perchè aveva fatto credere che Davì fosse morto sul Titanic. Invece il prigioniero è Davì e l'uomo che fumava sul transatlantico era Guzman, che non fa nulla per mettersi in salvo, anzi, era salito sul Titanic per mettere fine alla malattia che lo aveva colpito.
Fine spoiler


Insomma, una lettura veloce, piacevole, uno stile cristallino. La storia è carina, abbastanza originale e molto suggestiva, quasi "olfattiva". Si sente quasi l'odore dei sigari, del tabacco, il profumo del sapone di Madame Li e della sua lavanderia, sembra di sentire l'aria fresca e inebriante delle montagne della Cina. Mi è piaciuta anche l'onestà intellettuale della nota dell'autore, in cui Donato spiega la genesi di questo romanzo breve. Interessante anche lo scorcio storico sulla prima guerra mondiale, e soprattutto - se è vero - la tecnica usata dai militari italiani per mandare "avanti" i soldati in pasto al nemico.
 

Nerst

enjoy member
Lettura piacevole.
Un Carrisi del tutto diverso da quello che conosciamo con i suoi libri precedenti. Non è una storia thriller, ma un noir, come l' autore stesso la definisce. La scrittura è scorrevole e la storia entra subito nel mistero già con la figura del medico col suo taccuino. Curiosi i personaggi che uno dei protagonisti incontra e belle le immagini delle ambientazioni accompagnate dei fumi di tabacco. L' amore è al centro della romantica storia a cui fa da sfondo la tragedia del titanic. Mi è piaciuto l' intreccio delle vite dei tre personaggi del passato, a cui si annoda quella del medico e sarà proprio lui a dar pace a tutti. Preferisco il Carrisi del genere thriller, ma comunque questo libro svela un aspetto più intimo dello scrittore e posso dire di conoscerlo un pochino in più.
 

Monica

Active member
Una delicata storia d'amore,uno stile del tutto diverso dai suoi triller.Uno scrittore multiforme e versatile.
Spero di poter leggere presto un suo nuovo libro:)
 

estersable88

dreamer member
Monte Fumo, fronte dolomitico, aprile 1916. La guerra fra italiani ed austriaci miete ogni giorno morti su entrambi i fronti. Ma la sera del suo compleanno, un uomo, un medico di campagna austriaco viene distolto dal consueto compito di strappare vite alla morte per salvare una vita in un modo diverso: deve far parlare un prigioniero italiano, deve fargli rivelare nome e grado. Ma la storia che l’uomo sta per raccontargli è molto diversa da ciò che ci si aspetterebbe: è una di quelle storie che cambiano la vita di chi le vive e di chi le ascolta.
Quella che Donato Carrisi ci racconta in questo romanzo breve è una storia fantasiosa e fantastica, originale e delicata; è una storia fatta di tante storie, di donne ribelli e bellissime, di sigari fumati con eleganza e ritualità, di fiori di carta con sopra versi bellissimi. E’ la storia di chi racconta e di chi sa ascoltare, è l’eterna lotta contro la morte e l’oblio.
“La donna dei fiori di carta” è un libro assolutamente sorprendente: confesso che, leggendo la quarta di copertina prima di cominciare la lettura, non sapevo proprio cosa aspettarmi. Ora, a lettura ultimata, sono piacevolmente sorpresa da questo Carrisi insolito. Questo libro, infatti, mi ha fatto capire che Carrisi ha due anime e due diversi stili di scrittura: c’è il Carrisi dei thriller, oscuro, artificioso, prolisso, direi anche pretenzioso; poi c’è questo Carrisi, sognatore, visionario, delicato ed essenziale nella prosa, in grado di raccontare la morte quasi accarezzandola con serenità e dignità. Il primo Carrisi non mi entusiasma… questo, invece, mi è piaciuto molto.
 
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