Memoria del vuoto di Marcello Fois
Un libro che assomiglia a una casa con molte porte e molta storia...«Si è detto che Emily Brontë fosse pazza. Non sono affatto d’accordo, era semplicemente una donna. E nel mio libro ho messo ogni genere di cose che penso le sarebbero piaciute».
Anjet Daanjel
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"Dopo tutti quegli anni nei quali si è vista passare da loro i libri in prestito e i misteriosi bigliettini, e dopo avere venduto loro la carta – e avergliene perfino regalata – su cui hanno scritto i loro romanzi, per Grace è come se lei stessa fosse l’autrice di quei manoscritti. Il solo pensiero di potersi sottrarre alle umiliazioni della povertà e ai giudizi crudeli sulle vecchie zitelle con qualcosa di semplice come un pacco di carta e inchiostro è così potente, fantastico e foriero di speranze, che non riesce a restare a letto. Esce dalla sua stanza e, al buio, nel silenzio, scende le scale. Al pallido lume di una candela trova nel magazzino i pacchetti delle sorelle Drayden. Li appoggia sul pavimento freddo accanto a sé e studia ancora una volta l’indirizzo: Reynell & Sons, 12 Paternoster Row, Londra. Il pacchetto più sottile è di Eliza, le sembra di riconoscere l’elegante grafia inclinata dei bigliettini. Rimane lì seduta per qualche tempo tra i sacchi di posta, in dubbio se aprire i pacchetti, leggere fino all’alba e poi richiuderli. Nessuno se ne accorgerebbe. Ma vuole poter essere orgogliosa di loro senza doversi vergognare se i loro romanzi dovessero essere pubblicati, e aprirli per la prima volta e vedere il loro nome sul frontespizio. Questo non sarebbe possibile se lei quella notte le tradisse. Perciò ripone i pacchi nel sacco della posta e torna a letto."«Si è detto che Emily Brontë fosse pazza. Non sono affatto d’accordo, era semplicemente una donna. E nel mio libro ho messo ogni genere di cose che penso le sarebbero piaciute».
Anjet Daanjel
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